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RETE BIOREGIONALE ITALIANA - La pratica del bioreregionalismo e dell'ecologia profonda
 
 
 
 
           
       

La Rete Bioregionale Italiana è ispirata dall'idea di Bioregione: aree omogenee definite dall'interconnessione dei sistemi naturali e dalle comunità viventi che le abitano.
Una bioregione è un insieme di relazioni di cui gli umani sono chiamati a vivere e agire come parte della più ampia comunità naturale che ne definisce la vita.

Qui di seguito i nomi dei primi fra i nuovi referenti tematici della Rete Bioregionale Italiana che a titolo volontario intendono mettere a disposizione di tutti le conoscenze acquisite nel loro percorso di pratica ecologista:

Daniela Spurio - Grafica e fotografa - Impaginatrice dei Quaderni di
Vita Bioregionale - "Viverecongioia Jesi" dhanil@live.it,

Giorgio Vitali, presidente Infoquadri, Referente per il Signoraggio monetario ed aspetti economici correlati. Email.  vitali.giorgio@yahoo.it, - Tel. 393.6542624 

Rita De Angelis ritadeangelis2@alice.it e cell. 3385234247 - ecologia casalinga

Antonella Pedicelli, docente di filosofia, residente a Monterotondo (Sabina Romana)Referente per rapporti con le scuole e interventi formativi di recupero e attenzione verso la cultura bioregionale. Email: hariatmakaurr@gmail.com 

Claudio Martinotti Doria, monferrino, storiografo e ricercatore di storia locale ed economica, saggista, ambientalista libertario e localista. Referente per le Politiche economico ecocompatibili. Email: claudio@gc-colibri.com  tel. 0142487408 - Sito web: http://www.cavalieredimonferrato.it

 Benito Castorina, docente universitario per l'economia agricola e coltivatore di erba vetiver. Referente per l'agricoltura contadina e produzione energetica ecologica. Recapiti: benito.castorina@fastwebnet.it - Tel. 06.8292612 - 338.4603719

Avv. Vittorio Marinelli, presidente di European Consumers,
Via Sirtori, 56, 00149 Roma. Email:
vitmar@tiscali.it - Tel.
348.1317487 - Referente per l'ecologia nei consumi.

Caterina Regazzi
, medico veterinario Referente per il rapporto uomo/animali e zootecnia. Recapiti:
caterinareg@gmail.com – Cell. 333.6023090

Fulvio Di Dio, residente ad Amelia (Terni), funzionario alla Regione
Lazio Assessorato Ambiente
. Email.
fulvio.didio@libero.it - Tel.
329.1244550. Referente per l'ecologia nelle aree urbane.

Manuel Olivares, scrittore e giornalista sociologico esperto in comunità, fondatore della casa editrice “Vivere Altrimenti”. Referente per i rapporti con le comunità, comuni ed ecovillaggi. Recapito: info@viverealtrimenti.com

Sonia Baldoni, esperta di erbe officinali e cure naturali olistiche. Referente per il rapporto con gli elementi della natura e con lo spiritus loci. Recapiti: Cell. 333.7843462 - sachiel8@virgilio.it

Teodoro Margarita, seedsaver, già consigliere federale di Civiltà Contadina e collaboratore della Rete. Referente per l'area comasca, ecovillaggio, ricerca spirituale. Recapito: 031.683431 ore serali.

Stefano Panzarasa, geologo e musicista, Responsabile Ufficio Educazione Ambientale del Parco Naturale Regionale dei Monti Lucretili e membro fondatore della Rete Bioregionale Italiana. Referente per l'educazione ambientale ed ecologica. Recapiti: bassavalledeltevere@alice.it  -  blog (cliccare qui sotto): www.orecchioverde.ilcannocchiale.it  tel.. 0774/605084

Lucilla Pavoni, scrittrice e neo contadina. Referente per i rapporti solidali fra esseri umani. Recapiti: lucillapavoni@libero.it – Cell. 338.7073857

Paolo D'Arpini, cercatore spirituale laico e membro fondatore della Rete Bioregionale Italiana. Referente per le Pubbliche Relazioni. Recapiti: circolo.vegetariano@libero.it – Tel. 0733/216293 - 0761/587200 


Altri membri e simpatizzanti stanno ancora meditando sul come offrire la propria collaborazione alla comunità bioregionale, se fra i lettori, che si riconoscono nel messaggio dell'ecologia profonda, c'é qualche volontario.. é benvenuto!

Paolo D'Arpini, addetto alle Relazioni Pubbliche per la Rete Bioregionale Italiana

Per aderire alla Rete Bioregionale Italiana é sufficiente sottoscrivere il manifesto fondativo (o carta degli intenti) e di inviare una email di conferma a:  circolo.vegetariano@libero.it

 

 
 
 
 

 
5 dicembre 2014

31 dicembre 2014 - La notte senza tempo ritorna...

31 dicembre 2014 - La Notte Senza Tempo ritorna....

Notte senza Tempo del Circolo vegetariano VV.TT.….


Quest'anno il 31 dicembre 2014 la luna è crescente e questo potrebbe risultare d'aiuto, visto che in luna crescente ci si sente più avventurosi. Ma soprattutto si percepisce un'apertura psichica. E’ vero quella notte invernale è fredda e sovente mi è capitato di sentirmi come un baccalà congelato, a passeggiare senza un perché.


“Ma chi me lo fa fare…?” mi son chiesto innumerevoli volte. L’unica “ragione” che trovo al compimento del rito è che quando tutto è finito e torno a casa posso dirmi -riflettendo fra me e me: “Anche stavolta è fatta… l’imbroglio è riuscito…”.

E stavolta a gioire saremo sicuramente almeno in due, Caterina ed io, come due bambini che giocano a fare gli esploratori, in un’ulteriore prova della nostra sana pazzia.


Attento lettore (o lettrice) non pensare però che con questo ti chiediamo di essere presente per una qualsiasi ragione… Non c’è motivo, come non c’è motivo per me organizzare questo evento bislacco ed assurdo della Notte senza Tempo. Ormai è andata così e così andrà finché avrò un po’ di forza nelle gambe ed un po’ di “sale” in zucca per capire che l’assurdo è una componente della vita. Se dovesse esserci nella mia esistenza solo “ragionata e comoda intelligenza” vorrebbe dire che sono morto....

