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RETE BIOREGIONALE ITALIANA - La pratica del bioreregionalismo e dell'ecologia profonda
 
 
 
 
           
       

La Rete Bioregionale Italiana è ispirata dall'idea di Bioregione: aree omogenee definite dall'interconnessione dei sistemi naturali e dalle comunità viventi che le abitano.
Una bioregione è un insieme di relazioni di cui gli umani sono chiamati a vivere e agire come parte della più ampia comunità naturale che ne definisce la vita.

Qui di seguito i nomi dei primi fra i nuovi referenti tematici della Rete Bioregionale Italiana che a titolo volontario intendono mettere a disposizione di tutti le conoscenze acquisite nel loro percorso di pratica ecologista:

Daniela Spurio - Grafica e fotografa - Impaginatrice dei Quaderni di
Vita Bioregionale - "Viverecongioia Jesi" dhanil@live.it,

Giorgio Vitali, presidente Infoquadri, Referente per il Signoraggio monetario ed aspetti economici correlati. Email.  vitali.giorgio@yahoo.it, - Tel. 393.6542624 

Rita De Angelis ritadeangelis2@alice.it e cell. 3385234247 - ecologia casalinga

Antonella Pedicelli, docente di filosofia, residente a Monterotondo (Sabina Romana)Referente per rapporti con le scuole e interventi formativi di recupero e attenzione verso la cultura bioregionale. Email: hariatmakaurr@gmail.com 

Claudio Martinotti Doria, monferrino, storiografo e ricercatore di storia locale ed economica, saggista, ambientalista libertario e localista. Referente per le Politiche economico ecocompatibili. Email: claudio@gc-colibri.com  tel. 0142487408 - Sito web: http://www.cavalieredimonferrato.it

 Benito Castorina, docente universitario per l'economia agricola e coltivatore di erba vetiver. Referente per l'agricoltura contadina e produzione energetica ecologica. Recapiti: benito.castorina@fastwebnet.it - Tel. 06.8292612 - 338.4603719

Avv. Vittorio Marinelli, presidente di European Consumers,
Via Sirtori, 56, 00149 Roma. Email:
vitmar@tiscali.it - Tel.
348.1317487 - Referente per l'ecologia nei consumi.

Caterina Regazzi
, medico veterinario Referente per il rapporto uomo/animali e zootecnia. Recapiti:
caterinareg@gmail.com – Cell. 333.6023090

Fulvio Di Dio, residente ad Amelia (Terni), funzionario alla Regione
Lazio Assessorato Ambiente
. Email.
fulvio.didio@libero.it - Tel.
329.1244550. Referente per l'ecologia nelle aree urbane.

Manuel Olivares, scrittore e giornalista sociologico esperto in comunità, fondatore della casa editrice “Vivere Altrimenti”. Referente per i rapporti con le comunità, comuni ed ecovillaggi. Recapito: info@viverealtrimenti.com

Sonia Baldoni, esperta di erbe officinali e cure naturali olistiche. Referente per il rapporto con gli elementi della natura e con lo spiritus loci. Recapiti: Cell. 333.7843462 - sachiel8@virgilio.it

Teodoro Margarita, seedsaver, già consigliere federale di Civiltà Contadina e collaboratore della Rete. Referente per l'area comasca, ecovillaggio, ricerca spirituale. Recapito: 031.683431 ore serali.

Stefano Panzarasa, geologo e musicista, Responsabile Ufficio Educazione Ambientale del Parco Naturale Regionale dei Monti Lucretili e membro fondatore della Rete Bioregionale Italiana. Referente per l'educazione ambientale ed ecologica. Recapiti: bassavalledeltevere@alice.it  -  blog (cliccare qui sotto): www.orecchioverde.ilcannocchiale.it  tel.. 0774/605084

Lucilla Pavoni, scrittrice e neo contadina. Referente per i rapporti solidali fra esseri umani. Recapiti: lucillapavoni@libero.it – Cell. 338.7073857

Paolo D'Arpini, cercatore spirituale laico e membro fondatore della Rete Bioregionale Italiana. Referente per le Pubbliche Relazioni. Recapiti: circolo.vegetariano@libero.it – Tel. 0733/216293 - 0761/587200 


Altri membri e simpatizzanti stanno ancora meditando sul come offrire la propria collaborazione alla comunità bioregionale, se fra i lettori, che si riconoscono nel messaggio dell'ecologia profonda, c'é qualche volontario.. é benvenuto!

Paolo D'Arpini, addetto alle Relazioni Pubbliche per la Rete Bioregionale Italiana

Per aderire alla Rete Bioregionale Italiana é sufficiente sottoscrivere il manifesto fondativo (o carta degli intenti) e di inviare una email di conferma a:  circolo.vegetariano@libero.it

 

 
 
 
 

 
22 febbraio 2015

Turismo e bioregionalismo

Turismo e bioregionalismo - Viaggio ecosostenibile da Treia a Macerata, a piedi



Rimane celebre nella storia degli incontri bioregionali la calata a Calcata di Etain Addey che verso la fine degli anni '90 del secolo scorso da Gubbio se ne venne a piedi al Circolo vegetariano in appena quattro giorni di viaggio...

Certo non tutti avrebbero quella forza e quel coraggio, c’è inoltre da dire che Etain si lamentò di non aver trovato nessuna locanda aperta nei paesini visitati, essendo ormai gli alberghi solo in centri grandi o lungo le strade di grande transito automobilistico. In verità le vecchie locande ed alberghetti nei vari centri periferici sono stati chiusi proprio con l’avvento del turismo veloce e di massa…

Qui si tratta di rilanciare l’esperimento del turismo lento e sostenibile che forse potrebbe anche inserirsi in un programma di finanziamento europeo destinato al turismo a basso impatto ambientale.

