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RETE BIOREGIONALE ITALIANA - La pratica del bioreregionalismo e dell'ecologia profonda
 
 
 
 
           
       

La Rete Bioregionale Italiana è ispirata dall'idea di Bioregione: aree omogenee definite dall'interconnessione dei sistemi naturali e dalle comunità viventi che le abitano.
Una bioregione è un insieme di relazioni di cui gli umani sono chiamati a vivere e agire come parte della più ampia comunità naturale che ne definisce la vita.

Qui di seguito i nomi dei primi fra i nuovi referenti tematici della Rete Bioregionale Italiana che a titolo volontario intendono mettere a disposizione di tutti le conoscenze acquisite nel loro percorso di pratica ecologista:

Daniela Spurio - Grafica e fotografa - Impaginatrice dei Quaderni di
Vita Bioregionale - "Viverecongioia Jesi" dhanil@live.it,

Giorgio Vitali, presidente Infoquadri, Referente per il Signoraggio monetario ed aspetti economici correlati. Email.  vitali.giorgio@yahoo.it, - Tel. 393.6542624 

Rita De Angelis ritadeangelis2@alice.it e cell. 3385234247 - ecologia casalinga

Antonella Pedicelli, docente di filosofia, residente a Monterotondo (Sabina Romana)Referente per rapporti con le scuole e interventi formativi di recupero e attenzione verso la cultura bioregionale. Email: hariatmakaurr@gmail.com 

Claudio Martinotti Doria, monferrino, storiografo e ricercatore di storia locale ed economica, saggista, ambientalista libertario e localista. Referente per le Politiche economico ecocompatibili. Email: claudio@gc-colibri.com  tel. 0142487408 - Sito web: http://www.cavalieredimonferrato.it

 Benito Castorina, docente universitario per l'economia agricola e coltivatore di erba vetiver. Referente per l'agricoltura contadina e produzione energetica ecologica. Recapiti: benito.castorina@fastwebnet.it - Tel. 06.8292612 - 338.4603719

Avv. Vittorio Marinelli, presidente di European Consumers,
Via Sirtori, 56, 00149 Roma. Email:
vitmar@tiscali.it - Tel.
348.1317487 - Referente per l'ecologia nei consumi.

Caterina Regazzi
, medico veterinario Referente per il rapporto uomo/animali e zootecnia. Recapiti:
caterinareg@gmail.com – Cell. 333.6023090

Fulvio Di Dio, residente ad Amelia (Terni), funzionario alla Regione
Lazio Assessorato Ambiente
. Email.
fulvio.didio@libero.it - Tel.
329.1244550. Referente per l'ecologia nelle aree urbane.

Manuel Olivares, scrittore e giornalista sociologico esperto in comunità, fondatore della casa editrice “Vivere Altrimenti”. Referente per i rapporti con le comunità, comuni ed ecovillaggi. Recapito: info@viverealtrimenti.com

Sonia Baldoni, esperta di erbe officinali e cure naturali olistiche. Referente per il rapporto con gli elementi della natura e con lo spiritus loci. Recapiti: Cell. 333.7843462 - sachiel8@virgilio.it

Teodoro Margarita, seedsaver, già consigliere federale di Civiltà Contadina e collaboratore della Rete. Referente per l'area comasca, ecovillaggio, ricerca spirituale. Recapito: 031.683431 ore serali.

Stefano Panzarasa, geologo e musicista, Responsabile Ufficio Educazione Ambientale del Parco Naturale Regionale dei Monti Lucretili e membro fondatore della Rete Bioregionale Italiana. Referente per l'educazione ambientale ed ecologica. Recapiti: bassavalledeltevere@alice.it  -  blog (cliccare qui sotto): www.orecchioverde.ilcannocchiale.it  tel.. 0774/605084

Lucilla Pavoni, scrittrice e neo contadina. Referente per i rapporti solidali fra esseri umani. Recapiti: lucillapavoni@libero.it – Cell. 338.7073857

Paolo D'Arpini, cercatore spirituale laico e membro fondatore della Rete Bioregionale Italiana. Referente per le Pubbliche Relazioni. Recapiti: circolo.vegetariano@libero.it – Tel. 0733/216293 - 0761/587200 


Altri membri e simpatizzanti stanno ancora meditando sul come offrire la propria collaborazione alla comunità bioregionale, se fra i lettori, che si riconoscono nel messaggio dell'ecologia profonda, c'é qualche volontario.. é benvenuto!

Paolo D'Arpini, addetto alle Relazioni Pubbliche per la Rete Bioregionale Italiana

Per aderire alla Rete Bioregionale Italiana é sufficiente sottoscrivere il manifesto fondativo (o carta degli intenti) e di inviare una email di conferma a:  circolo.vegetariano@libero.it

 

 
 
 
 

 
25 dicembre 2014

Matrismo e bioregionalismo antesignano

Bioregionalismo - Il sogno della Terra, un antico futuro… e la storia dell’universo

Quindici miliardi di anni fa iniziò una fantastica storia che noi viviamo ancora oggi e di cui, sempre oggi, siamo noi umani chiamati a scrivere, più o meno responsabilmente, le prossime pagine…