Perciò se qualcuno decidesse di venire dovrebbe farlo per stare da solo con se stesso… senza specularci sopra.

Paolo D'Arpini


Programma (in progress) del 31 dicembre 2014 - Spilamberto:

h. 21.00 - Pranzo condiviso con il cibo vegetariano da ognuno portato.
h. 22.30 - Scrittura dei pensierini positivi e negativi, di cui quelli positivi da leggere assieme e quelli negativi da conservare in tasca fino all'olocausto di mezzanotte).
h. 23.00 - Partenza nella notte scura, lungo il Sentiero Natura sul Panaro, in qualsiasi condizione atmosferica.
h. 24.00 - Bruciatura dei pensierini negativi ed espressione di buoni propositi per il nuovo anno.
h. 00.30 - Ritorno alla cave per un canto di buon auspicio e prasad.

Abbigliamento consigliato e attrezzi:
Venire ben vestiti e con scarpe adatte al terreno bagnato, in caso di pioggia venire muniti di ombrello. Portare con sé una candela e fiammiferi ed una torcia elettrica. Non dimenticare che la cena condivisa è vegetariana, quindi ricordarsi di portare pietanze e bevande adatte.
Condizioni di partecipazione:
Ognuno interviene alla manifestazione volontariamente ed a proprio rischio e pericolo. Nessun costo è previsto. Prenotazione obbligatoria scrivendo a: circolo.vegetariano@libero.it


17 dicembre 2013

Spilamberto, 31 dicembre 2013 - La notte senza Tempo

 

“La notte senza tempo”, fra il 31 dicembre 2013 ed il 1 gennaio 2014


Visualizzazione di La Dama della luna-1.jpg
La dama della Luna - Dipinto di Franco Farina


La Luna sarà appena appena visibile la notte del  31 dicembre 2013, sempre che non sia coperta dalle nubi, un minuscolo spicchio di luna calante, ma i suoi influssi si faranno sentire egualmente…

Nella mitologia matristica, come pure nei riti della natura,  si parla dei molteplici aspetti del femminile nelle diverse fasi lunari. In ognuno è racchiuso  un importante significato. Ad esempio  la luna Piena è equiparata ad Eva, simboleggia  il femminile benevolo, che consola e nutre, mentre quella Nuova, rappresentata da Lilith,  è effigie di assenza, quindi raffigura l’aspetto terrifico della Dea… Eppure se vogliamo ottenere risultati nella conoscenza dei cicli naturali, dei periodi fecondi e di quelli sterili, dei momenti di dolcezza  e di quelli amari -in definitiva “del bene e del male”- non possiamo scansare nessuna fase del Femmineo Sacro, portatore di vita e di continua trasformazione.

Il 31 dicembre di quest'anno saremo molto prossimi a Lilith (che giunge il 1 gennaio 2014)  e malgrado tutto  si camminerà, nella fredda e brumosa notte, lungo il sentiero Natura che si snoda a fianco del Panaro in quel di Spilamberto. Ci avventureremo senza badare alle condizioni atmosferiche,  alla scoperta del momento presente.

Alle h. 20, prima della partenza, si tiene la condivisione del cibo vegetariano da ognuno portato, con scrittura di proponimenti per il nuovo anno, che verranno successivamente bruciati in un focherello sacrale, al ritorno dalla passeggiata la cerimonia  si conclude nella Cave (cantina) di Caterina con una meditazione liberatoria e canto di mantra.
La manifestazione è gratuita e non è coperta da assicurazione infortunistica, chi partecipa lo fa volontariamente a proprio rischio e pericolo. Venire muniti di torcia elettrica (possibilmente  a dinamo), candele, ombrello, acciarino, abiti caldi e scarponi… non portare botti e fuochi d’artificio, radioline, telefonini, attrezzi tecnologici e simili.

Paolo D'Arpini - Circolo Vegetariano 
VV.TT.  

Info e prenotazioni: circolo.vegetariano@libero.it - Cell. 333.6023090


“La misteriosa natura della Coscienza non lascia adito a scelte… La scelta si forma nella mente a nostra insaputa  e non possiamo far altro che riconoscerla,  dicendo: ecco ho deciso così… “  (Saul Arpino)


30 luglio 2013

Spilamberto: "Acqua cotta" - 8 agosto 2013


Spilamberto - Acqua Cotta del 8 agosto 2013 – Celebrazione culinaria sul greto del fiume Panaro, ricordando Nityananda

Seguendo la tradizione, come da calendario interno (vedi http://www.circolovegetarianocalcata.it/programmi/), anche quest’anno il Circolo Vegetariano VV.TT. festeggia l’8 agosto, con la consueta ricorrenza della Festa dell’Acqua Cotta. Quel giorno la “comunione” consiste solo di acqua calda, pan secco ed erbe che siamo riusciti a raccogliere durante la passeggiata selvaggia… e chi conosce la natura sa che ad agosto di erbe ve ne sono ben poche… è perciò importante che i partecipanti apprendano velocemente a riconoscerle per non lasciarsene sfuggire nemmeno una. Cerchiamo in questo modo di risvegliare nei neofiti l’amore per il necessario e la gioia di godere di quel che si ha, senza aspettarsi la manna dal cielo.
Due parole sull’origine di questa manifestazione.
Ricordo che già dai primi anni della fondazione del Circolo avevo inserito in calendario la commemorazione dell’8 agosto, la data in cui nel 1961 il mio nonno spirituale Bhagawan Nityananda lasciò il corpo.
Mio nonno spirituale: Bhagawan Nityananda
Certamente la ricorrenza non aveva alcunché di prosaico, ed era più che altro una ricorrenza di carattere spirituale … ma accadde che “i turisti per caso” Syusy Blady e Patrizio Roversi decisero di venire a trovarci per girare un breve reportage sulla nostra realtà di Calcata, e scelsero proprio quella data.. Dovetti pensare a qualcosa per coinvolgere un po’ di amici nell’evento e ricordai che quello era il periodo, nella consuetudine contadine, in cui si preparava l’acqua cotta. Recuperai perciò una ricetta locale ed assieme alla banda di soci del Circolo, che solitamente volontariava la presenza in occasioni simili, “ripristinai” la prima Festa dell’Acqua Cotta. La cosa non mi sembrò irriverente nemmeno nei confronti di Nityananda infatti voi sapete che nell’antichità si usava commemorare i defunti con pranzi e banchetti, perciò questa celebrazione mi parve di buon auspicio…..
Paolo D'Arpini
Paolo sul Sentiero Natura
Programma del 8 agosto 2013 – Spilamberto, greto del fiume Panaro, sul Sentiero Natura
h. 19.30 – Appuntamento all'inizio del sentiero natura Via Gibellini , venire muniti di sacchetto di stoffa o di cestino in vimini. Portare con sé alcuni tozzi di pan secco e bevande ed anche qualche dolcetto per successivo prasad. Partenza per l'ultima raccolta di erbe aromatiche, utili al condimento dell’Acqua Cotta.
h. 20.00 – Raggiungimento del greto, si trova subito dopo lo scarico del canale a fianco della grande pozza ove sono le anatre e le gallinelle d'acqua. A sinistra si guada una piccola diramazione del fiume (pochi metri) e si raggiunge il luogo predisposto per la degustazione dell’Acqua Cotta (seguire i segnali predisposti). Segue una narrazione su Bhagawan Nityananda e canto di mantra davanti al fuoco.

