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La Rete Bioregionale Italiana è ispirata dall'idea di Bioregione: aree omogenee definite dall'interconnessione dei sistemi naturali e dalle comunità viventi che le abitano.
Una bioregione è un insieme di relazioni di cui gli umani sono chiamati a vivere e agire come parte della più ampia comunità naturale che ne definisce la vita.
Qui di seguito i nomi dei primi fra i nuovi referenti tematici della Rete Bioregionale Italiana che a titolo volontario intendono mettere a disposizione di tutti le conoscenze acquisite nel loro percorso di pratica ecologista:
Daniela Spurio - Grafica e fotografa - Impaginatrice dei Quaderni di
Vita Bioregionale - "Viverecongioia Jesi" dhanil@live.it,
Giorgio Vitali, presidente Infoquadri, Referente per il Signoraggio monetario ed aspetti economici correlati. Email. vitali.giorgio@yahoo.it, - Tel. 393.6542624
Rita De Angelis ritadeangelis2@alice.it e cell. 3385234247 - ecologia casalinga
Antonella Pedicelli, docente di filosofia, residente a Monterotondo (Sabina Romana). Referente per rapporti con le scuole e interventi formativi di recupero e attenzione verso la cultura bioregionale. Email: hariatmakaurr@gmail.com
Claudio Martinotti Doria, monferrino, storiografo e ricercatore di storia locale ed economica, saggista, ambientalista libertario e localista. Referente per le Politiche economico ecocompatibili. Email: claudio@gc-colibri.com tel. 0142487408 - Sito web: http://www.cavalieredimonferrato.it
Benito Castorina, docente universitario per l'economia agricola e coltivatore di erba vetiver. Referente per l'agricoltura contadina e produzione energetica ecologica. Recapiti: benito.castorina@fastwebnet.it - Tel. 06.8292612 - 338.4603719
Avv. Vittorio Marinelli, presidente di European Consumers,
Via Sirtori, 56, 00149 Roma. Email: vitmar@tiscali.it - Tel.
348.1317487 - Referente per l'ecologia nei consumi.
Caterina Regazzi, medico veterinario USL specializzato in allevamento e alimentazione animale. Referente per il rapporto uomo/animali e zootecnia. Recapiti: caterinareg@gmail.com – Cell. 333.6023090
Fulvio Di Dio, residente ad Amelia (Terni), funzionario alla Regione
Lazio Assessorato Ambiente. Email. fulvio.didio@libero.it - Tel.
329.1244550. Referente per l'ecologia nelle aree urbane.
Manuel Olivares, scrittore e giornalista sociologico esperto in comunità, fondatore della casa editrice “Vivere Altrimenti”. Referente per i rapporti con le comunità, comuni ed ecovillaggi. Recapito: info@viverealtrimenti.com
Sonia Baldoni, esperta di erbe officinali e cure naturali olistiche. Referente per il rapporto con gli elementi della natura e con lo spiritus loci. Recapiti: Cell. 333.7843462 - sachiel8@virgilio.it
Teodoro Margarita, seedsaver, già consigliere federale di Civiltà Contadina e collaboratore della Rete. Referente per l'area comasca, ecovillaggio, ricerca spirituale. Recapito: 031.683431 ore serali.
Stefano Panzarasa, geologo e musicista, Responsabile Ufficio Educazione Ambientale del Parco Naturale Regionale dei Monti Lucretili e membro fondatore della Rete Bioregionale Italiana. Referente per l'educazione ambientale ed ecologica. Recapiti: bassavalledeltevere@alice.it - blog (cliccare qui sotto): www.orecchioverde.ilcannocchiale.it tel.. 0774/605084
Lucilla Pavoni, scrittrice e neo contadina. Referente per i rapporti solidali fra esseri umani. Recapiti: lucillapavoni@libero.it – Cell. 338.7073857
Paolo D'Arpini, cercatore spirituale laico e membro fondatore della Rete Bioregionale Italiana. Referente per le Pubbliche Relazioni. Recapiti: circolo.vegetariano@libero.it – Tel. 0733/216293 - 0761/587200
Altri membri e simpatizzanti stanno ancora meditando sul come offrire la propria collaborazione alla comunità bioregionale, se fra i lettori, che si riconoscono nel messaggio dell'ecologia profonda, c'é qualche volontario.. é benvenuto!
Paolo D'Arpini, addetto alle Relazioni Pubbliche per la Rete Bioregionale Italiana
Per aderire alla Rete Bioregionale Italiana é sufficiente sottoscrivere il manifesto fondativo (o carta degli intenti) e di inviare una email di conferma a: circolo.vegetariano@libero.it
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16 maggio 2012
Il Giappone riaccende i reattori (nucleari)
Ohi, Ohi... contrordine ragazzi.. il Giappone riaccende i reattori
Leggiamo sul Sole 24 Ore del 15 maggio 2012 che "i reattori
nucleari ripartono a Ohi", una cittadina giapponese a 360 km da Tokio.
Questo il testo del trafiletto, che riporta un dispaccio della Reuters:
"Una città del Giappone occidentale, Ohi, ha deciso di riaccendere due
reattori nucleari spenti dopo l'emergenza di Fukushima. Nella regione,
il Kansai, le autorità hanno previsto tagli alle forniture di
elettricità quest'estate".
Se si va al testo diretto della Reuters, scopriamo "succosi" dettagli
su un consenso comprato:
“Ohi received about 2.5 billion yen ($31 million) in subsidies in the
financial year to March 2010 related to Kansai Electric’s four
reactors. Many jobs also depend in some way on the plant.”
La notizia è molto importante perché giunge dopo la chiusura, avvenuta
il 5 maggio scorso, di tutti i 54 reattori giapponesi, che aveva fatto
pensare ai soliti ambientalisti Jo-condor che il Sol Levante stesse
per abbandonare l'atomo cd "civile".
I reattori erano stati spenti, giungendo al black-out contemporaneo,
ricordiamolo:
1) causa stress test per la sicurezza, che si effettuano del resto
periodicamente
2) causa legge giapponese sulla gestione del nucleare, che subordina
al permesso degli enti locali la riaccensione degli impianti dopo le
verifiche.
In Giappone il movimento antinucleare sta montando con mobilitazioni
massicce che in alcune zone ricordano la Valle di Susa: l'80 per cento
della popolazione, dopo Fukushima, sarebbe - finalmente! - diventata
avversa all'atomo. Di qui la resistenza di Comuni ed enti locali ad
accordare i permessi di riaccensione.
Ma - è necessario ribadirlo - l'antinuclearismo non è affatto
l'orientamento del governo centrale giapponese, strettissimamente
collegato alla lobby atomica. L'attuale premier Takeshi Noda, ad es.,
è subentrato all'ex Naoto Kan, scacciato brutalmente proprio per avere
solo prospettato la possibilità che si potesse pensare ad un "futuro
senza nucleare".