Quindici miliardi di anni fa iniziò la storia dell’universo che Thomas Berry, passionista, teologo, storico, o meglio come lui ama definirsi, bioregionalista, geologo e cosmologo, ci ha indicato come la nostra vera storia sacra.
In quel tempo lontano, attraverso un significativo processo di autoorganizzazione, nacquero le galassie, le stelle, la nostra Via Lattea e il sistema solare, la luna, la terra con le sue montagne, i mari e fiumi… Poi i primi organismi unicellulari, la vita! E infine le piante, gli animali e, quando il pianeta rifulgeva ormai di una infinita bellezza e tantissime varietà di esseri viventi, arrivarono anche gli umani, i primi a prendere coscienza di loro stessi e anche, in seguito, di tutto ciò che significava la loro esistenza sulla terra e il far parte dell’interà comunità terrestre. Poi qualcosa cambiò e circa 6000 anni fa gli umani decisero di uscire dalla comunità, distaccarsi dalla natura, passare dalla visione della Terra come madre a quella patriarcale di dominio sulla stessa terra.
Thomas Berry nelle sue opere, rifacendosi anche alla teoria di Gaia, la Terra come essere vivente, cerca di recuperare l’intera tradizione spirituale occidentale cristiana, sostituendo però al Cristo storico il Cristo-Universo e vedendo l’intera creazione cosmica come una manifestazione di un sacro mistero divino. Essere cristiani per lui ormai significa ricollegarsi al funzionamento armonico e integrale del sistema biotico planetario. Attualmente i cristiani se vogliono avere ormai una prospettiva in chiave ecologica (e i nostri tempi di disastri ambientali sembra non chiedano altro), devono accettare il tempo evolutivo come tempo sacro e la storia dell’universo come storia sacra…
Theilhard de Chardin, l’evoluzione e il punto omega:
Le idee innovative ed ecologiste di Thomas Berry vengono dal suo essere un discepolo di un altro grande personaggio della storia alternativa della Chiesa Cattolica, Pierre Theilhard de Chardin (1881-1955), gesuita, teologo e geologo che per primo nella prima metà del secolo scorso portò all’interno della chiesa, tra mille difficoltà e incomprensioni, l’idea evoluzionistica dell’universo. Teilhard de Chardin fu un moderno mistico e visionario però saldamente ancorato alla scienza (era un paleontologo) e quindi cercò per tutta la vita di coniugare ricerca scientifica, concetti filosofici e dottrina teologica provando a dare un senso cristiano a tutta la storia dell’universo, fino alla comparsa degli esseri umani e il loro rapporto con Dio.
Le tante intuizioni di Teilhard de Chardin sulla noosfera (dalla litosfera all’’atmosfera, idrosfera, biosfera e infine alla noosfera come involucro pensante della Terra), sul punto omega (dall’alfa all’omega, dall’inizio dell’universo al punto, omega, verso dove l’universo evolve e converge, l’unione con Dio presente in tutte le cose, l’ambiente divino), sull’amore (energia psichica cosmica motore della creazione ed evoluzione dell’universo), sul femminino (l’inizio del tutto al femminile, nuovo concetto di creazione, rovinata poi dal maschile ma salvata in seguito dalla venuta di Cristo), sul concetto di cristico (il cosmico, l’evolutivo e l’umano, il convergente), sulla stoffa cosmica (unione di spirito e materia), per finire alla definizione della legge di coscienza e complessità (l’insieme dei fenomeni di autorganizzazione della vita e di direzionalità dell’evoluzione), hanno dato una nuova prospettiva sacra alla presenza degli umani sulla terra e acora di più, come dice Thomas Berry, nel luogo dove vivono e dove possono praticare ogni giorno uno stile di vita in armonia con la natura (bioregionalismo).
Determinante nel pensiero di Thomas Berry è il riconoscimento che attualmente gli umani hanno rotto il patto con Dio, con l’universo e con la Terra ed è necessario apprenderne tutta la gravità per ricominciare l’importante compito di conservazione della creazione e di costruzione di una terra pronta per il punto omega – tanto caro a Teilhard de Chardin – una terra più giusta, fatta di uguaglianza e non di sofferenza e dolore (e in chiave ecologista e bioregionalista Thomas Berry lo direbbe non solo per la comunità degli umani ma anche per tutte le comunità di esseri viventi, piante e animali e non-viventi, montagne, fiumi, valli, mari, cielo…). Una bella immagine del punto omega ce la offre il fisico Brian Swimme, a sua volta allievo di Thomas Berry, facendoci pensare a come l’universo da un punto iniziale sia passato per miliardi di rocce inanimate fino a una madre che allatta con tanto amore il suo bambino…
Ecco quindi che il pensiero di Theilard de Chardin tanto evoluzionista quanto incentrato sulla sacralità dell’universo, si può definire proto-ecologista e anche ispiratore di importanti teologie successive come la teologia della liberazione e la teologia ecologista e bioregionalista di Thomas Berry che insieme hanno dato le basi per una nuova religione universale fondata sul mistero sacro dell’evoluzione dell’universo e sul ruolo e di riconciliazione fra gli umani e la terra per perseguire insieme alla terra stessa il progetto dell’universo.
Significativo è notare che il pensiero di Teilhard de Chardin, pur essendo stato oggetto di molte critiche scientifiche, filosofiche, teologiche, e recentemente anche ecologiche (c’è da dire che ai suoi tempi le problematiche ambientali del pianeta ancora non si erano manifestate con tanta gravità come ai giorni d’oggi e che il suo discorso quindi era centrato principalmente sugli esseri umani), mantiene tutt’ora intatta la profondità e importanza delle sue intuizioni e che, pur con le oppurtune modifiche e rettifiche, come è giusto che sia in un corretto processo di evoluzione di un pensiero, è tutt’ora da considerare come una delle più grandi visioni del passato capace ancora di portare efficacia nel presente.e speranza per il futuro.
La mistica della Terra, gli ecologisti e il “Manifesto” per l’Era Ecozoica
Thomas Berry afferma che c’è un pressante bisogno di una rinnovata mistica della terra e che debbono venire alla luce nuove figure di guide spirituali capaci di coniugare scienza ecologica e senso del sacro; queste figure attalmente non possono più essere né i preti, né i guru, né gli sciamani ma bensì gli ecologisti integrali, le uniche persone, donne e uomini, capaci di ascoltare la voce del pianeta, ciò che Gaia, la Madre Terra ha da dire agli umani e di riportare in linguaggio comprensibile le leggi della natura, della selvaticità, dei cicli ecologici, insomma le leggi che definiscono il cerchio sacro della vita. Il fine è di guidare gli umani e la terra, nella sua interezza di tutte le comunità di viventi e non-viventi, verso che quella che Berry ha chiamato Era Ecozoica, una nuova era di consapevolezza ecologica profonda in contrapposizione alla moderna e devastante Era Tecnologica che sta portando il Pianeta intero verso una catastrofe senza precedenti. Attenzione, dice Thomas Berry, in questo momento così drammatico per il pianeta è importante celebrare la Passione della Terra piuttosto che la Passione di Cristo…
Nel Manifesto dell’Era Ecozoica, scritto da Thomas Berry circa quindici anni fa, sintesi semplice e profonda del suo pensiero, vengono presentati 14 punti fondamentali in cui si parla dell’Universo come comunione di soggetti e non come di una collezione di oggetti, della centralità della terra e non più degli umani, del riconoscimento della dimensione femminile della terra stessa e della necessità di una nuova sensibilità religiosa insieme ad un nuovo linguaggio e archetipi ecozoici, eccetera. Da notare che nel documento non vengono usate mai né la parola Dio, né Cristo e questo mi sembra un importante passo verso un rinnovato senso del sacro in chiave ecologica universale.
Per Thomas Berry abbiamo davanti a noi, se vogliamo, un futuro ecologista che potrà salvare noi e il pianeta, un futuro pieno di speranza, e questo futuro potrà arrivare solo dopo quello che Berry definisce Il Grande Lavoro (”The Great Work”, titolo anche di un suo importante libro scritto nel 1992 insieme a Brian Swimme) ovvero creare un ambiente di vita dove gli umani vivano in una mutua e profonda relazione con la più ampia comunità dei sistemi che governano la vita.
Marija Gimbutas e la civiltà pacifica e egualitaria dell’Antica Europa
Fin qui ho cercato di riportare, in una sintesi molto estrema, il pensiero profondo di due grandi personaggi, Teilhard de Chardin e Thomas Berry che sicuramente hanno agito in modo coerente, tanto spirituale quanto scientifico, per un rinnovamento della tradizione cristiana. In questa tradizione sono centrali i concetti di redenzione e resurrezione legati alla figura di Gesù e sui quali proverò a fare una breve riflessione frutto più che altro dei miei studi riguardanti un’altra importante figura del secolo scoso, Marjia Gimbutas, archeomitologa (come lei amava definirsi) lituana, emigrata in America durante il nazismo. I suoi studi e ricerche, ormai universalmente accettate dal modo scientifico-archeologico, hanno permesso di sapere che nell’europa neolitica (10.000-4000 a.C) esisteva una vera e propria civilltà nativa legata alla terra, la Civiltà dell’Antica Europa e della Grande Madre, pacifica, egualitaria e rispettosa dei cicli della natura e dove si viveva persino in città di 20.000 abitanti. Questa civiltà e tutte le sue idee e pratiche di vita che protremmo definire proto-ecologiste, furono poi spazzate via dall’arrivo delle bande di guerrieri indoeuropei dall’inizio del 4.000 a.C. e che perdurarono durante qualche millennio portando, anzi imponendo, con estrema violenza e guerre senza fine, la nuova visione patriarcale di dominio sulla natura e disuguaglianza fra gli umani.
Eva, il serpente e il senso del sacro; una speranza per il futuro…
Forse è forse nell’antica civiltà neolitica matriarcale che va ricercato quel paradiso terrestre perduto (la mitica età dell’oro dei greci) cardine principale del pensiero biblico? E’ nell’arrivo dei guerrieri indoeuropei e di guerre e devastazioni mai vissute prima dai popoli neolitici, l’arrivo di un male da cui gli umani vanno redenti? E se dopo la redenzione serve una resurrezione per pensare ad un mondo nuovo che arriverà un giorno per la gloria dei cristiani, questi però lo aspetteranno senza preoccuparsi del qui e ora? Ma allora non potrebbe essere ancora un mondo patriarcale?
La questione interessante è che Teilhard de Chardin non poteva certamente conoscere la storia degli antichi europei neolitici che Marija Gimbutas cominciò a studiare e pubblicare all’incirca intorno al la metà degli anni ’50 (”Il fenomeno umano”, probabilmente il più significativo libro di Teilhard de Chardin fu pubblicato l’anno della sua morte avvenuta nel 1955), Inoltre il libro più importante della Gimbutas, pietra miliare delle sue ricerche: “Il linguaggio della Dea”, è datato 1989, mente il primo libro di Thomas Berry “The Dream of the Earth” (”Il Sogno della Terra”, ancora incredibilmente inedito in Italia) è del 1988. Nonostante tutto, sia a Theilard de Chardin ma specialmente a Thomas Berry, non è ignota la questione dell’arrivo dei guerrieri indoeuropei nell’europa neolitica ma dall’analisi delle loro pubblicazioni in comparazione con quelle di Marija Gimbutas si può capire che specialmente il primo non potesse essere a conoscenza pienamente dlla storia europea, specialmente di quella spirituale degli ultimi 12.000 anni… Quindi come potrebbe ancora evolvere il loro pensiero? O addirittura non ci fu un tempo (l’Antica Europa) in cui gli umani erano finalmente giunti al punto omega e la fine del paradiso terrestre e in definitiva tutta la genesi non potrebbero essere una rappresentazione mitica di un fatto realmente accaduto e cioè il passaggio da una civiltà pacifica matriarcale, dove alle donne era riconosciuta un importante dignità (rappresentate tutte da Eva e dal serpente, allora animale sacro alla Dea Madre) a quella tutt’ora esistente maschile patriarcale e violenta che ha voluto usurpare alle donne e alla natura il loro ruolo fondato principalmente sull’energia e saggezza ecologica?
Teilhard de Chardin, Thomas Berry e finalmente anche una donna, Marja Gimbutas, hanno dato molto per la crescita della nostra coscienza in chiave spirituale ed ecologica, un rinnovato senso del sacro che ci riconnette con l’universo, la terra e il luogo dove viviamo, e ci permette di vivere in modo ecologicamente sostenibile insieme ad una buona dose di speranza per il futuro e di entusiasmo per il nostro ruolo e la nostra esistenza sul pianeta. In definitiva è questo il sogno della terra.
Stefano Panzarasa
Al Circolo Vegetariano VV.TT. Di Treia

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Manifesto dell’Era Ecozoica di Thomas Berry
1. L’Universo è una comunione di soggetti e non una collezione di oggetti.
2. La Terra esiste e può continuare a esistere solo in un funzionamento integrale. Essa non può sopravvivere frammentata, proprio come qualunque altro organismo. Tuttavia la Terra non possiede un’uniformità globale. Essa è un complesso differenziato di cui va sostenuta l’integrità e l’interrelazione delle varie espressioni bioregionali.
3. La Terra è un bene che ci è stato offerto in godimento soggetto a scadenza. å destinata a danni irreversibili nei suoi maggiori sistemi di funzionamento.
4. Gli esseri umani rappresentano un elemento derivato rispetto alla Terra, che è primaria. Ogni istituzione umana, professione, programma e attività, devono porla al centro dei propri interessi. Nella teoria economica, per esempio, la prima legge deve essere quella della tutela dell’economia terrestre. Un Prodotto Nazionale Lordo in crescita a cui si affianca un Prodotto Terrestre Lordo in deficit rivela l’assurdità della nostra attuale situazione. Per la categoria medica deve essere chiaro che non si può avere gente sana su un pianeta malato.
5. L’intero sistema di funzionamento della Terra si è alterato nella transizione dall’Era Cenozoica a quella Ecozoica. I principali sviluppi del Cenozoico avvennero interamente al di fuori di ogni intervento umano. Nell’Ecozoico noi umani avremo invece un’influenza determinante in quasi tutti i processi evolutivi: anche se non sappiamo come produrre un filo d’erba, questo non potrà crescere se non è accettato, protetto e sostenuto da noi. Il potere costruttivo della nostra creatività nei sistemi naturali della vita è minimo, il nostro potere di negazione, immenso.
6. Per essere valido il “progresso” deve coinvolgere globalmente la Terra e tutti i suoi aspetti. Definire “progresso” lo sfruttamento umano del pianeta è una distorsione inaccettabile.
7. L’Ecozoico potrà diventare una realtà solo mediante il riconoscimento della dimensione femminile della Terra, mediante la la liberazione delle donne dall’oppressione e dalle costrizioni da loro sopportate in passato e mediante l’assunzione di una responsabilità comune, sia maschile che femminile, per stabilire una comunità terrestre integrata.
8. Nel periodo Ecozoico emerge un nuovo ruolo sia per la scienza che per la tecnologia. La scienza dovrebbe provvedere a una comprensione integrale del funzionamento della Terra e delle modalità in cui le attività umane e terrestri possono vicendevolmente potenziarsi. Le scienze biologiche dovrebbero sviluppare un “sentimento per tutto ciò che vive”, un rispetto più profondo della soggettività presente nei vari esseri viventi della Terra. Le tecnologie umane devono armonizzarsi con quelle del mondo naturale.
9. Nuovi principi etici devono emergere attraverso il riconoscimento del male assoluto del biocidio e del genocidio, come pure di tutti gli altri mali che riguardano più specificamente gli umani.
10. È necessaria una nuova sensibilità religiosa, una sensibilità che riconosca la dimensione sacra della Terra e accetti il mondo naturale come manifestazione primaria del mistero ultimo dell’esistenza.
11. È necessario un nuovo linguaggio ecozoico. Il nostro idioma cenozoico è radicalmente inadeguato. Si dovrebbe procedere alla compilazione di un nuovo dizionario che comprenda nuove definizioni dell’esistente e l’introduzione di neologismi per i nuovi modi di essere e per i comportamenti che stanno emergendo.
12. Psichicamente tutti gli archetipi dell’inconscio collettivo acquistano una nuova validità, come pure nuove vie di funzionamento; specialmente nella nostra comprensione simbolica del viaggio iniziatico, del mito della morte-rinascita, della Grande Madre e dell’albero della vita.
13. Si prevedono nuovi sviluppi nel rituale, in tutte le arti e nella letteratura. Specialmente il teatro può trovare straordinarie opportunità nelle tematiche grandiose che vengono elaborate in questi tempi. I conflitti, finora limitati alla semplice dimensione umana, acquisteranno risvolti impensati nella stupenda transizione tra la fine del Cenozoico e l’emergente Ecozoico: dimensioni epiche che superano ogni aspettativa.
14. La mitigazione dell’attuale rovinosa situazione (attraverso il riciclaggio di materiali, il contenimento dei consumi e la cura degli ecosistemi) sarà vana se il nostro intento è quello di limitarci a rendere accettabile il presente sistema. Queste attività indispensabili daranno i loro frutti solo se lo scopo è quello di costruire un nuovo ordine.
Traduzione di Paolo D’Arpini e Stefano Panzarasa – Revisione del testo di Mariagrazia Pelaia


