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RETE BIOREGIONALE ITALIANA - La pratica del bioreregionalismo e dell'ecologia profonda
 
 
 
 
           
       

La Rete Bioregionale Italiana è ispirata dall'idea di Bioregione: aree omogenee definite dall'interconnessione dei sistemi naturali e dalle comunità viventi che le abitano.
Una bioregione è un insieme di relazioni di cui gli umani sono chiamati a vivere e agire come parte della più ampia comunità naturale che ne definisce la vita.

Qui di seguito i nomi dei primi fra i nuovi referenti tematici della Rete Bioregionale Italiana che a titolo volontario intendono mettere a disposizione di tutti le conoscenze acquisite nel loro percorso di pratica ecologista:

Daniela Spurio - Grafica e fotografa - Impaginatrice dei Quaderni di
Vita Bioregionale - "Viverecongioia Jesi" dhanil@live.it,

Giorgio Vitali, presidente Infoquadri, Referente per il Signoraggio monetario ed aspetti economici correlati. Email.  vitali.giorgio@yahoo.it, - Tel. 393.6542624 

Rita De Angelis ritadeangelis2@alice.it e cell. 3385234247 - ecologia casalinga

Antonella Pedicelli, docente di filosofia, residente a Monterotondo (Sabina Romana)Referente per rapporti con le scuole e interventi formativi di recupero e attenzione verso la cultura bioregionale. Email: hariatmakaurr@gmail.com 

Claudio Martinotti Doria, monferrino, storiografo e ricercatore di storia locale ed economica, saggista, ambientalista libertario e localista. Referente per le Politiche economico ecocompatibili. Email: claudio@gc-colibri.com  tel. 0142487408 - Sito web: http://www.cavalieredimonferrato.it

 Benito Castorina, docente universitario per l'economia agricola e coltivatore di erba vetiver. Referente per l'agricoltura contadina e produzione energetica ecologica. Recapiti: benito.castorina@fastwebnet.it - Tel. 06.8292612 - 338.4603719

Avv. Vittorio Marinelli, presidente di European Consumers,
Via Sirtori, 56, 00149 Roma. Email:
vitmar@tiscali.it - Tel.
348.1317487 - Referente per l'ecologia nei consumi.

Caterina Regazzi
, medico veterinario Referente per il rapporto uomo/animali e zootecnia. Recapiti:
caterinareg@gmail.com – Cell. 333.6023090

Fulvio Di Dio, residente ad Amelia (Terni), funzionario alla Regione
Lazio Assessorato Ambiente
. Email.
fulvio.didio@libero.it - Tel.
329.1244550. Referente per l'ecologia nelle aree urbane.

Manuel Olivares, scrittore e giornalista sociologico esperto in comunità, fondatore della casa editrice “Vivere Altrimenti”. Referente per i rapporti con le comunità, comuni ed ecovillaggi. Recapito: info@viverealtrimenti.com

Sonia Baldoni, esperta di erbe officinali e cure naturali olistiche. Referente per il rapporto con gli elementi della natura e con lo spiritus loci. Recapiti: Cell. 333.7843462 - sachiel8@virgilio.it

Teodoro Margarita, seedsaver, già consigliere federale di Civiltà Contadina e collaboratore della Rete. Referente per l'area comasca, ecovillaggio, ricerca spirituale. Recapito: 031.683431 ore serali.

Stefano Panzarasa, geologo e musicista, Responsabile Ufficio Educazione Ambientale del Parco Naturale Regionale dei Monti Lucretili e membro fondatore della Rete Bioregionale Italiana. Referente per l'educazione ambientale ed ecologica. Recapiti: bassavalledeltevere@alice.it  -  blog (cliccare qui sotto): www.orecchioverde.ilcannocchiale.it  tel.. 0774/605084

Lucilla Pavoni, scrittrice e neo contadina. Referente per i rapporti solidali fra esseri umani. Recapiti: lucillapavoni@libero.it – Cell. 338.7073857

Paolo D'Arpini, cercatore spirituale laico e membro fondatore della Rete Bioregionale Italiana. Referente per le Pubbliche Relazioni. Recapiti: circolo.vegetariano@libero.it – Tel. 0733/216293 - 0761/587200 


Altri membri e simpatizzanti stanno ancora meditando sul come offrire la propria collaborazione alla comunità bioregionale, se fra i lettori, che si riconoscono nel messaggio dell'ecologia profonda, c'é qualche volontario.. é benvenuto!

Paolo D'Arpini, addetto alle Relazioni Pubbliche per la Rete Bioregionale Italiana

Per aderire alla Rete Bioregionale Italiana é sufficiente sottoscrivere il manifesto fondativo (o carta degli intenti) e di inviare una email di conferma a:  circolo.vegetariano@libero.it

 

 
 
 
 

 
7 dicembre 2014

L'Alba del Tramonto di Linda Guerra

...Già da qualche giorno avevo letto sul Giornaletto di Saul di una iniziativa a Modena: LibriAmo 33° rassegna di editoria modenese in Piazza Grande da sabato 6 a lunedì 8 Dicembre 2014, ed appreso che sabato 6 al pomeriggio si sarebbe tenuta la presentazione del libro di Linda Guerra: "L'alba del Tramonto". La presentazione diceva anche che "il libro rappresenta un contributo alla lotta per i diritti degli animali, in forma letteraria, in cui l'autrice ha voluto dare voce ai protagonisti delle varie storie raccontate in prima persona, denunciando realtà drammatiche e talvolta sconosciute al grande pubblico". Io e Paolo conosciamo Linda da qualche anno, l'avevamo incontrata la prima volta a Sassuolo ad una conferenza contro la vivisezione tenuta 3 anni fa da Riccardo Oliva di Memento Naturae, poi lei aveva partecipato all'Incontro Collettivo Ecologista (della Rete Bioregionale) del 2013 a Vignola, alla Bifolca di Maria Miani. Considero Linda una donna molto coraggiosa e battagliera anche se a volte non condivido il suo estremismo e la sua opinione sugli allevamenti cosiddetti industriali, che per definizione di molti animalisti sfrutterebbero brutalmente gli animali somministrando loro qualsiasi tipo di sostanza anche vietata e dannosa alla salute umana e animale (ma io per l'esperienza lavorativa che ho affermo che non è così). Ieri abbiamo subito deciso che volevamo esserci anche noi a Modena e rivedere così l'amica Linda. Tra l'altro un giro a Modena ogni tanto fa piacere. Nella sua presentazione del libro l'ho trovata più equilibrata e come ho già detto sopra coraggiosa. Parlando davanti ad un gruppo di persone probabilmente già sensibili, di multinazionali, di inutilità della sperimentazione animale, di danni per l'ambiente e per la salute, facendo esempi e riportando studi scientifici, mi ha fatto capire quanto si stia documentando e quanto stia approfondendo l'argomento e pertanto da alle sue opinioni un valore più condivisibile e universale di quello basato "solo" (si fa per dire) su questioni etiche. Le auguriamo ogni bene e buon proseguimento per le sue attività...

Caterina Regazzi - Referente per il rapporto con gli animali della Rete Bioregionale Italiana


14 giugno 2014

Il costo delle uova, in assoluto

Uova, quanto ci costano... e quanto costano alle galline?

 

 

In vista dell'incontro  collettivo ecologista 2014, in cui si parlerà di alimentazione ed  anche di agricoltura e animali, ed essendo auspicabile, anche se non obbligatorio, un mio intervento,  mi sono apprestata ad effettuare un sopralluogo nell'unico allevamento di galline ovaiole del nostro territorio.

Già in precedenza mi ero documentata sulla normativa sul benessere delle galline ovaiole, almeno la più recente, andando anche ad informarmi (benedetto internet, come al solito), capitandoci per caso, sul sito della LAV (Lega Anti Vivisezione).

Premetto che ritengo di essere un'amante degli animali e della natura in genere, ma non un'animalista sfegatata.
Da Wikipedia, alla voce Animalismo:
 
«Verrà il giorno in cui il resto degli esseri animali potrà acquisire quei diritti che non gli sono mai stati negati se non dalla mano della tirannia. I francesi hanno già scoperto che il colore nero della pelle non è un motivo per cui un essere umano debba essere abbandonato senza riparazione ai capricci di un torturatore. Si potrà un giorno giungere a riconoscere che il numero delle gambe, la villosità della pelle, o la terminazione dell'osso sacro sono motivi egualmente insufficienti per abbandonare un essere sensibile allo stesso fato. Che altro dovrebbe tracciare la linea invalicabile? La facoltà di ragionare o forse quella del linguaggio? Ma un cavallo o un cane adulti sono senza paragone animali più razionali, e più comunicativi, di un bambino di un giorno, o di una settimana, o persino di un mese. Ma anche ammesso che fosse altrimenti, cosa importerebbe? La domanda non è Possono ragionare?, né Possono parlare?, ma Possono soffrire? »
 

Non sono stata mai molto amante di questa organizzazione che mi pareva si interessasse tanto degli animali e per niente degli esseri umani. Dato però che una cosa non esclude l'altra ed ognuno dovrebbe (?) seguire la sua natura e quindi le sue propensioni, ho cercato di non farmi condizionare dai miei preconcetti, anzi, di lasciarli nel cassetto. 

Molte persone dicono: "Chi non ama gli animali non ama neanche le persone", questo a volte può anche essere vero, ma può essere vero anche il contrario "Chi ama gli animali lo fa perché non ama le persone o meglio, non si sente amato dalle persone" e così via.