Sarà dura per i giapponesi (e non solo per essi) farla finita con il
mostro nucleare. Il Giappone è la principale "potenza nucleare
latente", vassalla degli USA.
Non si tratta semplicemente di fare i conti con una opzione
energetica, qui è in ballo la geopolitica, la politica di potenza in
un quadro globale: a toccare certi fili, letteralmente, si muore.
Quanto scritto vale anche per l'Italia ed è rivolto a tutti coloro
che, in buona o in cattiva fede, si illudono che basti un referendum
che ha vinto sulla base di una - sacrosanta - ondata emotiva.
Avere abbassato la guardia, avere sciolto il Forum Nazionale, offre ad
avviso di chi scrive, carte importanti alla lobby atomica nostrana,
Finmeccanica in testa, che vuole usare l'Europa per fare rientrare
dalla finestra quello che è stato cacciato dalla porta con il
pronunciamento popolare.
Per questo è importante l'esperienza della C.A.V.R.A. a Milano (vedi
convocazione sotto riportata per il 16 maggio pv) ed è necessario che
qualcosa di analogo sorga a livello nazionale, riprendendo l'appello
che era circolato prima del Forum Alternativo di Marsiglia, e sul
quale non ho personalmente potuto lavorare per motivi di salute.
La riunione antinucleare per l'alternativa rinnovabile a Milano segue
il Direttivo dell'Associazione Energia Felice, convocato nello stesso
posto (via Borsieri, 12) alle ore 17.00.
Costituzione del CAVRA Milano – comitato per attuare la volontà del
referendum antinucleare
Alle amiche ed agli amici interessati al nostro progetto di
partecipazione energetica per la “rivoluzione del risparmio,
dell’efficienza e delle rinnovabili”.
Nella riunione che abbiamo effettuato il 2 maggio 2012 nello Spazio
Kronos, subito dopo il direttivo di Energia Felice, abbiamo deciso:
1- di approvare il documento sulle linee guida che proponiamo per
il Piano energetico comunale
2- di inserire Mario Agostinelli nella terna dei portavoce che
dovrà incontrare il Sindaco di Milano, quando l’appuntamento sarà
fissato;
3- di far gestire la pagina facebook, che è già stata aperta, a
Carolina Balladares, di Terra Nuestra
4- di organizzarsi per una Tenda in piazza della Scala (o in un
luogo di analoga valenza simbolica), che potrebbe già partire il 27
maggio , 2 giorni prima dell’assemblea dei soci di A2A.
La “Tenda del Sole” dovrà avere contenuto informativo e di
sensibilizzazione sull’attualità del no al nucleare che deve tradursi
anche in si al risparmio ed alle rinnovabili.
Il Sindaco Pisapia non ha ancora risposto alla nostra richiesta
ufficiale, anche se ha partecipato all’iniziativa organizzata
dall’Associazone Energia Felice il 9 maggio al Punto Rosso
(presentazione del libro di Alfiero Grandi), ed in quella sede è stato
incalzato da Mario Agostinelli sulla Multiutility del Nord.
Pisapia ha difeso l’elezione di Pippo Ranci a nuovo presidente di A2A
definendolo “un campione tecnico che trainerà il rilancio aziendale”.
Bisognerà fargli notare che A2A avrebbe bisogno non di esperti
finanziari, di area PD-cattolica, per giunta nuclearisti, bensì di
autentici tecnici dell’energia con la competenza e la volontà per
attuare il cambiamento di modello necessario.
Occorre aumentare la pressione sul Sindaco per ottenere l’incontro.
Bisognerà telefonare alla sua segreteria e spedire ulteriori fax.
Alfonso Navarra
cell. 340-0878893
E mail alfonsonavarra@virgilio.it;
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15 maggio 2012
Siria - La verità su quel che sta accadendo...
Nella Moschea di Damasco
All’esterno della Moschea c’è la tomba del Saladino, all’interno la
cappella che secondo la tradizione contiene la testa di San Giovanni
(il profeta Ya?ya per l'Islam).
Amorrei, greci, romani, cristiani, arabi musulmani si sono nei secoli
susseguiti: se c’è un luogo che rappresenta l’incontro e il crogiolo
delle civiltà e religioni del Vicino Oriente questo è proprio la
Moschea di Damasco.
al-Buti, vecchio teologo da tutti stimato e rispettato, considera un
disonore blasfemo le azioni dei criminali vociferanti Allahu Akbar e
allo stesso tempo sostiene che la crisi in corso, una volta finita,
avrà un effetto positivo. Non so in base a cosa ne sia convinto, ma
sembra sincero. Qui tutti sanno, ci dice, che l’America, Israele e i
loro alleati vogliono minare dall’interno l’Islam. Considera noi molto
più fratelli di “certi cugini generati dallo stesso padre”. Il
riferimento ai necromonarchi del Golfo non potrebbe essere più
esplicito. Mi viene da pensare all’estremo paradosso: dovunque si
trovino, i musulmani orientano le preghiere in direzione della Mecca,
città sacra per antonomasia da tanto, troppo tempo nelle mani di quei
“cugini” corrotti, dei peggiori traditori e sfruttatori del messaggio
di Mu?ammad, "il grandemente lodato".
Ouday Ramadan, uno dei miei compagni di viaggio, formidabile attivista
che, abitando da tanti anni a Pisa, parla bene l’arabo come il
toscano, è stato vittima il 7 novembre 2011 di un attentato mentre
veniva da Tartus, dove abitano i suoi parenti (il padre è il capo
spirituale degli alauiti). Si è salvato per una speciale benedizione
del cielo e ora è di nuovo qui. Mi spiega con una parabola, mentre
torniamo al nostro pullman, come mai nei Paesi islamici non ci sia
l’usanza di dare o stringere la mano a una donna. Un inglese chiede
spiegazioni in proposito a un buon musulmano. Questi gli risponde a
sua volta con una domanda. “In Gran Bretagna qualunque uomo può fare
una cosa simile con la vostra Regina?” “No”, ammette l’altro. “Ecco:
nell’Islam tutte le donne sono regine”.
Gli Assad, quei tiranni, quei dittatori… il padre ancora peggio del
figlio, ma il figlio presto peggio del padre!... E Gheddafi lo stesso,
va sans dire… e Milosevic, Chávez, forse tra non molto persino la
Kirchner!… Bisogna rendersene - e tenerne - conto sempre: siamo ormai
nella società spettrale del Kosherbig Brother, dove, per tutto quel
che attiene l’assetto e le strategie del potere, il falso è presentato
come vero e il vero diviene momento del falso. Che lo utilizza, lo
ingloba, lo annulla.
Ho conosciuto casualmente un giornalista di Londra, Gari Sullivan
(http://garisullivan.co.uk/, http://noozdesk.com/), che è qui da 4
mesi.