Come primo esperimento vorrei qui proporre una passeggiata lunga durante la consueta "vacanzetta agostana" che organizziamo a Treia, ogni anno durante il mese di agosto: “Treia Macerata, tutto a piedi…” Magari, o la chiamerei anche “Viaggio alla riscoperta della antica marca centrale”.

Qui da noi, nelle Marche, possiamo pensare all'ospitalità casalinga, ai sentieri campestri, alle visite archeologiche, alla riscoperta dei prodotti locali, al ruolo multifunzionale dell'agricoltura e del turismo rurale.

Insomma un turismo autarchico, ad impatto zero ed “a basso costo”.

Perché andare a cercare turisti stranieri all'altro capo del mondo quando c'è un bacino di turisti italiani da coinvolgere? Turisti che magari se ne vanno a vedere colline, laghi, mari, monumenti all'altro capo del mondo e non conoscono le bellezze di casa nostra.

Ed il viaggio eco-sostenibile per arrivare nelle Marche può anche questo essere eco-solidale, con la condivisione dei mezzi sia privati che pubblici (oggi esistono associazioni che si occupano anche di questo). Un viaggio che potrà essere comunitario e poco impattante.

In sintonia con l'idea bioregionale si pone quindi il consiglio del viaggio lento, e spero che alla Festa dei Precursori di Treia, del 25 e 26 aprile 2015, si possa parlare anche di questo (magari con gli amministratori locali) per meglio sviluppare questa idea.

Paolo D’Arpini
Circolo Vegetariano VV.TT. di Treia


(Programma della Festa dei Precursori 2015 a Treia:
https://circolovegetarianotreia.wordpress.com/2015/02/14/treia-festa-dei-precursori-31a-edizione-25-e-26-aprile-2015-presentazione/)


8 febbraio 2015

Treia - Storie di case di terra bioregionali

"Giovanni e Maria di Treia" - Trascrizione popolare di una storia bioregionale



...questa storia è ambientata in una dimensione fantastica nelle campagne vicino Treia della bioregione della Marca centrale o maceratese.


giovanni e maria erano due bionieri biabitanti delle bioregioni. giovanni si era messo in testa quella strana idea sulla autarchia: la produzione di tutto cio di cui avevano bisogno. così aveva coinvolto tutta la rete di appartenenza nella forma dello scambio di aiuto e nel giro di un paio di stagioni si era costruito una bella casa di terra a due piani; sopra due camere sotto la stalla la cucina e un piccolo magazzino, una tettoia per il forno a legna. fuori il compost toilette e il pozzo. avevano scelto di rinunciare ad acqua corrente ed energia elettrica. più in la avrebbero costruito un pannello solare per alimentare i led e quindi autoprodursi anche l'energia elettrica di cui avevano bisogno. possedevano un fornello e la bombola di gas ma preferivano usare il fuoco per cucinare vista l abbondanza di legna e ceppi.


nella stalla cerano una asinella qualche pecora per il latte e il formaggio e un po di galline per le uova. raccoglievano e coltivavano cereali ortaggi legumi e stavano coltivando anche la canapa e il lino soprattutto per i semi, buoni nutrienti e saporiti ma ancora erano riusciti a trasformare le fibre filarle e a mano con il fuso e poi al telaio.


avevano riservato una parte del campo a sperimentare quello che si chiama forest garden sfruttando il cosiddetto effetto margine dell ecotono, fascia di transizione tra diversi ecosistemi, in questo caso ecosistema bosco ed ecosistema campo coltivato. nella fascia ecotonale ce’ maggior biodiversita e competizione tra gli organismi viventi. quindi stavano rinselvatichendo le piante domestiche e controllando le selvatiche. trasformando il limite in opportunita, per esempio, il rovo, lasciato libero occupa tutto il terreno e crea problemi, gestito con dei tutori tipo siepe da frutti, le more, fiori che attraggono impollinatori e uccelli in più crea un microclima fresco trattiene lacqua piovana ospita altri altri uccelli ricci bisce (quello che si chiama nicchia ecologica). frutta selvatica verdure spontanee legna e ceppi erbe e bacche per l etnobotanica. buttavano pure palline di argilla piene di semi che coprivano con paglia e foglie, così magari un giorno avrebbero inselvatichito tutto il campo effettuando solo il minimo controllo della vegetazione e raccolto anche le insalate e le carote inselvatichite creando un sistema totalmente naturale.


quella sera era già passato zi pasqual’ lu scarpar infatti stava ancora lavorando sullaja aggiustando le scarpe di giovanni. maria aveva chiesto a zi pasqual se voleva li pipindun o le patan per cena e lui aveva risposto: bboon… patane e pipindune..!


cosi mentre nella psico-mo-sfera stavano friggendo patane e pipindune e lodore profumato e fragrante si diffondeva verso il sole altramonto si senti la voce di zi gaetan: piatti, piatti di ceramica, piatti. si era fermato sulla aja con la sua asinella carica di piatti brocche tazze in terracotta e ceramica colorata. a maria piacevano molto le ceramiche e avevano deciso di prenderne un po, erano costate diverse caciotte di buon formaggio, mentre si avviava verso casa con il suo carico prezioso si accorse che il grande piatto da portata era crepato. subito torno verso zi gaetan che fumava e parlava con giovanni e zi pasqual. cosi nacque una bella discussione, zi gaetan non voleva riconoscere il danno, secondo lui il piatto si era rotto nelle mani di maria, che a sua volta, negava con forza una simile evenienza, alla fine giovanni stanco della discussione esclamo: va bene questa volta l'hai vinta tu! permettimi almeno di dire una parola alla asino, lui rispose: va bbonn’..! giovanni si avvicino allasinella e facendo finta di parlarle senza farsi vedere le mise la cicca della sigaretta accesa nellorecchio. lasinella inizio a saltare imbizzarrita facendo cadere a terra parecchi pezzi di ceramica, zi gaetano disperato urlava : chi ji si dett… chi ji si dett??

chi ji so dett…?! rispose giovanni: ji so dett ca je’ proprie n asin’…!