Secondo me bisognerebbe considerare tutti gli esseri viventi alla stessa stregua, gli animali non sono migliori degli esseri umani e gli esseri umani non sono migliori degli altri animali.

Ogni essere ha il suo posto nel gioco della vita (e della morte, che fa parte della vita).

Poi ognuno è libero di pensarla come vuole.

Il sito della LAV è veramente bellissimo, pieno di rimandi ad altre pagine ed ogni argomento è molto approfondito e spiegato in maniera chiara ed esauriente. Ovviamente è solo un punto di vista, per quanto difficile da confutare, se non con un "Ma le cose sono sempre andate così!" o, meglio "Ormai sono così da tanto tempo!"

Non so di preciso da quanto tempo sono sorti gli allevamenti di galline ovaiole in batteria, ho guardato un po' sempre su Internet e per gli allevamenti intensivi in genere si parla del secondo dopoguerra, ma io credo che il tutto almeno qui in Italia e specialmente in certe regioni, sia ancora più recente.
Per molte persone poi l'allevamento intensivo in genere e quindi la possibilità di reperire facilmente sul mercato prodotti di origine animale A BASSO COSTO è un fattore indice di progresso. Ne siamo sicuri?

E' giusto che per comprare un paio di jeans siamo disposti a spendere più di 100 euro e per comprare una confezione di 6 uova 2 euro ci sembrano troppi?

Le uova prodotte nell'allevamento da me visitato vengono inviate all'industria, tranne una piccola parte che viene venduta presso l'azienda stessa ai privati. Cosa vuol dire? Queste uova vengono sgusciate, vengono separati il tuorlo dall'albume, e poi, entrambe le parti vengono pastorizzate per essere impiegate prevalentemente nei pastifici e nell'industria dolciaria.

Queste uova vengono vendute a peso e sapete quanto percepisce l'allevatore? In un chilo di uova ci sono circa 15 uova. Quanto costano secondo voi, dal produttore 15 uova? 0,70 euro cioè ogni uovo costa 0,05 euro che se non sbaglio fa poco meno delle vecchie 100 lire.

Mi piacerebbe sapere quanto la grande distribuzione, per non far nomi, paga le uova da vendere fresche (o extra fresche) al produttore.

E noi, in ultima analisi, questo benedetto uovo non potremmo pagarlo anche 50 centesimi, considerando che due uova sono un secondo più che sufficiente?

I titolari dell'allevamento  sono due coniugi di età avanzata (oltre la pensione da un bel po') che non hanno ancora deciso cosa fare quando il primo gennaio 2012 le gabbie tradizionali saranno vietate per legge. Rinnovare l'impianto ha dei costi esorbitanti e mancando una figliolanza che segua l'attività........ Ho chiesto loro gli inconvenienti di modificare l'impianto secondo le normative, dal punto di vista pratico, a parte quello economico: uova rotte, uova sporche, maggior impegno per la raccolta (quindi maggiore manodopera e più scarti). Ho chiesto anche: "Ma se un uovo, invece che a quei prezzi, vi venisse pagato anche solo il doppio, potrebbe valerne la pena?"

Ai posteri l'ardua sentenza, vedremo, se  i prezzi delle uova saliranno, se ci sarà la crisi delle uova. Sicuramente l'industria, che, col libero mercato, si può approvvigionare  all'estero di prodotti pastorizzati si rivolgerà altrove. Sarà una perdita ulteriore di posti di lavoro (ma tanto ormai in agricoltura nessuno ci vuole più lavorare e noi siamo qui  per contrastare questa tendenza cercando di riscoprirne gli aspetti positivi)

 Caterina Regazzi

Treia -  Caterina con le sue due galline









 


26 aprile 2014

Treia - Il primo giorno della Festa dei Precursori 2014

"Un giorno a Treia, durante la Festa dei Precursori 2014" - Racconto di Caterina Regazzi

 

 

Le giornate si stanno srotolando una dopo l'altra e nel momento in cui sto scrivendo siamo già a sabato. Sono due giorni da quando sono partita da Spilamberto per partecipare alla Festa dei Precursori (che si è svolta il venerdì 25 aprile 2014 nella sede del Circolo vegetariano VV.TT.).  
Erano passati più di due mesi da quando c'eravamo "lasciati" con Paolo e la voglia di stare assieme, (anche se per noi ormai è come stare sempre assieme) era tanta....


Ero partita giovedì mattina abbastanza presto, fermandomi a Riccione, come ormai è consuetudine ogni anno da quattro anni, per prendere Upahar, il caro fratello spirituale di Paolo che, con la sua presenza ed i suoi bei canti, viene ad arricchire il nostro incontro e a riscaldare i nostri cuori.

Arrivati a Treia per l'ora di pranzo abbiamo trovato il gioioso Paolo ad accoglierci assieme ad un fumante piatto di maccheroni con un bel sughetto di verdure ed altre leccornie. C'era anche l'amico Alberto Pompili di Treia a condividere il pranzo e la compagnia.


Al pomeriggio ci hanno raggiunti Michele Meomartino e la dolce Fabiola e poi la nostra "maestra" erborista Sonia Baldoni. Tutti assieme abbiamo così cenato e poi condiviso i bei canti di Upa, il più amato da me è il Gayatri mantra. Così, stanchi, ma sereni, ci siamo ritirati per la notte. Io ho dormito tutto d'un fiato come non mi capitava da tanto.

Al mattino  fervevano i preparativi per la festa che cominciava con l'ormai classica passeggiata erboristica condotta da Sonia. Mentre attendevamo i ritardatari ci siamo soffermati nell'orto del Circolo per un primo  approccio con il luogo, purtroppo  questa sosta iniziale  è stata disturbata dalle lamentele di una vicina  per la presenza della nostra gallina Ciccì. 


Il mondo è strano!  Comunque finalmente siamo partiti e Sonia ci ha ammaliato con le sue spiegazioni. La strada che avevamo progettato di fare alla fine si è rivelata troppo lunga, dato che le erbe (commestibili e non) trovate lungo il percorso erano talmente tante che ci costringevano a soste sempre più ravvicinate: malva, senape, caccialepre, silene, papaveri, ortica, consolida, olmo, sambuco, sambuco falso, gigaro (pan di serpe), crepis, cicorie, e tante altre. Di ognuna Sonia ci ha raccontato se sono o no commestibili, le proprietà e di alcune anche i significati esoterici. 


Bisognerebbe seguirla con un registratore e poi trascrivere queste fantastiche "lezioni" all'aperto, che  sono già di per sé istruttive, dato che si toccano tutte con mano, se ne sente la consistenza al tatto e il profumo (o l'odore) all'olfatto. 

Eravamo un bel gruppetto, oltre a me, due ragazzi da Ancona, Cleo, Giuliana, Daniela e Maurizio, Loris, Jagran, Giusy e Nunzia, Mara, Aurora e Rossano e mi perdoneranno gli altri (una dozzina circa) di cui ora ho dimenticato il nome.... 


Tornati alla base abbiamo approfittato ancora del sole che ci ha favorito durante tutta la giornata, per sparpagliarci nell'orto per il picnic con il cibo appositamente cucinato da Michele  più altre vivande vegetariane da ognuno portate: riso, farro con verdure, cannelloni di ortica, torte salate e dolci, petali di fiori e menta caramellati e tanto altro. 


Si è distinta come al solito come cuoca sopraffina e generosa, la nostra amica Aurora. Sazi e riposati ci siamo poi accomodati al circolo, dove Upahar ci ha riportati al senso dell'essere nel luogo e nel momento, ognuno presente principalmente a sé stesso. 


Siamo stati raggiunti nel frattempo da Alberto Meriggi e da Daniela Cammertoni e terminati i canti abbiamo dato inizio alla Tavola rotonda che quest'anno verteva su "Economia alternativa agricola  e solidale". Meriggi ha introdotto il tema con una relazione sulle vicende storiche, relative ad usanze e consuetudini di economia solidale spontanea in uso nei tempi passati a Treia, ma non solo.  Poi Loris Asoli ha proseguito portandoci -anche se sinteticamente- la sua esperienza come fondatore della cooperativa "La Terra e il Cielo" di Arcevia.  A seguire  Michele Meomartino  ha parlato, tra l'altro, del suo ultimo libro "Sogni condivisi" e delle sue esperienze nell'ambito della cooperazione sociale. 

Io ho raccontato del mio incontro con Mario Cavani di Spilamberto, esempio di persona che per buona parte della sua vita ha lavorato per gli altri e per un'economia solidale.

 
Infine, a giro, ognuno si è presentato ed ha detto qualcosa di sé e dei suoi progetti.  Tutti sperando in un mondo migliore dove si possa vivere serenamente del proprio lavoro, stando più in contatto con la terra e  in sintonia con la natura, cercando di rispettarla come ha specificato Aurora, in tutte le sue forme, perché è da essa che veniamo ed è a essa che dovremo un giorno tornare. 

Auguriamoci che questa "massa critica"  possa aumentare sempre più e che la consapevolezza di far parte di un "unicum" possa essere condivisa con un numero di persone sempre maggiore, offrendo una spinta ad una vita semplice e naturale, senza sprechi inutili di risorse e senza egoismi. Abbiamo visto infatti  a che punto questi egoismi ci hanno portato: un mondo dove l'infelicità dilaga e si è perso il vero significato della vita.

