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RETE BIOREGIONALE ITALIANA - La pratica del bioreregionalismo e dell'ecologia profonda
 
 
 
 
           
       

La Rete Bioregionale Italiana è ispirata dall'idea di Bioregione: aree omogenee definite dall'interconnessione dei sistemi naturali e dalle comunità viventi che le abitano.
Una bioregione è un insieme di relazioni di cui gli umani sono chiamati a vivere e agire come parte della più ampia comunità naturale che ne definisce la vita.

Qui di seguito i nomi dei primi fra i nuovi referenti tematici della Rete Bioregionale Italiana che a titolo volontario intendono mettere a disposizione di tutti le conoscenze acquisite nel loro percorso di pratica ecologista:

Daniela Spurio - Grafica e fotografa - Impaginatrice dei Quaderni di
Vita Bioregionale - "Viverecongioia Jesi" dhanil@live.it,

Giorgio Vitali, presidente Infoquadri, Referente per il Signoraggio monetario ed aspetti economici correlati. Email.  vitali.giorgio@yahoo.it, - Tel. 393.6542624 

Rita De Angelis ritadeangelis2@alice.it e cell. 3385234247 - ecologia casalinga

Antonella Pedicelli, docente di filosofia, residente a Monterotondo (Sabina Romana)Referente per rapporti con le scuole e interventi formativi di recupero e attenzione verso la cultura bioregionale. Email: hariatmakaurr@gmail.com 

Claudio Martinotti Doria, monferrino, storiografo e ricercatore di storia locale ed economica, saggista, ambientalista libertario e localista. Referente per le Politiche economico ecocompatibili. Email: claudio@gc-colibri.com  tel. 0142487408 - Sito web: http://www.cavalieredimonferrato.it

 Benito Castorina, docente universitario per l'economia agricola e coltivatore di erba vetiver. Referente per l'agricoltura contadina e produzione energetica ecologica. Recapiti: benito.castorina@fastwebnet.it - Tel. 06.8292612 - 338.4603719

Avv. Vittorio Marinelli, presidente di European Consumers,
Via Sirtori, 56, 00149 Roma. Email:
vitmar@tiscali.it - Tel.
348.1317487 - Referente per l'ecologia nei consumi.

Caterina Regazzi
, medico veterinario Referente per il rapporto uomo/animali e zootecnia. Recapiti:
caterinareg@gmail.com – Cell. 333.6023090

Fulvio Di Dio, residente ad Amelia (Terni), funzionario alla Regione
Lazio Assessorato Ambiente
. Email.
fulvio.didio@libero.it - Tel.
329.1244550. Referente per l'ecologia nelle aree urbane.

Manuel Olivares, scrittore e giornalista sociologico esperto in comunità, fondatore della casa editrice “Vivere Altrimenti”. Referente per i rapporti con le comunità, comuni ed ecovillaggi. Recapito: info@viverealtrimenti.com

Sonia Baldoni, esperta di erbe officinali e cure naturali olistiche. Referente per il rapporto con gli elementi della natura e con lo spiritus loci. Recapiti: Cell. 333.7843462 - sachiel8@virgilio.it

Teodoro Margarita, seedsaver, già consigliere federale di Civiltà Contadina e collaboratore della Rete. Referente per l'area comasca, ecovillaggio, ricerca spirituale. Recapito: 031.683431 ore serali.

Stefano Panzarasa, geologo e musicista, Responsabile Ufficio Educazione Ambientale del Parco Naturale Regionale dei Monti Lucretili e membro fondatore della Rete Bioregionale Italiana. Referente per l'educazione ambientale ed ecologica. Recapiti: bassavalledeltevere@alice.it  -  blog (cliccare qui sotto): www.orecchioverde.ilcannocchiale.it  tel.. 0774/605084

Lucilla Pavoni, scrittrice e neo contadina. Referente per i rapporti solidali fra esseri umani. Recapiti: lucillapavoni@libero.it – Cell. 338.7073857

Paolo D'Arpini, cercatore spirituale laico e membro fondatore della Rete Bioregionale Italiana. Referente per le Pubbliche Relazioni. Recapiti: circolo.vegetariano@libero.it – Tel. 0733/216293 - 0761/587200 


Altri membri e simpatizzanti stanno ancora meditando sul come offrire la propria collaborazione alla comunità bioregionale, se fra i lettori, che si riconoscono nel messaggio dell'ecologia profonda, c'é qualche volontario.. é benvenuto!

Paolo D'Arpini, addetto alle Relazioni Pubbliche per la Rete Bioregionale Italiana

Per aderire alla Rete Bioregionale Italiana é sufficiente sottoscrivere il manifesto fondativo (o carta degli intenti) e di inviare una email di conferma a:  circolo.vegetariano@libero.it

 

 
 
 
 

 
28 novembre 2012

Scie chimiche avvistate a San Severino Marche

Scie Chimiche a San Severino Marche... malattie strane ed il cielo striato osservato da Lucilla Pavoni




Caro Paolo D'Arpini, incoraggiata dalla risposta che hai dato a Roberto Giovannini (http://saul-arpino.blogspot.it/2012/11/il-giornaletto-di-saul-del-28-novembre.html ) ripropongo il problema scie chimiche, di cui forse avevo parlato in un tempo in cui pochissimi avevano notato cosa succede sopra alle nostre teste.

Ci hanno rubato anche il cielo, e lo stanno usando per modificare il clima, causando nubifragi e terremoti, e per farci ammalare rendendoci zombie con malattie come l'Alzheimer.

Io vivo in una zona di montagna, dove l'aria è pulita e dove, fino a pochi anni fa, di solito la gente moriva semplicemente perché era stanca di vivere (per vecchiaia). Forti fino all'ultimo giorno, potevi incontrare vecchi di novant'anni, arzilli e lucidi, che ancora zappavano la terra.

Da due o tre anni a questa parte, prima in maniera subdola e poco appariscente, e adesso in maniera sfacciata e plateale, succede che in uno spazio aereo, dove normalmente possono passare un paio di aerei li linea in una giornata, il cielo è letteralmente invaso e disegnato da decine e decine di scie che si intersecano tra loro, fino a formare croci, losanghe, griglie, che s'allargano sempre più e permangono ore ed ore sopra alle nostre teste.

