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RETE BIOREGIONALE ITALIANA - La pratica del bioreregionalismo e dell'ecologia profonda
 
 
 
 
           
       

La Rete Bioregionale Italiana è ispirata dall'idea di Bioregione: aree omogenee definite dall'interconnessione dei sistemi naturali e dalle comunità viventi che le abitano.
Una bioregione è un insieme di relazioni di cui gli umani sono chiamati a vivere e agire come parte della più ampia comunità naturale che ne definisce la vita.

Qui di seguito i nomi dei primi fra i nuovi referenti tematici della Rete Bioregionale Italiana che a titolo volontario intendono mettere a disposizione di tutti le conoscenze acquisite nel loro percorso di pratica ecologista:

Daniela Spurio - Grafica e fotografa - Impaginatrice dei Quaderni di
Vita Bioregionale - "Viverecongioia Jesi" dhanil@live.it,

Giorgio Vitali, presidente Infoquadri, Referente per il Signoraggio monetario ed aspetti economici correlati. Email.  vitali.giorgio@yahoo.it, - Tel. 393.6542624 

Rita De Angelis ritadeangelis2@alice.it e cell. 3385234247 - ecologia casalinga

Antonella Pedicelli, docente di filosofia, residente a Monterotondo (Sabina Romana)Referente per rapporti con le scuole e interventi formativi di recupero e attenzione verso la cultura bioregionale. Email: hariatmakaurr@gmail.com 

Claudio Martinotti Doria, monferrino, storiografo e ricercatore di storia locale ed economica, saggista, ambientalista libertario e localista. Referente per le Politiche economico ecocompatibili. Email: claudio@gc-colibri.com  tel. 0142487408 - Sito web: http://www.cavalieredimonferrato.it

 Benito Castorina, docente universitario per l'economia agricola e coltivatore di erba vetiver. Referente per l'agricoltura contadina e produzione energetica ecologica. Recapiti: benito.castorina@fastwebnet.it - Tel. 06.8292612 - 338.4603719

Avv. Vittorio Marinelli, presidente di European Consumers,
Via Sirtori, 56, 00149 Roma. Email:
vitmar@tiscali.it - Tel.
348.1317487 - Referente per l'ecologia nei consumi.

Caterina Regazzi
, medico veterinario Referente per il rapporto uomo/animali e zootecnia. Recapiti:
caterinareg@gmail.com – Cell. 333.6023090

Fulvio Di Dio, residente ad Amelia (Terni), funzionario alla Regione
Lazio Assessorato Ambiente
. Email.
fulvio.didio@libero.it - Tel.
329.1244550. Referente per l'ecologia nelle aree urbane.

Manuel Olivares, scrittore e giornalista sociologico esperto in comunità, fondatore della casa editrice “Vivere Altrimenti”. Referente per i rapporti con le comunità, comuni ed ecovillaggi. Recapito: info@viverealtrimenti.com

Sonia Baldoni, esperta di erbe officinali e cure naturali olistiche. Referente per il rapporto con gli elementi della natura e con lo spiritus loci. Recapiti: Cell. 333.7843462 - sachiel8@virgilio.it

Teodoro Margarita, seedsaver, già consigliere federale di Civiltà Contadina e collaboratore della Rete. Referente per l'area comasca, ecovillaggio, ricerca spirituale. Recapito: 031.683431 ore serali.

Stefano Panzarasa, geologo e musicista, Responsabile Ufficio Educazione Ambientale del Parco Naturale Regionale dei Monti Lucretili e membro fondatore della Rete Bioregionale Italiana. Referente per l'educazione ambientale ed ecologica. Recapiti: bassavalledeltevere@alice.it  -  blog (cliccare qui sotto): www.orecchioverde.ilcannocchiale.it  tel.. 0774/605084

Lucilla Pavoni, scrittrice e neo contadina. Referente per i rapporti solidali fra esseri umani. Recapiti: lucillapavoni@libero.it – Cell. 338.7073857

Paolo D'Arpini, cercatore spirituale laico e membro fondatore della Rete Bioregionale Italiana. Referente per le Pubbliche Relazioni. Recapiti: circolo.vegetariano@libero.it – Tel. 0733/216293 - 0761/587200 


Altri membri e simpatizzanti stanno ancora meditando sul come offrire la propria collaborazione alla comunità bioregionale, se fra i lettori, che si riconoscono nel messaggio dell'ecologia profonda, c'é qualche volontario.. é benvenuto!

Paolo D'Arpini, addetto alle Relazioni Pubbliche per la Rete Bioregionale Italiana

Per aderire alla Rete Bioregionale Italiana é sufficiente sottoscrivere il manifesto fondativo (o carta degli intenti) e di inviare una email di conferma a:  circolo.vegetariano@libero.it

 

 
 
 
 

 
6 febbraio 2015

Canapa: pianta della vita

Le piante appartengono alla natura - Canapa...