 

 
Per concludere la giornata abbiamo  fatto un giro nel meraviglioso centro storico di Treia, che mi stupisce ancora oggi ogni volta che ci vengo. Spero che di questa ricchezza si rendano conto anche gli stessi treiesi e che si adoperino per preservarla dal degrado causato da costruzioni ed opere inutili e fuori luogo e dallo spopolamento. Treia potrebbe invece divenire la sede di una comunità ideale, quasi autonoma nei servizi e negli approvvigionamenti di beni, e servire da esempio per un nuovo stile di vita ecologico, che riscopra i vecchi valori senza negare completamente i progressi raggiunti, almeno quelli utili e non dannosi per l'ambiente.

Mi auguro che tutto questo  divenga realtà e  consiglio caldamente ai nuovi amministratori comunali che verranno di prenderlo in considerazione.



Caterina Regazzi 

Vice-presidente del Circolo Vegetariano VV.TT. - Treia





Altre immagini: 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 















 

 

 


19 febbraio 2014

Treia - Proposte per un bioregionalismo amministrativo

Una premessa. Nella teoria bioregionale è detto che si è abitanti del luogo  allorché ci si riconosce nella comunità e nel suo territorio, indipendentemente dalla nascita o dalla etnia di provenienza. Si può nascere in un luogo e non sentire di appartenere al luogo mentre si può scegliere il luogo per viverci, considerandolo proprio, e pienamente partecipare alla comunità. Questo ritengo sia il mio caso...


 

Treia - Circolo Vegetariano VV.TT

 
La nostra associazione, Circolo Vegetariano VV.TT., si è da qualche anno trasferita a Treia. Vorremmo anche noi contribuire al bene comune del luogo in cui viviamo e sottoponiamo le seguenti proposte alla comunità, vista anche la vicinanza delle prossime elezioni comunali.
A Treia bisogna sapere cosa si dovrebbe ma soprattutto cosa si può fare.
Cose assolutamente non trattabili sono: la tutela dell’ambiente, il rilancio del centro storico, il rilancio del lavoro, l’aiuto allo sport, alla cultura, all’associazionismo, ecc. Questo perché tali azioni possono promuovere anche l’aspetto economico legato al turismo di qualità e non soltanto basato su eventi sporadici che servono a creare fumo negli occhi per qualche giorno di successo…
Invece di chiedere prestiti per opere inutili e dannose, come è stato fatto con il progetto dell’attracco meccanizzato (cominciato e rimasto incompiuto) che è un pugno in un occhio ed una devastazione per l’ambiente rurale urbano, bisogna dare la caccia ai fondi europei per realizzare opere effettivamente utili e non solo per attingere a contributi che poi richiedono comunque ulteriori spese da parte del Comune: si deve creare un ufficio, una competenza in grado di scovare tutte le possibili elargizioni di fondi europei, ed ogni ufficio comunale deve lavorare anche per aver pronti dei progetti da presentare in caso di uscita di bandi.

Treia - Campagna lavorata

Il territorio: è il primo bene comune non trattabile, a partire dalla manutenzione, ci vogliono maggiori investimenti e la collaborazione dei cittadini riuniti in comitati. Treia è la nostra casa e non si può più delegare alla sola amministrazione il suo controllo. Il piano regolatore comunale non deve prevedere il consumo di nuovo territorio vergine.
Promuovere la ulteriore ristrutturazione del patrimonio edilizio privato e la sua riqualificazione energetica.
Favorire il recupero dei fabbricati rurali anche ad uso abitativo. Basta fare i bilanci con gli oneri di urbanizzazione. Sgravare dagli oneri di urbanizzazione chi ristruttura, anche solo dal punto di vista energetico. Semplificare le pratiche. Con la riqualificazione energetica e le ristrutturazioni si da lavoro. Tutela del fiume Potenza in collaborazione con la Provincia. Allontanamento di progetti inquinanti come grossi impianti fotovoltaici e a biomasse. Opposizione alla costruzione di nuovi elettrodotti (nel previsto elettrodotto Fano Teramo che dovrebbe passare sul territorio comunale l’energia transita ma non serve a Treia né alle Marche). Messa in sicurezza del vecchio elettrodotto che non risponde più alle normative correnti.

Promuovere il lavoro: favorire le imprese con le infrastrutture, operando sgravi mirati su tasse e tributi comunali.
Accordi con le banche che garantiscono il credito a imprese che investono. Assicurare il collegamento fra imprese e scuole del territorio. La vocazione artigianale e agroalimentare deve essere compatibile con la tutela del territorio.
Non ci deve essere contraddizione tra tutela del territorio e lavoro.
Sosteniamo il commercio e l’apertura di luoghi di ritrovo privati con caratteristiche aggregative nel centro storico. Garantire la cura e la pulizia degli spazi comuni anche tramite le associazioni ed il volontariato. Sviluppo della produzione energetica pulita attraverso il mini eolico, mini fotovoltaico ed ove possibile anche centraline idroelettriche. Previsione di un impianto comunale per la produzione elettrica a biomasse vegetali funzionante con i soli rifiuti organici o ricavati da pulizie di boschi e falciature di orti, da utilizzare per l’illuminazione pubblica. Avvio della raccolta differenziata personalizzata, in modo da poter calcolare la tassa sui rifiuti in base al peso del reale rilascio (e non più con l’iniquo sistema dei metri quadri dell’abitazione). Promozione e valorizzazione del territorio intercettando il turismo delle zone e città limitrofe.

Treia - Accademia Georgica

Cultura: consapevolezza e conoscenza sono fondamentali per la difesa del territorio. La diffusione della conoscenza si può ottenere tramite le associazioni e la nascita di una biblioteca comunale, che può essere anche un luogo d’incontro. La scuola è il punto di partenza, qui i giovani si mescolano per una società migliore.Trovare “una casa comune” per le associazioni culturali, creando anche un Forum permanente per coordinarne le attività.
Rivalutazione ed utilizzo funzionale del museo in collegamento con l’accademia Georgica.
Facilitare l’utilizzo degli spazi comunali, a cominciare dal Teatro, per organizzare eventi culturali.
Promuovere la conoscenza del territorio da parte degli stessi cittadini. Incentivare la collaborazione con l’università della terza età. Agevolare ed incrementare il servizio reso dalla Proloco con visite guidate per turisti e treiesi vecchi e nuovi, che spesso nemmeno conoscono le bellezze del luogo in cui vivono.
Promuovere la nascita di un Caffè letterario, eventualmente con sede in una prossima, futura, biblioteca, per la poesia e la scrittura, con gare poetiche ed artistiche e presentazione di libri. Organizzare gare di pittura estemporanea all’aperto o nell’ex mercato adiacente il palazzo comunale.

Politiche sociali e sport: Favorire sani stili di vita, infrastrutture per lo sport: percorsi podistici, parchetti con attrezzi, manutenzione dei campi giochi e campi bocce. Migliorare il sistema dei servizi alla persona. Sburocratizzare l’accesso ai servizi. Favorire il controllo sociale dei servizi (es. consultazioni popolari da indire regolarmente sul funzionamento dei servizi e sulle proposte di miglioramento). Garantire la disponibilità del patrimonio delle case di proprietà comunale anche favorendo la rotazione di chi ne usufruisce ed il subentro di nuovi inquilini che ne hanno diritto (su questo sappiamo troppo poco per fare proposte, non sappiamo neanche se ci sono cosiddette “casa popolari” assegnate dal comune). Favorire il collegamento fra proprietari di case sfitte e possibili affittuari, garantendo il reddito adeguato e sicuro. Favorire la creazione di comitati di quartiere che consentano la partecipazione e la rappresentanza di tutti, con incontri, ad esempio, mensili.

Treia - Paolo D'Arpini con sacchetto di immondizie raccolte per strada

Sicurezza: aumentare la presenza della polizia municipale su tutto il territorio comunale. Creare un’associazione di cittadini volontari che si occupano di sicurezza e controllo della uscita dalla scuola e della osservazione del territorio per evitare scempi e rilascio di immondizie nei parchi, etc. Riscoperta del senso di comunità. Evitare manifestazioni pubbliche notturne eccessivamente rumorose e portatrici di degrado urbano.

I Comuni con un numero di abitanti tra i 10.000 e i 30.000 hanno la maggior efficienza, secondo una ricerca europea. Treia può divenire un esempio di “città ideale”.

 
Treia - Caterina Regazzi nell'orto

 


Treia -  Per una Lista dei Cittadini

 

 
Dal passato...

Il processo che sta portando il nostro Paese all’impoverimento materiale, umano e sociale, è da addebitarsi a scelte politiche sbagliate che continuano a privilegiare la protezione dei capitali finanziari e le rendite a discapito dei lavoratori, dei pensionati, dei risparmiatori, dei malati, dei giovani, dell’ambiente, della cultura, insomma di tutto il nostro futuro.
L’attuale modello di insediamento e sviluppo non è sostenibile. Occorrono altre politiche, altre scelte istituzionali e comportamenti da parte dei cittadini che rendano la nostra città e la nostra società ecologicamente sostenibile, capace di creare nuove opportunità di lavoro.
Dobbiamo ricostruire nella nostra società il senso di “Comunità” e dei “Beni Comuni”. Vogliamo ricostruire il “senso di appartenenza” e una capacità di autogoverno della comunità attraverso azioni di analisi e condivisione dei problemi e delle scelte, con l’utilizzo costante dei metodi della democrazia partecipata.
Democrazia partecipata non solo consultiva a partire dal nostro territorio. Le problematiche di gestione della cosa pubblica, compreso l’uso delle risorse finanziarie, devono essere analizzate e condivise con i cittadini. A guidare la nostra comunità vogliamo persone capaci di rispettare questi principi e di fare sintesi nelle decisioni.
Solidarietà e redistribuzione della ricchezza come principio di gestione della “cosa pubblica” e nessuna commistione con lobbies o altri centri di potere economico-politico che ne possano condizionare le scelte.
La gestione pubblica e partecipata dei servizi essenziali deve garantire, in primo luogo, il godimento dei diritti civili, la salute, l’uguale accesso e un uso razionale delle risorse naturali, la casa, la terra, l’istruzione e la cultura; i diritti collettivi devono essere difesi contro qualsiasi tentativo di privatizzazione ed uso improprio.
Per una Lista dei Cittadini

al futuro....