Mi conferma che siamo sommersi, in relazione alla Siria, da una
valanga di menzogne incredibili... tutta roba da al-Jewzeera, da
al-Arabyia, che hanno acquisito il perfetto modus operandi attraverso
l'esperienza libica... costruita appositamente a tavolino da
specialisti della disinformazione... liste di morti che poi risultano
vivi... cadaveri di torturati e uccisi dai terroristi fatti passare
come opera dell'esercito... simulazioni, ricostruzioni, stages
fantasmatici, attori, attrici... E' la stessa cosa, peraltro, che
sostiene la televisione siriana indipendente Addounia (cfr.
http://syria360.wordpress.com/2012/05/06/marinella-correggia-a-report-from-addounia-syrian-television-against-disinformation/).
Società degli spettri.
Fino all’8 marzo 1963 la Siria, che aveva ottenuto l’indipendenza dai
francesi nel 1946, era un Paese a regime feudatario, con l’equivalente
locale dei vassalli, valvassori, valvassini e servi della gleba del
Medioevo europeo. E con il 90% della popolazione analfabeta. Poi salì
al potere il partito socialista panarabo Ba’th, il cui programma
prevedeva cambiamenti radicali che di lì a pochi anni avrebbero
cominciato a manifestarsi. Fu, sino al 1970, un periodo di completa
instabilità. Ogni qualche mese si succedevano Putsch e governi
aleatori “a scendere”… per mano di colonnelli, di maggiori, di
capitani, di tenenti… al punto che si diceva: tra poco arriverà il
colpo di stato dei caporali… Finché invece fu la volta del generale e
comandante dell’aviazione militare Hafiz al-Assad (1930-2000).
Uomo di umili origini, non corrotto né corruttibile, aveva in mente un
sogno, far progredire il suo Paese e migliorare la condizione di vita
della maggioranza. Tutti i siriani onesti che conoscono la storia lo
considerano come l’autentico padre della patria. Fu un militare duro,
spietato e accentratore, in questo non diverso da tanti altri suoi
colleghi (non solo) arabi. Ma a differenza di quasi tutti loro le
trasformazioni desiderate le seppe attuare. Tutto cominciò col
“movimento di correzione” o “delle riforme” degli anni 70. Esso dette
il via a una serie di conquiste sociali continue e durevoli – di cui i
siriani di oggi ancora beneficiano.
Joe Fallisi
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14 maggio 2012
CIP6 e la politica dell'incenerimento
Il CIP6 ci è costato, nel silenzio della Commissione UE, 40 miliardi di euro (Massimo Lucchetti, il Corriere della Sera, 21-12-2011).
Il 22 novembre 2008 abbiamo presentato una denuncia alla Direzione Generale della Concorrenza della Commissione Europea. La denuncia è sempre aperta presso la Commissione Europea con il seguente numero di pratica, “SA.32048 - CIP 6 support scheme for energies assimilated to renewables”, ma si trascina nelsilenzio della Commissione stessa.
Ironia della sorte, il Presidente del Consiglio Mario Monti nel 1999 è stato Commissario Europeo con delega alla Concorrenza.
Mario Monti sa bene che l’Italia è l’unico Paese europeo che finanzia con ingenti fondi pubblici il settore dei “termovalorizzatori” attraverso i fondi cosiddetti “CIP6”.
Mario Monti sa bene che il finanziamento degli inceneritori con i CIP6 costituisce una violazione delle direttive europee in materia. In conseguenza di detta violazione la Commissione Europea si è già espressa, in data 20 novembre 2003, in merito alla distorsione della normativa comunitaria in Italia in riferimento all'inclusione della parte non biodegradabile dei rifiuti quale fonte di energia rinnovabile.
Mario Monti sa bene che il finanziamento pubblico italiano al settore dei “termovalorizzatori” rappresenta una palese distorsione della concorrenza all’interno dell’Unione Europea, che rende inefficienti i mercati e lede alla competitività dell’economia italiana ed europea.
Questa è purtroppo l’indecente politica del Governo Monti:
· - per i cittadini: un aumento disumano di tasse ed imposte;
· - per il Paese: una fase pesantissima di recessione e forti tensioni sociali;
· - per gli inceneritori: il mantenimento dello sperpero di risorse pubbliche con i CIP6.
Quanti miliardi di euro ci costerà, nel silenzio di Mario Monti e della Commissione UE, la lobby degli inceneritori ????
Leggi tutto l'articolo su:
http://sotto-terra-il-treno.blogspot.it/
Un saluto
Danilo Ballanti
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13 maggio 2012
No all'inutile crudeltà della vivisezione
Ascientificità e inutilità della vivisezione nell’opinione di Emanuela Di Cesare
Sono contraria perché alla base vi è errore di metodo; quale specie dovrebbe essere modello per uomo? La sperimentazione dà informazioni incomplete, in un bassissimo numero di casi, si ha orientamento giusto, ma si tratta di una coincidenza imprevedibile.. i primi a stupirsene sono i ricercatori…. i risultati sono cioè statisticamente irrilevanti..
I veri progressi della medicina si sono avuti a osservazioni cliniche, uso del microscopio, basti pensare alla penicillina, unico farmaco che guarisce, scoperta per caso (le muffe scolavano su colture batteriche e i batteri morivano). Inoltre la sperimentazione fa passare per innocue sostanze tossiche… L’amianto, l’amanita phalloides, la tossina botulinica, la cicuta, la scopolamina, alcol metilico, la stricnina, lo sprais oproterenol, il mediator, arsenico, il benzene, la lana di vetro.. sono tossici per l uomo, non per animale.
Il limone è tossico per i gatti, il prezzemolo per il pappagallo, ma non per l’uomo. A causa del fumo, milioni di animali furono avvelenati, costringendoli a inalare il fumo per dimostrare che non è nocivo. E per loro, aspirato normalmente, non lo è, ma all’uomo causa il cancro del polmone. Senza parlare di farmaci come aulin, il cliochinolo, opren, la talidomide, il lipobay, il vioxx, ritirati, perche con gravi effetti collaterali. Non si può paragonare il patrimonio genetico animale con quello umano,seppur simili.
Vengono usati animali, a seconda di ciò che si vuol dimostrare, se prodotto da commercializzare è non cancerogeno, vengono sezionate le, specie animali piu resistenti a quelle sostanze, e in base al costo dell’animale. Il coniglio non morde, il topo è piccolo, il cane, specie il randagio, costa poco. Senza considerare che la stessa sostanza può essere più o meno tossica rispetto alla specie animale.
L’aspirina è nociva per il gatto, la penicillina per le cavie, ma entrambe sono immuni alla stricnina, che è letale per uomo… I prodotti chimici, e spesso alimenti devono per forza essere testati prima su animali.. ma ciò che avviene supera ogni immaginazione. Senza contare che i farmaci commercializzati hanno 51 % di reazioni avverse che non si erano manifestate negli animali. Le condizioni di sperimentazioni sono artificiali, il corpo è esposto a tante varianti che non sono riproducibili in laboratorio.