In seguito alla loro presenza, dopo un po' senti la pelle come fosse stata nebulizzata ed è a quel punto che generalmente io comincio ad avere attacchi di tachicardia. La testa mi va in confusione e vado in giro per casa senza neppure sapere io cosa vado facendo. Lo scorso anno, quando questo disturbo ha cominciato a condizionare troppo la mia vita, ho cercato risposte dalla medicina ufficiale, ma non ha saputo darmene.

Poi qualcuno mi ha suggerito di sottopormi "all'analisi del capello", che generalmente rivela cose che la medicina ordinaria non riesce a vedere. La risposta che ho ricevuto da Phenix parla di un accumulo anormale di metalli pesanti, come il mercurio, l'alluminio ed altri che non sto ad elencare. Inoltre ho saputo da fonti attendibilissime (gente che lavora in ospedale) che c'è un incremento impressionante, quasi a livello d'epidemia, dell'Alzheimer.

Non desidero allarmare nessuno, ed ogn'uno può fare l'uso che vuole di queste informazioni, ma questo è quanto. Dimenticavo di dire che, dopo il passaggio degli aerei, un cielo azzurro e senza una nuvola, dopo un po', diventa cupo di nuvole pesanti, strane, cattive e spesso comincia a piovere .

Il giorno e la notte prima dell'ultimo alluvione in Toscana, gli aerei sono passati in continuazione con una frequenza di dieci, quindici minuti tra uno e l'altro.

Boh, non lo so, ma non mi sembra normale.

Ciao caro Paolino, ti auguro buona giornata e buona vita (sempre aerei permettendo).

Lucilla Pavoni

Lucilla Pavoni, in visita al Circolo VV.TT. di Treia

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Articolo "divertente" collegato:

H.A.A.R.P.: “… le scie chimiche? Nun so’ scie so’ sciemenze.. chiedete ad ‘attivissimo’, son solo nuvolette lunghe lunghe, colorate dalle fate!”

Cari amici, vi sembra normale che il cielo sia “inferriato”, “sbarrato” da scie biancastre che non lasciano filtrare la luce del sole? Gli scienziati sono preoccupati dalla imprevedibilità degli effetti di una tempesta geomagnetica e cosi’, come al solito per inibire il sintomo danneggiano l’intero organismo celeste.

Pensate che le cosiddette “chemtrails o scie di condensazione sarebbero utili a riscaldare l’atmosfera ad alta quota provocandone l’espansione.
Ciò è ufficialmente volto ad analizzare gli esiti dell’espansione da parte dei satelliti in orbita attorno alla Terra, simulando le ripercussioni di un flare o tempesta solare. Il tutto per tentare di prevenire la distruzione dei satelliti stessi.

Credo che nessuno di voi produrrebbe un lutto complicato se fossero neutralizzati i satelliti militari e quelli utili alla geoingegneria, anzi molti farebbero salti di gioia. Non credo alla teoria del complotto, piuttosto sospetto sempre piu’ che l’uomo sia un primate stupido ed incapace di prevedere le conseguenze delle sue scelte.
Tra un po’ ci racconteranno che non solo le scie, piene di metalli neurotossici, sono diffuse per il nostro bene, ma che anche gli impianti H.A.A.R.P. sono la salvezza dell’umanità.

Quegli aerei bianchi che tracciano il cielo di scie indelebili spandono purtroppo veleni nella ionosfera. Il termine HAARP indica l’acronimo di High-frequency Active Auroral Research Project: Programma di Ricerca Aurorale Attivo ad Alta frequenza. E’ un progetto del Dipartimento della Difesa Statunitense (DoD), coordinato dalla Marina e dall’Aviazione e considerato il nucleo del programma “Guerre Stellari” avviato sotto le amministrazioni Reagan%u2013Bush negli anni ‘80.

Secondo le scoperte di Eastlund, il genio della fisica statunitense che possiamo considerare l’Archimede delle scie chimiche, è possibile dirigere la potenza di HAARP verso uno specifico punto della ionosfera che la farebbe riscaldare al punto da innalzarla fisicamente. In questo modo si verrebbe a creare un rigonfiamento altamente riflettente, definito da lui “effetto lente”, in grado di convogliare i raggi sulla terra con effetti devastanti.

La potenza di tali onde sarebbe tale da provocare modificazioni molecolari dell’atmosfera, causando, a seconda delle diverse frequenze: cambiamenti climatici, la possibile disgregazione di processi mentali umani e probabilmente anche effetti sui movimenti tettonici di magnitudine imprecisata.

Nel 2002 l’Italia ha firmato un accordo bilaterale con gli USA sulla ricerca climatica aprendo i propri cieli ad ogni sperimentazione. Nel 2003 il Ministro della difesa, autorizza ufficialmente le forze aeree Usa (USAF) a sorvolare gli spazi aerei dell’Italia.

Lo “Zio Sam” può ora gestire la nostra ionosfera come gli pare. La joint venture si chiama “Cooperazione Italia-Usa su scienza e Tecnologia dei cambiamenti climatici”. Eviva! Evviva! Cantava il grande Renato Carosone: “Tu vuo fa l’americano…”. Le sostanze tossiche adoperate per le operazioni militari di aerosol sono composte da metalli quali l’alluminio e il bario, polimeri, silicati ecc.. L’alluminio, come noto, è una sostanza neurotossica che danneggia sia il sistema nervoso centrale, che i processi omeostatici cellulari. E’ risaputo che l’intossicazione da metalli produce un abbassamento delle difese immunitarie: l’alluminio uccide la flora batterica dei terreni; le piogge prodotte dalle scie chimiche modificano i valori di acidità dei suoli. Purtoppo l’alluminio è tossico non solo per il sistema nervoso, ma anche per tutto l’organismo compresa la tiroide. Forse si devono ringraziare gli esperimenti climatici e le chemtrails per giustificare l’ecatombe della funzione tiroidea di milioni di italiani. Gli esami di laboratorio TSH, ft3, ft4, anticorpi antitireoglobulina, antiperossidasi e soprattutto la vitamina 25OH D3 denunciano che qualcosa di grave sta accadendo contro la nostra salute. Ho detto forse perchè sono uuna persona seria, ma questa è una mia fondata ipotesi. Vi consiglio di verificare la salute della vostra tiroide se soffrite di depressione, astenia, difficoltà di concentrazione, irritabilità, insonnia ecc.