Paolo D’Arpini e Caterina Regazzi
Circolo vegetarianoVV.TT.
Vicolo Sacchette, 15/a – Treia (MC)

 

 


29 novembre 2013

Spiritualità laica e risveglio spirituale

Il risveglio è una fioritura, che avviene da sé, al momento opportuno...

 

 


Il Risveglio  non può essere indotto negli altri con le parole, avviene spontaneamente alla presenza di un'anima realizzata, per simpatia innata,  ed  in essa si riconosce se stessi, l’Essere come veramente è, completo, puro, reale, perfetto, senza paure e senza desideri.

 
Ma non si possono reprimere paure e desideri con un atto di volontà, la scomparsa di paure e desideri  avviene naturalmente, quando scoprendo e amando il nostro vero Sé, non abbiamo più paura di nulla e non abbiamo più desideri.

 
Così possiamo seguire le due vie, i due sistemi indicati dai santi: "ama il prossimo tuo"  e  "conosci te stesso".

 
Ovvio che gli altri fanno parte di noi, capendo noi stessi e conoscendoci, conosciamo e capiamo gli altri, e conoscendo gli altri capiamo meglio noi stessi, nei momenti bui e in quelli luminosi, e possiamo rifletterci e far “riflettere” gli altri in noi.

 
Prestando attenzione al Sé, che  è in  tutti,  possiamo tranquillamente dimenticare il nostro ego, che ci porta sempre e comunque a contrapporci, a differenziarci, a metterci in opposizione con ciò che noi, ciecamente, vediamo diverso, ma che fa parte dello stesso uno. A volte  l’ego viene smascherato  ed allora esce dal cuore una sonora risata: "ti ho scoperto!".  Anche se lui spesso è ancora lì a prendersi, immotivatamente e dannosamente, di nuovo, il suo spazio.

 
Si dice che quando arriviamo a conoscerci e accettarci completamente, le nostre azioni sono consone alle circostanze ma non hanno finalità particolari, non abbiamo bisogno di combattere alcuno, possiamo amare indefinitamente e senza condizioni il resto del mondo.

L’evoluzione procederebbe così e può procedere così non tanto o non solo per tentativi ed errori, ma tramite quello pseudopodo evolutivo, che tira l’intero corpo cellulare in avanti……..

La complementarietà porta all’equilibrio, alla visione chiara dei due aspetti, allo spirito e alla materia, al buio e alla luce, al moto e all’inerzia, nella comprensione che siamo tutti uniti, e “dolore e piacere sono le creste e gli avvallamenti nell’oceano della beatitudine. In profondità c’è la pienezza assoluta”  (Nisargadatta Maharaj)

Caterina Regazzi 


 


28 ottobre 2013

Gita nel tempo.. alla Torre di Pitino

Pitino ci aspettava da secoli... e noi ci siamo andati

 

 
La torre di Pitino  vista da Treia

 
uh, uh, la scarpinata è stata dura, ma ce l'abbiamo fatta. L'idea di andare sulla collina dove si erge la torre di Pitino aleggiava nell'aria da tempo. Ogni volta che andavamo a trovare Lucilla a San Severino Caterina mi indicava quel torrione solitario, alto alto arroccato in mezzo al verde verde, e mi diceva “Debbo portarti a Pitino”. Prometti oggi e prometti domani, finalmente approfittando della presenza di due amiche emiliane, Antonella e Rina, in visita a Treia, siamo saliti sulla stradina tortuosa che conduce al borgo abbandonato. Lungo la strada il belvedere panoramico delle colline circostanti, con vista in lontananza di Treia, è stato guastato dalla distesa di pannelli solari a terra che creavano macchie nere traslucide nella campagna. Peccato veramente peccato, scesi dalla macchina abbiamo fotografato l'obbrobrio....

Pannelli solari marchigiani

Poi un po' brontolando sulle brutture della civiltà moderna siamo risaliti ed abbiamo continuato il viaggio. Forse Caterina aveva sbagliato stradina, sembrava infatti di non arrivare mai, gira che ti rigira ci siamo fermati in una casa isolata dove una macchina con un anziano all'interno si accingeva a fare una manovra. “Scusi dov'è Pitino?” L'anziano, forse preoccupato dalla mia faccia o nel vedere una macchina piena di sconosciuti lì davanti, stentava ad aprire il finestrino. Poi finalmente l'abbassa ed esordisce dicendo: “Sono un carabiniere in pensione.. che volete?”. L'ho subito rassicurato dicendo che eravamo turisti, al che lui ci ha indicato la strada giusta: “Più avanti trovate una Madonnina e lì girate a sinistra.


Presto fatto, ripartiti e rincuorati, dopo poco la Madonnina c'era davvero.. e lì abbiamo imboccato una stradina in terra battuta a strapiombo sulla valle, Caterina era un po' nervosa.. e ad un certo punto, quando la stradina sembrava veramente essere diventata un sentierino di montagna, ci siamo fermati davanti ad un cancello chiuso a lucchetto e siamo scesi dalla macchina avventurandoci a piedi. Ripida la salita, e sdrucciolevole, ma l'abbiamo fatta quasi di corsa per alleggerire la tensione. 

Pitino -  Tratto di strada interno alle mura   

Ed infine in cima troviamo l'antica porta arcuata d'ingresso, da cui iniziava una stradina in sassi levigati, l'abbiamo percorsa tutta fino ad arrivare ad una strana chiesa, con una porta nuova nuova di legno massello, aperta.. L'interno mezzo diroccato e cosparso di lattine, cartocci di succhi di frutta, bottiglie vuote di birra, etc. ci ha fatto capire che il luogo era frequentato (da visitatori malaccorti)... Però la sensazione di magia all'interno era tangibilissima, tant'è che le foto mostrano diversi “orbs” (punti luminosi vaganti).

 Paolo, Antonella e Rina all'interno della chiesa

Abbiamo fatto un giro nel “compound”, dove forse un tempo vivevano monaci, suore, o persone comuni chissà..? Abbiamo ammirato la torre, credo restaurata perché non mostrava crepe esterne e ci siamo affacciati fuori dalle mura, dove ancora una volta siamo stati colpiti dalla vista degli squallidi pannelli solari....

Il ritorno, in discesa, è stato più celere dell'andata.. eravamo anche in ritardo per il pranzo da Lucilla, e nella foga Rina è anche scivolata sul brecciolino, per fortuna senza danni... 

Continua con il resoconto   

Uno dei luoghi più belli e con un sentore di magia nei dintorni di Treia per me è sempre stato Pitino: si vede in lontananza dalle finestre di casa mia e spesso chi viene chiede cos'è quella torre in cima alla collina. 
La torre di Pitino, vista da lontano

Io non sono mai stata molto ferrata in storia e né appassionata, sarà perché ho poca memoria e quindi non ho mai saputo molto  della storia di  questo luogo, oppure, se l'ho saputo l'ho dimenticato. Forse  faceva parte di una serie di torri di avvistamento contro i saraceni. Fatto sta che diverse volte ci siamo andati quando venivo qui con Andrea e a volte anche da sola con Viola  quando venivo in vacanza con lei o con amici a Treia.  Stamattina (domenica 27 ottobre 2013) la giornata era splendida, il cielo blu, quindi, avendo  diverse volte promesso a Paolo che ce l'avrei portato,  e dovendo andare per un appuntamento conviviale a casa di Lucilla Pavoni, assieme alle amiche Antonella e Rina, il luogo era di strada, per cui bando alle ciance e ci siamo diretti verso il posto. 


 
La strada per salire sulla collina  non è proprio agevole, è una di quelle strade che a me fa pensare, ogni volta: "Riuscirò ad arrivare in cima?" ed oggi, nel percorrerla, lo ho pensato ancora di più, perché erano anni che non ci salivo, ed in più ho preso la prima deviazione che non avevo mai fatto prima, per cui non mi raccapezzavo affatto, innervosendomi parecchio. Ma la torre di Pitino svettava elegantemente e dava un minimo di direzione (quando si vedeva. ). Lungo la collina ci siamo fermati ad "ammirare" un campo di pannelli fotovoltaici, obbrobrio molto frequente nelle Marche che pare siano la Regione d'Italia a più elevata densità di questi "mostri".  Poi siamo ripartiti e arrivati con l'auto quasi in cima ci siamo fermati per percorrere a piedi almeno l'ultimo tratto. Il sole bruciava e ci faceva sudare. 


Il primo edificio che abbiamo incontrato è stata la chiesa, esternamente pare restaurata ma internamente ancora come dieci anni fa: il pavimento divelto, i muri cadenti a pezzi, solo qualche resto di un cantiere che ci ha fatto pensare che forse dovevano iniziare lavori di restauro, che poi si sono bloccati. Qualcuno di noi ha detto: "E dire che basterebbe uno stipendio di "quelli là" per sistemare tutto questo... sarebbe bellissimo!". Il resto l'abbiamo visto super-velocemente: Lucilla ci aspettava con un pranzo luculliano, non potevamo farla attendere oltre! A Pitino ci torneremo!