La manifestazione è libera e gratuita, non è coperta da assicurazione infortunistica ed è a proprio rischio e pericolo. Prenotazioni ed info. circolo.vegetariano@libero.it



22 maggio 2013

Spilamberto - Celebrazione del 2 giugno in senso bioregionale

Spilamberto, 2 giugno 2013 - Si celebra la fondazione della Repubblica Italiana raccogliendo immondizie

 


 

Fiume Panaro a Spilamberto

L’Italia è una Repubblica dal 2 giugno del 1946. Questa data è come un atto di nascita ed è possibile stabilire le qualità insite nella fondazione del nuovo Stato partendo dalle qualità temporali della sua fondazione. L’aspetto più evidente, dal punto di vista dello zodiaco occidentale, è che l’Italia manifesta tutte le caratteristiche dei Gemelli. 
Il 2 giugno rientra nel secondo decano, quindi nella pienezza degli aspetti “gemellari”. Castore e Polluce ci sono entrambi, ed è forse per questa ragione che l’Italia ha avuto, ed ha, un destino sia artistico, culturale e poetico che truffaldino, speculativo e corrotto. In particolare si può dire che la Repubblica Italiana manifesta capacità di cambiamenti rapidi ed una quantità di talenti. Benedetta dalle qualità del “divo nato” la nostra patria rappresenta la personificazione caratteriale dell’uomo di spettacolo, una specie di prestigiatore Houdini o –al meglio- un accorto Disraeli. 
Lo spirito mercuriale dei gemelli predispone la Repubblica Italiana a trasformazioni repentine, cambiamenti di scena e facili entusiasmi. In tal modo si può perdere di vista la necessità contingente ed infatti la vita privata degli italiani -in generale- ne soffre, anche se nel pubblico tutti cercano di essere brillanti….
Nel calendario romano il 2 giugno era indicato come il “quarto giorno prima delle none. Fasto. Sacro a Marte, alla Dea Carna ed a Giunone Moneta” Secondo Microbio, Carna è la divinità tutelare della parti vitali del corpo, forse questa la ragione per cui gli italiani sono così amanti della buona tavola e delle “rotondità” femminee. Il termine invece affibbiato a Giunone, “Moneta”, significa “l’Avvertitrice” e le venne conferito in occasione del celebre episodio dell’assalto dei Galli al Campidoglio, sventato dalle oche sacre del tempio di Giunone. L’attributo passò poi ad indicare la moneta (in senso di denaro) poiché la zecca si trovava nei pressi del tempio della Dea.
 
Questo particolare della “difesa” fatta dalle oche può servire da introduzione al contenuto semantico e zodiacale connesso all’oroscopo cinese. Infatti l’anno 1946 è quello del Cane di Fuoco. Il cane è animale da guardia per antonomasia ed il Fuoco rappresenta la vista, da cui se ne deduce che l’Italia è un paese che si guarda attorno e cerca di adeguarsi alle regole secondo termini di giustizia condivisa. 
Questa è una chiara immagine del dharma del nostro paese. In aggiunta il 2 giugno rientra nella stagione del Cavallo, simbolo della libertà e della leggerezza, da cui se ne deduce che il motto più vicino alla realtà ideale della nostra Repubblica, secondo i cinesi, sarebbe “giustizia e libertà”. Ed effettivamente, malgrado i grandi difetti, queste aspirazioni sono nel cuore di tutti gli italiani…..
In sintonia con questa "osservazione" zodiacale noi bioregionalisti del Circolo Vegetariano VV.TT. compiremo un piccolo rito il  2 giugno 2013. saremo sulle rive del fiume Panaro per raccogliere plastiche ed altre immondizie che deturpano l'ambiente, compiremo questo gesto liberamente e per un senso di giustizia verso la nostra Terra. Appuntamento alle h. 18 all'ingresso del sentiero natura di Via Gibellini di Spilamberto (Mo). 
Buon Anniversario della Repubblica a tutti quanti!
Paolo D’Arpini


4 gennaio 2013

Ecologia sociale e buoni consigli

Attenzione si scivola. Lezione al baretto di Spilamberto sull’uso delle penne e del chewing gum

 

Paolo D'Arpini, alle prese col cappuccino bollente, a Calcata


 