Non troverete una grande accoglienza da parte della medicina ufficiale. Sembra che qualcosa occulti un diritto di consapevolezza della gente ed ogni giorno devo veramente combattere per avere questi esami utilissimi e spesso canzonati. Sono diventato da venticinque anni uno studioso della tiroide per obbligo di cura dei miei pazienti.

L’ipnosi regressiva riesce molto meglio se il nostro carburatore tiroideo e la vitamina D sono equilibrati. La connessione con l’Uno, la riUnificazione non devono esserci preclusi da chi gioca alla guerra. Occorrerebbe al più presto chiedere allo zio Sam di non utilizzare il cielo e l’anima degli altri per i suoi preoccupanti e paranoici giochi di potere.

Buona Vita

Angelo Bona


1 ottobre 2012

Appuntamento bioregionale - San Severino Marche, 31 ottobre 2012

Appuntamento bioregionale - San Severino Marche, 31 ottobre 2012: Il Ciclo della Vita nella Vigilia d’Ognissanti (Samhain od Allhoween)

 



Com’è nella tradizione anche quest’anno il Circolo vegetariano VV.TT. celebra il momento che nell’antichità segnava la fine dell’anno agricolo, e che sancisce una nuova tappa nel Ciclo della Vita. In questo periodo dal 31 ottobre ai primi di novembre anche nella tradizione cristiana si ricordano i santi ed i morti e questo segna il collegamento fra il vecchio mondo pagano e quello nuovo conseguente all’avvento del cristianesimo.
 
La festa di Samahin è particolarmente sentita nella cultura anglosassone, infatti è una ricorrenza di origine celtica in cui si dice che in questo periodo "si apre una finestra fra la vita e la morte, fra la morte e la rinascita". L’evento era conosciuto nell’antichità remota ed anche nel medio evo. La tradizione afferma che siccome quella notte gli spiriti tornano sulla terra occorre ingraziarseli con alcune offerte che venivano lasciate sui bordi del camino, allora gli spiriti benevolmente potevano cedere un loro dono o messaggio. Se invece non trovavano alcuna offerta allora si vendicavano apparendo terrifici ai vivi. In parte la tradizione è rimasta con il famoso "dolcetto o scherzetto" di Halloween. 

Comunque la cosa principale da farsi durante la giornata di Samahin, e soprattutto la sera, è quella di compiere dei riti nella natura, in particolare si apparecchiano in una radura due cerchi composti con gli ultimi fiori in modo che tutti i colori della natura siano rappresentati.
 
A turno i partecipanti si posizionano all’interno di un cerchio, in cui si attirano i pensieri positivi verso i defunti, poi si passa all’altro dove si rinuncia a tutti i pensieri negativi nei loro confronti. In questo modo si pacifica il mondo dell’aldilà con l’aldiqua. La cerimonia esoterica e commemorativa verrà compiuta dalla sibilla Sonia Baldoni di Vivere con Gioia,  in località Ugliano, in quel di San Severino Marche. Più tardi,  nella casa accogliente della scrittrice Lucilla Pavoni,  desineremo con il cibo vegetariano da ognuno portato. Una piccola offerta volontaria per la sibilla e  per chi ci ospita sarà gradita. 
 
Paolo D'Arpini - Circolo Vegetariano VV.TT.
 
 
Info. circolo.vegetariano@libero.it - 0733/216293 
 
Lucilla:  338.7073857  -  Sonia: 333.7843462


3 maggio 2012

Esperienza di vita bioregionale ... in solitudine!

La solitudine estrema come luogo d'incontro.. con se stessi - L'esperienza magica di Lucilla Pavoni

 
Neve



"La solitudine è la realtà assoluta.." (Osho)

 



Caro Paolo, ...........lo sapevo che la Vita, prima o poi, mi avrebbe presentato il conto, e chiesto di verificare l'onestà  e la coerenza delle mie scelte.

Temevo un po' questo momento, e rimandavo sempre un bilancio troppo impegnativo e non ancora ben definito. Da sempre avevo cercato il luogo perfetto dove trascorrere la seconda parte della mia Vita, e l'avevo trovato in questa zona di montagna, sopra San Severino,  dove vivo ormai da qualche anno.


In realtà, la mia,  è stata forse forse più una fuga che una scelta. Scappavo da un sistema che non corrispondeva più ai miei bisogni, e con estrema leggerezza m'ero lasciata tutto alle spalle, con la stessa incoscienza (che alcuni chiamano Fede), di Abramo quando partì per il deserto.
Il momento della grande verifica è arrivato con l'eccezionale nevicata di quest'inverno, che mi ha imprigionata su quel cucuzzolo che avevo scelto quando i campi erano verdi, gli alberi fioriti, gli uccellini svolazzanti.

 

Naturalmente, scegliendo questo posto, avevo messo in conto la fatica di tirare fuori cibo dalla terra, gli inverni difficili, neve e freddo, difficoltà di spostamenti e comunicazione, giornate di ozio forzato, di mancanza di rapporti umani, insomma, avevo cercato di prepararmi psicologicamente e materialmente, per quanto possibile, ad ogni evenienza, non considerandola un problema ma uno stile di Vita.

In realtà è così che l'ho vissuta in questi ultimi anni, ma non avevo tenuto conto che a volte anche la Natura sconvolge le sue leggi e che in zone temperate come le nostre, a tradimento, può scaricarci addosso tonnellate di neve.

La sera del primo febbraio, me n'ero andata a letto proprio contenta. La televisione aveva accennato a probabili nevicate, e l'idea di rimanermene rintanata per un paio di giorni, non mi dispiaceva affatto. "Finalmente una vacanza giustificata" avevo pensato. In campagna c'è sempre da fare, se si ha voglia di fare. A febbraio poi, ricominciano le potature, le fascine per il prossimo inverno, le semine al coperto ed altro ancora. Mi sembrava che l'inverno fosse passato troppo in fretta e sentivo di non aver recuperato del tutto le mie forze."Ben venga un po' di neve -m'ero detta-  ed avrò ancora qualche giorno di vacanza", e con quest'idea in testa me n'ero andata a letto.