Caterina Regazzi e Paolo D'Arpini 

      Caterina Regazzi ai piedi della Torre


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Commento di Franco Stobbart: “La rocca di Pitino? vicino a San Severino Marche arroccato su una collina si trova il castello di Pitino. Nel medioevo era un nobile maniero, un centro importante di attività politiche e militari. Ora è tutto in rovina, solo mura fatiscenti che parlano di spettri e di riti magici. Abitano Pitino solo i corvi, che volteggiano attorno ad una torre e al fatiscente campanile. Si dice che l’ultimo abitante del borgo fuggì agli inizi del secolo scorso, spaventato – si dice – dagli strani fatti e dai tenebrosi racconti che erano stati ravvivati intorno al castello.  La stampa di un tempo riportava ciò che nel borgo di Pitino non c’è stata pace per i poveri morti: ossa umane sparse impietosamente qua e là, spesso allineate ritualmente all’interno di quella che un tempo fu una chiesa. Le ossa sistematicamente trafugate da un piccolo ossario, dove alla rinfusa furono accolti resti di persone illustri e meno note. Anche se le autorità del luogo sono intervenute per evitare ciò, alcuni dicono che Pitino è rimasto luogo tenebroso di evocazione e di rituali satanisti perpetrati con ogni probabilità da stregoni provenienti dalla vicina Umbria (episodi pitinati di magia nera, sono narrati a voce o riportati negli ultimi anni sulle pagine dei giornali).”


18 giugno 2013

Avviso ai Naviganti per l'Incontro collettivo ecologista del 22 e 23 giugno 2013 a Vignola

Avviso ai Naviganti per l'Incontro collettivo ecologista del 22 e 23 giugno 2013 a Vignola

 
Sotto l'albero di gelso a Vignola

Certo! Ormai è sicuro che anche tu ci sarai (almeno lo speriamo).... Il 22 ed il 23 giugno a Vignola, durante l'incontro collettivo ecologista del solstizio estivo, faremo un esperimento di convivenza creativa. La situazione  che andremo a vivere è inserita in un contesto di piccola città di provincia, l'ideale dal punto di vista bioregionale. Vignola è famosa per le sue ciliege e noi staremo proprio in mezzo ad un campo di ciliege, nel terreno di Maria Miani, detta la Bifolca, che si trova  vicino alla piscina comunale in Via dei Gelsi (davanti alla casa c'è anche un bellissimo albero di gelso pieno di more mature),  in compagnia di una bella asinella, pony, galline, etc. 

L'esperimento che andremo a tentare comprende un simposio, lo spartirsi cibo e lavoro, il dialogo costruttivo, il gioco, la poesia la musica, il teatro, le cerimonie sacrali dell'estate, il fuoco notturno e le stelle... e l'amore e la gioia e la pazienza di stare assieme senza litigare sulle opinioni. 

Te la senti? Allora vieni... Sarà come stare in un'altra Calcata, senza i suoi abitanti finti sderenati. Non ci saranno bancarelle con le collanine ed i ciarpami pseudo artigianali  ma solo esposizione di eccellenze contadine, sementi antiche, piantine rare e comuni, fiori profumati di campo,  erbe e frutti... 

La festa inizia il sabato 22 giugno  2013 con una  Tavola Rotonda, sul tema "Bioregionalismo, Ecologia Profonda e Spiritualità Laica per la riscoperta dell'Identità Locale", si tiene  alla Sala Teatro Cantieri Cantelli. E' nel centro storico, se prendi una delle strade che partono dalla piazza di fronte alla chiesa dovresti arrivarci, la via della sala è Via Cantelli.  Lì saremo tutti un po' in fermento..... con accompagnamento di organetto e poesie lette dal pubblico ed interventi interessanti, a cominciare da quello dell'assessore all'ambiente di Vignola, continuando con quelli segnati in scaletta (vedi sotto link e locandina inclusa).  Ah, presenteremo anche il  nuovo libro "Riciclaggio della Memoria" (Ed. Tracce) sui temi predetti ed il nuovo numero di Quaderni di Vita Bioregionale.  

Terminati gli interventi ci si trasferisce nel terreno di Maria, per raccogliere iperico ed erbe profumate e  così preparare l'acqua  benedetta di San Giovanni (conducono due erboriste), dopo un rinfresco agricolo vegetariano ammannitoci dalle cambusiere di Agri.Bio, stiamo in cerchio davanti al fuoco al suono di un tamburo sciamanico, per una danza sacra con salto della fiamma (donne in gonna larga). Per finire esausti sdraiati a terra ad osservare il cielo stellato. 

La mattina del 23 giugno 2013, vigilia di San Giovanni, viene distribuita l'acqua benedetta e si comincia così un giro di condivisione di pareri e proposte e narrazione di esperienze sull'attuazione di un vivere armonico e pieno d'amore. A guidare  il cerchio ci penserà il bastone della parola abbellito da ramoscelli d'iperico. Il pranzo che ci aspetta sarà composto dal cibo vegetariano che ognuno avrà portato, assieme alle proprie stoviglie personali. Il forno a legna in creta cruda sarà acceso per scaldare le vivande. Subito dopo escursione al fiume Panaro per il battesimo di San Giovanni ed esperimento guidato di ecopsicologia, sotto gli alberi, al fresco.

Tornati al campo di Maria si terrà l'ultimo giro di condivisione con il bastone della parola e per finire in bellezza, verso le h. 18.30 (o forse anche 19), si svolge una recita con alcune attrici dilettanti, sul significato vero di "umiltà"...      

Per concludere la giornata gusteremo un buon rinfresco agricolo delle cambusiere Agri.Bio e al crepuscolo la banda popolare "Lanterna Magica" ci allieterà invitandoci a danzare nell'aia.

Baci, Caterina Regazzi  e Paolo D'Arpini
Rete Bioregionale Italiana



 

 
P.S. Per dormire ci si può accampare nel terreno di Maria con tenda propria oppure con sacco  a pelo nel centro yoga che abbiamo prenotato a Vignola - Segnalare la propria presenza: Cell. 333.6023090 - circolo.vegetariano@libero.it 

Per arrivare a Vignola con il treno, scendere alla stazione di Bologna e prendere un trenino locale che porta a Vignola. Le partenze per Vignola sono alquanto frequenti i giorni feriali a cominciare dalla mattina presto, uno ogni ora circa, sino agli ultimi delle  20.16 e 21.16.  Da Vignola a Bologna la domenica sera gli ultimi trenini locali sono alle 16.48  e alle 20.48  (durata del viaggio un'ora).

Chi venisse in macchina se arriva il sabato prima della tavola rotonda può recarsi al campo di Maria  oppure venire direttamente al Teatro Cantelli, noi ci saremo dalle 15.30 per sistemare la sala (vedi sopra indicazioni per raggiungerci).

La manifestazione si svolge con il patrocinio morale del Comune di Vignola (Mo)

Gruppo di lavoro della Biforlca di Vignola.jpg
Gruppo di lavoro alla Bifolca di Vignola

 

 
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Commento di Teodoro Margarita: "Sarò a Vignola, per il Solstizio d'estate. Sarò a Vignola, terra di ciliegie. Ci sarò con i miei semi e le mie parole. Invitato fin da gennaio dalla Rete bioregionale. Ci sarò e staremo accanto al fuoco della notte di San Giovanni, raccoglieremo l'iperico e le erbe che l'estate dona. Ci saremo e canteremo di una stagione piena. Ho canti e voce e saranno sufficienti ad allacciare relazioni, ho semi da lasciare in dono, piantine da mettere a dimora. L'utopia bioregionalista mi ha conquistato da un decennio e rivivrà. Spiritualità ed ecologia profonda in movimento. Vignola, rosse ciliegie, arrivo!  Ci saranno danze, alle donne è consigliata la gonna larga. Sarà una notte lunga. La festa dell'ecologia profonda: nulla a che spartire con le plasticate fighette. Ciascuno si porta le proprie pentole e si condividono i cibi, niente ciarpame Ikea, il letto sarà il prato e il soffitto il cielo."


4 maggio 2013

Racconto bioregionale di Caterina Regazzi

Un racconto bioregionale di Caterina Regazzi: "Gallinelle d'acqua alla cova e strada sul Panaro che smotta"

 



Una giornata come tante altre…. Con una sorpresa in più.

 
Io e Paolo, quando siamo insieme a Spilamberto, amiamo passeggiare lungo il Panaro, vicino a casa. Comprai questa casa  8 anni fa, non tanto per la grandezza delle stanze e il loro numero o per le rifiniture. Tre furono le caratteristiche che me la fecero scegliere, ancora sulla carta: la presenza di un piccolissimo giardino (ma ora che è partito ed io ho poco tempo anche troppo impegnativo) dove poter piantare fiori, ortaggi e altro e dove poter far scorrazzare gli animali, l’esposizione che è sud- sud ovest (avrei preferito sud- est, ma era già presa), ma soprattutto per la vicinanza del Percorso Natura, lungo il fiume Panaro. 

Da casa mia si raggiunge tranquillamente a piedi, percorrendo una cavedagna in mezzo a campi che di anno in anno possono essere coltivati a grano, raramente colza e raramente mais. Si costeggia poi un fossato ed infine si arriva contro il fiume.