26 giugno 2012

Bioregionalismo e senso della comunità

Aprilia Comunitas, specchio del Cielo e della Terra - Bioregionalismo, ecologia profonda e spiritualità laica al solstizio estivo 2012

 
Campo del vetiver ad Aprilia

 

 
Aneddoti ed immagini dell'Incontro Collettivo Ecologista 2012

 
Sui pianori delle ultime propaggini del Vulcano laziale, abbracciati dall’orizzonte locale dei Monti Lepini, dei Monti Albani, della pianura e del mare, è consacrato lo spazio comunitario dedicato al solstizio d’Estate. I filari di vetiver allineati in ampi spazi per dare spazio all’incontro per condividere un sogno che può trasformarsi in progetto.

 

 
Cerimonia del Palus

 

 
Il palus, punto di intersezione dei tre mondi celeste, terrestre e infero, è il centro sacrale di osservazioni dello spazio e del tempo definiti dal Sole con il suo essere nel cielo in modo sempre uguale e sempre diverso.

 
Nel momento più alto del suo percorso nell’azzurro del cielo, il Sole con la proiezione dell’ombra del palus indica la direzione Nord-Sud del cardo tracciato con il decumano nella pianta di fondazione di Aprilia, città della terra.

 

 

 
Frutti ed erbe di Aprilia

 

 
Riconduce a Roma Il solco tracciato a delimitare i confini del nuovo comune che nasce per servire quanti vennero a popolare quelle terre in modo stabile dove il diritto e il dovere venivano riconosciuti nel contratto di appoderamento con l’Opera Nazionale Combattenti che intervenne anche nella formazione professionale dei braccianti e nell’assistenza tecnica e agronoma.

 
Il Comune con la scuola, la chiesa, il cinema, il servizio sanitario, la caserma dei carabinieri il mercato e la piazza, furono edificati per rispondere ai bisogni dei braccianti che diverranno contadini proprietari della casa colonica e delle terre.

 
Terre del grande latifondo dell’aristocrazia e della borghesia romana che finalmente fu rotto e trasformato con l’appoderamento che accolse gli italiani che provenivano dalle realtà italiane più depresse. Terra consacrata dal lavoro non più servile, verso il bene comune dell’intera nazione con la produzione cerealicola per dare ad ognuno il pane.

 

 
Momento durante il  cerchio di condivisione con iperico

 

 
La disposizione nella forma celeste del cerchio, si ritma con il passaggio del bastone della parola ornato dall’iperico. Di mano in mano fa esprimere ad ognuno di noi quelle parole che ci raccontano nel presentarci, nel condividere pensieri, emozioni, progetti e speranze. Il suo riformarsi arricchisce ancora e include chi è arrivato da poco.

 

 
Cibo bioregionale fresco

 

 
La musica chi si diffonde ai confini del tramonto, accompagnano le parole delle poesie di Gianni Rodari, sembra farci ritornare bambini. Con le parole ingenue dei piccoli pone le grandi domande, evidenzia le contraddizioni umane nei confronti del mondo e dipinge immagini belle di un mondo possibile.

 

 
Momento musicale con sorriso di Stefano Panzarasa

 
La condivisione del cibo è atto comunitario, riflesso nello spazio che ci circonda e di cui siamo parte, durante l’accoglienza con la degustazione dei prodotti del territorio: acqua di fonte, miele, frittate, pizze ripiene di verdura, pasta, olio, dolci e marmellate.

 

 
Piatto di cibo bioregionale vegetariano

 

 
Intenso e vibrante l’abbraccio nella spirale avvolgente che all’unisono si ritma e respira nella vibrazione del suono di un corpo solo.

 
Il popolo celeste ci sovrasta nel buio della notte. Si comincia a riconoscere e prende forma nella narrazione preceduta da uno spicchio di Luna crescente che rossastra tramonta sullo sfondo.

 
In quello spazio di cielo, che è dello sguardo di Callisto e Arturo, si proiettano le immagini evocate dal racconto animato dalle emozioni più diverse aperte alla riflessione nel lungo silenzio. Callisto violata, accusata, scacciata e punita genera in sé la potenza della resilenza nella scelta di essere madre protettrice.

 
E ci insegna come la forza per riemergere anche nelle situazioni più difficili è dentro ognuno di noi. E quando essa si unisce nell’intensità a quella di altri nella specifica progettualità dei territori diventa comunità in potenza. E esprime tanta intensa autenticità nell’incontro degli sguardi di chi la popola che può immaginare di riflettere le dinamiche celesti ed essere ammirata nello specchio del cielo.

 
Fuoco acceso nella notte del 23 giugno 2012

 
La Terra, l’Acqua, il Fuoco e l’Aria croce colorata nel cerchio della gialla ghirlanda solstiziale, materializzano la loro energia nella notte e catalizzano le loro forze positive nell’acqua della fonte apriliana che accoglie i fiori gialli dell’iperico e tutte le erbe profumate offerte da questa Terra. Solo al mattino potremo intingere le nostre dita in essa e bagnare il nostro corpo per riceverne l’energia cosmica.

 

 
Salto del fuoco con tamburo sciamanico

 

 
Il fuoco rischiara i volti nell’oscurità della notte e si anima dei suoni della chitarra e del tamburo sciamanico nella danza corale nel cerchio. Ma è da soli che affrontiamo il salto nel fuoco come prova di coraggio che segue la concentrazione la meditazione su noi stessi nella riflessione personale sul nostro essere, sul nostro agire e sul nostro protrarsi nel futuro frutto del presente e del passato.

 
Distribuzione dell'acqua santa di san Giovanni la mattina del 24 giugno 2012 

 

 
Che la forza del Sole rinforzi i nostri animi e la sua luce illumini i nostri percorsi migliori.

 

 
Lorella De Meis

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Commento - Osservazione di Stefano Panzarasa: 

Caro Paolo, sono stato molto contento di aver partecipato all'incontro della Rete, l'atmosfera era ottima e il posto bello e significativo vista l'attività così interessante della coltivazione del Vetiver, a quanto pare un toccasana per il pianeta e gli umani... Bravi Benito e sua nipote a portare avanti questa attività.
Ho trovato in tutti i partecipanti una bella consapevolezza ecologica e i discorsi vari che sono stati fatti mi hanno molto interessato. Sono anche sicuro che saprai raccontare bene e più in particolare tutti i bei momenti di vita conviviale che ci sono stati e quello che si è detto (e anche i bei riti prima di tutto quello del fuoco e dell'acqua di S. Giovanni...
Singolare però, ma non si può certo dire "fuori luogo", il fatto che alcune persone nel loro linguaggio utilizzassero spesso termini e frasi come "guerriero", "battaglia", "uso delle armi se proprio necessario", ecc., e anche la bella situazione notturna di osservazione delle stelle è stata animata con passionedal racconto del mito della creazione della costellazione del Gran Carro con l'Orsa Maggiore, mito però basato sulla violenza sessuale fatta da Giove a una ninfa poi emarginata e punita (!) fino a ritrovarsi stella nel cielo...
Personalmente ci terrei molto che si facesse una riflessione comune (e in parte si è fatta all'incontro) sul fatto che la consapevolezza ecologica debba essere radicalmente pacifista, anche se so bene che scrollarsi di dosso un fortissimo pensiero patriarcale, intriso di violenza (contro la natura, gli animali, le donne...) che pervade tutta la nostra società da millenni non è facile, e neanche per me... (Paola di Villa Lina lo ha spiegato molto bene). Però sono sicuro che tutte le belle persone che erano all'incontro questo percorso lo stanno già facendo...
Ma perché ho detto che questo linguaggio alla fine non era "fuori luogo"? Sembra un controsenso ma invece non lo è affatto... Il luogo dell'incontro era all'interno di un territorio chiamato "Campo di carne" (!) e questo nome deriva da una famosa battaglia qui avvenuta (una lapide apposita non lo diceva) dove morirono migliaia di combattenti,- singolare il fatto che quasi tutti noi presenti eravamo vegetariani o vegani -  poi il recente mega impianto per produrre energia elettrica dal gas (che purtroppo però produrrà anche poveri ultrasottili altamente cancerogene) e infine una situazione urbanistica selvaggia fino in riva al mare... Insomma un territorio grondante sangue e devastato in tutti i modi e tempi...
Forse a pensarci bene il rito più importante che si doveva fare era un rito di purificazione della terra, almeno quella di Benito e delle persone presenti. Ma ci sarà sicuramente un'altra bella occasione come questa...
Un saluto,
Stefano Panzarasa
 
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Mia rispostina:

Grazie caro Stefano per aver pazientato sino in fondo  cercando di accettare ed integrare il discorso fatto dai vari partecipanti, inutile dire che la tua presenza come quella di Carlo Consiglio o di Ciro Aurigemma, tanto per fare alcuni nomi, è stata utile a mantenere la rotta.. E sulla nostra zattera c'era un bel po' di gente... Hai visto anche tu che l'aria era portatrice di buone nuove, ed anche la presenza di Giulietta Blù degli ecovillaggi, di Lupanna, di Franca Chichi e di tanti altri..  è stata di buon auspicio.