La mattina dopo, fu l'assoluta mancanza di suoni a svegliarmi. Un silenzio così non l'avevo mai sentito, e poi quell'aria frizzantina che filtrava dalle finestre chiuse, e un chiarore particolare, m'avevano fatto la spia.

"Mi sa che stavolta ci hanno azzeccato" fu il mio primo pensiero e con la gioia nel cuore e con gli occhi e il cervello non ancora a "fuoco", corsi alla porta. "Oddio, e cos'è?"  Un muro di neve soda, compatta,cattiva mi stava davanti. All'orizzonte solo la cima degli alberi piu' alti, il resto inghiottito, scomparso fagocitato.

La prima reazione fu quella di tornarmene dentro a cercare un contatto con le cose di sempre, famigliari, rassicuranti. "Tranquilla Lulli, va tutto bene" continuavo a ripetermi mentre il cuore andava a mille. Nella stufa c'era ancora un po' di brace della notte precedente e subito ripartì quando la riempii di legna che per cautela avevo tirato in casa.

Fuori, i vecchi pali della luce s'erano arresi e lasciavano pendere fili ormai inutili, ma le vecchie tubature dell'acqua avevano resistito e la stufa andava "alla grande". Fu dopo il primo caffè che cominciai a riordinare un po' le idee. In fondo, di cosa dovevo aver paura? La dispensa era piena. Tutta l'estate avevo lavorato come una formichina, avevo raccolto, trasformato, conservato tutto quanto era possibile conservare. Avevo sacchetti di riso, fagioli, ceci, farina. Avevo il lievito per il pane, il sale, l'olio, i fiammiferi, l'acqua, la legna, le candele di cui faccio sempre incetta perchè ho paura del buio.

Dal veloce inventario risultò che avevo non solo il necessario ma anche il superfluo per resistere a lungo.

Conclusi che ciò che stavo vivendo come fatto eccezionale per i nostri nonni era stata la normalita'. D'inverno si chiudevano in casa e aspettavano che tornasse il Sole. E così ho fatto anch'io. Ho cercato di approfittare di questo regalo del Cielo per ricostruire i miei mondi interiori, ho messo un rallenty nella mia vita, ho lasciato che il tempo si dilatasse. Con calma ho ucciso la fretta ed ho adeguato i miei ritmi a quelli della natura. Ho ritrovato il tempo per ricordare quello che diceva sempre mia nonna: "Una giornata è lunga se la vivi bene. Ci sono otto ore per lavorare, otto per riposare, otto per divertirsi".

Peccato che non ci siano più nonne sagge a ricordarci queste verità e lasciamo che tutto e tutti ci rubino la Vita.

Dodici giorni è durato l'isolamento, ma mai come in questa condizione sono stata così felice. Ho verificato sul campo che posso vivere anche senza tante cose che a volte mi sembrano importantissime e che -in fondo- l'unica cosa che veramente mi serve è il prossimo respiro.

Lucilla Pavoni



 

Mia rispostina: “Carissima Lucilla... Ti ringrazio di questa bellissima testimonianza di vita bioregionale.  Abbiamo pubblicato sui Quaderni di Vita Bioregionale 2012  il programma per il 31 ottobre, Samhain, che faremo lì da te a San Severino Marche. (Paolo D'Arpini)
 
 

Lucilla Pavoni in visita al Circolo vegetariano VV.TT. di Treia


20 settembre 2011

Bioregionalismo e cerimonie stagionali

31 ottobre 2011 – Samahin a San Severino Marche – Il Ciclo della Vita della Vigilia d’Ognissanti (Halloween)

Com’è nella tradizione pluriennale del Circolo Vegetariano VV.TT. anche quest’anno verrà celebrato il momento che nell’antichità segnava la fine dell’anno, e che sancisce una nuova tappa nel Ciclo della Vita.

In questo periodo dal 31 ottobre ai primi di novembre anche nella tradizione cristiana si ricordano i santi ed i morti e questo segna il collegamento fra il vecchio mondo pagano e quello nuovo conseguente all’avvento del Cristo.

La festa di Samahin è particolarmente sentita nella cultura anglosassone, infatti è una ricorrenza di origine celtica in cui si dice che in questo periodo “si apre una finestra fra la vita e la morte, fra la morte e la rinascita”. L’evento era conosciuto nell’antichità remota ed anche nel medio evo, poi in un periodo successivo fu volgarizzata nella mascherata di Halloween, orgia consumista e finto carnevale. La vera tradizione afferma che siccome quella notte gli spiriti tornano sulla terra occorre ingraziarseli con alcune offerte che venivano lasciate sui bordi del camino, allora gli spiriti benevolmente potevano cedere un loro dono o messaggio. Se invece non trovavano alcuna offerta allora si vendicavano apparendo terrifici ai vivi. In parte la tradizione è rimasta con il famoso “dolcetto o scherzetto” di Halloween.

Comunque la cosa principale da farsi durante la giornata di Samahin, e soprattutto la sera, è quella di compiere dei riti nella natura, in particolare si apparecchiano in una radura due cerchi composti con gli ultimi fiori in modo che tutti i colori della natura siano rappresentati. A turno i partecipanti si posizionano all’interno di un cerchio, in cui si attirano i pensieri positivi verso i defunti, poi si passa all’altro dove si rinuncia a tutti i pensieri negativi nei loro confronti. In questo modo si pacifica il mondo dell’aldilà con l’aldiqua.

Quest’anno la cerimonia verrà compiuta dalla sciamana erborista di Vivere con Gioia, Sonia Baldoni, in località Ugliano, in quel di San Severino Marche. Più tardi ci recheremo nella casa accogliente, lì vicina, della scrittrice Lucilla Pavoni, dove desineremo con il cibo vegetariano da ognuno portato.

Paolo D’Arpini

Programma del 31 ottobre 2011:

h. 17.00 – Appuntamento da Lucilla e partenza per la passeggiata.
h. 18.00 – Cerimonia in radura con Sonia Baldoni
h. 20.00 – Accensione del fuoco e desinare conviviale
h. 22.00 – Riordino della casa e dei luoghi

Per informazioni logistiche e per confermare la presenza:

Paolo – 0733/216293
Lucilla – 338.7073857
Sonia – 333.7843462
circolo.vegetariano@libero.it

……

Ecco come raggiungere il luogo dell’appuntamento:

Da San Severino Marche seguire la strada per Apiro/Cingoli.