(la storia di zi gaetan e’ stata raccolta a casalincontrada da una anziana informatrice )


la storia di zi pasqual, lu scarpar, mi e’ stata raccontata da un anziano contadino di citta santangelo, ora vive a pescara, in origine era pipindune e ove: bbonn’ ov’e pipindun’..!


mi ha altresì raccontato di un messo comunale che si era recato presso una casa colonica ed entrato in casa, morso dal cane, aveva detto: signo’ ca ngista lu can’ e quess ma muccicat.

la donna aveva rispost con: ngista si chiam..!



Ferdinando Renzetti


Post Scriptum:

Questa è una di quelle storie che proponevo di raccontare durante la Festa dei Precursori, del 25 e 26 aprile 2015, magari durante la visita ad una casa di terra di Treia. Il racconto è ambientato in una sorta di sospensione spazio temporale arcaica e contemporanea allo tempo che mischia scienza tradizione e innovazione, in un sistema a impatto zero, che poi era quello delle case di terra tradizionali dove veramente ci si autoproduceva quello di cui si aveva bisogno, escludendo qualche suppellettile od oggetti in ferro come zappe e vanghe. Diverse dinamiche diversi livelli diverse storie messe assieme anche un po di ecologia vegetale, io ci sono immerso fino al collo...”



28 gennaio 2015

Case di terra e storie bioregionali



Buongiorno caro Paolo, ...tempo fa ho letto non ricordo dove un articolo in cui si raccontava che in un paese delle Marche che potrebbe essere benissimo Treia, oppure Petriolo ma anche Corridonia, un podestà avesse deciso di coprire con dei grandi teli delle case di terra perché indecorose alla vista durante la visita di un noto gerarca fascista.

Eppure è il frutto più bello dell'autarchia la laboriosità espressa in quel mondo di paglia nella forma dell'auto-costruzione della casa con materiali naturali approvvigionati sul luogo.

In un certo senso l'onda di energia della campagna del grano è arrivata quasi fino a noi, ricordo negli anni sessanta andavo in giro nella periferia urbana di Pescara con la bicicletta tra campi di grano a perdita d'occhio. Un odore mostruoso, la sera le lucciole, i silenzi, il fruscio tra le fronde. Poi il progresso decise di sostituirli con capannoni, centri commerciali, svincoli, discariche, strade, inquinamento.

Ma prima di quello, una sera Giovanni torna barcollando verso casa, sulla strada nel bel fresco della sera la luna gioca con le nuvole nel cielo, qualche cane abbaia in lontananza, si ferma a fare la pipì, scaricando parte del vino che ha in corpo. Percorre la strada nota su e giù diverse volte ma la casa non la trova, niente, scomparsa!

Preso dalla preoccupazione quasi nel panico inizia a chiamare forte la moglie: "MARIA, MARIA!..", da lontano si sente una voce: "GIOVANNI SONO QUA!" - "qua dove?" - "segui la mia voce!". Avvicinandosi Giovanni dice: "Maria ma che hai fatto hai nascosto la casa?" - "non l'ho nascosta io!" - "e chi l'ha nascosta?" - "..il podestà! l'ha fatta coprire, dopo sono passati degli uomini su una macchina nera tutti vestiti di nero! Ma perché l'ha fatta coprire non lo so, forse a quegli uomini vestiti di nero non piaceva il bel colore della casa nostra!".
Nel frattempo Giovanni rinfrancato riesce ad entrare tra i teli e abbraccia la casa dicendo: "quanto è bella casa mia, la più bella che ci sia!".

A quel punto tira fuori la chiave dalla tasca e barcollando cerca di infilarla nella toppa. Maria dalla finestra dice: "Giova' pure stasera hai bevuto?" - "..e un poco!" - "ti butto la chiave?" - "quella ce l'ho, buttami la toppa!"

Ferdinando Renzetti - f.renzetti@casediterra.it

Costruzione di una casa di terra e paglia


26 gennaio 2015

Case di terra

La lettera qui pubblicata proviene dal bioregionalista abruzzese Ferdinando Renzetti, un esperto di case di terra. L'abbiamo invitato a visitare le case di terra presenti a Treia ed a partecipare alla prossima Festa dei Precursori del 25 e 26 aprile 2015, che si tiene al Circolo vegetariano VV.TT. di Treia, per parlarci della tecnica antica per costruire abitazioni con la semplice terra. (P.D'A.)


Case di terra... ve ne sono anche a Treia


Treia - Casa di terra

Caro Paolo, per anni ho girato attorno alle case di terra di Casalincontrada in cerca di particolari tecnici di costruzione forme e altro e ho raccolto anche storie racconti usi e modi di dire. i miei personaggi si chiamano sempre Giuann e Marjie i due nomi già di per se comunicano immediatamente nella pronuncia e nei fonemi sedimentazioni storiche e culturali di origine spagnola francese italica arbresh arabe. Giua' la a aperta saracena il Juan spagnolo lo Jean francese e l'italico e cristiano Giovanni in una sola espressione vocale.