Ricordando inoltre  l'ospitalita generosa di Benito Castorina e l'accoglienza prodiga di Riccardo Oliva e di Lorella De Meis.

Le simbologie antiche stanno lì nella cultura dell'uomo, miti leggende, dalla bibbia ai greci, dai purana al corano... Purtroppo di scritture matriarcali non se ne sono preservate e la nostra tradizione è tutta lì (nel descritto). Noi possiamo pian piano costruire una nuova "mitologia" come spesso diceva anche Marina Canino che purtroppo non è potuta venire... Ciao, Paolo.

E grazie per le foto preziose testimonianze della nostra presenza che sono qui pubblicate (in parte)

 

 


9 maggio 2012

Feste vegetariane a Roma ed a Treia

Roma: X Festival Nazionale dei Vegetariani il 13 maggio 2012, con l'adesione del Circolo vegetariano VV.TT., e gran finale della Festa dei Precursori a Treia

 
Vegetariani in Festa



Negli anni ‘90 del secolo scorso ancora spesso mi recavo a Roma per incontrare vari amici vegetariani e per organizzare varie manifestazioni. Ricordo che ci si riuniva il più delle volte presso il Biblioté di Via Celsa, in cui vennero organizzate le prime edizioni della Passeggiata Ecologica per la Spiritualità Laica, che si protrasse per tre anni consecutivi, e lì nacque anche il Forum Vegetariano che raggruppava e raggruppa diverse realtà spiritualiste ecologiste e vegetariane di Roma e dintorni.

Ricordo che gli aderenti iniziali che fondarono il Forum furono: Movimento per l’Amore Universale, Vedic, AVA, UVA, Centro Nirvana, AVI Lazio, il Gruppo teatrale di E. Torricella, Shanti Mandir ed ovviamente noi del Circolo Vegetariano VV.TT. oltre ad altri gruppi che in questo momento non rammento… Dopo poco la fondazione del Forum Vegetariano iniziò anche il Festival dei vegetariani che per la prima volta 10 anni fa drizzò le tende in quel di Piazza Re di Roma.

Franco Libero Manco si fece da allora promotore dell’iniziativa e tutti aderimmo con entusiasmo…

Nel corso degli anni la manifestazione è molto cresciuta, anche se non ha più l’effervescenza ingenua dei primi anni.. in cui si andava lì in piazza come se ci fosse un incontro familiare, con canti e balli, discorsi e spuntini improvvisati… Leggerete infatti qui dabbasso che ora l’organizzazione deve tener conto pure delle esigenze burocratiche e sanitarie… Pazienza non si può restare hippyes per sempre… ed anche io che sono un sessantottino doc ormai ho i capelli cortissimi e le guance rasate (almeno una volta ogni mese o due, come usava fare Ramana Maharshi od il mio guru Swami Muktananda).

Quando Franco, come ogni anno mi ha scritto per invitarmi al Festival vegetariano del 2012, ho comunque prontamente aderito (pur che io personalmente sono impegnato a Treia), promettendo di mandare un rappresentante del Circolo vegetariano VV.TT. all’incontro del 13 maggio… io purtroppo (o per fortuna) sarò ancora impegnato con la chiusura della Festa dei Precursori che si tiene a Treia, in celebrazione dei 28 anni del Circolo… (a proposito quei soci e simpatizzanti romani che mi leggono sono pregati di recarsi all’ex mattatoio del Testaccio quel giorno e presenziare all’incontro vegetariano a nostro nome).

Paolo D’Arpini
Circolo vegetariano VV.TT.


 

 


Ed ora leggete il programma dell’edizione di quest’anno:

 

FORUM VEGETARIANO: con la partecipazione di Associazione Vegetariana Animalista, Movimento dell’Amore Universale, Circolo Vegetariano VV.TT., Movimento Vegetariano No alla Caccia, Coscienza e Salute, LAV, Animalisti Italiani, UNA, Movimento Antispecista, OIPA, ENPA,Vita Universale, SUM, Ass. Fruit, Fruttalia, Lega per l’Abolizione della Caccia, Ass. Volontari Canile di Porta Portese, Rifugio di San Francesco Roma,Colonia Felina Piramide, Ami Coniglio, Aidaea, Ass. Animalista Snupy, AIDA, Ass. Panda, Europeanconsumers, Centro Discipline Olistiche, Associaz. Internaz. Tai Chi Taoista, Ass. Tathata Dharma, Ass. Angelo Angelo Maria Ricci, Mandir della Pace, La Buona Vita, Terracquafuoco, Vestinatura, Il sapone di Finnicella, Nutrizia, Centro Linfa, Eugenio Chavarria, Argital, Emuna B.H., Centro Discipline Olistiche, Alain Contaret, Veggie Channel, IRISFORM, Il Gecobiondo, Roots, Francesco Marini, Full Point, Luciana Comberlato, Pet Roma presentano la



10^ FESTA NAZIONALE DEI VEGETARIANI alla Città dell’Altra Economia ex Mattatoio – L.go Dino Frisullo –

Roma DOMENICA 13 MAGGIO 2012 ORE 10,00 – 20,00
Programma:
Ore 11,00: La scuola ‘LAB Centro Danza’ di Roma in una esibizione di danza moderna sulle note di “Run the world” di Beyoncé
Ore 11,30: Workshop: Armonia e proporzioni tra cereali, legumi e ortaggi (a cura di Nutrizia)
Ore 12,00: Danze popolari nel mondo con l’Associazione Culturale “La Pizzica”
Ore 13,00: Canti devozionali indiani con la Società dharmica “Sri Tathata”
Ore 13,45: Lettura di brani di vangeli apocrifi con Isabella Valeri e Alvaro Radici
Ore 14,30: Esibizione di Tai Chi con l’Associazione Tai Chi Taoista Italia
Ore 15,30: “Alimento suono” con il polistrumentista Oscar BonelliOre 16,30: Musiche e canzoni animaliste del cantautore Nicolò Pellegrino
Ore 17,00: Animazione e balli popolari della tradizione italiana e internazionalecon l’Associazione “La Chiarantana”
Ore 17,30: “Mix on the raqs” con la Compagnia Hafla DANCERS e Elisa Scapeccia
Ore 18,00: Conferenza sul tema: “Vegan, l’unico futuro possibile”con: Dr. Franco Libero Manco (Pres. Associazione Vegetariana Animalista)Walter Caporale (Pres. Animalisti Italiani) Dr.ssa Caterina De Pisi (Spec. Scienza della Nutrizione Umana)
Ore 19,00: “Performance di danze orientali” con Daniela Santonico di Babel Sport Club Roma
Ore 19,30: Duo di chitarre elettriche ‘The Riders’ con brani anni ‘60 e ‘70 ispirati ai ‘The Shadows’



SALA BIAGGETTI: proiezioni di filmati dalle ore 11,00 alle ore 18,00 a cura di Veggie Channel presenta Pamela Palma cheinsieme a Mimma Panarello alternerà alle esibizionila declamazione di poesie in tema Ospiti della manifestazionesaranno i magnifici esemplari di cani da salvataggio della SICS Tirreno che con i loro conduttori saranno ben lieti di interagire con i visitatori.

Presenta Pamela Palma che insieme a Mimma Panarello alternerà alle esibizioni la declamazione di poesie in tema.

Info. Tel. 06 7022863; 333 96 330 50 – francolibero.manco@fastwebnet.it

...................




Coloro che non andassero a Roma (anche per evitare di perdere la poltrona), potranno partecipare alla chiusura dei festeggiamenti della Festa dei Precursori, XXVIII Edizione, che si conclude a Treia il 12 ed il 13 maggio 2012.

 

Sabato 12 maggio 2012, in Via Sacchette, 15/a - Treia:
h. 12.00 - Appuntamento conviviale, canto dell'Arati. Segue la condivisione di cibo e bevande da ognuno portate.
h. 15.30 - Sessione di meditazione attiva guidata da Franco Augello
h. 16.30 -  Spiegazione astrologica e sugli archetipi del mesi di maggio, dedicato alla Grande Madre, a cura di Nazarena Marchegiani
h.17.00 - Performance canora e musicale del cantautore Stefano Panzarasa che canta le poesie di Gianni Rodari da lui musicate e che presenta anche il libro  "L'Orecchio Verde di Gianni Rodari".
h. 18.00 - Declamazione di alcuni brani poetici bioregionali a cura del poeta Felice Rosario Colaci
h.18.30 -  Esempi di riciclaggio domestico, per il recupero immediato dei rifiuti, a cura di Riccardo Oliva, di Memento Natura
h. 19.00 - Brindisi finale e pizzata in compagnia

...........

Domenica 13 maggio 2012, in Via Sacchette, 15/a - Treia

Dalle h. 10 del mattino apertura al pubblico delle Mostre d'arte: "e la terra sentii nell'Universo" a Cura di Ass. Arti Applicate di Osimo, e "Arte della natura" a cura del Circolo Vegetariano VV.TT.
Con annessa esposizione di prodotti artigianali ed agricoli bioregionali, libri e giornali.
h. 12.00 - Picnic all'aperto con il cibo e le bevande da ognuno portate
h.15.30 - Psseggiata nel borgo antico di Treia per ammirarne le bellezze architettoniche
h. 17.30 - Nella sede del circolo declamazioni poetiche e canti popolari
h. 19.00 - Brindisi finale, saluti e svernissage delle mostre



 



Per info.   0733/216293 - circolo.vegetariano@libero.it


28 gennaio 2012

Due post in uno - Iniziative laiche a Roma e canzone antimafia

Roma - Decade Laica 2012 - dal 9 al 19 febbraio 2012

 
Gocce di rugiada - Foto di Gustavo Piccinini



Calendario delle iniziative laiche a Roma, dal 9 al 19 febbraio 2012


Giovedì 9 febbraio ore 15 - L’Associazione Garibaldini per l’Italia propone presso il Mausoleo Ossario Garibaldino del Gianicolo – Via Garibaldi, 29/e di celebrare insieme alle associazioni, agli studenti e ai professori delle scuole romane, il 163° anniversario della proclamazione della Repubblica Romana 1849 – 2012


Venerdì 10 febbraio ore 17 - La Consulta Romana per la Laicità delle Istituzioni e Italialaica presentano per il Cineforum Laico alla Biblioteca Comunale Elsa Morante di Ostia Via A. Cozza 7 "I BACI MAI DATI" un film di Roberta Torre.