Superare Cesolo e Marciano, arrivati al bivio per Apiro/Cingoli prendere la direzione per Apiro.

Superare le frazioni Palazzata e Corsciano sino all’indicazione per Ugliano, dopo circa 700 metri sulla destra imboccare stradina in terra battuta seguendo la freccia che indica la casa di Lucilla.

La manifestazione è gratuita un’offerta volontaria per il mantenimento dei luoghi e di chi ci accompagna sarà gradita.


12 dicembre 2010

Bioregionalismo e poesia

  

                                                                               
"Donne che infornano" - Disegno originale per la poesia "Che Farai da Grande?" di Felice Rosario Colaci, presentata all'incontro della Rete Bioregionale Italiana 2010 di San Severino Marche, estratta dal libro: "Non ho tempo per la fretta"




Che farai da grande?

"Figlio mio cosa farai quando sarai grande?"
"Farò il pittore di madonne, uomini e santi,
di quadri famosi, pittori importanti.
li dipingerò sul pavimento
in balia di passanti, pioggia e vento.
li farò con cura e amore abbondanti,
come dovessero durare anni e secoli tanti"

"Figlio mio perché tanto lavoro e tanta devozione
per ciò che durerà una si breve stagione?
Non è meglio dedicare il tuo tempo e lavoro
per guadagnarti ricchezze e decoro?"

"Quando i miei più semplici bisogni siano soddisfatti
cercare il di più mi sembra cosa da matti!
La vita sembra lunga ma dura solo un momento,
poi anche noi saremo polvere al vento.
La mia pittura effimera ma appassionata
sarà il mio monito a una generazione troppo indaffarata,
sempre occupata ad accumulare
sorda perché non vuole ascoltare.
Il mio messaggio più evidente
è che al denaro non pongo mente,
anche se ho del talento
io di poco mi accontento,
mi affido alla provvidenza
che non mi faccia restare senza.
Non penso a fama nè gloria futura
che esorcizzi dubbi e paura
sulla nostra sorte effimera e incerta
come la mia pittura all'aria aperta.
Quando pensi troppo al domani
ti leghi piedi e mani
di cui avresti molto bisogno
per realizzare il tuo sogno.
Se non vivi ora e adesso, ma ti attacchi ad ogni tuo possesso,
sarebbe come se il madonnaro
del suo talento fosse avaro
volendo salvare ogni suo dipinto
col timore che poi venga estinto."

"E tu, figlio mio, cosa farai da grande?"

"Io non ho dell'arte il talento divino
ma amo la terra, farò il contadino.
Il mio lavoro con alberi e piante
non sarà sinonimo di denaro contante.
Coltiverò la terra con le mie mani, il mio sudore,
di fame e di sete non avrò il timore.
Confederò in ciò che la popola d'animali, la inonda di vita,
la cui provvidenza sgorga infinita.
Il selvatico e lo spontaneo
non mi sarà nemico ed estraneo,
ma alleato e compagno di sorte
finchè non ci separi la morte
e neanche la morte separerà alla fine
ciò che è un tutt'uno e non ha confine.
Contadino si ma non per sfruttare la terra e i suoi prodotti
fino a quando a un deserto saran ridotti.
Userò il mio intuito, la mia intelligenza
per fare il mio lavoro con efficenza,
il mio cuore guiderà la mia coscienza
curerò la terra senza farle violenza.
Il mio bisogno di realizzarmi sarà soddisfatto
da una vita nella natura, dal suo contatto,
l'essere una sua piccolissima parte
sarà il mio divino talento, la mia sola arte"

"E tu, figlia, a cosa aspiri
qual'è il sogno per cui sospiri?!

"Vorrei vivere una vita spensierata
senza stare chiusa in casa barricata
o andare in giro sempre con il timore
di uno scippo o di uno stupratore.
Farei volentieri a meno alla leggera
ai lussi, alla comodità, alla carriera
ad una vita falsamente agiata,
che ti lascia vuota ed annoiata,
sempre alla ricerca di un nuovo divertimento
che assopisca il tuo dolore, il tuo sgomento
per una vita falsa e artificiale
comoda, ma superficiale.
Fin da quando ero una tenera bambina
ho sognato di vivere in una casa su una collina,
con prati, fiori, boschi tutt'intorno,
la fonte, l'aia, il forno.
Lontana dal rumore e la violenza cittadini,
nell'aia solo i canti degli uccelli, le voci dei Bambini,
nella madia il pane a lievitare,
nel cuore una canzone da cantare.
Una vita in cui ci sia spazio per amicizia e amore
in cui risa e danze si mischino al sudore,
i giorni grigi non siano sinonimo di tristezza
né gli assolati di gioia ed allegrezza,
il cui alternato ritmo dia invece movimento
all'esistenza e al suo godimento."

Felice Rosario Colaci


11 dicembre 2010

Bioregionalismo e civiltà contadina

 

Savignano sul Panaro: “Civiltà contadina, Agribio, Prora e Rete Bioregionale Italiana verso il 2011, l'anno delle foreste e dei boschi” - Resoconto di Caterina Regazzi


Il 9 dicembre 2010 si é tenuto in Emilia Romagna un incontro/coordinamento di Civiltà Contadina Emilia Romagna con la collaborazione di Agri.Bio Emilia Romagna e dell'associazione Prora e la mia partecipazione come simpatizzante e in rappresentanza della Rete Bioregionale Italiana.

Tema dell'incontro: “Tra biodiversità e foreste - L'anno internazionale, della biodiversità sta finendo e con il 2011 arriva l'anno delle foreste e dei boschi”. La riunione si è svolta presso l'agriturismo La Fontana, nella frazione Garofano di Savignano sul Panaro (MO).

Scopo dell'appuntamento è stato essenzialmente quello di scambiare esperienze di: biodiversità vegetale e animale; di biodiversità degli uomini; di biodiversità rurale dell'appennino e della altre zone svantaggiate e marginali del territorio; di biodiversità delle acque; di biodiversità tra ghiaia e bitume; di biodiversità dei contadini; di biodiversità per la crescita personale; di biodiversità delle foreste.