Lavorazione Canapa

Canapa: pianta disinquinante, medicina, fonte alimentare e tessile e per la produzione di biomassa.. insomma un toccasana per la natura e per l'uomo!

Ufficialmente non risulta, ma negli accordi fra "vincitori" ed Italia, alla fine della seconda guerra mondiale, l'Italia fu obbligata ad interrompere la produzione di canapa (le sementi furono cedute alla Francia o distrutte), con la scusa "dichiarata" di attuare il proibizionismo contro le droghe. Ma non risulta nel trattato di pace e non poteva essere espressa in quei termini… Avvenne “di fatto” -in seguito alla visita di Alcide De Gasperi negli Usa ed all’entrata dell’Italia nella Nato- che il governo italiano all’inizio degli anni ’50 proibisse la coltivazione. Altro particolare che fa riflettere è la contemporanea invenzione delle fibre sintetiche (ricavate dal petrolio) che avvenne in quel periodo e che poteva affermarsi solo con l’eliminazione della canapa. Oltre al fatto che i petrolieri USA erano totalmente contrari al possibile uso combustibile di questa pianta miracolosa. Ovviamente la cosa fu ordita in forma mascherata, alla base (ufficiosamente) c’era la pressione politica americana, in chiave proibizionista, contraria alla produzione di elementi vegetali che potessero avere usi narcotici.

In effetti c'è da considerare che la canapa in se stessa è una sola pianta, non vi sono differenze sostanziali fra le piante denominate: sativa, marijuana, ganja, cannabis, etc. La specie è unica e si feconda tranquillamente con qualsiasi consimile di qualsiasi provenienza… La sola differenza sta nella selezione che viene fatta: o in funzione della produzione di fibra tessile o alimentare o in funzione della produzione di cannabinolo.

Il luogo di coltivazione ovviamente a tali fini è importante, più si scende verso l’equatore e maggiore è la quantità di cannabinolo mentre molto minore è nelle zone temperate e fredde. Dal punto di vista del cannabinolo faccio un esempio con gli zuccheri presenti nei grappoli della vite. In Sicilia, Grecia, etc. si produce vino a forte tasso alcolico mentre in Germania, Inghilterra, etc. a malapena si raggiungono i 6/7 gradi, tant’è che in passato la Guerra dei Cent’anni fra Inghilterra e Francia in realtà nascondeva la volontà di accaparrarsi le piane della Bretagna e del Midì in cui si produceva buon vino, che era molto ricercato in Inghilterra… soprattutto da nobili e dalla “corona”, mentre il volgo si accontentava della birra…. Questo, ritornando alla canapa, spiega anche come mai in Germania ci sono forti aiuti per la coltivazione della canapa invece in Italia sono quasi assenti.

Ad esempio nelle Marche, ritornando al periodo pre-bellico, esistevano paesi che particolarmente si dedicavano alla coltivazione della canapa. Treia è uno di questi.

Ovviamente veniva usata anche per fumigagioni oltre che per farci lenzuola, braghe e corde, allo stesso modo in cui si faceva con il tasso barbasso o la vitalba…. anche per ragioni salutistiche e curative (il sistema medicinale europeo era basato sull'uso della canapa come additivo fisso). Dalla fine della guerra, quando subentrò la proibizione della coltivazione, tutte le sementi furono bruciate. Questa è storia, sia pur travestita e manipolata…. ed oscurata (tante di queste notizie mica sono riprese negli annali.. sono tramandate a voce e basta).

Oggi la canapa potrebbe sostituire non solo le fibre sintetiche ma addirittura essere una valente fonte alimentare, energetica e di disinquinamento ecologico, soprattutto per rivitalizzare i campi sfibrati e desertificati dalla coltivazione intensiva del tabacco (questa sì che è una vera droga e nociva al massimo) o da altre coltivazioni intensive, infatti non è un mistero che la canapa (come l’ortica) è capace di riequilibrare le qualità organolettiche dei terreni.


Paolo D’Arpini
Referente P.R. Rete Bioregionale Italiana




Di questo e simili temi se ne parlerà durante la Festa dei Precursori che si terrà il 25 e 26 aprile 2015 al Circolo vegetariano VV.TT. di Treia. Info. circolovegetariano@gmail.com


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4 dicembre 2012

Canapa medica

La canapa può anche aiutare a combattere i tumori ed altri mali cattivi




Esistono due tipi principali di farmaci cannabinoidi: il Sativex GW, uno spray orale derivato dalla pianta, ed alcuni farmaci (Bedrocan B.V.) che sono vere e proprie infiorescenze essiccate, prodotte dal Ministero della Salute olandese.

La "prescrizione" va ottenuta dal medico curante "di famiglia" (Mmg) o dallo specialista ospedaliero della propria ASL (in realtà è una "richiesta di importazione di medicinale in commercio all'estero", ai sensi dell’art. 2 del D.M. 11-2-97) di uno dei farmaci a base di cannabinoidi, in quantità necessaria al massimo per 3 mesi di cura, sul modulo appositamente predisposto dal Ministero della Salute. Il paziente è tenuto a fornire al medico il consenso informato scritto.