Sabato 11 febbraio: ore 12 - Banchetto informativo in centro, a cura dell'UAAR
ore 17 L'Assemblea Permanente delle Donne per i Consultori presenta Alla  Casa Internazionale delle Donne Via della Lungara 19
"OBIEZIONE DI COSCIENZA E DIRITTI NEGATI. Quando l'aborto diventa un incubo"
Intervengono: Chiara Lalli, filosofa e autrice di “C’è chi dice no” e Cinzia Sciuto, redattice di Micromega e blogger. Modera Elena Ribet, giornalista di Noidonne.


12 febbraio, ore 12 - Banchetto informativo in centro, a cura dell'UAAR 


13 febbraio, ore 18 - Altrevie e Liberacittadinanza presentano Alla Villetta della Garbatella, Via Francesco Passino 26
"Battaglie di Libertà" di Sergio Lariccia - Presentano il libro: Chiara Lalli, filosofa,  Enzo Marzo, direttore di Critica Liberale, Andrea Beccari, assessore alle Politiche Sociali dell’XI Municipio. Modera   Claudio Bocci dell’associazione Altrevie. Interviene l'Autore.
Dopo una semplice cena/spuntino alle ore 21.15 per il Cineforum della Villetta proiezione del film "Improvvisamente l'inverno scorso" con la presentazione e commento dei registi, sceneggiatori ed attori del film, che saranno presenti in sala
Luca Ragazzi e Gustav Hofer


14 febbraio, ore 18. Il Circolo UAAR di Roma presenta alla Libreria Feltrinelli di via Vittorio Emanuele Orlando 78/81
"Darwin day" - Una giornata per la scienza - Presentazione del libro di Telmo Pievani La vita inaspettata. Il fascino di un'evoluzione che non ci aveva previsto
Modera Raffaele Carcano, segretario nazionale dell'UAAR.


15 febbraio, ore 21.15 - Fondazione Critica Liberale. Presenta presso la sede della Fondazione Via delle Carrozze n. 19 - Roma. L’ultimo Dio, Internet, il mercato e la religione stanno costruendo un mondo    post-umano
Lettura-dialogante di brani del nuovo libro di Paolo Ercolani, fatta dall’Autore


16 febbraio,ore 16.30 - Crides - Scuola e Costituzione, presenta all’ITIS "Galileo Galilei", Via Conte Verde 51
Insegnamento Religione Cattolica, e alternative - Normativa e nuove iscrizioni


17 febbraio,ore 17 - La Consulta Romana per la Laicità delle Istituzioni aderisce all’iniziativa organizzata da Associazione Nazionale del Libero Pensiero “Giordano Bruno” a Piazza Campo dei Fiori. Nel Nome di Giordano Bruno. Emancipazione e Uguaglianza. Interverranno: Maria Mantello (Giordano Bruno – il coraggio dell’emancipazione), Francesco De Martini (Giordano Bruno – libertà e scienza), Elena Coccia (Beni Comuni), Gianni Ferrara (Liberi dal bisogno – il valore laico della Costituzione). Presenta Antonella Cristofaro


18 febbraio - Partecipiamo tutti al sit in davanti l’Ambasciata Italiana presso la Santa Sede a viale delle Belle Arti, organizzato dall'UAAR


19  febbraio, ore 15.30. Il Gruppo Laico di Ricerca propone in Piazza Salvatore in Lauro. Incontri per Strada: Le memorie di Tor di Nona
Ricordi raccontati nel luogo dove, nel gennaio  1949, grandi assemblee popolari sancivano l'inizio della straordinaria avventura della Repubblica Romana e dove, agli inizi dell'anno 1600, nel terribile carcere di Tor di Nona, fu imprigionato Giordano Bruno.
 

"Non sono d'accordo..." - di Stefano Panzarasa

 
Stefano Panzarasa, che canta la sua canzone


Non sono d’accordo

La camorra interra i suoi rifiuti nel napoletano
e la mafia siciliana investe i soldi più lontano.
Questo sì che riciclaggio, sì ma di denaro sporco
e tu adesso che lo sai, gridalo forte: Non sono d’accordo!

Ma la gente muore a frotte laggiù nel napoletano
è il pianeta intero adesso a non essere più sano.
Donne uomini e bambini vanno uniti a protestare
e anche Padre Zanotelli scende a fianco dei ribelli.

Dicono state tranquilli c’è il termovalorizzatore
Ma la diossina va fuori ancora come dal vecchio inceneritore.
E le discariche dappertutto, pure nei parchi le vogliono fare!
Voglio raccogliere differenziato, zero rifiuti e… RICICLARE!


Stefano Panzarasa


15 gennaio 2012

la ballata della Vacca Madre

Nel giorno del mio compleanno...
Una
riflessione personale e un video per tutti...

E così, ieri 14 gennaio 2012 sono arrivato a 59 anni...! L'Italia è in crisi (ma i ricchi incominciano ad avere un pò paura...), la devastazione del pianeta avanza, la civiltà patriarcale si oppone duramente ad ogni possibilità di cambiamento, ma noi tutti i giorni facciamo resistenza... sognando come amava dire Gianni Rodari, "un mondo migliore"... Arriverà? Sarà l'Era Ecozoica, l'Era della consapevolezza ecologica? Io penso di sì e ci metto tutto il mio impegno e la mia passione, magari fra trecento anni qualcuno si ricorderà con affetto di me e di tutti voi, amici e amiche che la pensate come me...

  1. Orecchioverde - LA BALLATA DELLA VACCA MADRE - YouTube 

    www.youtube.com/watch?v=oBB_7SGs5RA 1 gen 2012 - 7 min - Caricato da orecchioverde2
    Orecchioverde - LA BALLATA DELLA VACCA MADRE ... Orecchioverde - VACCA MADREby ...

http://www.youtube.com/watch?v=oBB_7SGs5RA

Dunque Il mio compleanno lo dedico a Mariagrazia, la mia compagna e alla sua bellissima poesia "Vacca Madre" che tempo fa lei ha scritto in omaggio alle quattro povere vacche uccise per vendetta qui in Sabina, nel territorio del Parco dei Monti Lucretili... Di Mariagrazia e anche del suo modo di fare "resistenzanella vita quotidiana ricordo il sito di cucina vegana ecopacifsta www.cucinaecozoica.it .

Dalla poesia (il testo è su Youtube nelle note al video) è poi nata la canzone VACCA MADRE, arrangiata dal nostro caro amico Roberto D'Ambrosio (che insieme a William Urbinati aveva già arrangiato tutte le canzoni del cd allegato al mio libro L'orecchio verde di Gianni Rodari http://www.stampalternativa.it/libri/978-88-6222-187-0/stefano-panzarasa/l-orecchio-verde-di-gianni.html

In seguito ho pensato di fare il video che abbiamo girato questa estate con pochi mezzi tecnici (in pratica una piccola macchina fotografica tenuta insieme con lo scotch e un semplicissimo programma di montaggio), con Mariagrazia come protagonista, in un bell'uliveto appena prima del tramonto...

Stefano Panzarasa


26 novembre 2011

Bioregionalismo ecologia profonda spiritualità naturale (o laica) sono un unicum

Corrispondenza a tre su: ecologia profonda, bioregionalismo e spiritualità laica (o naturale)… Stefano Panzarasa, Paolo D’Arpini, Caterina Regazzi

 
Danza della terra che tocca il cielo - Dipinto di Franco Farina

 

 
Ecologia e spiritualità – In seguito alla discussione per trovare un titolo idoneo per l’assemblea collettiva degli ecologisti profondi, da tenersi in corrispondenza con il solstizio estivo 2012 a Roma o viciniori (http://www.circolovegetarianocalcata.it/2011/11/23/bioregionalismo-ecologia-profonda-e-spiritualita-laica-tre-modi-descrittivi-della-stessa-realta-%e2%80%93-proposta-per-unassemblea-comunitaria-%e2%80%9cstati-generali-dellecologia-profonda/), ecco che sono giunti vari commenti.

Uno è quello di Stefano Panzarasa, bioregionalista storico, che scrive:


Caro Paolo, ho inserito Giorgio Vitali tra i referenti della Rete Bioregionale con qualche difficoltà tecnica (il programma non funziona bene…). Grazie per la bella foto nel blog.  

Io comunque ho letto quello che hai scritto e sono contento per tutto l’impegno che ci metti – spiritualità laica, spiritualità della natura – termini però che non mi trovano molto d’accordo forse solo perché mi rimandano ad una divisione fra corpo e spirito che è proprio all’opposto dell’ecologia profonda…

Aggiungo anche che un po’ mi intristisce il fatto che non si riconosca un lato religioso nell’ecologia profonda e nel bioregionalismo (non uso quindi apposta la parola “spirituale” ma tu potresti farlo) mentre invece appare del tutto dimenticata l’idea di Era Ecozoica che invece aggiungeva qualcosa di nuovo al dibattito (e anche a tutti i movimenti ambientalisti ed ecologisti), sono pure due parole nuove e cariche di speranza…
Ma tant’è, hai deciso di dimenticare e avrai anche le tue ragioni…
Però così ad un futuro convegno non è che si aggiunge molto di nuovo… (se mai ce ne era bisogno…)
Un abbraccio, Stefano

………

Risposta di Paolo D’Arpini:

Caro Stefano, vorrei solo confortarti e confermarti che io uso il termine spiritualità… non essendocene altri disponibili.. nel senso più antico del nome, quello anche usato nell’antichità matristica per individuare la “presenza viva” nella materia, in forma di Coscienza. Gli stessi pagani usavano il termine “spiritus loci” per definire l’anima del luogo e non solo del luogo ma pure dei boschi, dei fiumi, degli animali, etc. Tu stesso non sapresti che altro nome dare a quella “presenza”.. e siccome il vero nome originario è “spirito” credo sia più che giusto recuperare la parola vera ed antica piuttosto che cercarne una nuova, come purtroppo hanno fatto i “bioregionalisti” americani rispetto al più antico “panteismo” (tutto è Dio/Dea). Il maluso del termine “spirito” accreditabile alle religioni patriarcali (giudaismo, cristianesimo, islam) non è ragione sufficiente per rinunciarvi, anzi dobbiamo denunciare l’ipocrisia religiosa che addirittura ed inoltre definisce “laico” un credente di una religione che non è “ordinato” nel sacerdozio, mentre tu sai benissimo che il significato originario di “laico” è “al di fuori di ogni contesto e struttura politica e religiosa”. Ne abbiamo già parlato… ricordi?
Questo discorso potrebbe proseguire all’infinito, inseguendo possibili dettagli, ma vale la pena? Non è meglio ed “ecologicalmente” preferibile vivere in comunione con la “presenza” piuttosto che fare discussioni di lana caprina o sul sesso degli angeli?
Ripetutamente ti ho spiegato che il significato che io do alla parola “spirito” è quella più remota e genuina di “intelligenza/coscienza”, la stessa definita Es nella psicologia transpersonale. Chiamala se vuoi “essenza sottile” della materia.. per cui come può esserci separazione fra la materia e lo spirito? Come può esserci separazione fra la rosa ed il suo profumo? Fra l’umidità e l’acqua? Tra il fuoco e la sua capacità di emettere luce e calore?