Un tempo non si usava bussare, quando si arrivava a casa di qualcuno bastava proferire forte il nome del capofamiglia e si entrava nella piccola cucina rurale: GIUAAA'!!! Nella cucina l'unico mobile era la credenza, in genere ricavata nel muro in terra cruda, quindi con solo la vetrina a vista, in genere vi si conservava il cacio pecorino, olio, il sale e le poche suppellettili... e i semi!

Una mattina, Marjjie nella piccola camera attigua alla cucina, sul materasso di lino filato a mano pieno di frusce di marrocche dice al marito che si stava alzando: "Giua'...vid' coma e' lu temb!" Giovanni assonnato al buio apre la credenza pensando di aprire la finestra risponde: "Marj''... è nuvul' e puzz' di cace!"

Nei dintorni delle case di terra si trovano spesso questi tre alberi e arbusti: la noce, il fico l'alloro. Il fico come frutto, dolce caldo suadente pervasivo che da calorie immediate, il femminile. Il noce, con i suoi frutti, la forza il vigore l'energia il maschile.

Nella tradizione bioregionale si usa ancora fare i fichi secchi con la noce dentro e si chiamano carracine maritate.

Carracina, fico secco maritato con la noce: maschile e femminile uniti da che cosa? Dalla foglia di alloro, col suo profumo, la parte eterea che unisce sancisce propizia e protegge l'unione del maschile con il femminile.

Ora ripensando alle carte napoletane può essere che il quinto elemento, l'etere, sia il mazzo stesso o l'uso stesso che se ne fa del gioco, il tempo sospeso di una giocata, il tempo nel quale era possibile invertire se non l'ordine cosmico almeno l'ordine delle regole.

Dalle case di terra di Casalincontrada buona credenza, buona giocata... anche a Treia.
Ferdinando Renzetti - f.renzetti@casediterra.it

Treia - Altra casa di terra


19 gennaio 2015

Proposte agricole bioregionali per la XXXI Festa dei Precursori - Treia dal 25 al 26 aprile 2015

Proposte agricole bioregionali per la XXXI Festa dei Precursori che si tiene a Treia dal 25 al 26 aprile 2015

1. Non mangiare carne ed alimenti d’origine animale se non di allevamenti biologici ed al massimo una volta alla settimana, o meglio, al mese. In fondo è molto meglio essere vegetariani… si diventa più sereni e, soprattutto in pace con la “coscienza planetaria”, si corre di più nello sport e si fa anche meglio l’amore, vivendo più a lungo. Ovviamente con varietà e fantasia, a tavola come in tutto il resto. L’alimentazione a prevalenza vegetariana oggi si impone come atto di civiltà e rispetto della Natura del pianeta Terra e dev’essere la prima risposta dell’Istinto di sopravvivenza della specie Umana.

2. Trasformare gli allevamenti industriali in biologici, pertanto, utilizzando i pagamenti europei stanziati per il benessere animale, ovvero 500 € per Unità Bovina Adulta, a disposizione delle Finanziarie agricole Regionali, i Piani di Sviluppo Rurale, elaborati troppo spesso di nascosto, mentre le norme prevedono la Massima concertazione e discussione popolare.

3. Nel contempo è necessario interrompere il sostegno agli allevamenti industriali, oggi calcolato sul numero di capi venduti o sulle quote di latte prodotto, che dissangua le finanze europee per sostenere ormai solo il mercato dei mangimi e dei farmaci, essendo gli allevatori in perdita netta. Spostando tali immense risorse sulla Zootecnia Biologica, che in un paese civile dovrebbe essere semplicemente obbligatoria, non foss’altro per la sofferenza degli animali allevati in veri e propri lager o in gabbie (…e di coloro che se li mangeranno).

4. Con una moratoria mondiale, a partire dall’Italia, fermare gli OGM e i brevetti sulla materia vivente, che rendono gli agricoltori “tossicodipendenti” delle Multinazionali, le quali vendono semi e pesticidi collegati, ritirando i raccolti a prezzi da fame. Mentre i commercianti locali e le banche acquisiscono i terreni degli agricoltori per ripianare i debiti.

5. Vietare l’uso di Pesticidi e di concimi chimici che distruggono i terreni, oggi ormai inutili, in quanto sostituibili con tecniche biologiche. Anche in base al Reg. Cee “Reach” ed ai diritti costituzionali inviolabili alla salute, alla salubrità dell’ambiente ed al progresso dell’agricoltura (Art 32, 9, 44 della Costituzione Italiana). A partire dai Sindaci che possono, in qualità di responsabili della salute pubblica, dichiarare i territori Biologici e liberi da OGM (vietandone il commercio oltre che la coltivazione).

6. E’ necessario Utilizzare immediatamente al meglio le risorse economiche previste dai regolamenti europei “agroambientali” Sono a disposizione circa 200 miliardi di € in Europa per i PSR Regionali, una cifra enorme sufficiente a riconvertire in biologico la gran parte dell’Agricoltura Europea. In Italia, con la riforma medio termine della PAC, abbiamo circa 25 miliardi di € disponibili, con priorità e obbligatorietà per l’agricoltura Biologica (nelle misure agroambientali, che possono interessare fino al 70% del bilancio complessivo dei Piani di Sviluppo Rurale regionali.