La scelta non è tra un bambino e un cane, e che non è possibile cercare le risposte ai 4000 mali che affliggono l’uomo con la vivisezione animale, perché non funziona. Si passa poi alla sperimentazione umana, spesso all’insaputa dei malati stessi, ci sono i volontari, ma anche i feti maturi che vengono tenuti vivi nei laboratori e poi sezionati, tanto non hanno personalità giuridica, per non parlare dei neonati (vedi caso avvenuto in Nigeria).
Il risultato? La medicina dell’incoerenza… Basti pensare alle diete.. iperproteica o no? carboidrati prima? o dopo 17^. E cosi via.
Ci sono miliardi di affermazioni contrastanti. Non a casa Fucci, primario di medicina legale, diceva che la medicina è un arte, non una scienza. Allora che si potrebbe fare? Intanto cercare di prevenire, più che curare, con stile di vita diverso. Il diabete può guarire con l’ alimentazione, usare la biochimica, l’elettronica, la medicina naturale e, se bisogna ricorrere ai farmaci, usare i generici, perché essendo in commercio da più di 10 anni non sono soggetti al brevetto dell’azienda che li ha prodotti,e possono essere commercializzati da qualsiasi azienda farmaceutica.
Inoltre li disincentiva a produrre copie inutili di prodotti simili. La medicina attuale ha fatto ben pochi progressi. Nel confrontare la vita media attuale e quella passata si deve considerare, la morte per parto, le cattive condizioni igieniche, la poca alimentazione, l’estrema fatica, ma quelli che sopravvivevano lavoravano 10-12 ore nei campi mangiavano pane, olive, fichi secchi, verdure di campo, legumi. A 70 anni erano scarniti ma duri come l’acciaio.
Noi come siamo? una corsa da un ospedale all’altro. La nostra qualità della vita come è? Si deve prevenire, umanizzare la medicina, avere, come ai vecchi tempi un quadro globale del malato, e no a ‘pezzetti ‘come ora (si passa da uno specialista all’ altro). Per quanto riguarda la sperimentazione attuale,perche non incentivare, sviluppare metodi alternativi. Metodi in vitro, colture cellulari e tessutali, microrganismi, la simulazione metabolica, le banche di tessuto umano uso del computer per coordinare, sviluppare varie metodiche il crash test, tecniche di imaging, la ricerca clinica, l’epidemiologia e cosi via.
Basti pensare al test di gravidanza con le rane, prima si inoculava urina di gravida nella rana, che moriva, oggi non si fa più. Non bisogna scoraggiarsi, ma progredire in tal senso.
Per quanto riguarda la didattica in medicina che usava animali dal2008 è vietata. Ai miei tempi bisognava stimolare la rana con elettrodi ma io mi sono rifiutata.Tali metodi facevano ridere, in televisione si vedono interventi chirurgici, non serve uccidere animali , (non si ricordano della pet terapia che utilizza animali per aiutare uomini) inoltre si possono usare modelli artificiali, e ripetere l’esplorazione, quanto si vuole.
Speriamo sia finita davvero almeno quella’.Ma non è finito il dolore si parla di ‘non risveglio lieve’ moderato ’grave’. Se il dolore è lieve l’esperimento può essere ripetuto, fino a che si dovrà abbattere l’animale. Ma abbattere come? Secondo metodi umani (??) oppure reinserire animali per seguire programma di riabilitazione, una volta torturati, tagliuzzati, infettati, dissanguati e menomati.
E se anche li anestetizzassero non pensano al dolore del risveglio?
La vivisezione non è attendibile lo sono di più gli affari che vi girano attorno…a tutelare le case farmaceutiche in caso di inaspettati effetti nociviRitengo non sia giustificabile ne dal punto di vista etico,ne scientifico..Bisogna conservare il senso del proprio limite e cercare metodi migliori che non causino dolore e garantiscano una vita migliore… per tutti.. l’uomo deve essere in armonia con gli animali, le piante, le rocce, siamo collegati come anelli di una catena invisibile tutti, a causa di influenze reciproche, viviamo uno stesso ineluttabile destino…
Chi non è d’accordo?
Dott.ssa Emanuela di Cesare
Spec. in medicina legale ed in igiene
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10 maggio 2012
Roma - Bioregionalismo ed ecologizzazione dei trasporti in città
Basta cavalli a Roma? - Circolo Vegetariano VV.TT. e Rete Bioregionale Italiana: "Sì ai cavalli, a certe condizioni"
L’ENPA di Roma ha lanciato un appello al Sindaco Gianni Alemanno, affinché lasci un segno positivo di questa amministrazione per la tutela degli animali, rispondo con una contro proposta.
Mi associo e mi dissocio allo stesso tempo. Ritengo che se adeguatamente protetti, curati e foraggiati, i cavalli a Roma ci potrebbero anche restare. Fanno parte della tradizione e inoltre con la crisi del petrolio, l'inquinamento automobilistico, etc. potrebbero fornire un'alternativa ecologica per il trasporto urbano. Essendo l'altra alternativa la bicicletta ed il risciò a pedali (triciclo). Il cavallo da tempo immemorabile è compagno dell'uomo, allontanare il cavallo, come è successo per altri animali, dalla comunità umana non credo sarebbe una buona idea. Ritengo però che le carrozzelle andrebbero alleggerite al massimo, facendo in modo che l'animale non si affatichi eccessivamente, trasportando un massimo di due passeggeri. Un cavallo che traina su ruote un peso di due o trecento chili non fa praticamente alcuno sforzo, lo stesso peso può essere trainato anche da un uomo appiedato o su un risciò a pedali. Inoltre andrebbero studiati dei percorsi alternativi per le carrozzelle in modo da evitare incidenti agli animali e non sottoporli allo stress di trottare in mezzo al traffico caotico di Roma. Questo, tra l'altro, potrebbe essere un buon approccio iniziale per ecologizzare e rendere percorribile la parte centrale della città eterna solo a pedoni, persone munite di pattini a rotelle, cavalli, asini, biciclette e risciò. Il traffico veicolare automobilistico dovrebbe essere relegato alle aree periferiche della metropoli, in modo così da alleggerire il tasso d'inquinamento ed inoltre creare altre professioni alternative e fantasiose.
Paolo D'Arpini
Circolo vegetariano VV.TT.
e Rete Bioregionale Italiana
http://www.circolovegetarianocalcata.it/epopea-del-circolo/
...............