In fondo a questi primi campi c’è una “pozza”, noi la chiamiamo familiarmente così, ma è bella grande e non abbiamo ancora capito, cioè nessuno ci ha ancora spiegato perché è stata scavata, forse da lì si è estratta tempo fa della ghiaia, oppure è stata scavata per raccogliere acqua per irrigare.

Durante l’arco dell’anno e a seconda delle condizioni del tempo la pozza è più o meno piena. L’anno scorso con la siccità che c’era stata si era miseramente prosciugata per un lungo periodo, tanto che si vedevano alcuni pesci guizzare morenti e nessun uccello ci veniva più a soggiornare.

Ieri siamo andati a fare questa passeggiata per la prima volta dopo essere tornati assieme a Spilamberto da Treia.

Le piogge e le nevicate di questo inverno così lungo hanno avuto il loro bell'effetto: non avevamo mai visto la zona così rigogliosa e piena di fiori. Il grano era cresciuto notevolmente dall'ultima volta che ci ero passata e sta spigando... l'unica nota negativa, la completa assenza di papaveri, che starebbero così bene in mezzo al grano e denoterebbero l'assenza di trattamenti diserbanti.

La pozza è ricca di acqua ed infatti abbiamo visto galleggiare sul pelo un discreto numero di germani, maschi e femmine. Erano buffissimi: prima stavano tutti fermi e tutti rivolti nella stessa direzione, poi, insieme , si sono voltati e si sono diretti a fare un giretto, in tondo, come delle pecorelle. In mezzo alla pozza poi abbiamo notato un mucchietto di frasche con in mezzo, immobile, una gallinella d'acqua. Si vedeva appena, era un po' distante e mezza coperta dalle frasche. Sulla destra, abbastanza lontana ce n'era un'altra, che si stava dirigendo verso la prima, che evidentemente, stava covando! 

Quella che covava si è alzata ed è "scesa" dal nido e si è messa a nuotare. Quella che era lontana si è avvicinata al nido ed ha preso il posto della prima, cioè le ha dato il cambio! Quella che si era allontanata dal nido ha poi raggiunto altre due consorelle (o, meglio, "confratelli") e si sono messi a litigare... stavano in piedi sul pelo dell'acqua sbattendo le ali, fronteggiandosi e starnazzando. 

Insomma, probabilmente questo, dei due, era il maschio che scacciava eventuali malintenzionati dalla sua compagna e dal nido. Siamo rimasti per un bel po' incantati ad osservare la scenetta.

Abbiamo poi proseguito lungo il percorso notando che le pareti del sentiero sono state notevolmente danneggiate dalle piene invernali e che ormai sta per essere interessato dai crolli il percorso stesso... speriamo che la provincia, che è responsabile dei corsi d'acqua, sia a conoscenza di questo stato e che abbiano previsto di prendere qualche provvedimento! 

Cercherò di informarmi e di fare presente a qualcuno che c'è anche una situazione di pericolo in quel tratto e sarebbe un bel danno per la percorribilità del sentiero se il terreno dovesse crollare ulteriormente!

Per oggi è prevista un'altra passeggiata, in compagnia di Monica. Vedremo come va la cova, speriamo che la nutria che Viola ha visto sempre ieri aggirarsi nella pozza non abbia fatto man bassa delle uova!

Caterina Regazzi
Referente Uomo-Animali
Rete Bioregionale Italiana


 


2 aprile 2013

Chiesto referendum contro la peste OGM

“OGM, solo il M5S ci può salvare dalla peste, promuovendo un referendum nazionale” Lettera di Giuseppe Altieri, agro-ecologo

 
 

Domanda: Caro Giuseppe Altieri, mi chiamo Caterina, sono la compagna di Paolo D’Arpini, ho letto sul Giornaletto di Saul la storia che sarebbero arrivati in Italia non so quanti sacchi di sementi di granturco OGM da seminare quest’anno, sembrerebbe quasi una bufala, non ho trovato notizie attendibili. Tu ne sai qualcosa?
Grazie e ciao, Caterina Regazzi

……………….

Risposta: Sicuramente girano mais contaminati da OGM… l’anno scorso han trovato campi anche nel Lazio ARSIAL…
Bisogna fermarli con la clausola di salvaguardia e/o una legge nazionale ad Hoc.Ho incontrato 6 parlamentari del Movimento 5 Stelle al Senato, gli ho scritto diversi documenti ed ho incontrato anche il Comando della Forestale per i Controlli

Bisogna che i ragazzi a 5 stelle ci sostengano un gruppo di lavoro tecnico giuridico… gli girano intorno quelli di Mario Capanna (fondazione dei diritti genetici… che furono d’accordo con le tolleranze di Ogm anche nel biologico… …traditori dei benefattori….)
Dobbiamo star vicino agli onorevoli a 5 stelle che hanno buona volontà ma non conoscono bene la materia
Guardate su you tube il convegno che abbiamo fatto a firenze per il M5S “siamo tutti cavie OGM”… c’era anche il signor Fidenato che vuole seminare OGM… dura tre ore….abbiamo detto moltissimo e Fidenato non sapeva come risponderci…

La questione si affronta con un a legge nazionale in quanto la nostra costituzione non è stata delegata sui trattati europei in materia di salute e ambiente… ma io da solo posso far poco già abbiamo fatto tantissimo coi ricorsi ala corte costituzionale ai
tempi e con le battaglie che conduciamo da sempre… qui è una questione di controlli, applicazione del diritto costituzionale e/o europeo (principio di precauzione) e tolleranza zero !!!
Altrimenti non si possono fare controlli (sui semi per fortuna la tolleranza è ancora zero… ma gli ogm si importano in oltre 60 specie diverse contenute in alimenti umani o animali… e contaminano lo stesso l’ambiente… diffondendosi come semi di granaglie, per becchime o mangime… deiezioni di animali che se ne nutrono e trasferimento genico orizzontale dei pezzi di dna modificato, che viaggiano nell’acqua attraverso i batteri ecc… trasferendo resistenza agli antibiotici e modificazioni del dna pericolosissime …

Bisogna fermarli prima che sia tardi… lo è già ma ancora non troppo tardi… E’ ora di bandire gli OGM e fare se necessario anche un referendum, obbligatorio per regolamento comunitario…ma che nessuno ha mai fatto..

Vi mando un pezzo da pubblicare.. lanciate una raccolta fondi per pagare uno-due collaboratori al mio lavoro… altrimenti non ce la facciamo Speriamo ci aiutino Grillo e il M5S.
Ciao, Giuseppe Altieri

………………………….

 

Ai Parlamentari M5S: OGM: sintesi in materia di “coesistenza”, diritto alla tolleranza zero OGM, Applicazione del Principio di Precauzione + Modifica Urgente regolamenti di Camera e Senato !+

Gentile On. Zaccagnini,
pc gruppo Agricoltura Parlamentari M5S
Facendo seguito al nostro incontro e ai colloqui telefonici
Invio, per ora, questa nota di sintesi in vista dell’incontro coi ministri Ambiente e Sanità
e in relazione alla circolare in materia del Ministrero Agricoltura

Rimango a vostra disposizione

Prof. Giuseppe Altieri
———————————

LA COESISTENZA CON GLI OGM E’ UNA CONTRADDIZIONE IN TERMINI, ABROGATA DA DUE SENTENZE DELLA CORTE COSTITUZIONALE

- La prima, su ricorso della regione Marche ha Abrogato il decreto Alemanno (D. L. n. 279/2004) che pretendeva di disciplinare tale presunta coesistenza.
- La seconda ha legittimato le Regioni che si sono dichiarate “Libere da OGM” vietandone la coltivazione, bocciando il ricorso dell’allora Governo Berlusconi contro le regioni stesse.

Quella sulla “coesistenza” è, di fatto, una contraddizione in termini, non regolata da nessuna norma giuridica vincolante.
E non potrebbe essere altrimenti in quanto sono impossibili “norme di Coesistenza” ,dal momento che non ci sarebbe più agricoltura e produzioni libere da OGM in caso di rilascio ambientale di coltivazioni transgeniche, le quali contaminerebbero irreversibilmente (”naturalmente” e non “accidentalmente”), tutte le altre forme di coltivazione. Ciò si può rilevare da quanto è avvenuto nel tempo in altri paesi che hanno aperto alle coltivazioni transgeniche (USA, Canada, Argentina, Brasile).
Esperienza di cui si deve tener conto prima di qualunque decisione in materia di OGM, come previsto dalla Dir. 2001/18 Ce

La cosiddetta coesistenza, meglio definita dal termine di “commistione” è auspicata solo una “raccomandazione” facoltativa della Commissione, pertanto non vincolante, come citato espressamente anche nella sentenza del Consiglio di Stato, che, secondo qualcuno (FUTURAGRA – Movimento Libertario) , intenderebbe autorizzare la semina di OGM in Italia.