Prof. Giuseppe Altieri, agroecologo



28 settembre 2014

Non sprecare il cibo - Un argomento per la tavola rotonda "Riciclaggio della memoria" del 31 ottobre 2014 a Treia

Non sprecare il cibo è la prima forma di difesa dell'ambiente (e dell'uomo)

 

 

Un terzo del cibo prodotto nel mondo viene sprecato per un totale di 1,3 miliardi di tonnellate che sarebbero ampiamente sufficienti a sfamare la popolazione che soffre di fame cronica. E’ quanto afferma la Coldiretti che, nel commentare i dati della Fao sul fatto che in 10 anni calato di 100 milioni il numero di persone che soffrono la fame, sottolinea che non è eticamente sostenibile la realtà che 805 milioni di persone (una su dieci) non abbiano ancora cibo sufficiente mentre gli sprechi alimentari hanno raggiunto le 670 milioni di tonnellate nei paesi industrializzati e le 630 milioni di tonnellate in quelli in via di sviluppo.

Ogni anno il cibo che viene prodotto, ma non consumato, sperpera un volume di acqua pari al flusso annuo di un fiume come il Volga, utilizza 1,4 miliardi di ettari di terreno - quasi il 30 per cento della superficie agricola mondiale - ed è responsabile della produzione di 3,3 miliardi di tonnellate di gas serra. La lotta alla fame si combatte anche intervenendo con una più attenta gestione e distribuzione della produzione agricola ed alimentare.

La politica e l’economia "hanno pensato che fosse possibile la globalizzazione senza globalizzare anche le regole fino ad arrivare a trattare il cibo come una merce qualsiasi. Il risultato contraddittorio è stato il diffondersi dell’obesità e dello spreco di cibo nei Paesi ricchi e il furto delle terre fertili, il cosiddetto land grabbing (71 milioni di ettari dal 2000 ad oggi) e il dramma della fame in quelli poveri. E’ necessario ora - conclude la Coldiretti - che i decisori politici ne tengano conto mettendo ai vertici della loro agenda la strategicità del cibo e promuovendo politiche che a livello globale definiscano una regia di regole per i beni comuni come il cibo, l’acqua e il suolo".

(Fonte: A.K.)


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Di questi e simili temi se ne parlerà alla Tavola Rotonda "Riciclaggio della Memoria" che si tiene a Treia il 31 ottobre 2014: 

 


5 settembre 2014

Riciclaggio della Memoria a Treia - 31 ottobre 2014

Treia, 31 ottobre 2014 - Presentazione di Riciclaggio della Memoria nella Sala Consiliare

 

 

 
Come avevo comunicato in precedenza in vari articoli mi son fermato a Treia per organizzare la prossima manifestazione che vi si terrà a fine ottobre, ovvero la presentazione ufficiale de “Il Riciclaggio della Memoria"  che si terrà nella sala consiliare del Comune di Treia il 31 ottobre 2014. Prossimamente verrà pubblicato il programma completo della manifestazione” intanto potete leggere di seguito  l'invito indirizzato  a bioregionalisti, ecologisti profondi e spiritualisti laici per chiedere la loro partecipazione, ovviamente se vi riconoscete nelle categorie menzionate siete anche voi invitati... 


 

Cari amici e colleghi,  
il libro Riciclaggio della Memoria - Appunti, tracce e storie di ecologia profonda, bioregionalismo e spiritualità laica,   doveva essere presentato ufficialmente lo scorso anno nel comune di Treia, ove risiedo. Purtroppo in seguito ad alcuni problemi amministrativi  e conseguente commissariamento del comune, la cosa non potette andare in porto. Ora la situazione istituzionale si è  ristabilita, con l'insediamento di una nuova Giunta e, in accordo con il sindaco Franco Capponi e con gli assessori preposti ai temi trattati, abbiamo deciso di presentare il libro nella Sala Consiliare di Treia il 31 ottobre 2014, alle h. 17. 

La giornata prevede vari momenti multiculturali ed attività bioregionali, fra cui una escursione erboristica mattutina, visita al centro di Treia ed alle sue emergenze storiche, Tavola Rotonda, esibizione artistica e musicale,  proiezioni d'immagini contadine, degustazioni di eccellenze vegetariane locali, etc. 

E per finire,  in serata, si terrà una cerimonia celebrativa per la Vigilia di Ognissanti, nella sede del Circolo Vegetariano VV.TT.

Alla presentazione del libro Riciclaggio della Memoria, a cui partecipano vari esperti delle materie in capitolo, sono particolarmente invitati i collaboratori e compartecipi del progetto bioregionale  per condividere con i presenti la loro testimonianza. La Tavola Rotonda verrà coordinata da Michele Meomartino, autore della prefazione e curatore per l'editore Tracce della Collana nella quale il libro è stato pubblicato. 

Ovviamente i partecipanti che vengono da lontano saranno graditi nostri ospiti, nella casa di Caterina, a Treia.   


 
Paolo D'Arpini - Referente P.R.  Rete Bioregionale Italiana  e Presidente Circolo vegetariano VV.TT.
Tel. 0733/216293


 


20 giugno 2014

Treia - Symbola: Seminario estivo 2014

Treia. Symbola: Seminario Estivo 2014

 

 

L’appuntamento è a Treia (MC) il 27 e 28 giugno. Come lo scorso anno, il Seminario conclude il Festival della Soft Economy che prevede altri appuntamento dal 24 al 26 giugno dislocati nel territorio marchigiano.