Ogni baretto è una scuola, che sia a Calcata, a Treia od a Spilamberto c’è sempre qualcosa da imparare e da conoscere. 
Qui a Spilamberto, ad esempio, con Caterina facciamo il giro dei bar, cambiando luogo quasi ogni mattina. In tal modo “accontentiamo tutti”… Certo dal punto di vista della soddisfazione personale alcuni baristi sono più affettuosi ed attenti alle nostre –soprattutto mie- richieste (vedi quella insindacabile di poter avere il cappuccino bollente con poca schiuma).
Stamattina toccava a Maria, la barista che sta nel centro storico, in un vecchio locale che ha visto tempi migliori ed ora è il ritrovo di vecchietti, disoccupati, immigrati dal meridione ed extracomunitari di ogni sorta: soprattutto marocchini e albanesi. Maria stessa è una donnona che viene dal sud, grassa e grande, mora e con gli occhi neri, e sa come trattare con i suoi clienti… Malgrado l’età matura ancora risulta appetibile (evidentemente per la sua stazza) soprattutto ai nord africani che adorano le donne “capienti”. Tempo fa assistetti alla corte alla quale un giovanotto prestante la sottoponeva: “Maria, in Marocco si sta bene, sai, perché non vieni anche tu lì?” E maria senza rispondere, serviva il caffè ed ammiccava. Maria ci sa fare con i maschi del sud… sa come gestire i suoi pollastri.
Ed una riprova lampante l’abbiamo avuta scoprendo gli avvisi affissi alle pareti del bar. In un angolo un po’ nascosto, solitamente occupato da extracomunitari, faceva bella mostra un cartello con su scritto a grandi lettere: “I chewing gum attaccateveli dove dico io… e non sotto i tavoli. Maria”.
Con Caterina ci siamo sbizzarriti ad immaginare quale fosse quel posto sottinteso dalla Maria, fra le p. oppure nel buco del c.?, Comunque il messaggio era forte e chiaro adatto a menti semplici. Altra ingiunzione, affissa a fianco del bancone, recitava: “Chi usa le penne x scrivere è pregato di chiedere al barista e restituire al medesimo”. Evidentemente c’è qualcuno che le penne le usa anche per scopi diversi, oltre che per la scrittura, ma la chiarificazione –sulla penna che deve essere restituita al barista- evidentemente era frutto dell’opera letteraria del marito di Maria, un omone par suo.
E la prova la ebbi giorni addietro allorché assistetti ad una scenetta fra un extracomunitario ed il barista stesso: “Vorrei una penna..” – “Che ci devi fare?” – “Ci devo scrivere un numero di telefono”.. Al che sbuffando e controllando la direzione che la penna prendeva l’omone gliela allungava, accertandosi (con occhio indagatore) sull’uso e sulla celere restituzione della stessa. Eh sì, di questi tempi anche una penna fa gola…. E poi si sa gli extracomunitari viaggiano al risparmio. Ad esempio il giorno del primo dell’anno, eravamo lì al bar di Maria, essendo l’unico aperto in tutta Spilamberto, la calca era tanta… Pareva che tutti si fossero dati appuntamento lì… Ad un certo punto, aspettando al bancone il nostro turno, assistetti all’ingresso in massa di una dozzina di albanesi (o forse romeni, non so), che si precipitarono a congiungersi ad altri di loro già seduti ad un tavolo (non vi dico la ressa attorno al tavolo), mentre un paio di loro ordinavano a Maria “tre caffè”. Proprio 3 caffè…
Ma torniamo al presente, qual è la lezione appresa oggi? Sono ben due: la prima è che sulle pagine dell’Unità e della Stampa campeggiavano i titoloni dei disaccordi fra il monti ed il bersani sull’uso delle uscite elettorali fatte in Rai… e l’altra, all’uscita dal bar, ultima avvertenza di Maria, che recitava: “Attenzione, si scivola!”.
Paolo D’Arpini

…………………………

 
Intervento chiarificatore sull’uso strumentale delle liti in corso:
Non fatevi fregare. Le finte baruffe tra Monti e i trinariciuti sono il normale copione elettorale. Monti recita la parte del Dott. Balanzone, ipocritamente misurato, per mantenere l’aplombe da professore, affidabile, sicuro. Bersani, l’Arlecchino di turno (Ricordate Moliere? “Arlecchino servitore di due padroni?”….), reagisce con la compostezza di un cavallo in un acquario: vorrebbe fare il benzinaio ed invece gli tocca fare il ragioniere. Vendola cerca di ritagliarsi il ruolo di Pulcinella, mormorando parole che in bocca ad un politico sembrerebbero feroci, ed invece in bocca sua sono solo patetiche frasi sussurrate da Colombina.

E’ tutto un teatrino, miserabile per fingere un distinguo che non c’è. Sanno che poi dovranno recitare Pinocchio: il Gatto e la Volpe, ai danni del cittadino Pinocchio, che andrà a sotterrare gli zecchini-voti per vederseli regolarmente fregare. Dall’altra parte il Cai-nano Silvio afferma che l’accordo con la Lega è vicino. Prima considerazione: per il bene della Lega ricordo che Berlusconi è un bugiardo professionista. Poi ricordo Maroni, e perdo ogni speranza. La Lega dovrebbe, a mio avviso, per salvare un microscopico motivo di esistenza, chiamarsi fuori, correre da sola, aspettare un giro. Che sarà breve, brevissimo, oltretutto. Ma la brama, la sbavante voglia di una poltrona, quella che sia, potrebbe indurre a scelte “democristiane”. 
Tristezza galoppante, soprattutto guardando le facce della base leghista. Vedremo. 
Fabrizio Belloni


17 dicembre 2012

Spilamberto, 31 dicembre 2012 - Cultura bioregionale nella "notte senza tempo"

Spilamberto (Mo) 31 dicembre 2012 - Comunicare attraverso la natura nella Notte Senza Tempo

 


 

La comunicazione tra esseri umani si svolge attraverso i codici del linguaggio. Ogni termine impiegato è un simbolo, significante che significa un significato, e i termini sono correlati da regole grammaticali, sintattiche, e culturali. Ma esiste anche una comunicazione diretta, basata sugli elementi naturali, che si svolge per mezzo di messaggi che vengono amplificati dai sensi che vibrano al contatto con i loro corrispondenti esterni: l'ambiente, il vento, il caldo od il freddo, gli odori, i sapori... il mistero delle stelle o del cielo cupo e vuoto di ogni luce. Questa esperienza cerchiamo di viverla consapevolmente il  31 dicembre, durante la passeggiata notturna della Notte senza Tempo. 