Comunicato Stampa dell'Enpa:
Dopo aver eliminato l’Ufficio Diritti Animali per sostituirlo con un “osservatorio” e affogarlo all’interno del Decoro urbano, l’unica iniziativa che è riuscita a mettere in campo il Campidoglio per i poveri cavalli delle botticelle è la costruzione di nuove stalle all’interno di Villa Borghese, con grande scempio ambientale e una spesa di circa 800,000 euro di denaro pubblico che potrebbe benissimo essere risparmiato ponendo fine ad un servizio vetusto che crea sofferenza e in alcuni casi purtroppo anche la morte dei cavalli. Solo pochi giorni fa un altro incidente ha sfiorato la tragedia con cavallo ferito e vetturino in ospedale, solo l’ultimo di una lunga scia di cavalli morti e feriti. Eppure i vetturini sono intoccabili, in 42 riescono a dettare la linea politica al Sindaco e ai suoi delegati, imponendo di fatto un servizio pubblico che tale non è, visto che i soldi vanno nelle tasche dei vetturini e ai romani non resta che l’indignazione e la vergogna delle immagini dei cavalli stesi sull’asfalto romano, mostrate in tutto il mondo dai maggiori network.
Signor Sindaco, la preghiamo di lasciarci un segno tangibile della sua amministrazione per il rispetto degli animali, qualcosa di storico, qualcosa da ricordare positivamente, non ci lasci soltanto delle vane promesse e la cruda
cronaca di sofferenza di esseri sensibili e indifesi.
Claudio Locuratolo
Presidente ENPA Sezione di Roma

.................
Antecedente proposta del 1994 del Circolo Vegetariano VV.TT. come era stata ripresa da alcuni giornali.
Ad memoriam et memento: http://www.circolovegetarianocalcata.it/2009/05/07/se-gli-asinelli-di-calcata-fossero-diventati-navette-la-proposta-del-circolo-vegetariano-che-fece-discutere-tutto-il-mondo-non-fu-attuata-per-mancanza-di-lungimiranza-e-fantasia/
| inviato da retebioregionale il 10/5/2012 alle 11:15 | |
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9 maggio 2012
Feste vegetariane a Roma ed a Treia
Vegetariani in Festa
Negli anni ‘90 del secolo scorso ancora spesso mi recavo a Roma per incontrare vari amici vegetariani e per organizzare varie manifestazioni. Ricordo che ci si riuniva il più delle volte presso il Biblioté di Via Celsa, in cui vennero organizzate le prime edizioni della Passeggiata Ecologica per la Spiritualità Laica, che si protrasse per tre anni consecutivi, e lì nacque anche il Forum Vegetariano che raggruppava e raggruppa diverse realtà spiritualiste ecologiste e vegetariane di Roma e dintorni.
Ricordo che gli aderenti iniziali che fondarono il Forum furono: Movimento per l’Amore Universale, Vedic, AVA, UVA, Centro Nirvana, AVI Lazio, il Gruppo teatrale di E. Torricella, Shanti Mandir ed ovviamente noi del Circolo Vegetariano VV.TT. oltre ad altri gruppi che in questo momento non rammento… Dopo poco la fondazione del Forum Vegetariano iniziò anche il Festival dei vegetariani che per la prima volta 10 anni fa drizzò le tende in quel di Piazza Re di Roma.
Franco Libero Manco si fece da allora promotore dell’iniziativa e tutti aderimmo con entusiasmo…
Nel corso degli anni la manifestazione è molto cresciuta, anche se non ha più l’effervescenza ingenua dei primi anni.. in cui si andava lì in piazza come se ci fosse un incontro familiare, con canti e balli, discorsi e spuntini improvvisati… Leggerete infatti qui dabbasso che ora l’organizzazione deve tener conto pure delle esigenze burocratiche e sanitarie… Pazienza non si può restare hippyes per sempre… ed anche io che sono un sessantottino doc ormai ho i capelli cortissimi e le guance rasate (almeno una volta ogni mese o due, come usava fare Ramana Maharshi od il mio guru Swami Muktananda).
Quando Franco, come ogni anno mi ha scritto per invitarmi al Festival vegetariano del 2012, ho comunque prontamente aderito (pur che io personalmente sono impegnato a Treia), promettendo di mandare un rappresentante del Circolo vegetariano VV.TT. all’incontro del 13 maggio… io purtroppo (o per fortuna) sarò ancora impegnato con la chiusura della Festa dei Precursori che si tiene a Treia, in celebrazione dei 28 anni del Circolo… (a proposito quei soci e simpatizzanti romani che mi leggono sono pregati di recarsi all’ex mattatoio del Testaccio quel giorno e presenziare all’incontro vegetariano a nostro nome).
Paolo D’Arpini
Circolo vegetariano VV.TT.
Ed ora leggete il programma dell’edizione di quest’anno:
FORUM VEGETARIANO: con la partecipazione di Associazione Vegetariana Animalista, Movimento dell’Amore Universale, Circolo Vegetariano VV.TT., Movimento Vegetariano No alla Caccia, Coscienza e Salute, LAV, Animalisti Italiani, UNA, Movimento Antispecista, OIPA, ENPA,Vita Universale, SUM, Ass. Fruit, Fruttalia, Lega per l’Abolizione della Caccia, Ass. Volontari Canile di Porta Portese, Rifugio di San Francesco Roma,Colonia Felina Piramide, Ami Coniglio, Aidaea, Ass. Animalista Snupy, AIDA, Ass. Panda, Europeanconsumers, Centro Discipline Olistiche, Associaz. Internaz. Tai Chi Taoista, Ass. Tathata Dharma, Ass. Angelo Angelo Maria Ricci, Mandir della Pace, La Buona Vita, Terracquafuoco, Vestinatura, Il sapone di Finnicella, Nutrizia, Centro Linfa, Eugenio Chavarria, Argital, Emuna B.H., Centro Discipline Olistiche, Alain Contaret, Veggie Channel, IRISFORM, Il Gecobiondo, Roots, Francesco Marini, Full Point, Luciana Comberlato, Pet Roma presentano la
10^ FESTA NAZIONALE DEI VEGETARIANI alla Città dell’Altra Economia ex Mattatoio – L.go Dino Frisullo –
Roma DOMENICA 13 MAGGIO 2012 ORE 10,00 – 20,00
Programma:
Ore 11,00: La scuola ‘LAB Centro Danza’ di Roma in una esibizione di danza moderna sulle note di “Run the world” di Beyoncé
Ore 11,30: Workshop: Armonia e proporzioni tra cereali, legumi e ortaggi (a cura di Nutrizia)
Ore 12,00: Danze popolari nel mondo con l’Associazione Culturale “La Pizzica”
Ore 13,00: Canti devozionali indiani con la Società dharmica “Sri Tathata”
Ore 13,45: Lettura di brani di vangeli apocrifi con Isabella Valeri e Alvaro Radici
Ore 14,30: Esibizione di Tai Chi con l’Associazione Tai Chi Taoista Italia
Ore 15,30: “Alimento suono” con il polistrumentista Oscar BonelliOre 16,30: Musiche e canzoni animaliste del cantautore Nicolò Pellegrino
Ore 17,00: Animazione e balli popolari della tradizione italiana e internazionalecon l’Associazione “La Chiarantana”
Ore 17,30: “Mix on the raqs” con la Compagnia Hafla DANCERS e Elisa Scapeccia
Ore 18,00: Conferenza sul tema: “Vegan, l’unico futuro possibile”con: Dr. Franco Libero Manco (Pres. Associazione Vegetariana Animalista)Walter Caporale (Pres. Animalisti Italiani) Dr.ssa Caterina De Pisi (Spec. Scienza della Nutrizione Umana)
Ore 19,00: “Performance di danze orientali” con Daniela Santonico di Babel Sport Club Roma
Ore 19,30: Duo di chitarre elettriche ‘The Riders’ con brani anni ‘60 e ‘70 ispirati ai ‘The Shadows’
SALA BIAGGETTI: proiezioni di filmati dalle ore 11,00 alle ore 18,00 a cura di Veggie Channel presenta Pamela Palma cheinsieme a Mimma Panarello alternerà alle esibizionila declamazione di poesie in tema Ospiti della manifestazionesaranno i magnifici esemplari di cani da salvataggio della SICS Tirreno che con i loro conduttori saranno ben lieti di interagire con i visitatori.