 

 

VENERDÌ 27 GIUGNO
TREIA – TEATRO ARCANGELI

SALUTA
FRANCO CAPPONI Sindaco di Treia

RIFLESSIONI INTRODUTTIVE
FABIO RENZI Segretario generale Fondazione Symbola

PRIMA SESSIONE ore 9.30 – 13.00
INSIEME PER COMPETERE

PRESIEDE
ERMETE REALACCI Presidente Fondazione Symbola

PRESENTAZIONE DEL RAPPORTO “LE NUOVE GEOGRAFIE DELL A PRODUZIONE DEL VALORE IN ITALIA”
realizzato da Aaster, Unioncamere e Symbola
CLAUDIO GAGLIARDI Segretario generale Unioncamere

INTERVENGONO
SERGIO ARZENI Direttore Imprenditorialità PMI e Sviluppo Locale OCSE
VALERIA FEDELI Vicepresidente Senato della Repubblica
MARCO FREY Presidente Comitato scientifico Symbola e Cittadinanzattiva
PIERO MARCOLINI Assessore Cultura e Bilancio Regione Marche
STEFANO MICELLI Direttore scientifico Fondazione Nord Est
ROSSELLA MURONI Direttrice Nazionale Legambiente
ALBERTO ORIOLI Vicedirettore ed editorialista Il Sole 24 Ore
STEFANO ZAMAGNI Ordinario Economia Politica Università di Bologna

CONCLUDE
LAURA BOLDRINI Presidente Camera dei Deputati

SECONDA SESSIONE ore 15.00 – 18.00
UN EXPO PER RACCONTARE IL FUTURO

SALUTA
GIOVANNI CORBETTA
 Direttore Generale Ecopneus

PRESIEDE
FRANCO PASQUALI Presidente Forum Fondazione Symbola

RELAZIONI INTRODUTTIVE
ALDO BONOMI Direttore Aaster
GIUSEPPE DE RITA Presidente CENSIS

INTERVENGONO
GIULIANO POLETTI Ministro del Lavoro
ANDREA BIANCHI Direttore Politiche Industriali Confindustria
CARLO CAMBI Comitato scientifico progetto Unioncamere Expo 2015
FRANCESCO DELZIO Direttore Relazioni Esterne Atlantia e Autostrade per l’Italia
CESARE FUMAGALLI Segretario generale Confartigianato
EUGENIO GUARDUCCI Presidente Eurocholate, Advisor culturale Cluster Cacao e Cioccolato Expo 2015
STEFANO MASINI Responsabile Ambiente e Territorio Coldiretti nazionale
ALBERTO MEOMARTINI Vicepresidente Camera di Commercio di Milano
FRANCESCA MOLTENI Amministratore MUSE Factory of Projects
DANIELE VACCARINO Presidente nazionale CNA

CONCLUDE
MAURIZIO MARTINA Ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali

ore 18,15 – 19,00
Italiani di Frontiera, un viaggio dal West al Web con Roberto Bonzio
Alla scoperta dei segreti del talento italiano, partendo dalla culla mondiale dell’innovazione in California. Un esperimento di giornalismo innovativo fra diario di viaggio, narrazione e tecnologie, con una forte carica d’ispirazione.

 

SABATO 28 GIUGNO
TREIA – TEATRO ARCANGELI

TERZA SESSIONE ore 9.30 – 13.00
COESIONE E’ COMPETIZIONE Perché l’Italia deve fare l’Italia

SALUTA
GIULIANO BIANCHI Presidente Camera di Commercio di Macerata

CONDUCE
MONICA MAGGIONI Direttore Rai News 24

INTERVENGONO
CATIA BASTIOLI Presidente Terna e Amministratore delegato Novamont
ALDO BONOMI Direttore Aaster
BRUNELLO CUCINELLI Titolare Brunello Cucinelli
FERRUCCIO DARDANELLO Presidente Unioncamere
GRAZIANO DELRIO Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri
MARIA LETIZIA GARDONI Presidente Coldiretti Giovani Impresa
GIOVANNA MELANDRI Presidente Human Foundation
GIAN MARIO SPACCA Presidente Regione Marche
FRANCESCO STARACE Amministratore delegato Enel

CONCLUDE
ERMETE REALACCI Presidente Fondazione Symbola

 COME ARRIVARE A TREIA (MC) 

In auto:
Da Nord: prendere l’autostrada A14 Bologna-Bari in direzione di Ancona, uscire ad Ancona Nord, seguire la direzione Roma, proseguire sulla SS 76, uscire a Jesi Centro, continuare sulla SP 9 in direzione di Filottrano, attraversare Filottrano e proseguire seguendo indicazioni per Treia. 
Da Sud: prendere l’autostrada A14 in direzione di Napoli, uscire a Civitanova Marche, immettersi sulla SS 77 in direzione di Tolentino/Macerata, uscire in direzione Macerata Ovest – Sforzacosta, proseguire in direzione Macerata, attraversare Sforzacosta e proseguire seguendo indicazioni per Treia. 
Da Macerata: prendere la SP 108, attraversare Passo di Treia e seguire le indicazioni per entrare in Treia.

In treno:
Stazione ferroviaria di Macerata. 
Per consultare gli orari dei treni visitare il sito web di Trenitalia www.trenitalia.com 

In autobus:
Autolinee Contram (www.contram.it  

In aereo:
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26 aprile 2014

Treia - Il primo giorno della Festa dei Precursori 2014

"Un giorno a Treia, durante la Festa dei Precursori 2014" - Racconto di Caterina Regazzi

 

 

Le giornate si stanno srotolando una dopo l'altra e nel momento in cui sto scrivendo siamo già a sabato. Sono due giorni da quando sono partita da Spilamberto per partecipare alla Festa dei Precursori (che si è svolta il venerdì 25 aprile 2014 nella sede del Circolo vegetariano VV.TT.).  
Erano passati più di due mesi da quando c'eravamo "lasciati" con Paolo e la voglia di stare assieme, (anche se per noi ormai è come stare sempre assieme) era tanta....