Ad esempio se descriviamo il vento sembra che tutto si fermi al lavorio cerebrale: "Il vento è un movimento orizzontale o verticale di una massa d’aria dovuto a differenze di pressione, le quali a loro volta sono dovute a una distribuzione ineguale di calore. La corrente d’aria si muove nella direzione che va dalla zona ad alta pressione verso quella a bassa pressione. Ma nella genesi del vento intervengono altre due forze, una deviante dovuta alla rotazione della Terra  e una di attrito causata dalle asperità della superficie terrestre" ma allorché ci troviamo nella notte scura scura sui bordi del fiume e l'aria ci spinge o ci respinge, entra negli abiti e ci fa sentire il suo tocco gelido, non sono le descrizioni lessicali che ci toccano... il vento ci parla direttamente, ci fa  alzare il bavero e ci ricorda che siamo vivi!

Insomma al pensiero di dover affrontare la natura nella sua crudezza sembra quasi che attraverso l'immaginazione o la descrizione dei possibili accadimenti abbiamo già risolto il problema... ci siamo preparati al "peggio" (od al meglio), ma così non è poiché  Le cose  avvengono non come ci si poteva aspettare avvenissero, ma  tutte diverse.. La qualità data dalla presenza è sublime. “La notte senza Tempo” è una notte che non conosce i secondi, i minuti, le ore ma solo ciò che sa di eterno. 

Questa è la poesia della Notte Senza Tempo che da tantissimi anni andiamo ripetendo, ovunque noi siamo, e quest'anno saremo a Spilamberto  per andare incontro all’uomo.. quello vero, quello naturale che nasce e viene nutrito dalla terra.





Spiegazione dell'evento: 

Viviamo in un mondo artificiale, fuggiamo dal caldo in estate e dal freddo in inverno. Perlopiù viviamo in ambienti chiusi “condizionati” e difficilmente mettiamo il naso fuori se appena c’è un po’ di pioggia. Per rompere questa consuetudine e godere del “carpe diem” il Circolo Vegetariano VV.TT.  propone la tradizionale  passeggiata notturna di fine anno. La camminata sarà un “ritorno a casa” per noi volenterosi figli di questa Terra ed avverrà in qualsiasi condizione atmosferica e senza copertura assicurativa. Infine sosteremo davanti ad un fuoco acceso, davanti alle acque vorticose del Panaro, compiendo un rito antico che ci restituisce alla natura ed alla vita…
La vita è un eterno inizio. La continua trasformazione che subiscono gli elementi non può essere mai considerata finale e quindi la vita è senza inizio e senza fine. La “notte senza tempo” è solo un’immagine speculare priva di durata. In questa celebrazione della vita, che ogni anno si ripete, poniamo una sfida a noi stessi.. animati dalla voglia di coniugarci alla natura percorrendo nottetempo il sentiero natura che inizia da Via Gibellini a Spilamberto (Mo). Il tema di meditazione della camminata è in apparenza sempre diverso, in realtà è sempre lo stesso: il ritorno alla nostra vera casa.
La passeggiata verrà preceduta da un incontro conviviale in casa di Caterina (nei pressi del sentiero natura) in cui i partecipanti sono invitati a contribuire con cibi e bevande vegetariani, appuntamento alle h. 20.30. Dopo la condivisione del cibo e dei pensierini belli e brutti per il nuovo anno.. si parte alla ventura.
Terminato il rito deambulatorio si torna nella taverna di Caterina per cantare assieme mantra ed invocazioni al Sole Invitto ed alla Luce, che con il solstizio invernale ricomincia a crescere.
La manifestazione è gratuita, ed ogni partecipante lo fa a proprio rischio e pericolo, prenotazione obbligatoria al 333.6023090, oppure scrivendo: circolo.vegetariano@libero.it 

Paolo D’Arpini - Circolo Vegetariano VV.TT. 


29 luglio 2012

Bioregionalismo, rune, luna piena e picnic serale sul Panaro del 2 agosto 2012

Spilamberto, 2 agosto 2012: "Rune e luna piena sul Panaro"

 

Caterina Regazzi in vista del Panaro


Ieri l'altro siamo andati con Caterina sul greto del fiume Panaro. Abbiamo ritrovato il vecchhio sito del focolare degli anni scorsi, c'era solo qualche sasso spostato e qualche tronco rimosso.. Ma abbiamo risistemato tutto per benino... Manca solo di raccogliere un po' di arbusti secchi, ma ve ne sono in abbondanza nerl circondario, che potremo raccattare al momento dell'incontro. Ricordatevi di venire muniti di scarpe comode, costume da bagno, torcia elettrica per il ritorno al buio e di portare con voi qualche moccolo per illuminare il posto del picnic.


Vi aspettiamo con "ansia", Paolo e Caterina


Programma di massima:

Rune e luna piena sul Panaro, a Spilamberto

Il 2 agosto 2012 è luna piena. Questo evento astronomico ed astrologico si manifesta in piena Canicola e ci aiuta a fuggire dai modi comuni di pensare, spontaneamente sentiamo di uscir fuori dal corpo, di riconoscerci in qualcosa che non è la consuetudinaria abitudine del ragionare, del decidere le cose in anticipo.... Insomma siamo un po' cotti e sentiamo di poterci maggiormente lasciar andare agli istinti... Chi conosce il Circolo Vegetariano VV.TT. sa che festeggiamo la luna piena con regolarità. Quest’anno sarà la prima volta che la celebrazione agostana si svolge in quel di Spilamberto, sulle rive ghiaiose del Panaro....

Continua:
http://bioregionalismo-treia.blogspot.it/2012/07/2-agosto-2012-rune-e-luna-piena.html

 


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22 luglio 2012

Bioregionalismo e poesia.. al Poesia Festival in Emilia

Poesia Festival, 27 - 30 settembre 2012 - Castelnuovo Rangone, Castelvetro, Marano sul Panaro, Spilamberto, Vignola, Castelfranco Emilia, Maranello

 
Fiume Panaro

L’autunno comincia con i colori della poesia: dal 27 al 30 settembre si svolgerà l’ottava edizione di Poesia Festival nell’Unione Terre di Castelli in provincia di Modena

Poesia Festival presenta la sua ottava edizione, e dal 27 al 30 settembre l’Unione Terre di Castelli e i comuni di Castelfranco Emilia e Maranello in provincia di Modena saranno lo scenario per l’ormai tradizionale rassegna di inizio autunno dedicata alla poesia e ai poeti.