Per favore, intuisci questa verità e facciamola finita con queste inutili distinzioni fra materia e spirito. Ti ringrazio, fratello, per la tua pazienza e per la tua costante presenza.. Paolo

………..

Intervento di Caterina Regazzi:

Ognuno vive la Vita con la sua sensibilità e seguendo quelle che, in quel momento sono le sue proprie tendenze, propensioni, affinità (si cambia nella vita, soprattutto a livello manifestativo, il Sé è sempre lo stesso in ogni tempo e in ogni luogo).
Le esperienze di ognuno, se condivise, arricchiscono il genere umano nel suo complesso.
Ognuno è tenuto, volendo, ad esprimere queste attitudini e propensioni, rispettando le propensioni altrui, anche se non condivise.

Come scrivevo l’altro giorno alla lista di ecologia profonda (ma mi pare che il messaggio non sia passato): “..l’esempio e non le parole, per quanto profonde esse siano, é fondamentale per mostrare a chi ancora non se n’è accorto, che si può vivere bene (anzi, sicuramente meglio) rispettando la Natura, di cui noi siamo, ancora, una parte, che ci da tutto quel che ci necessita per vivere, a noi e ai nostri discendenti, purché la amiamo e la rispettiamo come desidereremmo essere amati noi.

Questa per me è l’ecologia profonda: amore per la vita, per la natura, per gli esseri viventi, solidarietà umana, ognuno secondo la propria natura e le proprie possibilità: una tendenza a…. nei limiti del possibile”.
In mezzo a queste tendenze ci possiamo mettere quello che, per ognuno di noi, é in sintonia con l’evoluzione della specie umana quale tutti noi che ci riteniamo “ecologisti” o “amanti della vita” ci auguriamo: ritrovare quell’armonia con la Natura (Dio, Dea Madre, Natura) che ci ha dato la vita. Siamo 6 miliardi di esseri umani, viviamo in situazioni ambientali le più disparate sia dal punto di vista ambientale, sociale, economico, civile, storico, ma cos’è che ci accomuna? Non ci accomuna forse quella cosa che c’è quando siamo vivi e non c’é più quando siamo morti? Come la/lo vogliamo chiamare questa “cosa”? Io posso anche non chiamarla in nessun modo, ma so che c’è e quando sono da sola con me stessa, la sento dentro di me.
C’è chi la chiama spirito, chi la chiama anima, chi la chiama coscienza, chi la chiama Dio.
Chi segue qualche religione la può chiamare col nome che quella religione le attribuisce, chi non segue nessuna religione in particolare, ma accetta tutte le forme di spiritualità, la può chiamare “spiritualità laica”.
Io nel discorso dell’ecologia profonda ci vedo, per chi la sente, anche questo discorso. Rifiutarlo vuol dire un po’ come rifiutare che si parli dei problemi economici del mondo (e non parlo solo della crisi dell’euro, del dollaro e della finanza, ma anche dello sfruttamento dei paesi ricchi nei confronti di quelli del terzo mondo) o rifiutare di parlare della possibilità di seguire un’alimentazione naturale (sempre secondo le proprie tendenze e possibilità) fino ad arrivare al vegetarismo, al veganesimo, al crudismo, ecc. ecc.
L’era ecozoica é un’era a cui noi tutti aspiriamo e che cerchiamo con la pratica e con la teoria, di rappresentare.

Caterina Regazzi
 

 


25 novembre 2011

Idee per un incontro su bioregionalismo, ecologia profonda e spiritualità della natura - Solstizio estivo 2012

Nell'immagine: Stefano Panzarasa che suona la chitarra e canta canzoni pacifiste

 

Cari amici,  dopo il lancio dell'idea di Riccardo Oliva di Memento Naturae, da me condivisa,  di organizzare un incontro collegiale sull'ecologia profonda (e temi connessi) da tenersi a Roma o zone limitrofe, in occasione del solstizio estivo del 2012, ho ricevuto la interessante proposta di Stefano Panzarasa, membro della Rete Bioregionale Italiana, che così mi scrive: "...Caro Paolo.. però  già a suo tempo ho avuto un interessantissimo dibattito con la federazione del Verdi per via del nome  "Stati generali"... Ma possibile che nessuno si accorge che è un'immagine di guerra? Forse è meglio cambiar titolo... Comunque probabilmente a Licenza, nel Parco Monti Lucretili nel quale lavoro,  si può fare e c'è anche un ostello appena aperto (da verificare col sindaco) e un bed&breakfast con terreno per campeggio e struttura per convegni (in grande tenda...). Tutto perfetto ma posso organizzare tutto se qualcuno si impegna con me, io gli dò tutti i contatti, ma dobbiamo fare un'accurata chiarezza sui compiti da svolgere perchè io più di tanto non posso fare (in pratica non riuscirei a curare da solo l'organizzazione ci vuole qualcuno di interessato che collabora...)"

 
Ho inviato agli amici ecologisti, e la pubblico qui sul blog della Rete,  questa lettera in modo che tutti siate edotti sul progetto, affinchè ne teniate conto. Inoltre, considerata l'obiezione di Stefano sul titolo dell'incontro, poporrei di ri-denominare il meeting:
"Assemblea Comunitaria per Ecologia profonda, Bioregionalismo e Spiritualità della natura"
 
 
Cari saluti a tutti
 
Paolo D'Arpini
 
................... 
 
Articolo in tema:
 

Idee per una assemblea comunitaria su bioregionalismo, spiritualità naturale, ecologia profonda...

 
La pacifica guerra del fior di loto - Dipinto di Franco Farina

 

 
Erik Guido Petrangeli mi ha scritto: “Caro Paolo, come sai sto "tentando" di scrivere un libro sull'agricoltura biologica. All'interno di questa pubblicazione avevo pensato di metterci una sorta di glossario per spiegare alcune voci legate all'agricoltura biologica e tra queste c'è ovviamente il Bioregionalismo. Visto che tu sei uno dei massimi esperti su questo tema, mi farebbe piacere se potessi scrivere una articolo (max 3mila battute) sul Bioregionalismo in modo da inserirlo nel libro”

Gli ho risposto: "va bene scriverò... anche perchè il sunto sarà utile come promemoria per la prossima assemblea generale su ecologia profonda, bioregionalismo e spiritualità laica, prevista a Roma (o dintorni) per il solstizio estivo del 2012,  però le battute contale tu.."

Parlare del Bioregionalismo in tremila battute equivale a raccontare la propria vita in tre minuti sono costretto ad usare frasi lapidarie e sentenze sparpagliate. Bioregionalismo è un un neologismo per descrivere un processo vitale lungo come la vita.

Però una breve premessa occorre farla. Bioregionalismo, ecologia profonda e spiritualità laica sono la trinità della nuova filosofia o religione della natura.

 
L’ecologia profonda analizza l'organismo, le componenti vitali e geomorfologiche, le loro correlazioni e funzionamento organico ed il bioregionalismo riconosce gli ambiti territoriali (bioregioni) in cui tali processi si manifestano in forma qualificata di “organi” territoriali e culturali. Come terzo elemento componente c'è “l’osservatore”, cioè l’Intelligenza Coscienza che anima il processo conoscitivo, da me definita “spiritualità laica”. Ovvero la capacità e lo stimolo di ricerca e comprensione della vita che analizza se stessa. E soprattutto la sua messa in pratica.

Secondo me non vale la pena di risalire all'inventore del termine “bioregionalismo” poiché, come in effetti è per l'ecologia e per la spiritualità, è qualcosa che è sempre esistita, in quanto espressione della vita, perciò nelle diverse epoche storiche questi processi hanno ricevuto nomi diversi: panteismo, spiritus loci, animismo, etc. Ed in ogni caso questi tre modi descrittivi sono indivisibili l'uno dall'altro, come è indivisibile l'esistenza. Diceva un grande saggio: “Noi non possiamo essere altro che una parte integrante della manifestazione totale e del totale funzionamento ed in nessuna maniera possiamo esserne separati" (Nisargadatta Maharaj).

Ed ora alcune espressioni al vento:

"E’ buona norma, nell’approccio bioregionale, prima di tutto tentare di conoscere l’ambito in cui si vive, delimitandolo attraverso lo studio geomorfologico del territorio, della flora e della fauna. La bioregione è un'area omogenea definita dall’interconnessione dei sistemi naturali e dai viventi che le abitano. Una bioregione è un insieme di relazioni in cui gli umani sono chiamati a vivere e agire come parte della più ampia comunità naturale che ne definisce la vita"

"L’idea bioregionale consiste essenzialmente nel riprendere il proprio ruolo all’interno della più ampia comunità di viventi e nell’agire come parte e non a parte di essa, corregendo i comportamenti indotti dall’affermarsi di un sistema economico e politico globale, che si è posto al di fuori delle leggi della natura e sta devastando, ad un tempo, la natura stessa e l’essere umano"

"La limitazione e separazione nella coscienza non è reale, allo stesso modo in cui la luce del sole non risulta compromessa o menomata dallo specchio, parimenti la pura consapevolezza è intonsa e non divisa dall’operato immaginario della mente individuale. Dove sono interno ed esterno per la coscienza suprema che entrambi li compenetra e li supera? In realtà la sola idea di una tale separazione è impensabile nella sorgente di luce che unicamente è.."

"….la necessità di “ridurre e dare delle spiegazioni” sta proprio nel distacco che la lo spirito intelligente ha nel momento del concepimento una parte del tutto si contestualizza un un modulo storico. La singola parte ancestralmente sa di appartenere al tutto e quindi nelle condizioni ristrette dello spazio tempo tende in continuazione (ascesi) a ricongiungersi con lo spirito intelligente infinito di cui fa parte e cui inevitabilmente tende.."