Presenta Pamela Palma che insieme a Mimma Panarello alternerà alle esibizioni la declamazione di poesie in tema.
Info. Tel. 06 7022863; 333 96 330 50 – francolibero.manco@fastwebnet.it
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Coloro che non andassero a Roma (anche per evitare di perdere la poltrona), potranno partecipare alla chiusura dei festeggiamenti della Festa dei Precursori, XXVIII Edizione, che si conclude a Treia il 12 ed il 13 maggio 2012.
Sabato 12 maggio 2012, in Via Sacchette, 15/a - Treia:
h. 12.00 - Appuntamento conviviale, canto dell'Arati. Segue la condivisione di cibo e bevande da ognuno portate.
h. 15.30 - Sessione di meditazione attiva guidata da Franco Augello
h. 16.30 - Spiegazione astrologica e sugli archetipi del mesi di maggio, dedicato alla Grande Madre, a cura di Nazarena Marchegiani
h.17.00 - Performance canora e musicale del cantautore Stefano Panzarasa che canta le poesie di Gianni Rodari da lui musicate e che presenta anche il libro "L'Orecchio Verde di Gianni Rodari".
h. 18.00 - Declamazione di alcuni brani poetici bioregionali a cura del poeta Felice Rosario Colaci
h.18.30 - Esempi di riciclaggio domestico, per il recupero immediato dei rifiuti, a cura di Riccardo Oliva, di Memento Natura
h. 19.00 - Brindisi finale e pizzata in compagnia
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Domenica 13 maggio 2012, in Via Sacchette, 15/a - Treia
Dalle h. 10 del mattino apertura al pubblico delle Mostre d'arte: "e la terra sentii nell'Universo" a Cura di Ass. Arti Applicate di Osimo, e "Arte della natura" a cura del Circolo Vegetariano VV.TT.
Con annessa esposizione di prodotti artigianali ed agricoli bioregionali, libri e giornali.
h. 12.00 - Picnic all'aperto con il cibo e le bevande da ognuno portate
h.15.30 - Psseggiata nel borgo antico di Treia per ammirarne le bellezze architettoniche
h. 17.30 - Nella sede del circolo declamazioni poetiche e canti popolari
h. 19.00 - Brindisi finale, saluti e svernissage delle mostre

Per info. 0733/216293 - circolo.vegetariano@libero.it
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9 maggio 2012
Baracche e cemento in Italia

Tra baracche e cemento l'autoritratto della nuova Italia
Provando ad immaginare il quindicesimo censimento degli italiani come una gigantesca fotografia aerea, forse il primo colpo d'occhio, il più evidente, è che rispetto al 2002 c'è un aumento molto consistente degli edifici censiti: oggi sono 14 milioni e rotti, l'undici per cento in più in soli dieci anni. Nello stesso periodo la popolazione è cresciuta solo del 2,5 per cento: siamo 59 milioni e mezzo. Anche se le statistiche sono una lingua che chiede di essere tradotta con molta circospezione, questi due dati, incrociati, sembrano dare ragione a chi denuncia una cementificazione indiscriminata e immotivata (o motivata solo dalla speculazione) del nostro territorio. Gli edifici sono aumentati di una percentuale quattro volte più grande rispetto all'aumento degli umani. E nel paese dei mille borghi abbandonati, dei centri storici svuotati, della superfetazione delle villette a schiera che vanno a smarginaree confondere il confine tra città e campagna, i dati del nuovo censimento aiutano a capire che la gestione del territorio è una delle questioni più gravi e irrisolte.
Il secondo colpo d'occhio vede triplicati, in dieci anni, i residenti stranieri. Sono 3 milioni e 769 mila, ed è il loro arrivo (e la loro forte natalità) ad avere compensato la pigrizia demografica di noi italiani indigeni. Sono, gli immigrati, il solo vero elemento di percepibile dinamismoe di mutamento socialee culturale di un paese altrimenti "fermo" (a parte il fiume di cemento...).
LA FAMIGLIA
Rosaria Di Guglielmo e i suoi tre bambini sono stati accolti nel campo rom di via Bonfadini, nella periferia Sud di Milano vicino all'Ortomercato Gli edifici sono aumentati in modo impressionante e così le case Sono state create aree di nuova urbanizzazione con quartieri fantasma senza servizi STA alla lettura e all'ideologia di ognuno, naturalmente, decidere se questa "contaminazione" dall'esterno sia minacciosa o promettente. Certo è un fenomeno oramai strutturale (gli stranieri erano il 2,4 per cento della popolazione totale nel 2002, oggi sono il 6,34), e così "italiano" che risulta difficile, per chi ha meno di quarant'anni, immaginare o ricordare un'Italia senza stranieri, senza asiatici, africani, slavi, arabi.
Il censimento, per altro, conferma in modo inoppugnabile che l'immigrazione è anche un termometro implacabile del benessere economico di un territorio: due stranieri su tre vivono nel Nord Italia, nelle regioni dal reddito più alto e dal tessuto economico più sviluppato. L'assenza di immigrazione è segno chiarissimo di gracilità economica. Anche questo dovrebbe insegnarci ad accogliere gli stranieri, quando bussano alla nostra porta, come una buona notizia.