Hanno partecipato e parlato persone che vivono e fanno vivere la biodiversità, che sostengono e curano campi, orti, giardini e boschi donando respiro alla nostra Madre Terra. Un'occasione di incontro e conoscenza tra soci di Civiltà Contadina, agricoltori biologici o biodinamici ed ecologisti interessati a queste tematiche. Ha moderato la discussione Giampiero Negroni - Co-coordinatore Civiltà Contadina Emilia Romagna e presidente di PRORA.


Quando ho ricevuto l'invito per partecipare al dibattito da Agribio, associazione di agricoltori biologici e biodinamici dell'Emilia Romagna, essendo reduce da poco dall'incontro rifondativo della Rete Bioregionale Italiana, svoltosi il 30 e 31 ottobre a San Severino Marche, la cosa mi è sembrata un buon segno ed ho ritenuto giusto parteciparvi, anche se io sono una veterinaria della USL e non sono né agricoltora né allevatrice (se non di gatti....)


Come ho avuto già modo di esprimere, mi considero una "veterinaria ecologista", vivo il mio lavoro e la mia vita cercando di cogliere le contraddizioni della società dal punto di vista ecologico (e anche le mie, ovviamente), possibilmente di sottolinearle e di "rilanciare".


Credo che molti "errori" si facciano, li facciamo, noi tutti, un po' per pigrizia e un po' per scarsa consapevolezza. Gli esempi sarebbero infiniti. Ma un po' per volta li possiamo vedere ed è più facile se qualcun altro ci aiuta. Non si tratta di criticare o di disprezzare, peggio ancora, lo stile di vita di questo o quello, ma semplicemente, per quello che possiamo, fare da "rompighiaccio" e da "seminatori", anche solo con la condivisione delle idee e con l'esempio.


All'incontro non eravamo molti ma forse proprio per questo le "chiacchiere" sono fluite con leggerezza e semplicità, eravamo lì, presenti con tutti noi stessi e felici, almeno credo, di esserci. Il motivo principale della nostra presenza era quello di conoscersi, guardarsi in faccia e magari cominciare a condividere qualche iniziativa.


All'inizio io mi sentivo anche un po' "fuori posto", solo una simpatizzante che fortunatamente è stata messa nella lista degli indirizzi da Aldo e quindi ne sono venuta a conoscenza. Poi l'atmosfera si è sciolta e ci siamo sentiti tutti amici da sempre...


A proposito di biodiversità, Piero ci ha incantato con la descrizione delle mele antiche. Ne aveva portato un cesto pieno, dalle Campanine, alle Lavine, alla Renetta Grigia di Torriana, alla Cavicchia e altre. Lui, personalmente, ne coltiva diverse e va a caccia di quelle mancanti, come fossero gemme preziose - ed infatti lo sono - e quando sente dire: "Ma forse il tizio ce l'ha", gli si illumina lo sguardo. Paolo ci ha parlato del suo allevamento di suini della razza Mora Romagnola, quasi all'aperto e, in parte su paglia, Davide degli allevamenti biologici di suini che segue come veterinario (un collega!) ed io di certe nostre contraddizioni come il cercare il chilometro zero per certi prodotti e consumare carne di animali che vengono allevati con alimenti che vengono da oltre oceano e lamentarci del tipo di allevamento in batteria delle galline e pretendere per le uova prezzi irrisori.


Alle 20.00 precise ci siamo seduti a una tavola imbandita piena di leccornie fatte in casa dalla brava e simpaticissima moglie di Paolo, a base di zucca, verza, riso, fiori di zucca, formaggi e qualche salume dai maiali di razza mora. Un menù quasi completamente vegetariano.


Due proposte sono uscite: segnalare alberi antichi e rari, magari centenari, di nostra conoscenza, essendo il 2011 l'anno delle foreste e degli alberi e organizzare un prossimo incontro, in primavera, presso l'azienda di Maria Miani, "La bifolca" per apprendere l'arte dell'innesto, e poter così diffondere piante da frutto antiche e rare.


Un altro seme è stato gettato!


Caterina Regazzi, Rete Bioregionale Italiana


16 ottobre 2010

Discorsetti sull'ecologia profonda per l'incontro bioregionale di San Severino Marche del 30 e 31 ottobre 2010 - E istruzioni su come raggiungere il luogo..

Discorsetti sull'ecologia profonda  per l'incontro bioregionale  di  San Severino Marche del 30 e 31 ottobre 2010 - E istruzioni su come raggiungere il luogo...

 
 
Care amiche, cari amici,

é in fase di preparazione avanzata l'organizzazione dell'incontro annuale della Rete Bioregionale. Il Cerchio si svolge a San Severino il 30 ed il 31 ottobre 2010. La cosa ha già attirato l'attenzione di numerose persone e di enti che lavorano per l'attuazione dell'ecologia profonda e del bioregionalismo. Hanno già dato la loro adesione diverse associazioni locali (Ad es. Rees Marche, etc.) e sono attesi ecologisti da vari luoghi delle Marche oltre che dalle altre Regioni d'Italia.  Siete attesi pure voi!
 
Ed ora ecco alcune frasi in sintonia con il discorso che andremo ad affrontare,  che ci sono giunte da varie parti:
 
Scriveva Arne Naess, il padre dell'ecosofia (o ecologia profonda) alla quale i bioregionalisti dovrebbero far riferimento: “Gli esseri viventi hanno un valore in se stessi. In quanto viventi. E come gli uccelli delle sempre più silenziose campagne americane, hanno bisogno di essere protetti dall'invadenza di miliardi di uomini. Bisogna cercare una nuova armonia ecologica tra gli esseri viventi che abitano il pianeta Terra. Questo rinnovato equilibrio passa a livello teorico attraverso la rinuncia non solo a ogni forma antropocentrismo: il diritto alla vita di ogni essere vivente é assoluto e non dipende dalla maggiore o minore vicinanza alla specie umana. A livello pratico il nuovo equilibrio ecologico passa attraverso la riduzione della popolazione umana, l'uso di tecnologie a basso impatto ambientale e la mancanza assoluta di interferenza umana in una quantità sempre più vasta di ecosistemi...”
 