Inserisco a tal proposito l’estratto dell’Audizione parlamentare dell’Ass. Asseme, Associazione che ha partecipato ad Adiuvandum ai Ricorsi alla Corte Costituzionale sopracitati, della regione Marche contro il decreto suddetto ed alla Difesa dal ricorso del Governo Berlusconi, contro el regioni dichiaratesi Libere da OGM, presentando memorie.
(Audizione XIII Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati (Roma, 9 dicembre 2004 – ore 15,45)
“NOTAZIONI SUL D. L. n. 279/2004 CHE DISCIPLINA LA COESISTENZA TRA LE OLTIVAZIONI DI OGM CON QUELLE SENZA OGM”,

… (omissis) “Sul contenuto del decreto, si rileva che non appare esatto quanto specificato dall’art. 1, per il quale:
“Il presente decreto (è) in attuazione della Raccomandazione della Commissione 2003/556/CE del 23 luglio 2003”.
Si attua solo ciò che è vincolante, non ciò che è facoltativo. Il punto 1.5 della Raccomandazione, infatti, chiarisce: “I presenti orientamenti, sotto forma di raccomandazioni non vincolanti rivolte agli Stati membri…”
In proposito, aggiungasi che il punto 2.1.2, della medesima Raccomandazione, se attuata, prevede non l’assenza di contaminazione delle aree non OGM, ma una contaminazione di queste aree. Recita il citato punto 2.1.2.
“Le misure di gestione relative alla coesistenza dovranno rispecchiare i migliori risultati scientifici disponibili sulla probabilità e sulle fonti di commistione (e non coesistenza, ndr Altieri) tra colture transgeniche e non transgeniche. È opportuno permettere entrambi i tipi di coltura, garantendo, tuttavia, che i prodotti ottenuti da colture non geneticamente modificate contengano un tenore di OGM inferiore alle soglie legali previste per l’etichettatura e le norme di purezza applicabili ai prodotti alimentari, ai mangimi e alle sementi geneticamente modificati, quali definiti nella normativa comunitaria”. (oissis)….
——-
Insomma, dalla nota dell’Asseme, secondo una raccomandazione non vincolante si pretenderebbe di costringere tutte le altre forme di coltivazione a sopportare delle contaminazioni da OGM.
Ma la tolleranza di OGM per le sementi, al presente, (ad esempio di mais) è zero. Per cui non potremmo più coltivare produzioni sementiere in italia, ne tantomeno le varietà tradizionali protette (varietà da conservazione) protette da un decreto nazionale ad hoc, nel quale si cita espressamente la necessità assoluta di evitare contaminazioni da OGM (tolleranza Zero)
Aggiungasi che per tutte le sementi, e non solo per quelle di mais e soia, la stessa Commissione CE ha chiarito, con decisione del 2 settembre 2003 (GUCE L. 230/34, del 16/09/2003), al punto 55, “la direttiva 2001/18/CE non prevede alcun valore soglia (de minimis) in relazione alla presenza accidentale o tecnicamente inevitabile di OGM non autorizzati nelle sementi. Di conseguenza gli Stati membri non hanno il potere di determinare le quantità di OGM considerate pericolose, né – quindi- di stabilire tali soglie”.

DIRITTO A PRODURRE ALIMENTI E PRODOTTI LIBERI DA OGM (tolleranza zero)
Inoltre, sussiste il diritto precedente di coloro che vogliono continuare, come da sempre a coltivare e produrre alimenti 100% liberi da OGM e non solo sementi, etichettandole come prodotti senza impiego di OGM (o 100% liberi da OGM), quale etichetta volontaria ad corretta informazione del consumatore (ai sensi del Codice dei Consumatori e Utenti).
Ciò dal momento che a livello europeo si è stabilita la tolleranza di OGM fino a 0,9% (9 grammi per kg di ingrediente… un’enormità) addirittura nei prodotti biologici (vedasi mio articolo “Il Cavillo di troia”), senza necessità di etichettatura, quale livello massimo consentito nell’UE.
Ma l’italia, in base al principio di sussidiarietà, può stabilire un livello di sicurezza sanitaria e di informazione del consumatore superiore a quello europeo, anche per evitare contaminazioni ambientali accidentali (importazioni si granaglie per mangimi sotto forma di semi vivi, trasferimento genico orizzontale di residui del dna transgenico attraverso le feci e i batteri intestinali e del terreno, ecc), imponendo la tolleranza zero e l’etichettatura in base alla presenza / assenza.

A tal proposito è utile citare la sentenza di un tribunale nazionale che ha assolto la ditta Paluani (quella del team di calcio Chievo Verona) presidente signor Campedelli,, la quale, dopo il decreto di Pecoraro Scanio che legittimava la presenza di ogm in Italia senza necessità di etichettatura fino allo 0,9%, etichettò tutti i suoi prodotti come Liberi da OGM (”non contiene ingrdienti geneticamente modificati”, o “prodotto con ingrdienti Non modificati geneticamente”), che fu denunciata dalla Associazione Dolciari italiana e mi pare dalla Nestlè e dalla Monsanto, ..
In tal modo si è legittimata l’etichetta OGM free al 100%, che oggi troviamo in molte confezioni alimentari (da non confondere con etichette ambigue su cui bisognerebbe fare chiarezza, tipo NO OGM, che allude alla tolleranza 0,9% di OGM, ingannando il consumatore…)

La tutela della libertà di iniziativa economica è regolata dall’Art 41 della Costituzione, che prevede il rispetto delle libertà reciproche ovvero di chi non vuol mettere in commercio prodotti contaminati da OGM, libertà violata dalle coltivazioni di OGM e dalle presenze nascoste attraverso soglie di tolleranza, che non rispettano i critori di indirizzo dell’Art. 41 della Costituzione Italiana, per il cui rispetto lo Stato deve legiferare

PERTANTO E’ OPPORTUNO CHE NELLA CIRCOLARE MINISTERIALE CHE RIBADISCE IL DIVIETO DI SEMINARE OGM IN ITALIA NON SI FACCIA ALCUN RIFERIMENTO A NECESSARIE NORME DI FANTOMATICA COESISTENZA

Si può “raccomandare” forse un posto di lavoro, non certo di inquinare irreversibilmente il territorio agricolo di una nazione, facendola rinunciare alla propria agricoltura e biodiversità tradizionale e alla sicurezza e sovranità alimentare.

Inoltre, l’autorizzazione alla semina del Mais Mon 810 è stata revocata dalla Francia, paese che l’aveva autorizzato alla coltivazione, ed è inoltre scaduta a livello europeo (seppur mai autorizzata con procedure decisionali chiare, ma attraverso meccanismi subdoli) e ad oggi non rinnovata.
Germania e Francia hanno fatto un brusco dietrofront sugli OGM, di fronte all’evidenza dei pericoli per la salute e l’ambiente accertati dalle ricerche indipendenti pubblicate in questi anni.
E In ogni caso non è certo un tribunale italiano o europeo, l’organo preposto all’Autorizzazione alla semina di OGM in Italia, così come in Europa, ne tantomeno l’EFSA, che da solo pareri “scientifici”, ad oggi basandosi esclusivamente sui dati forniti dalle Multinazionali degli OGM, mentre la Dir. 2001/18 chiede che vengano effettuati studi e ricerche indipendenti..

Barroso è stato chiaro qualche tempo fa… sugli OGM in Europa vige la politica di …”Ponzio Pilato”… ed ognuno fa quello che vuole, applicando (ai sensi della normativa europea) la Clausola di Salvaguardia Nazionale, in caso di accertati rischi e pericoli per la salute e l’ambiente, con conseguenti divieti di coltivazione ed importazione di OGM.
O, meglio, imponendo il diritto costituzionale nazionale in materia sanitaria e ambientale, scavalcando il Diritto Europeo

E’ bene rammentare che nessun stato membro europeo, con l’adesione all’Unione ha rinunciato ai propri diritti inviolabili alla salute e all’ambiente integro, Costituzionalmente tutelati dalle singole nazioni, potendo in ogni caso applicare in tali materie delle norme più restrittive e garantiste, rispetto alle indicazioni Comunitarie. Le quali, purtuttavia, dovrebbero riferirsi all’applicazione rigorosa del “Principio di Precauzione”, inserito nel trattato europeo, ovvero dell’esclusione di ogni rischio per la salute e l’ambiente su ogni nuova tecnologia proposta per il commercio: con la Certezza della Innocuità.
Principio giuridico troppo spesso scavalcato da procedure troppo permissive, non solo in materia di OGM, ma anche, ad esempio, di Pesticidi, senza tenere conto del criterio di “comparazione”, ovvero dell’inutilità di tali tecnologie, facilmente sostituibili con quelle Ecologiche.

APPLICAZIONE DEL PRINCIPIO DI PRECAUZIONE

In applicazione del principio di precauzione, lo stato Italiano può vietare gli OGM in quanto non c’è la CERTEZZA DI INNOCUITA’.
In tal senso è necessario predisporre una proposta di legge che chiarisca alla UE la sovranità nazionale italiana in materia di tutela ambientale e della salute umana ed animale ai sensi degli Art 9 e 32, della costituzione italiana e degli art. 41 e 44.
Ciò anche in applicazione del principio di sussidiarietà del trattato europeo.
O, se volete, anche migliorando il recepimento nazionale della Dir 2001/18 CE, cosa richiesta dal Protocollo di Cartagena sulla Biosicurezza e tutela della Biodiversità dalle contaminazioni da OGM.
Nella clausola di salvaguardia o Legge Nazionale che Bandisca gli OGM è necessario inoltre far riferimento al Diritto precedente di chi coltiva varietà esenti da contaminazioni di OGM, che devono essere tutelate in quanto il cosiddetto diritto a seminare OGM non può violare quello precedente di chi non vuole essere contaminato da OGM (cosa impossibile nel caso di semine di ogm).
Contaminazioni che possono avvenire anche grazie all’importazione di granella per mangimi e non solo di mais, ma anche di Soia, Colza, ecc…

FERMARE GLI OGM CON LE ARMI DL DIRITTO COSTITUZIONALE
Non essendo la materia ambientale e sanitaria delegata ai trattati internazionali, se non per i criteri minimi di sicurezza, stabiliti in ambito comunitario europeo, l’Italia dovrebbe preparare una Legge Nazionale che preveda il Bando di tutte le importazioni di OGM, con tolleranza zero e test di presenza assenza, a tutela della salute umana ed animale, dell’Ambiente e delle Coltivazioni Agricole, sottoponendola stessa legge e tutta la materia in tema di OGM, come previsto anche dalla Dir. 2001/18, a consultazione popolare preliminare attraverso referendum (vedasi allegato).
Mantenendo intanto il divieto di Coltivazione di OGM, come dato di fatto precedente a cui non si può rinunciare per sempre senza il consenso popolare.