Ero partita giovedì mattina abbastanza presto, fermandomi a Riccione, come ormai è consuetudine ogni anno da quattro anni, per prendere Upahar, il caro fratello spirituale di Paolo che, con la sua presenza ed i suoi bei canti, viene ad arricchire il nostro incontro e a riscaldare i nostri cuori.

Arrivati a Treia per l'ora di pranzo abbiamo trovato il gioioso Paolo ad accoglierci assieme ad un fumante piatto di maccheroni con un bel sughetto di verdure ed altre leccornie. C'era anche l'amico Alberto Pompili di Treia a condividere il pranzo e la compagnia.


Al pomeriggio ci hanno raggiunti Michele Meomartino e la dolce Fabiola e poi la nostra "maestra" erborista Sonia Baldoni. Tutti assieme abbiamo così cenato e poi condiviso i bei canti di Upa, il più amato da me è il Gayatri mantra. Così, stanchi, ma sereni, ci siamo ritirati per la notte. Io ho dormito tutto d'un fiato come non mi capitava da tanto.

Al mattino  fervevano i preparativi per la festa che cominciava con l'ormai classica passeggiata erboristica condotta da Sonia. Mentre attendevamo i ritardatari ci siamo soffermati nell'orto del Circolo per un primo  approccio con il luogo, purtroppo  questa sosta iniziale  è stata disturbata dalle lamentele di una vicina  per la presenza della nostra gallina Ciccì. 


Il mondo è strano!  Comunque finalmente siamo partiti e Sonia ci ha ammaliato con le sue spiegazioni. La strada che avevamo progettato di fare alla fine si è rivelata troppo lunga, dato che le erbe (commestibili e non) trovate lungo il percorso erano talmente tante che ci costringevano a soste sempre più ravvicinate: malva, senape, caccialepre, silene, papaveri, ortica, consolida, olmo, sambuco, sambuco falso, gigaro (pan di serpe), crepis, cicorie, e tante altre. Di ognuna Sonia ci ha raccontato se sono o no commestibili, le proprietà e di alcune anche i significati esoterici. 


Bisognerebbe seguirla con un registratore e poi trascrivere queste fantastiche "lezioni" all'aperto, che  sono già di per sé istruttive, dato che si toccano tutte con mano, se ne sente la consistenza al tatto e il profumo (o l'odore) all'olfatto. 

Eravamo un bel gruppetto, oltre a me, due ragazzi da Ancona, Cleo, Giuliana, Daniela e Maurizio, Loris, Jagran, Giusy e Nunzia, Mara, Aurora e Rossano e mi perdoneranno gli altri (una dozzina circa) di cui ora ho dimenticato il nome.... 


Tornati alla base abbiamo approfittato ancora del sole che ci ha favorito durante tutta la giornata, per sparpagliarci nell'orto per il picnic con il cibo appositamente cucinato da Michele  più altre vivande vegetariane da ognuno portate: riso, farro con verdure, cannelloni di ortica, torte salate e dolci, petali di fiori e menta caramellati e tanto altro. 


Si è distinta come al solito come cuoca sopraffina e generosa, la nostra amica Aurora. Sazi e riposati ci siamo poi accomodati al circolo, dove Upahar ci ha riportati al senso dell'essere nel luogo e nel momento, ognuno presente principalmente a sé stesso. 


Siamo stati raggiunti nel frattempo da Alberto Meriggi e da Daniela Cammertoni e terminati i canti abbiamo dato inizio alla Tavola rotonda che quest'anno verteva su "Economia alternativa agricola  e solidale". Meriggi ha introdotto il tema con una relazione sulle vicende storiche, relative ad usanze e consuetudini di economia solidale spontanea in uso nei tempi passati a Treia, ma non solo.  Poi Loris Asoli ha proseguito portandoci -anche se sinteticamente- la sua esperienza come fondatore della cooperativa "La Terra e il Cielo" di Arcevia.  A seguire  Michele Meomartino  ha parlato, tra l'altro, del suo ultimo libro "Sogni condivisi" e delle sue esperienze nell'ambito della cooperazione sociale. 

Io ho raccontato del mio incontro con Mario Cavani di Spilamberto, esempio di persona che per buona parte della sua vita ha lavorato per gli altri e per un'economia solidale.

 
Infine, a giro, ognuno si è presentato ed ha detto qualcosa di sé e dei suoi progetti.  Tutti sperando in un mondo migliore dove si possa vivere serenamente del proprio lavoro, stando più in contatto con la terra e  in sintonia con la natura, cercando di rispettarla come ha specificato Aurora, in tutte le sue forme, perché è da essa che veniamo ed è a essa che dovremo un giorno tornare. 

Auguriamoci che questa "massa critica"  possa aumentare sempre più e che la consapevolezza di far parte di un "unicum" possa essere condivisa con un numero di persone sempre maggiore, offrendo una spinta ad una vita semplice e naturale, senza sprechi inutili di risorse e senza egoismi. Abbiamo visto infatti  a che punto questi egoismi ci hanno portato: un mondo dove l'infelicità dilaga e si è perso il vero significato della vita.