Caterina commenta: “Mi piace l'idea dell'armonia ecologica tra gli esseri viventi (e anche con i non viventi, fanno sempre parte dell'ecosistema, pensiamo all'aria e all'acqua, sono necessari ai viventi più dei viventi stessi). C'é l'opinione diffusa che non si possa tornare indietro rispetto a dove siamo arrivati e che gli anziani di oggi se sentono fare di certi discorsi inorridiscono (oggi il cibo abbonda, il lavoro meno faticoso, ci sono cure per tutte le malattie - anche quelle immaginarie-), ma si potrebbe pure trovare un equilibrio fra risorse e bisogni, fra produzione e consumi, cominciando dal confronto e dal mutuo scambio di aiuto, di vicinanza affettiva, di collaborazione amorevole tra simili e diversi, cercando di colmare i divari..... L'uomo solo un essere vivente che ha sviluppato una coscienza legata allo spazio e al tempo, al qui e  all'oggi e al domani, gli uccelli si cibano per soddisfare l'appetito di oggi, fanno il nido per allevare i piccoli di questa nidiata; dobbiamo imparare ad "usare" il nostro essere a beneficio della nostra Terra e non per distruggerla...... é così bella!”
 
Scrive Benito: "Caro Paolo, come promesso parteciperò all'incontro bioregionale. Penso possa interessare ascoltare la mia fiaba sugli OGM per informare i grandi attraverso i piccini.  Inoltre mi piace molto il pensiero sull'appartenenza di Saul Arpino che é in sintonia con quello dell'amico Beaver, che noi conosciamo personalmente e che ho il piacere di riportarti di seguito: I tre principi di appartenenza: Io appartengo alla razza umana; Io appartengo alla Terra perché la Terra mi precede ed il luogo che mi ospita sopra o sotto ciclicamente; La Terra mi appartiene solo se sono convinto che l'altro é me stesso e anche la Terra e tutto ciò che ospita sopra e sotto me stesso.."
 
Scrive Manuel: "Sarò presente dal 30 ottobre mattina, vengo con un amico, portiamo con noi la tenda..."
 
Scrive Sara: “...ognuno di noi ha avuto il diritto alla vita e quindi il diritto di viversi in ciò che viviamo. Estremamente invadente e poco intelligente pretendere che le cose siano come a noi piacerebbe...ogni essere umano, avendo ricevuto il dono della vita ha la libertà di viversi. Se una cosa non é di nostro gradimento bisognerebbe essere abbastanza intelligenti da non prenderla in considerazione!  La vita una scuola di vita....”
 
Scrive Sonia: “...come sempre solo pratica sul campo...  per incontrarci a raccogliere e riconoscere le erbe, ormai è il tempo della pratica! Di informazioni ne siamo coperti fino a sopra due metri dei capelli”
 
Scrive Carlo: "Occorre conoscere per amare e per difendere. Per questo dobbiamo conoscere gli animali selvatici che vivono nel nostro Paese, e cercare di farli conoscere. Gli animali selvatici sono un patrimonio di tutta la Terra, sono esseri sensibili, non devono essere uccisi, catturati o disturbati, e deve essere conservato il loro habitat naturale, senza il quale essi non possono vivere..."
 
Scrive Michele: “La Natura, con i suoi millenni di Storia, rappresenta per l’Intera Umanità  l’università da cui attingere le conoscenze che hanno portato, e portano ancora, alla Saggezza; per cui, se ci chiediamo da dove proviene la Saggezza Contadina, la nostra risposta non può che essere questa. I grandi “libri” della Vita sono racchiusi nei semi e nelle sementi che, con la loro memoria contenuta nel patrimonio genetico, contengono in potenza il progetto specifico di ogni singola pianta o animale o essere vivente e, allo stesso tempo, rappresentano la storia evolutiva del mondo biologico e dell’Umanità”
 
Scrive  Fulvio: “... non ci sentiamo ma .. ti penso sempre.  Mi sento cambiato, più centrato, più lucido e "sveglio", ormai, come sai, viviamo ad Amelia e anche da questo punto di vista la vita  è cambiata in meglio (abbiamo persino organizzato un piccolo orto sul balcone). Purtroppo il 30 e 31 ottobre sono impegnato a scuola, quindi mi sa  che non potrò essere all'incontro bioregionale di San Severino... ma aspettati una visita non annunciata..."
 
Scrive Katia: “...sento davvero l'arrivo dell'autunno inteso come stagione in cui si accumulano i frutti giunti a maturazione adesso dopo il lavorio della natura del tempo precedente. Ho in casa i marroni presi a  Rocca Malatina domenica scorsa, le melagrane del mio albero, le mele raccolte da terra sotto un albero a Montecorone con la Pia, le ultime prugne e le zucche della verduraia, l'uva rubata al mio vicino (usciva fuori dal suo giardino!), le bacche di rosa canina raccolte da me a Guiglia assieme ad altre castagne, le giuggiole raccolte oggi da me e Piero dall'albero di un allevatore che altrimenti le lascerebbe cadere a terra, l'ultimo pomodoro rosso della mia pianta in terrazza. Mancano solo noci e nocciole. Ho la casa piena di colore!”
 
Scrive Norbert: "Ciao Amici! Mi interressa il vostro approccio... Sto lavorando non legato a nessuna organisazione in varie progetti, qui in Italia, in Bolivia, Peru e ultimamente per alcune iniziative in Sudan, sempre provando di rinforzare già esistente movimento di agricoltura ecologica e et(n)ica! Ho qui in Puglia un progetto di permacultura e riproductione di piante medicinali e piante di orthocoltura, lavorando contemporaneamente con medicina olistica e comminity-devellopement! Sono di origine tedesco, Bioingeniere e curatore dello spirito! ho guardato un po dentro cio che vi circonda..e mi piacce! Ma non ho capito bene, in che modo ci sarà possibile di intraprendere una fertile collaborazione! Se mi informate come possiamo iniziare di collaborare, mi farebbe piacere! Aspetto indicazioni!"
 