"Che cosa sarebbe la vita senza memoria?… Mi sono posta questa domanda osservando alcune persone ammalate di Altzeimer. Questi esseri, che pure hanno vissuto una intensa vita, di lavoro, di relazioni, di affetti, oggi per qualche strano meccanismo, sono “uscite” dalla realtà con cui non condividono più nulla…. Chi erano prima?…dove e come hanno vissuto? … appartenevano ad una cultura, ad un territorio, avevano un carattere, delle abitudini, celebravano dei riti, rispettavano delle tradizioni, parlavano una lingua o più d’una!…tutto questo è cancellato nella loro memoria…. Essi non ricordano più nulla… sono semplicemente dei corpi ancora in vita che vivono senza relazioni: respirano, mangiano, osservano ciò che gli sta’ intorno…..ma non sono collegati a niente… le relazioni originano identità…."

"L'attuazione bioregionale in chiave politica. Il Bioregionalismo ha due obiettivi: recuperare e tutelare al massimo l’ambiente naturale; ridisegnare nuovi confini delle regioni, tenendo finalmente conto delle loro caratteristiche etniche, ambientali, linguistiche, sociali e produttive. Il tutto in una visione della Stato che ”invece di amministrare se stesso, attraverso la sola tutela della burocrazia, (tra le più arretrate del mondo), si occupi finalmente e seriamente dei grandi problemi nazionali e della tutela dei cittadini”

"..l’immagine che si vuole evocare con la parola “bioregionalismo” un neologismo usato dallo stesso Peter Berg. Diciamo che il “bioregionalismo” contraddistingue un modo di pensare che muove dall’esigenza profonda di riallacciare un rapporto sacrale con la terra. Questo rapporto si conquista partendo dalla volontà di capire -riabitandolo- il luogo in cui viviamo. Una bioregione infatti non è un recinto di cui si stabiliscono definitivamente i confini ma una sorta di campo magnetico (aura – spiritus loci) distinguibile dai campi vicini solo per l’intensità delle caratteristiche che formano la sua identità, alla stessa stregua degli esseri umani, contemporaneamente diversi e simili l’uno all’altro..."

"Riconoscendo l’esistenza delle diverse realtà delle nostre quotidianità siamo in grado di coglierne la ricchezza e l’unicità, conservandone la memoria quale eredità culturale. Possiamo in tal modo cogliere l’anima del luogo dove abitiamo, ove mente e corpo si fondono in un atto profondo d’amore e di gratitudine verso questa terra che ci ha donato la vita, la quale racchiude le leggi cosmiche. Difenderla implica tutto questo, nella piena consapevolezza che esiste un’altra realtà molto insidiosa, quella della perdita delle identità, della distruzione delle culture con i loro paesaggi uniformi, prossimi ai deserti.."

"L’esperienza degli orti e dell’agricoltura urbana, seppur con qualche anno di ritardo, si sta diffondendo molto velocemente anche in Italia. Se esistesse una mappatura, vedremmo migliaia di puntini disegnati sulla cartina dell’Italia: gruppi auto-organizzati, orti didattici, orti sul balcone, aiuole coltivati a lattuga, orti sinergici. Tra tangenziali, cavalcavia, ponti, semafori, autostrade, ecco apparire qua e là un orto in tutta la sua bellezza"

"...non si può fare a meno della biodiversità, ovvero i sistemi naturali che sostengono la sopravvivenza di noi tutti. Osserviamo che ovunque avanza la desertificazione (non soltanto siccità bensì perdita dell’humus in seguito al dilavamento dei terreni di superficie), la deforestazione, l’utilizzo improprio dei terreni per produzione elettrica, l’impoverimento dei suoli dovuti a monoculture, la modifica dell’ambiente e, in generale, la dispersione del patrimonio biologico delle specie animali e vegetali, tutti aspetti che dederminano una perdita economica considerevole anche nell´economia...."

"L’unico “sviluppo” che consente la vita della biosfera è un processo completamente non-materiale, qualcosa che significhi l’evolversi di cultura, arte, spiritualità"

"Il nostro è un lavoro di chi ama osservare l’inverno che finisce e la primavera che avanza, sentire tamburrellare il picchio, sentire l’improvviso fruscìo degli stormi di fringuelli sopra la testa come l’ala di un angelo. Quale calcolo economico possiamo fare di questo lavoro, che faccia rientrare anche la sensazione di essere lambiti da un’ala di angelo? Ho cercato di dare un esempio piccolo e concreto di un modo di lavorare che abbia cura della terra e degli altri esseri perché vorrei fare una domanda. E’ concepibile un’amministrazione politica -di qualunque livello organizzativo- che legifera attorno a questa modo di lavorare slow?"

"...continuo a dedicarmi, in teoria ed in pratica, a questa ricerca, occupandomi magari di agricoltura biologica, alimentazione bioregionale, cure naturali, spiritualità e arte della natura.. Io personalmente sono giunto, per mezzo di esperienze vissute e di considerazioni e riflessioni sugli eventi, a condividere pienamente il pensiero ecologista profondo, il vegetarismo e la spiritualità laica"

"Il mondo è un grande laboratorio bioregionale. Forse non abbiamo bisogno di ricorrere alla Storia che con le interpretazioni di chi riporta, narra, commenta, fatti e comportamenti umani, non ci fa vivere o rivivere esperienze aderenti alla realtà dei tempi. Forse ci dobbiamo rivolgere a quel grande laboratorio che è il mondo oggi. Di fatto, in questo momento possiamo entrare nella storia, possiamo guardare a tutte quelle popolazioni presenti oggi nel mondo, che sono rappresentative di realtà che vanno da uno stato che non si discosta molto da quello primordiale a quello che rappresenta lo stato più avanzato della tecnologia. Questo gioco della natura ci consente un’osservazione diretta di sistemi di aggregazione sociale, culturale ed economica, di interpretarli e di cercare di capire che fare per superare le vecchie e le nuove miserie e di essere attori entusiasti nel progetto di costruzione di un mondo equo, solidale, felice, e quindi con un futuro"

...per me ecologia profonda vuol dire: amore per la vita, per la natura, per gli esseri viventi, solidarietà umana, ognuno secondo la propria natura e le proprie possibilità: una tendenza a.... nei limiti del possibile. I cambiamenti non avvengono in un giorno, ma ognuno di noi può fare la sua parte”

Paolo D'Arpini

Referente P.R. Rete Bioregionale Italiana
Via Mazzini, 23 – Treia (Macerata)
Tel. 0733/216293
 
 


5 novembre 2011

L’Orecchio Verde di Gianni Rodari… e la spinta umanitaria e vegetariana che incombe…

 
 
Gianni Rodari, ripreso durante una visita  in Russia

 
 
Da almeno un paio d'anni l’amico Stefano Panzarasa ha declinato tutti gli inviti per partecipare a vari incontri bioregionali e la ragione è che “sto lavorando alla stesura di un libro su Gianni Rodari”.

Infatti l’ultima volta che l’ho visto è stata a Calcata, nella sede del Circolo vegetariano, nel 2009, era venuto a fare mente locale sui primi passi fatti per celebrare la figura di Gianni Rodari.

E’ trascorso così tanto tempo da che Stefano si interessa di questo poeta che anch’io ho faticato a stabilire un inizio, a ricordarne il percorso.. Ho dovuto scartabellare nel mio archivio storico per ritrovare notizie, articoli, eventi centrati su Rodari e svolti in varie occasioni a Calcata, Capranica, Viterbo.. ed anche a Roma.

In così tante manifestazioni era presente Stefano Panzarasa con le sue canzoni, sul poeta eco-pacifista e portatore di un messaggio spirituale “laico”, che i documenti riempivano pagine e pagine dell’archivio…

In effetti nel ricordo di tutti i partecipanti ai diversi incontri la presenza di Stefano Panzarasa ed il fischiettare del motivetto sull’orecchio verde (da Capranica a Viterbo) era un leit motiv ed una presenza scontata. Chi la dura la vince… e lui così pervicace e monolitico è riuscito infine a realizzare quel libro che tanto aveva desiderato… Grazie all’editore Marcello Baraghini, anche lui bioregionalista, che ha creduto e favorito in tutti i modi questa operazione.

Ma alcuni potrebbero chiedersi.. che c’entra Gianni Rodari con i vegetariani?

Beh… in verità i vegetariani non è che siano una categoria di umani a parte… sono esseri umani che hanno deciso di ritornare ad una alimentazione consona alla propria costituzione.. L’uomo dal punto di vista anatomico è considerato un frugivoro, da cui l’aggettivo “frugale”, e la sua dieta naturale è del tutto simile a quella delle scimmie antropomorfe, dei cinghiali, etc. L’uso della carne e dei prodotti di origine animale nei frugivori è del tutto marginale, una sorta di integrativo alimentare utile solo in specifiche occasioni estreme. Molto probabilmente Gianni Rodari avrebbe condiviso questa posizione non ideologica del vegetarismo ed è tra l’altro evidente dai suoi scritti in chiave alimentare…

Un esempio è presente nel suo racconto “Le avventure di Cipollino”, dove i protagonisti sono principalmente ortaggi, e in seguito non sono mancati nella sua grande produzione di poesie, filastrocche e favole anche con riferimento a ricette precise, sempre a base vegetale, come nella filastrocca “L’insalata sbagliata” (ne Il libro degli errori) in cui il professor Grammaticus ordina un “pranzo vegetariano”, indicando proprio i componenti di una ricca e gustosa insalata.

(…) Metteteci l’indivia,
la lattuga, la riccetta
il sedano, la cicoria,
due foglie di rughetta,
un mezzo pomodoro,
cipolla se ce n’è:
portate l’olio e il sale,
la condirò da me. (…)


Ma non è solo un fatto alimentare… è una filosofia di vita, di rispetto per “il pane”, per il cibo semplice che nutre senza ferire, che mi ha coinvolto nella azioni rodariane compiute da Stefano. E poi la gioia trasmessa con le sue canzoni, i sorrisi dei bambini, ad esempio in mezzo ai banchi della scuola elementare di Calcata, o nel centro visite del Parco del Treja alla consegna dei regali da parte della befana in calze rosse, o nel Palazzo Paronale alla presenza delle autorità locali che applaudivano soddisfatte tamburellando con le mani e con i piedi.. tutto questo fervore.. mi ha convinto che Gianni Rodari era fatto per Stefano Panzarasa e Stefano Panzarasa era fatto per Gianni Rodari… erano due cuori ed un’anima.




Così ho ricevuto con piacere, apprezzandone i colori, le memorie, le citazioni, il libro “L’Orecchio Verde di Gianni Rodari” (Edizione Nuovi Equilibri), curato da Stefano Panzarasa, ed ho gioito per la presenza di un CD con tutte le canzoni che avevo ascoltato negli anni trascorsi…  Bell’Amarcord….