 

 
Per concludere la giornata abbiamo  fatto un giro nel meraviglioso centro storico di Treia, che mi stupisce ancora oggi ogni volta che ci vengo. Spero che di questa ricchezza si rendano conto anche gli stessi treiesi e che si adoperino per preservarla dal degrado causato da costruzioni ed opere inutili e fuori luogo e dallo spopolamento. Treia potrebbe invece divenire la sede di una comunità ideale, quasi autonoma nei servizi e negli approvvigionamenti di beni, e servire da esempio per un nuovo stile di vita ecologico, che riscopra i vecchi valori senza negare completamente i progressi raggiunti, almeno quelli utili e non dannosi per l'ambiente.

Mi auguro che tutto questo  divenga realtà e  consiglio caldamente ai nuovi amministratori comunali che verranno di prenderlo in considerazione.



Caterina Regazzi 

Vice-presidente del Circolo Vegetariano VV.TT. - Treia





Altre immagini: 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 















 

 

 


13 marzo 2014

Pasqua - Basta carne nel piatto... ma il formaggio?

“Basta carne nel piatto” … ma il formaggio? Discorso tra vegetariani, vegani, gente del volgo....

 

 
Produttrici di latte (umano)

 

 
Il formaggio... limite ideologico tra vegetariani e vegani. Sì, si avvicina Pasqua e si ricomincia con il solito ritornello sul salvataggio dell'agnello e  sulla pacificazione fra uomo natura animali. 

“Basta carne nel piatto” … ma il formaggio? 

Sembra, per una coerenza etica, che questo elemento sia una ragione sufficiente a creare una barriera fra animalisti vegani e vegetariani ecologisti. Senza star lì ora a ripetere tutta la storia ed i vari distinguo (che potete leggere qui:http://www.circolovegetarianocalcata.it/2012/09/26/vegani-o-vegetariani-il-tema-dellalimentazione-naturale-senza-ipocrisia-e-finzione-etica/) vorrei oggi, semplicemente, riportare le mie considerazioni sul “formaggio”, considerazioni basate sulla mia esperienza personale... 

Mi obiettava tempo fa Caterina: "Per avere il formaggio devi allevare degli animali che producono il latte ed il latte lo producono solo le femmine….. dei maschietti che nascono, sia che siano vitelli, che agnelli, capretti cosa se ne dovrebbe fare?"

In verità per anni anch’io ho avuto capre e pecore e mi sono reso conto del problema con i nuovi nati, soprattutto i maschi. Di solito gli allevatori li vendono (e vengono quasi sempre macellati). Io per un po’ ho cercato di regalarli ad amici che avevano terreni incolti per lasciarveli liberi o semiliberi. Ma i maschi quando crescono, soprattutto se da soli, o fra soli maschi intendo, diventano aggressivi e sono comunque un problema anche per chi li tiene.

Allora c’è da capire una cosa, per quanto riguarda i capretti o pecorini, in natura questi nuovi maschi che nascono sarebbero massimamente uccisi da predatori o dai maschi adulti della stessa specie (che non vogliono future  concorrenze) come fanno i maschi di quasi tutte le specie animali in cui c’è il sistema del capobranco dominante (gli unici a non farlo, o perlomeno, a non farlo così pesantemente sono le scimmie, in effetti noi abbiamo preso da loro…). 

Vorrei comunque far  presente che il piccolo allevatore, svolge una funzione imitativa della natura, egli protegge il gregge ed infine elimina i maschi in sovrappiù… di solito le femmine le tiene, appunto, per il latte.

C’è da fare poi una distinzione tra i grossi produttori di latte, con mucche o bufale.  Se gli animali vivono allo stato brado o semibrado, in questo caso i vitelli vengono allattati dalle madri regolarmente e l’uomo prende il latte in sovrappiù (come succedeva e ancora succede in alcune società rurali pastorali dell’Asia, Africa, etc.). Se invece gli allevamenti sono industriali, come avviene massimamente nel mondo occidentale,  i vitelli maschi di solito vengono eliminati subito, per farne carne da macello, le femmine vengono allattate con latte artificiale e le fattrici continuano a produrre latte esclusivamente per l’uso umano, per alcuni anni, poi quando le fattrici sono “esaurite” vengono uccise anche esse.

Viviamo in una società che non tiene conto del valore della vita delle altre specie ed è per questo che una dieta vegetariana sarebbe indicata anche per motivi etici, ma questi sono secondari rispetto alle ragioni ecologiche (anche in termini di ecologia umana). Infatti  non dimentichiamo che  l’allevamento industriale è la causa maggiore di inquinamento per la terra, maggiore di qualsiasi alta attività umana, comprese le guerre, le centrali nucleari, l’industria e le macchine, lo smog, etc. etc.

L’inquinamento viene quasi tutto dall’allevamento industriale (per le deiezioni e per il consumo di acqua potabile, e dall’agro-industria per la continua deforestazione e per la produzione di foraggio coltivato chimicamente, per gli ogm, etc.). Non voglio però farla troppo lunga…..

Il formaggio, in fondo, dovrebbe essere una sorta di integratore, un  "cacio alchemico", come quello  che produceva un capraio amico di Calcata, che  si chiamava Luigino ed era un vecchio pastore con poche bestie tenute decentemente. Egli faceva solo un po’ di formaggio per se stesso e per qualche amico. Se un piccolo allevatore ha una produzione limitatissima in qualche modo rientra nel sistema ecologico e comunque egli cerca di rispettare i dettami della natura anche nel mantenimento del  “genere” dominante (quello femminile). Ed è per questa ragione che  quando al Circolo venne a trovarmi Carmen Somaschi (che è donna e vegetariana) ho offerto il cacio, mentre alla venuta di Nico Valerio (che è maschio e vegano)  ho offerto il pinzimonio….

Paolo D'Arpini



Circolo Vegetariano VV.TT.



 

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