Scrive Deafal: “ci occupiamo di agricoltura organica...la nostra sede è in Lombardia anche se realizzeremo un seminario anche nelle Marche. Verremo all'incontro bioregionale, ci date una mano anche a promuovere il nostro seminario attraverso la vostra rete?"
 
 Scrive Stefano: "...probabilmente io non sarò all'incontro del 30 e 31 ottobre per il motivo che la settimana prima vado per lavoro a Torino per cinque giorni (Terra Madre) e probabilmente non me la sentirò di ripartire appena tornato. Comunque vada sarò del gruppo e scriverò un intervento...."
Scrive Lucilla: "Con l'agricoltura contadina...dal passato per andare verso il futuro... Vi aspetto a San Severino!"
 
Scriveva Hermann Hesse: “Si ha paura di mille cose, paura del dolore, paura del proprio cuore, paura del sonno, paura di svegliarsi, paura della solitudine, paura della morte, sopratutto paura della morte. Però tutto queste paure sono solo maschere e travestimenti. In verità si ha paura di una cosa sola: lasciarsi andare, lasciarsi cadere nell'ignoto, questo piccolo passo al di là delle nostre sicurezze. Però chi solo per una volta, ha assaporato questa totale resa, questo fidarsi totalmente nel proprio destino, quello è libero. Non appartiene più alle leggi terrene, ma è completamente immerso nel flusso dell'universo e vibra assieme alle stelle e ai pianeti."
 
 
Programma del 16° incontro annuale della Rete Bioregionale Italiana : San Severino Marche – Nel podere di Lucilla Pavoni
 
 
30 ottobre 2010:
 
h. 10.00 – Accoglienza e familiarizzazione con il posto, presentazione dei vari partecipanti.
 
h. 12.00 – Preparazione collettiva del pasto con il cibo bioregionale da ognuno portato e condivisione.
 
h. 14.00 – Vesseille (lavaggio piatti e pentole e riordino della sala)
 
h. 14.30 – Percorso di riconoscimento delle  erbe spontanee per onorare il luogo
 
h. 16.30 – Prima sessione di condivisione delle esperienze e proposte per la continuazione del percorso bioregionale, seduti in cerchio davanti al camino acceso, ognuno parla a rotazione. Sono benvenuti interventi poetici e canti.
 
h. 19.30 – Preparazione collettiva del pasto serale e vesseille. Ci si ritira per la notte, chi in tenda, chi nella pensioncina di San Severino, chi nella casa di Sonia a Jesi e chi a Treia (vedi indicazioni sottostanti).
 
31 ottobre 2010:
 
h. 10.30 – Seconda sessione di condivisione delle esperienze e proposte bioregionali.
 
h. 12.00 – Preparazione collettiva e consumo del pasto e vesseille.
 
h. 14.30 – Breve passeggiata nei paraggi della casa di Lucilla
 
h. 16.00 – Terza sessione di condivisione esperienze e proposte e conclusioni finali
 
h. 18.00 – Attorno al fuoco, per chi intende ancora fermarsi, racconti sul significato del Samahin/Ognissanti e canti in sintonia
 
 
Descrizione del posto:
La casa di Lucilla Pavoni, che ospita l’incontro, si trova su una bellissima collina isolata alle pendici dell’appennino marchigiano.
 
Ecco come raggiungerla:
Da San Severino Marche seguire la strada per Apiro/Cingoli.
 
Superare Cesolo e Marciano, arrivati al bivio per Apiro/Cingoli prendere la direzione per Apiro.
 
Superare le frazioni Palazzata e Corsciano sino all’indicazione per Ugliano, dopo circa 700 metri sulla destra imboccare stradina in terra battuta seguendo la freccia che indica la casa di Lucilla.
 
In caso di difficoltà potete anche chiedere al baretto di Corsciano, oppure in extremis telefonare a Lucilla al 338.7073857.
 
Attenzione, tutti sono invitati a contribuire all’evento portando dalla propria bioregione di provenienza cibo e bevanda. Venire armati di buona volontà e pazienza. Per il pernottamento: è possibile campeggiare nel terreno di Lucilla con la propria tenda o con il camper. Chi volesse stare più comodo può prenotare -in tempo utile- alla pensioncina 7 Rose di San Severino (Tel. 0733/635202).
 
Oltre al campeggio in tenda, altre sistemazioni gratuite (salvo un’offerta volontaria) possono essere reperite presso l’abitazione di Sonia a Jesi, oppure a Treia (entrambi i luoghi sono a pochi chilometri di distanza da San Severino) in entrambi i casi é opportuno portare con sé sacco a pelo e stuoia e -nel caso- anche brandina pieghevole.
 
 
Informazioni ulteriori sul programma e sulle sistemazioni telefonando allo 0733/216293 –  oppure cell. 333.6023090  o scrivendo a saul.arpino@gmail.com
 
L'incontro  é aperto a tutti coloro che si riconoscomo nel messaggio dell'ecologia profonda
 
.............
 
Poesia di buon auspicio
 
 
Com’è potuto accadere…?
 
Com’è potuto accadere Anima mia,
che sempre sei Consapevolezza e Gioia,
com’è che ora ti comporti
come se lo avessi dimenticato?
 
Meraviglia delle meraviglie,
oltre comprensione è la tua strana paura,
dolce Cigno, mio caro,
il timore che hai di me!
 
Mente che apprendi, conosci e dimentichi,
corpo ottenuto, che generi e poi muori.
Da dove queste impurità nella purezza?
Grandezza, piccolezza, classe, rango, vista e veggente..
Perché queste onde oscuranti nel profondo oceano della Gioia?
 
Non servono parole o voti di silenzio,
non andirivieni, non inizio, metà e fine,
non riverbero, né suono, non qualità,
non separazione e quindi non paura…
Oh meraviglia delle meraviglie,
le cose che sembrano, in un sogno?
 
Dentro e fuori, in alto e in basso, tutte le direzioni.
Persa nella luce, illimitatamente vasta,
intera, senza supporto, piena e calma,
pura Consapevolezza, Gioia immutabile,
allora remota, cercata lungamente come fine,
ora sei qui… Gioia… Gioia..!
 
Avadai Ammal

.................................

Articoli connessi:

http://www.circolovegetarianocalcata.it/?s=rete+bioregionale+italiana



 

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