L’inaugurazione di Poesia Festival ’12 è prevista per giovedì 27 settembre al Teatro Ermanno Fabbri di Vignola con la lezione magistrale della poetessa Vivian Lamarque, apprezzata autrice per adulti e ragazzi, e, a seguire, lo spettacolo scritto e diretto da Nicola Piovani I viaggi di Ulisse, un percorso in musica nelle vicende del mito, accompagnato dai disegni originali di Milo Manara.

Al festival sono passati negli anni i principali nomi della poesia italiana, e la nuova edizione non sarà da meno, con autori, affermati o tutti da scoprire, che offriranno al pubblico letture e pensieri sulla poesia. Tra i protagonisti di Poesia Festival ’12 vanno annoverati sicuramente Anna Maria Carpi (domenica 30 settembre a Castelfranco E.), poetessa originale e nota traduttrice di poeti tedeschi contemporanei, Antonio Riccardi (sabato 29 settembre a Levizzano Rangone), tra le principali voci della sua generazione e intellettuale in forza al mondo dell’editoria, e Stefano Simoncelli (sabato 29 settembre a Levizzano Rangone), poeta romagnolo protagonista della stagione della rivista «Sul porto» e tra le principali voci della poesia italiana oggi.

Poesia Festival ’12 continuerà la tradizione degli ospiti internazionali che tanto successo ha ottenuto, introducendo un momento tematico che accomuni gli ospiti presenti a settembre. Infatti, a dialogare sul rapporto tra poesia e libertà di espressione saranno l’intellettuale dissidente cinese Yang Lian, esule in seguito ai fatti di piazza Tienanmen, e la poetessa nicaraguese Claribel Alegría, che nonostante i suoi 88 anni non ha perso l’energia e la passione politica che l’hanno resa una delle più impegnate intellettuali latino-americane, assieme a Luis García Montero, forse il principale poeta spagnolo vivente, ormai noto al pubblico italiano. I tre autori saranno insieme sabato 29 settembre a Vignola, e incontreranno il pubblico in un ulteriore evento ad ognuno dedicato tra sabato 29 settembre e domenica 30 settembre.

Poesia Festival è poesia da leggere e ascoltare, ma anche da mettere in scena. Come da tradizione, attori, cantanti e personaggi dello spettacolo proporranno produzioni dedicate alla poesia all’insegna dell’incontro tra i linguaggi. Tra gli artisti invitati nell’ottava edizione spiccano i nomi di Alessio Boni con un recital dedicato all’amata figura di Alda Merini (sabato 29 settembre a Maranello), Amanda Sandrelli impegnata in un personale omaggio a Borges (sabato 29 settembre a Castelfranco E.), e l’attrice Licia Maglietta che porterà in scena il suo omaggio a Wislawa Szymborska (domenica 30 settembre a Spilamberto). La chiusura è affidata a Eugenio Finardi (domenica 30 settembre a Castelvetro di Modena).

Poesia Festival è un’occasione per condividere un momento culturale significativo e per visitare un territorio al di fuori delle consuete traiettorie del turismo, ma che sa essere generoso con i visitatori, specie quando i borghi e le colline dell’Unione Terre di Castelli in provincia di Modena si rivestono di colori irripetibili. Un festival diffuso in più territori, che sa unire il piacere della scoperta dei luoghi e della bellezza della parola.

Poesia Festival vanta un comitato scientifico di alto valore composto da Roberto Alperoli, Alberto Bretoni, Roberto Galaverni e Emilio Rentocchini, mentre la direzione della manifestazione è affidata ad Alessandra Anderlini.

Quando: dal 27 al 30 settembre 2012
Dove: Unione Terre di Castelli in provincia di Modena (Castelnuovo Rangone, Castelvetro di Modena, Marano sul Panaro, Spilamberto, Vignola) e comuni di Castelfranco Emilia e Maranello (MO)
Gli eventi di Poesia Festival sono tutti gratuiti


Poesia Festival è promosso dall’Unione Terre di Castelli, dai Comuni di Castelfranco Emilia e Maranello, in collaborazione con la Regione Emilia Romagna, la Provincia di Modena, la Fondazione di Vignola e la Fondazione Cassa di Risparmio di Modena.

Per informazioni e dettagli sul programma www.poesiafestival.it
Per maggiori informazioni visita il sito all'indirizzo:
http://www.comune.spilamberto.mo.it/comunichiamo/comunicati_stampa/comunicato_stampa_poesia_festival_2012_.htm


6 marzo 2012

Festa della Donna 2012 – 8 marzo in coscienza sincretistica: “Donna + Uomo = Umanità!”

Festa della Donna 2012 – 8 marzo in coscienza sincretistica: “Donna + Uomo = Umanità!”

 
 
 
Per l’8 marzo di quest’anno saremo a Spilamberto (Modena), in trasferta, per vivere l’esperienza dell’incontro fra il maschile ed il femminile. Il programma è semplicissimo: una passeggiata pomeridiana al Fiume Panaro per ritemprarci nella natura. Appuntamento alle h. 17.00 all'ingresso del Sentiero Natura.
Per adesioni scrivere a: circolo.vegetariano@libero.it
 
Avvicinandosi la data fatidica mi sembra opportuno analizzare quegli aspetti della cultura femminile che hanno contribuito alla formazione della nostra civiltà umana.
 
Il femmineo e la sua simbologia sono mutati radicalmente nel corso dei secoli. Nella remota antichità il femminile era rappresentativo di un potere creativo assoluto e totale.
 
Tutte le divinità si mostravano in aspetto femminile od in forme che evocavano tale qualità, a cominciare dalla Grande Madre, la natura stessa, sino a Madre Acqua, Madre Luna ed anche Madre Sole, etc. (la formula sacra più antica, il Gayatri Mantra, è dedicato a Savitri, la dea dell’energia solare).
 