Terzo colpo d'occhio: il cambiamento delle famiglie. Il loro numero è aumentato (i nuclei familiari censiti sono circa 2 milioni e mezzo in più rispetto al 2002), ma le dimensioni sono più ridotte: 2,4 il numero medio dei componenti (era 2,6 dieci anni fa). Influisce fortemente sul dato la frammentazione del concetto stesso di famiglia: le famiglie allargate sono illeggibili dalle statistiche, ma si moltiplicano con il forte aumento di separazioni e divorzi. Così che il concetto stesso di "nucleo familiare" perde progressivamente senso, e i 2,4 componenti di ogni nucleo non riflettono la densitàe la varietà dei rapporti, anche coabitativi, tra persone non più facilmente definibili come membri di questo o quel nucleo. Si pensi, per esempio, ai tanti figli di separati che sono censiti in una sola casa, ma vivono abitualmente in due case. Quarto e ultimo colpo d'occhio: sono aumentati in modo esponenziale, rispetto al censimento di dieci anni fa, i residenti in Italia che dichiarano di abitare in baracche, roulotte o tende. Da 23 mila a 71 mila. È uno dei contraccolpi più vistosi, anche se quantitativamente meno rilevanti, dell'immigrazione, dell'aumentato ingresso di nomadi e dunque di poveri, che ci rimettono di fronte a immagini anche estreme di indigenza e di disagio sociale.
Un piccolo grande cortocircuito storico, che rende a noi coeve situazioni da dopoguerra, rifugi di fortuna e villaggi di lamiera che sorgono nel fango e tra le erbacce delle periferie urbane, questua diffusa, grande difficoltà di integrazione e di scolarizzazione. L'Italia è stata, per moltissimi arrivati da lontano, un approdo dignitoso e un progetto di vita. Per pochi è un parcheggio precario, una parentesi di stenti. È importante, ed è anche civile, che il quindicesimo censimento nazionale sia una fotografia così grande, e così minuziosa, da essere riuscita a inquadrare anche le baracche, i camper arrugginiti, i tetti di lamiera, le vie di terra battuta dove i bambini giocano con niente, come è pratica diffusa nelle infinite lande povere del pianeta.
Michele Serra
(Fonte: Repubblica)
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7 maggio 2012
Non-negozio Passamano a Bolzano, per il riciclaggio senza spese
MDF - Il negozio passamano di Bolzano per praticare il Kosen Rufu
Una straordinaria esperienza di gruppo: la realizzazione di un sogno.
Il buddismo è davvero rivoluzionario perché, settimana dopo settimana, ci permette di centrare tutti i nostri obiettivi e in poco tempo possiamo trasformare il veleno in medicina. Dopo 25 anni di pratica posso affermare di aver realizzato tanti obiettivi e tanti sogni. Ho un figlio meraviglioso, una compagna adorabile e conduco un'esistenza agiata. Tutto questo perché ho quasi sempre fatto due ore di daimoku al giorno, ho studiato e fatto attività per gli altri.
Ho sempre pensato che la prova concreta si manifestasse, oltre che nella nostra vita individuale, anche nell'impegno civile come ci insegna Sensei che non è solo un leader buddista ma un uomo di azione, di cultura e di pace. Pertanto ho sempre messo sullo stesso piano l'impegno per se stessi e quello per la collettività.
Recentemente ho rinnovato il voto di offrire per intero la mia vita a Kosen-rufu attraverso l'azione concreta nella società. Dopo aver aperto diversi laboratori presso un centro giovanile c'era ancora qualche punto in me che non si sbloccava: il mio sogno era quello di avere diversi collaboratori al mio fianco tra i quali gli amici più cari e le persone che maggiormente stimo e a cui voglio bene. Inoltre mi mancava una grande partecipazione di persone in termini numerici. Tra i beni che avevo ereditato dai miei genitori c'era un negozio che non si riusciva a vendere né affittare da due anni.
Alla fine del 2011, come per incanto, si è creata unità tra gruppi diversi, tra giovani e adulti che volevano sperimentare un cambiamento nella società. Ecco che nel giro di due mesi abbiamo progettato e realizzato un non-negozio dove gli oggetti si portano e si prendono senza dare o ricevere denaro in cambio. Lo scopo è riciclare, riutilizzare, ridurre i consumi e gli sprechi oltre a creare buoni rapporti di vicinato.
Si chiama Passamano ed è stato realizzato completamente a costo zero e senza contributi provinciali. Il successo tra la gente comune è stato straordinario e ne hanno parlato giornali e televisioni in lingua italiana e tedesca. Inoltre lo spazio è un luogo di aggregazione popolare e un piccolo centro culturale con sala riunioni da 30 posti a sedere e proiettore dove si parlerà di ecologia, decrescita, consumo critico, diritti umani e degli animali. Ma che cosa ha permesso la realizzazione di questo sogno? Sicuramente, come ho già raccontato, l'adozione della recitazione di gongyo intero come negli anni 80 e 90.
E poi tanti anni di attività buddista per kosen-rufu mi hanno permesso di maturare delle competenze umane e manageriali: ascoltare, comprendere, unire, organizzare persone diverse che vanno nella stessa direzione verso l'obiettivo comune di realizzare una società ecologica e solidale. In pratica itai-doshin concretizzato nella comunità locale.
Saluti da Alessandro Borzaga
Tel. 3281245134 - alessandro.borzaga@dompe.it
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6 maggio 2012
Treia - Resoconto dei primi giorni della Festa dei Precursori
Caterina Regazzi al Circolo VV.TT. di Treia
Il primo fine settimana della Festa dei Precursori é trascorso. Per me é cominciato anche prima, al venerdì pomeriggio (4 maggio) io sono partita da Spilamberto, passata da Riccione a prendere Upahar e i suoi strumenti, incontrato le amiche Nelly e Adele da Modena, e arrivata a Treia per l'ora di cena, dove Paolo ci ha fatto trovare uno dei suoi favolosi minestoni fumanti. Ci aveva messo anche una buona dose di fave, essendo questo il periodo, e qui a Treia questi legumi sono uno dei cibi più comuni ed apprezzati.
Prima di cena però le ragazze hanno voluto prendere un primo contatto col paese e quindi abbiamo fatto una bella passeggiata, per mostrare loro la piazza, il teatro, la strada che attraversa tutto il borgo. Dopo cena Paolo ha accesso al volo un fuoco nel camino e Upahara con la sua chitarra e la sua bella voce morbida ci ha fatto entrare in noi stessi con un'atmosfera magica.
La mattinata del sabato, 5 maggio, é trascorsa tra colazione, altra passeggiata per alcuni, mentre io e Paolo restavamo a casa a preparare il pranzo e ad attendere altri partecipanti, Vittorio, Maria e poi gli artisti che avrebbero esposto le loro opere al circolo ed infine Michele, Antonio e la onnipresente Sonia, la nostra fedele amica esperta di erbe. Dopo un semplice pranzo conviviale nella grande cucina siamo partiti in tutta fretta per la passeggiata con Sonia. Il pomeriggio si prevedeva ricco di interventi e quindi non ci si poteva tardare troppo in campagna.