Ed ora, in aggiunta, ecco un pensiero della mia amata Caterina Regazzi che ha ascoltato con attenzione il CD di Stefano, per la prima volta… “…. ed ho avuto modo di apprezzare le belle canzoni, che definirei “ballate” del suo cd, in particolare, ovviamente quella dell’”Orecchio verde”, nel mio viaggio di ritorno da Treia a Spilamberto. Sono motivi originali ma molto orecchiabili ed, ascoltatele per una volta, non escono più dalla mente. Una cosa che mi ha molto colpito, dato che non conoscevo più di tanto su Rodari, é stata la filosofia di vita che c’è dentro ai testi: un amore smisurato per l’universo ed il genere umano in particolare, i bambini, i poveri, i sofferenti, come che li volesse comprendere e contenete tutti, potendolo fare, sotto la sua ala protettiva e benevola. Un uomo molto buono e sensibile, che ha dedicato la vita a rendere un po’ più dolce quella degli altri. E Stefano ha avuto il merito di riportare “in auge”, musicandole, le sue poesie, che così avranno modo sicuramente di raggiungere molte più persone. E così hanno raggiunto anche me, rendendo più leggero il mio viaggio, che mi allontanava, anche se solo fisicamente, dal mio amore, Paolo. Grazie, Stefano!”

Buona fortuna all’editore per la diffusione del libro, ciao,
Paolo D’Arpini



27 luglio 2011

Antico bioregionalismo europeo

Soriano del Cimino: scoperta montagna sacra del neolitico…

Nell'immagine Stefano Panzarasa che riposa soddisfatto su un'amaca di stile neolitico....

 

Scrive Stefano Panzarasa: “…noi bioregionalisti europei, discendenti dei popoli nativi neolitici (per cultura e visione) dovremmo preferire modalità nostre per apprezzare e far apprezzare la “verità”. Perché farcela svelare da persone di altre culture e bioregioni del pianeta?”

Ed in questa ottica ecco una notizia, riportata da un altro bioregionalista (Fomafomic) che conferma i riti del neolitico. A Soriano del Cimino (Viterbo) è stata scoperta una montagna sacra. I reperti risalgono al 1000 avanti Cristo. Gli archeologi: ‘Luogo di culto dei pagani’.

Una montagna sacra nel cuore dell’Etruria, dove, nell’età del bronzo, si offrivano voti agli dei pagani (o più presumibilmente ad espressioni della Grande Dea) e si bruciavano oggetti sacri in loro onore. Hanno portato alla luce questo gli archeologi dell’università Sapienza di Roma e della soprintendenza ai Beni archeologici dell’Etruria meridionale sul monte Cimino, in provincia di Viterbo.

La scoperta, «una delle più importanti della protostoria del Lazio», con reperti risalenti al 1000 a.C, è stata illustrata oggi sul luogo del ritrovamento in località La faggeta, a Soriano nel Cimino. Sulla sommità del monte, a oltre mille metri di altezza, tra i faggi, negli ultimi tre anni l’equipe degli archeologi, coordinati dal professor Andrea Cardarelli, ha condotto gli scavi portando alla luce «una serie di stratificazioni di materiali derivanti da roghi cultuali».

Una «chiara evidenza votiva», secondo il docente della Sapienza, perchè, spiega, «le attività religiose del mille avanti Cristo passavano proprio attraverso il fuoco. Venivano bruciate offerte per gli dei: oggetti sacri, cibo o animali».


24 giugno 2011

Resoconto e significato del 17° incontro della Rete Bioregionale Italiana – Ospitaletto di Marano (Modena) 18 e 19 giugno 2011

 


Resoconto e significato del 17° incontro della Rete Bioregionale Italiana – Ospitaletto di Marano (Modena) 18 e 19 giugno 2011

L’incontro “della svolta” è stato questo della Rete Bioregionale Italiana, tenuto il 18 e 19 giugno 2011 a Ospitaletto di Marano.

Il secondo dopo la scissione del gruppo originario.

Lo scorso anno la Rete si era riunita a San Severino Marche per scoprire se c’erano ancora i presupposti per una continuazione di percorso, per salvaguardare l’aggregazione e riconsiderare i temi portati avanti. La partecipazione, tutto sommato era stata lusinghiera, almeno una trentina di persone si alternarono durante i due giorni di mezzo autunno (il 30 ed il 31 ottobre), a discutere di agricoltura bioregionale e contadina, insomma a ri-vedere i canoni del nostro riabitare la Terra. Durante quella sessione di recupero d’idenità si formò un coordinamentoo di referenti tematici e fu ripreso il lavoro in vari ambiti del bioregionalismo.

Quest’anno il target che ci eravamo posto era notevole, in primis riproporre una nuova edizione dei Quaderni di Vita Bioregionale e -soprattutto di rivedere i vecchi schemi consolidati sul tema alimentare, cioè parlare dell’alimentazione bioregionale senza preclusioni ideologiche ed inoltre analizzare le radici storiche del bioregionalismo, uno degli argomenti cari a Stefano Panzarasa. Solo che l’amico Stefano, pur avendoci inviato un intervento “cogente” (pubblicato nel blog della Rete) alla fine lui non è potuto intervenire per esigenze di lavoro.. E stranamente nei pochi giorni precedenti l’incontro ricevevamo anche da Benito Castorina, da Fulvio Di Dio, da Vittorio Marinelli e da Rita De Angelis, tutti residenti nel Lazio, l’annuncio che sarebbe stato per loro impossibile salire in Emilia in quei giorni del solstizio, per varie ragioni giustificatissime. Così ero un po’ duibbioso sui possibili esiti dell’incontro.. ma poi tutto si è risolto per il meglio e veramente ho vissuto in quei due giorni di massima crescita della luce anche la sensazione che il nostro progetto stava prendendo la giusta direzione. Certo, i modi erano imprevisti e inaspettati, ma tutto si è svolto come in una commedia dell’arte, con continue apparizioni e sparizioni, con continui colpi di scena e sorpresa finale…..

Pane biologico integrale, verdure selvatiche, nuove impostazioni nel rapporto uomo animali, convivenza pacifica e solidale, educazione reciproca fra adulti e bambini senza forzature di posizioni precostituite, semplicità nel rapporto uomo donna e intelligenza creativa…

Ma ora passiamo all’aspetto pratico della descrizione degli eventi vissuti….

Sabato 18 e domenica 19 giugno u.s. alcune persone di buona volontà, amanti della natura e del futuro del pianeta si sono incontrate a Ospitaletto di Marano (MO) per scambiarsi idee, proposte e condividere un paio di giornate all'insegna della semplicità, della vita all'aria aperta, della condivisione e del confronto.

La mattina del sabato è iniziata con una passeggiata nel bosco alla ricerca di erbe commestibili per l’insalata, alla vista di caprioli selvatici e mucche al pascolo montano. La temperatura era primaverile e piacevole.

Ritornati in casa tutti hanno contribuito alla gestione degli spazi e delle attrezzature messe gentilmente a disposizione con la loro consueta generosità da Marco e Valeria, preparando il cibo che è stato fraternamente condiviso: cibo quasi completamente vegano, anche se non erano state fatte richieste particolari a questo proposito. Il tepore dell’estate incipiente con tutto il suo splendore evidentemente aveva suggerito di rifornirci dei prodotti diretti della natura, ormai abbondanti.

Sono intervenuti, tra gli altri: Anna, con i suoi pani e pizze fatte in casa con il lievito madre, accompagnata dalla giovane figlia e fidanzato, una famiglia piemontese (Davide Pellegrini con la moglie Marta e la piccola Emma) che si è rivelata particolarmente efficace nella elaborazione del progetto di cui accennerò in seguito, una giovane e dinamica coppia di Imola (Alessandro e Irene) ed altri, da varie parti d'Italia.

Non sono mancati i bambini che ci hanno allietato con la loro innocenza ed i loro giochi e un cane (Tao), il cui nome rispecchiava fedelmente l'equilibrio della simpatica bestiola.

Alcuni sono venuti da lontano in camper ed hanno raggiunto con difficoltà il luogo predisposto per il parcheggio, alquanto complicato, ma alla fine ce l'hanno fatta: chi ci doveva essere c'era!

Nel corso della prima giornata si sono letti gli interventi di Stefano Panzarasa e di Teodoro Margarita, membri "ufficiali" della Rete Bioregionale che, per ragioni diverse non avevano potuto essere presenti. I commenti agli stessi interventi hanno dato origine alla discussione sulle scelte alimentari dell'uomo e per avere maggiori argomenti si è passati alla visione di un dvd sull'allevamento intensivo del suino, prodotto da un'associazione ecologista inglese, ricevuto dopo uno scambio di mail da Luigi Gaudio, rappresentante della stessa ("pigbusiness"). Si è parlato anche della produzione di alimenti di origine animale diversi dalla carne (latte, formaggi, uova, miele).

Nella seconda giornata Manuel Olivares della RIVE (Rete Italiana Villaggi Ecologici) ha lanciato l'idea della creazione di un blog che fosse un contenitore di idee, proposte, pareri, esperienze di tutti gli ecologisti che vogliono confrontarsi ed apportare un contributo al "movimento" in movimento. Il nome proposto all'inizio era stato proprio questo ("In movimento"), ma purtroppo o per fortuna non era disponibile sulla rete, per cui la scelta è caduta su quello che era più significativo per la finalità di intenti del gruppo propositore: unire in una Rete delle Reti tutti gli individui e i gruppi ecologisti che hanno semplicemente voglia di dire la loro cercando le convergenze invece delle differenze, come troppo spesso si è fatto negli ultimi tempi in questo ambito. (http://retedellereti.blogspot.com/)

La proposta è stata subito accolta con entusiasmo e durante tutta la seconda giornata si è alacremente lavorato per la elaborazione e l'approntamento del blog, che, a sera, ha visto la luce, con una presentazione di Manuel e pensieri di buon auspicio da parte di alcuni presenti.

Il mezzo è lì, a disposizione di tutti noi, di tutti voi. Siamo tutti su questa Terra, tutti noi l'amiamo come la nostra Casa e la nostra Madre e vogliamo preservarla per i nostri figli e per chi comunque verrà dopo di noi. Questo credo che accomuni tante tante persone, anche quelle che magari ancora neanche lo sanno.

Speriamo di vedere condivise, in questo blog, esperienze, proposte e pareri i più disparati, senza preclusioni e ideologie.

Caterina Regazzi e Paolo D’Arpini

Rete Bioregionale Italiana
http://retebioregionale.ilcannocchiale.it/

 



 

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