Le donne in quanto incarnazione primigenia del potere procreativo erano pertanto degne di amore e di devozione. La paternità era “sconosciuta” (ovvero ignorata), la madre esisteva di certo e questo era un dato incontrovertibile… Come poi l’operazione procreativa accadesse era lasciato agli umori materni che venivano influenzati o sollecitati dall’amore rivolto dai maschi verso tutte le madri. Insomma il padre era un semplice elemento ispirante per promuovere la maternità, non un fattore primo ma un incidentale aiuto….
 
Questo sino ad un certo punto, finché non cambiarono pian piano le cose e le responsabilità nelle funzioni creatrici si rovesciarono. Ma non avvenne tutto assieme, questo andamento evolutivo dal matrismo al patriarcato prese secoli e secoli per consolidarsi. Gli studi dell’archeologa lituana Gimbutas tendevano proprio a dimostrare l’esistenza di un lunghissimo periodo di transizione fra matrismo e patriarcato. Sicuramente gli “autori” del patriarcato nacquero sulle sponde dell’Indo, la civilizzazione più antica sulla faccia della terra (antecedente ai Sumeri ed agli Egiziani di migliaia di anni), in quel “paradiso terrestre” avvenne il riconoscimento del valore della paternità come fattore “portante” e di conseguenza come elemento stimolativo per una nuova religione e mitologia. Ma il processo anche qui fu lento, dovendo giustificarsi con fatti sostanziali che ne garantissero l’accettazione per mezzo di consequenzialità storica e di significati allegorici.
 
Avveniva così ad esempio nella mitologia induista in cui Parvati, la Dea primordiale crea da se stessa un figlio che la protegga dall’arroganza dei maschi che servivano Shiva, il suo sposo. Questo suo figlio, Ganesh, è talmente potente che è in grado di impedire l’accesso alla camera della madre a Shiva stesso (perché non aveva chiesto il permesso di avvicinarsi, notate bene questo particolare importante in cui si garantisce alla madre il diritto di scelta nel rapporto). A questo punto Shiva invia le sue truppe maschili all’attacco di Ganesh ma tutti i suoi “gana” vengono sconfitti e Shiva medesimo vien lasciato con un palmo di naso ed infine è solo con l’inganno e chiedendo aiuto all’altro dio maschile, Vishnu, definito il conservatore, che riesce a sconfiggere Ganesh… ma non fu una totale debacle…. poiché poi, per amore di Parvati, Shiva accetta di essere padre, ovvero riconosce che Ganesh è suo figlio e lo ristora alla vita, cambiandogli però testa… (ed anche qui notate le simbologie connesse…).
 
Questa descrizione fantastica la dice lunga sul significato della trasformazione epocale in corso 15.000 anni prima di Cristo…. Molto più tardi, ma sempre in un ambito di civiltà indoeuropea, vediamo addirittura che è il dio maschile a creare da se stesso. Ed è quanto avviene a Giove che, non aiutato dalla consorte, produce dal proprio cervello Minerva. I tempi a questo punto son già mutati, il patriarcato ormai impera sovrano, le donne sono fattrici (od etere buone solo a passare il tempo), persino l’amore, quello vero e nobile, si manifesta fra maschi (vedasi la consuetudine di tutti i maestri greci di avere ragazzini per amanti). In quel tempo la condizione femminile era alquanto scaduta ed in Europa od in Medio Oriente restavano sacche di resistenza solo qui e lì.
 
Ad esempio nella tradizione giudaica la trasmissione della appartenenza al “popolo eletto” avveniva (ed è ancora oggi così) per via materna, ultimo rimasuglio matristico in mezzo ad una serie di regole molto patriarcali e misogine. Tale misoginia fu assunta –in modi differenti- anche dalle altre due religioni monoteiste:
 
il cristianesimo e l’islamismo. Nell’islamismo però, malgrado la visione della donna in chiave di sudditanza, si salvò il criterio di bellezza e nobiltà dell’amore sensuale, infatti il profeta Maometto ebbe diverse mogli e persino il suo paradiso era riempito di belle donne accoglienti. Questo almeno consentiva un naturale intercourse di rapporti fra i due sessi. Purtroppo non avvenne la stessa cosa nel cristianesimo ove prevalse, anzi peggiorò, la misoginia originaria ebraica.
 
Se nell’ebraismo la divinità, sia pur vista in chiave di “dio padre”, manteneva un distacco verso le cose del mondo, essendo un dio non rappresentabile e puro spirito, nel cristianesimo per poter giustificare la divinità del “figlio” si cancellò completamente il ruolo creativo della madre. Maria concepì vergine dallo spirito santo, la sua è una prestazione completamente passiva e deriva da una scelta del dio padre di impalmarla e renderla madre. Insomma la povera Maria è equiparabile ad una “prostituta” spirituale. Da questa visione deriva anche la ragione cartesiana pseudo scientifica che indica la natura come passiva, inerte e pure stupida… Insomma lo spirito maschio “infonde” la vita e la “buona” madre porta in grembo quanto le viene concesso di portare….
 
Capite da voi stessi che tale proiezione è ormai improponibile ed obsoleta, sia pur che la maggioranza degli uomini ancora vi si crogiola, illudendosi con favole religiose ed ideologiche della “superiorità” maschile, della “superiorità” dell’intelligenza speculativa scientifica, della “superiorità” del potere e della forza. Così non si fanno passi avanti nell’evoluzione della specie. E’ ovvio che entrambi questi aspetti, matrismo e patriarcato, hanno avuto una loro funzione storica per lo sviluppo delle “qualità” della specie umana. Ora è giunto il tempo di comprenderne la totale complementarietà e comune appartenenza, ma non per andare verso una specie unisex, bensì per riconoscere pari valore e significato ad entrambi gli aspetti e funzioni…. in una fusione simbiotica.
 
Anche se… diciamola tutta… il femmineo avrà sempre la mia riconoscenza e rispetto ed amore devoto, poiché merita di essere “prediletto” per la sua specialità… Purché rinunci a satana ed alle sue pompe, ovvero all’uso indirizzato e furbo di tali buone qualità..!
  