Con Sonia avevamo appuntamento davanti al vecchio lavatoio, all'inizio di un sentiero battuto ormai diverse volte che però riserva sempre una grande abbondanza di specie vegetali, come l'Eufrasia, il Centonchio, il Farinaccio, la Parietaria, l'abbondante Senape, il Papavero, il Cardo Mariano, la Fumaria, l'Aglio orsino, la Silene, l'Ortica, la Cicoria e le sue simili, il Tarassaco, la Calendula, la Malva, il Sambuco e di queste ed altre piante Sonia ci ha raccontato usi terapeutici e alimentari.
Sono già diverse volte che vado con Sonia ad esplorae il mondo delle erbe, che é un mondo veramente sterminato e mi rendo conto di quanto la Natura ci offre per tutto quel che ci può abbisognare e che noi non conosciamo mai abbastanza, preferendo andare in farmacia ad ogni piccolo disturbo.
Nel pomeriggio un altro esperto, Umberto Rocchi, ci ha accennato all'uso e alle possibilità di aiutare con gli olii essenziali e gli altri derivati delle piante, disturbi vari, come quelli psichici.
Dopo la passeggiata siamo rientrati al Circolo dove fervevano i lavori per l'allestimento della mostra. Al termine dei preparativi ci siamo radunati dentro e dopo i saluti di Paolo e la presentazione della mostra "E la Terra sentii nell'Universo" da parte di Nazzareno Vicarelli e la mia piccola presentazione della mostra "Arte della Natura" sono cominciati i discorsi: il Presidente della Proloco Francesco Pucciarelli ci ha dato il suo saluto e augurio per il proseguimento dell'evento, il professor Alberto Meriggi ci ha parlato della regolamentazione della produzione dei cibi con l'agricoltura e le attività artigianali (come la macinazione dei cereali, la produzione del pane) negli statuti comunali alla fine del medioevo. Altri si sono succeduti a parlare, ognuno ha avuto la possibilità di dire il suo pensiero e raccontare la sua esperienza. Al termine delle parole abbiamo assistito alle performance degli artisti Giancarlo Pucci e Rossella ("Il parto dell'opera d'arte" e "Le nozze d'oro con l'arte") con strumenti e vestiti davvero singolari e di Fulgor Silvi, definita da Paolo "una performance spaccapietre".
Al termine delle esibizioni effimere pizzata veloce alle "Antiche Mura" di Treia e rientro a casa per festeggiare il Wesak con i canti di Upahar, bravissimo come al solito e molto coinvogente.
Poi tutti a nanna, stanchi, ma felici.
Il tutto é stato molto intenso.
La domenica, 6 maggio, colazione, chiacchiere, passeggio, pulizie generali e cucinatura da parte di Michele Meomartino che ha preparato un pranzo ottimo con quel che c'era: arance condite, tartine con un pesto a base di ortica, una goccia di marmellata di rosa canina e pecorino, frittata con le patate, spaghetti spezzati conditi con un intingolo di piselli e fave, mele, avanzo di pasta del giorno prima, crostata di Nelly e dolce di Orietta, un'altra amica che ci ha raggiunti all'ultimo minuto. Subito appresso seguita dalla ritardataria Stefania con figlio ed amica.. che si erano persi per le vie di Treia.
Le partenze dei visitatori "forestieri" sono iniziate anche prima di pranzo e, un po' alla spicciolata, subito dopo pranzo anche gli altri si sono eclissati. Sotto una pioggia battente. Verso la fine del pomeriggio io e Paolo siamo rimasti soli e ci siamo andati a buttare sul letto dove abbiamo dormito per un bel po' e al risveglio abbiamo pensato che, in futuro, ci piacerebbe organizzare qualche "settimana della vita in comune". Che ne pensate?
Intanto vi lascio qui... A breve seguiranno altri interventi, memorie e resoconti deghli altri compartecipi..
Caterina Regazzi
P.S. La festa dei Precursori si conclude con gli eventi del 12 e 13 maggio 2012, in cui -particolarmente- segnalo la performance artistica canora di Stefano Panzarasa che canterà e mimerà le poesie di Gianni Rodari da lui musicate e presenterà il libro "L'Orecchio Verde di Gianni Rodari" da lui curato... Non mancate. Info, 333.6023090 - 0733/216293

Disegno di Luzzati sul Libro Orecchio Verde di Gianni Rodari
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5 maggio 2012
Cure naturali e prodotti di sintesi
Cure naturali e l'anomalia della medicina chimica
 Immagine dipinta da Franco Farina
I prodotti CHIMICI lo sappiamo benissimo che con il nostro corpo non hanno nulla a che fare, proprio perchè CHIMICI. Quindi è semplicissimo capire che se questi prodotti non hanno una base nel nostro corpo, che ci facciano bene, questo è ancora tutto da vedere.
Ora i prodotti NATURALI "DEVONO" essere divisi in due gruppi:
al primo gruppo di NATURALI appartengono le piante, le erbe e tutto ciò che di naturale esiste al mondo, ma che, come i prodotti CHIMICI niente hanno a che fare col nostro corpo.
al secondo gruppo di NATURALI invece appartengono quei prodotti che del nostro copro fanno parte e che nel nostro corpo hanno un compito ben preciso da svolgere e che senza i quali si rischia di perdere la SALUTE od anche la vita.
Ora mi permetto di chiedere "ti faresti una tisana di CICUTA?", NO? e perchè NO? è un prodotto cosidetto NATURALE!!! Penso di non dover andare oltre per farmi capire vero? mentre ecco cosa scrive Linus Pauling dell'ACIDO ASCORBICO che del NOSTRO CORPO ne è la base ma di cui l'ASTINENZA è malattia certa:
"pagina 107/340
Irwin Stone (1972) ha descritto l'ACIDO ACORBICO in relazione alle malattie batteriche nel modo seguente:
1) E' battericida o batteriostatico e uccide o previene la crescita di organismi patogeni.
2) Disintossica e rende innocui le tossine batteriche ed i veleni.
3) controlla e mantiene efficace la fagocitosi.
4) E' innocuo ed atossico, senza danno per il paziente, gli effetti sopramenzionati." A buon inteditor "poche parole" vero?
http://digilander.libero.it/genfraglo/Immagini/originalelp.pdf
Questa parola NATURALI vale per tutti gli ALIMENTI di cui si parla su queste pagine e che personalmente assumo da anni, ma NON sicuramente per gli altri NATURALI che col nostro corpo NON hanno nulla a che fare come quelli CHIMICI.
"ATTENZIONE: I RESPONSABILI DEI MESSAGGI INVITANO TUTTE LE PERSONE CHE PRIMA DI INTRAPRENDERE I TRATTAMENTI CON GLI ALIMENTI DA NOI CONSIGLIATI DI RIVOLGERSI AL PROPRIO MEDICO DI FIDUCIA".
Ti aggiungo il mio motto "Meglio VIVERE informato che vivere malato disinformato".
Genfranco - genfranco@libero.it
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