Il regolamento dell’EFSA dovrà, come richiesto dal Parlamento UE, essere revisionato con l’inserimento obbligatorio dei pareri scientifici indipendenti.
Sui pericoli accertati per la salute degli OGM, leggiamo il libro di Arpad Pusztat: “La sicurezza degli OGM” – Edilibri MIlano. E, in attesa delle confutazioni scientifiche alle ricerche citate nel testo, è necessario vietare ogni importazione di OGM in Italia e, se possibile, in Europa, con la Clausola di salvaguardia, o meglio con Norme nazionali in applicazione degli articoli 9, 32, 44 e 41 della Costituzione, non delegati ai trattati internazionali in materia di ambiente e salute..

Modifica urgente del regolamento di camera e Senato
NB !!
L’Avvocatura dell’Associazione Sementieri Mediterranei (Asseme) mi segnala inoltre come primo atto urgente per il Movimento 5 Stelle, la necessità di modificare il regolamento di camera e senato, il quale attribuisce solo al presidente il potere di stabilire cosa va messo all’ordine del giorno per le votazioni…

E’ probabilmente prorio per questo che da almeno 10 anni aspettiamo che sia portata all’ordine del giorno la proposta di legge istitutiva della consultazione popolare in materia di OGM, inviata dal sottoscritto con precedente mail.

—————-
Abbiamo bisogno di creare un gruppo di consulenza sull’Agricoltura, OGM , Pesticidi e Alimentazione biologica, organizzato con una segreteria di supporto e una news letter informativa per tutti gli attivisti e Onorevoli del Movimento 5 Stelle, con il gruppo di legali e costituzionalisti di fiducia, collaborando in primis con le associazioni di assoluta garanzia, Asseme (Ass. Sementieri Mediterranei), che hanno sostenuto i ricosi alla corte costituzionale contro gli OGM,tutti vinti, e le vertenze giuridiche, tecniche, normative e istituzionali all’interno degli organi competenti (Stato e Regioni, Commisisone Europea e Parlamento UE) .Tra queste citiamo anche l’Ass. SUM – Stati Uniti del Mondo, di Maglie Lecce, che supporta da anni la battalgia dei contadini indiani contro gli OGM ed ha finanziato i nostri principali simposi mondiali in tema di OGM (2003 e 2010) e l’Accademia di esperti di nostra fiducia. che ha coinvolto Dario Fo come uomo immagine che ha sottoscritto la Carte di Montebelluna per bandire definitivamente gli OGM dall”ITALIA

Prof. Giuseppe Altieri, Agroecologo
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Studio AGERNOVA – Servizi Avanzati per l’Agroecologia e la Ricerca
ACCADEMIA MEDITERRANEA PER L’AGROECOLOGIA E LA VITA (AMA la Vita)
Loc. Viepri Centro 15, 06056 Massa Martana (PG)
tel 075-8947433, Cell 347-4259872


16 marzo 2013

Agricoltura naturale e dieta vegetariana

Agricoltura naturale e dieta vegetariana - Se ne parla a Treia alla Festa dei Precursori 2013

 

Caterina Regazzi, racconta...

Quando ero piccola e trascorrevo le vacanze a Treia (il paese  nativo di mia nonna e di mia madre dove io allora potevo rendermi più o meno conto di come era strutturata l’agricoltura) c’era il contadino che coltivava le sue cose e aveva in più una piccola stalla di una decina di animali da cui traeva il latte, allevava qualche vitello per la carne (i famosi maschietti) ma soprattutto il bestiame era importante per il letame che è comunque sempre e ancora considerato il miglior concime. 
La stalla e il numero degli animali erano proporzionati all’estensione del terreno. inoltre il consumo di carne era moderato. Poi è subentrato un aumento della richiesta di carne e quel tipo di produzione non era più adeguato, da cui la nascita dell’allevamento intensivo. Adesso, quando mi ritrovo a parlare anche con colleghi con cui dico che tutta questa carne che viene prodotta non è necessaria (anche se noi italiani siamo forti importatori, quasi mi si mettono a ridere in faccia perché l’idea che chi vive in campagna possa allevare “bene” e per bene intendo con la tutela reale del benessere dell’animale finché vive (alcuni animali per sé e qualcosa da vendere), sembra impossibile da realizzare. 
Ovvio, se tutti continuiamo ad andare al supermercato a comprare carne tutti i giorni è vero, ma se moderiamo questo consumo, visto che i nutrienti che la carne ci da ce li possono dare tanti altri alimenti……. forse fra qualche decennio, quello che io penso potrebbe essere ragionevolmente realizzabile….”
Caterina Regazzi

…………..

Mi è piaciuta molto la descrizione della vita in campagna nelle Marche, fatta da Caterina,  veterinaria ecologista e mia compagna di vita, che ricorda alcuni suoi momenti d’infanzia. Ho anch’io dei ricordi bellissimi molto simili ai suoi di quando da bambino e trascorrevo le vacanze a Falerone (in provincia di Ascoli Piceno) dove abitavano dei parenti di una mia zia acquisita, che lì vivevano proprio come nel paradiso terrestre, infatti il racconto di Caterina mi è sembrato un tuffo nel passato… Ha risvegliato una memoria di vita contadina in condizioni naturali e con un sano rapporto con gli animali. E me ne rendo conto affacciandomi dalla finestra della casa di Treia, in cui ora abito,  mentre osservo compiaciuto le due galline che abbiamo salvato  "liberandole" nell'orto sotto casa.
Paolo D’Arpini
Galline libere nell'orto


Di questo e simili temi se ne parlerà durante la Festa dei Precursori che si tiene a Treia dal 25 al 28 aprile 2013. 
Vedi: http://bioregionalismo-treia.blogspot.it/2013/03/treia-preparazione-psicologica-e.html

 
Treia: Festa dei Precursori

Dal 25 al 28 Aprile 2013
Con il patrocinio morale del Comune e della Proloco di Treia

 
Circolo Vegetariano VV.TT.  Via Sacchette, 15/a - Treia (Mc) 

 

 
Programma generale: 

 
25 Aprile 2013  
h. 10.30 - Escursione erboristica guidata da Sonia Baldoni, per  scoprire erbe spontanee commestibili  e curative  e raccogliere petali di rosa.
h. 12.30 - Ritorno nella sede del Circolo  per un pranzo conviviale con le erbe raccolte e con il cibo vegetariano da ognuno portato. Subito dopo, preparazione di fiori di Bach con i petali di rosa.
h. 16.00 - Inaugurazione mostra d'arte in sintonia. Opere di: Nazzareno Vicarelli, Sabrina Franchini, Fulgor Silvi,  Andrea Orazi, Fabio Piangerelli e Daniela Spurio.  
h. 16.30 - Discorso sulle tradizioni contadine locali e sull'uso delle acque. Conduce il prof. Alberto Meriggi 
h. 17.00 - Presentazione del  libro "Riciclaggio della Memoria" (Ediz. Tracce), sul tema del bioregionalismo, ecologia profonda e  spiritualità laica.  Autore: Paolo D'Arpini.  
Introduce Michele Meomartino. Commentano Caterina Regazzi, Antonio D'Andrea, Benito Castorina e Lucilla Pavoni


 
26 Aprile 2013 
h.  17.00 - Assemblea generale dei soci  e simpatizzanti dei Circolo Vegetariano VV.TT. Progetti e proposte per il nuovo anno e rinnovo cariche sociali 


 
27 Aprile 2013 
h.  16.00 - Incontro per illustrare discipline olistiche che possono risultare utili alla qualità della vita.  Conduce Francesca Salvucci  
h. 17.00 - Tavola rotonda: "Marche una bioregione da proteggere. Focus su rigassificatore, elettrodotti, impianti fotovoltaici a terra, etc. Conduce Barbara Archeri 
h. 21.00 - Sessione di canti e mantra con Upahar Anand e accompagnamento di armonium, cembali e tamburelli  


 
28 Aprile 2013  
h. 17.00 - h. 17.00 - Matriarcato in chiave zodiacale. Discorso di Nazzarena Marchegiani

 
h. 17.30 - Performances effimere,  di Fulgor Silvi e Andrea Orazi,  accompagnate da suoni, movimenti ed immagini 
h. 18.30 - Conclusioni, svernissage  e  brindisi finale di buon augurio. 

 

 
Per raggiungere il luogo della Festa: 
La sede del Circolo Vegetariano VV.TT. è in Via Sacchette, 15/a, Treia (Macerata).  Parcheggiare sotto le mura in prossimità di Porta Montegrappa (o Montana), lì nei pressi c'è una fontana antica con due cannelle, salire sino alla Porta, subito a sinistra si vede un vecchio pozzo, salire ancora per 10 metri, sulla destra si vedrà un piccolo spiazzo con una porta leggermente sopraelevata su un terrazzino, qui! 

 
Info: circolo.vegetariano@libero.it - Tel. 0733/216293 - 333.6023090  


 
Ingresso del Circolo VV.TT. a  Treia

 



 

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