Paolo D’Arpini

 


2 gennaio 2012

Bioregionalismo ed ecologia profonda nel 2012

Inizio 2012 - Resoconto della Notte senza Tempo, luna rossa, stelle cadenti, fiammiferi smozzicati, poesie, misteri senza fine…

 
Finita la cena
 

 
“Per arrivare all'alba non c'è altra via che la notte...”
(Kahlil Gibran)

 
La notte  del 31 dicembre 2011 anche quest’anno si è manifestata come senza tempo, o aldilà del tempo… Le cose sono avvenute come ci si poteva aspettare avvenissero, ma allo stesso tempo  tutte diverse.. Dovevamo essere in tre: Caterina, io e Sara, invece attorno alla tavola imbandita eravamo 10 persone.. e cinque alla passeggiata sul Panaro. Una giusta metà alla meta per un bellissimo inizio ed una fine senza fine. Con il saluto dal cielo di una mezzaluna rossa adagiata sul bordo dell’orizzonte…

 
Ma.. andiamo per ordine, anzi per disordine e prima di cominciare con la narrazione degli eventi riportiamo qui i testi dei pensierini scritti dai presenti….

 
Pace e armonia…. Augurio di trovare i veri valori per affrontare questa vita, rispettando Madre Terra e tutte le creature.. vivendo nel qui ed ora!

 
Per il 2012. Un viaggio pieno di avventure e conoscenza, bei tramonti e belle albe tanto sole terra e acqua nuovi amici per me e per voi tutti…

 
Caro Babbo Natale, il mio desiderio è avere: AMORE E CREATIVITA’ per me e per tutti. Un lavoro creativo che mi realizzi. Tanta gioia, prosperità e vitalità.

 
Ciao! Auguro che ci sia sempre nella nostra vita una cena.. di parole e sentimenti.

 
La vita non è meccanica ma organica. Dove troveremo se non in noi stessi un simile miracolo? Sia lode a Dio!

 
Auguro a me ed a tutti noi armonia nel mondo, amore fra le persone, attenzione per la natura, consapevolezza di ciò che siamo.. e che siamo tutti lungo un percorso di vita che merita di essere vissuta, momento per momento, senza rimpianti per il passato e senza aspettative per il futuro.

 
Nel giardino non c’è niente come il loto, in mezzo alla gente, a tutta la gente, nessuno è come Te.

 
Niente di più di ciò di cui ho bisogno. Vivere con intensità tutto

 
….Armonia per noi e per il mondo, capacità di partecipazione e impegno, lucidità per orientarci nelle scelte, Cuore

 
.Il Cielo nel Cuore.

 
In visita al Presepe di Savignano

 

 

 
Racconto della serata trascorsa:

 
“La notte senza Tempo” è una notte che non conosce i secondi, i minuti, le ore ma solo ciò che sa di eterno. A Spilamberto un gruppo di persone (Caterina, Sara, Margherita, Maria, Giovanna, Claudia, Rosa, Paolo, Aldo, Fabrizio) si sono ritrovate per vivere la magia di questa notte a casa di Caterina, compagna di Paolo.

 
Ovviamente c’è chi è arrivato in anticipo e chi in ritardo, tanto per iniziare a spaccare i primi schemi. Il ritrovarsi tutti insieme ha fatto esplodere la bellezza naturale della convivialità. Il cibo, vegetariano, preparato con cura da tutti, ha nutrito il pensiero di volersi bene anche a tavola…. (risottino alla zucca, tofu e verdure al vapore, tofu e verdure saltate, lenticchie, polpette di miglio e riso, cipolla stufata al burro, sformato di uova e formaggio, fagioli cannellini conditi, insalata mista).. certo, quando è arrivato il momento dei dolci  (frutta secca candita, zuppa inglese, spongata, panone di natale) i buoni propositi hanno lasciato spazio ai bis e tris! Il tutto annaffiato da vini locali e non (pignoletto frizzante, rosso piceno, prosecco di Conegliano ed acqua idrolitina).    

 
Ma che notte senza tempo è senza una bella passeggiata sul Panaro? E con tanto di bigliettini su cui ognuno può scrivere ciò di cui volersi liberare, facendoli bruciare, ritualmente, sul fuoco sacro acceso sulle rive del fiume, dal caro amico Paolo?

 
Ovviamente l’idea di mettere su carta ciò che non si vuole ci ha coinvolto tutti; e con grande impegno, tra una risata e l’imbarazzo del ritrovarsi di fronte ad una parte di sé, abbiamo realizzato sia i biglietti da purificare al fuoco sia quelli delle speranze per l’anno nuovo, che poi son  stati letti a tavola.

 
Quante belle parole….

 
I cuori si aprono quando i desideri si esprimono in compagnia. Essi rappresentano i nostri punti di forza, ma prima di tutto l’insieme delle nostre più grandi fragilità.

 
Gli impavidi decidono di dirigersi verso il fiume… ovviamente ad un orario diverso da quello stabilito! Camminando ci accorgiamo di quanto il cielo è bello, limpido, pieno di stelle e costellazioni. I fuochi d’artificio in lontananza cominciano a scoppiare ricordandoci che la mezzanotte è arrivata, il nuovo anno. Siamo in cammino e ci facciamo gli auguri consapevoli che non è stato il tempo a darci l’inizio del 2012 ma la bellezza delle figure dei fuochi sparati nel cielo.

 
Nel luogo preposto al rito Paolo prepara la legna per il fuoco. Prende i fiammiferi e tenta di accenderli una, due, tre volte… finchè la scatola finisce… Niente falò, nessun rischio di galera per tentanto incendio sulle rive del Panaro. Raccogliamo tutto e ritorniamo a casa, sotto un cielo pieno di stelle, ormai usciti dal tempo.

 
Giunti in giardino diamo vita ad un piccolo focherello e lì compiamo il rito… Fuori di noi, dentro di noi, con una serenità ritrovata, in fondo mai persa.

 
Per completare la tradizione della fine e del principio, il primo giorno dell’anno, la mattina, ci siamo recati, sotto un tepido sole quasi primaverile, nel borgo vecchio di Savignano sul Panaro. In cima al castello  tolti gli “ormeggi” e sorridenti abbiamo salutato a cavallo il 2012,  in forma ufficiale!  

 
In partenza per l'ignoto del 2012

 

 
 
Sara Laurencigh, Caterina Regazzi e Paolo D’Arpini

 



 

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