Nel caso la richiesta sia firmata dal Mmg, consegnare il modulo alla Farmacia Territoriale della ASL di riferimento, che, a sua volta, richiederà l'autorizzazione all'importazione del medicinale al Ministero della Salute. Ottenuta l'autorizzazione del Ministero (dopo più o meno una settimana), la ASL stessa procederà all’ordine (questa parte NON compete al medico!).

SE E’ STATO PRESCRITTO SATIVEX sarà interessata la IDISPHARMA (http://www.idispharma.com) tramite invio di e-mail, ora anche in lingua italiana perché ci sono due dottoresse che sono italiane (Giulia Canova Order Processor / Administrator (Italy/Spain), Global Sales Department – IDIS: Tel : +44 (0)1932 824123, internationalsales@idispharma.com), alla quale si chiederà l’ulteriore procedura, in genere richiedono l’invio via mail del modulo Physician Consent Order Form ORIGINAL. Questo modulo, tramite la ditta IDIS andrà alla GW- Pharmaceuticals, ditta produttrice del farmaco.


Richiesta da parte della farmacia del nullaosta

I tempi ministeriali sono in genere pari a 2-3 settimane
Invio da parte della farmacia della richiesta alla IDIS
Il ministero inglese, anche qui 2-3 settimane. Purtroppo qui i tempi si possono allungare molto perché l’intermediario è la IDIS, dove ci possono essere problemi burocratici.
Programmazione della spedizione, molto variabile a causa dei tempi IDIS. In genere passano circa 40 giorni

Quando il farmaco arriva, la farmacia avviserà il medico o il paziente. Complessivamente il tempo per ottenere il farmaco varia da 20 giorni a 2 mesi circa ed anche più, se per quella Farmacia è la prima volta e non sono pratici.

La maggior parte delle Farmacie Territoriali delle ASL, ma non tutte, chiedono al paziente di pagare il costo di farmaco e procedure di importazione (dai 600 ai 2000 euro anticipati per tre mesi di terapia). Per quanto riguarda l'onere della spesa di acquisto del farmaco l'articolo 5 del Decreto Ministeriale 11 febbraio 1997 sopra citato dice: "L'onere della spesa per l'acquisto dei medicinali di cui all'art.1 non deve essere imputato ai fondi attribuiti dallo Stato alle regioni e provincie autonome per l'assistenza farmaceutica, tranne il caso in cui l'acquisto medesimo venga richiesto da una struttura ospedaliera per l'impiego in ambito ospedaliero. In quest'ultimo caso, fatti salvi i vincoli di bilancio e quelli eventualmente posti dalla normativa regionale, l'Azienda Ospedaliera potrà far gravare la relativa spesa nel proprio bilancio al pari dei farmaci in commercio in Italia e degli altri beni necessari per lo svolgimento delle prestazioni di assistenza sanitaria".

Se è lo specialista a compilare la richiesta, in teoria basterebbe che lo stesso la consegni alla Farmacia dell'Ospedale e si dovrebbe ottenere il farmaco gratis tramite il day-hospital, come prevede la legge. Le Farmacie non hanno la facoltà di entrare nel merito della richiesta del medico per il proprio paziente -tanto meno respingerla- e come le F.T. sono tenute solo ad inoltrare al Ministero la richiesta per l’autorizzazione.

Stefano Balbo


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Cannabinoidi e gliomi.

Velasco G , Carracedo A , C Blázquez , Lorente M , T Aguado , Haro A , C Sánchez , Galve-Roperh I , M Guzmán .


Fonte: Dipartimento di Biochimica e Biologia Molecolare I, Facoltà di Biologia, Università Complutense, 28040 Madrid, Spagna.

Astratto
I cannabinoidi, i componenti attivi della Cannabis sativa L., agiscono nel corpo mimando sostanze endogene - gli endocannabinoidi - che attivano specifici recettori della superficie cellulare.

I cannabinoidi esercitano effetti diversi palliativi nei pazienti con tumore. Inoltre, i cannabinoidi inibiscono la crescita di diversi tipi di cellule tumorali, incluse le cellule di glioma, in animali da laboratorio. Lo fanno modulando i percorsi principali di segnalazione cellulare, la maggior parte del reticolo endoplasmatico risposta allo stress, inducendo così le azioni antitumorali come la
morte apoptotica delle cellule tumorali e l'inibizione dell'angiogenesi tumorale.

Di interesse, i cannabinoidi sembrano essere selettivi composti antitumorali, come uccidere le cellule di glioma, ma non le loro controparti non trasformate astrogliali. Sulla base di questi risultati preclinici, uno studio clinico pilota di Delta -tetraidrocannabinolo (THC) in pazienti con recidiva di glioblastoma multiforme è stato recentemente eseguito. Il buon profilo di sicurezza di THC, insieme al suo eventuale crescita inibendo l'azione sulle cellule tumorali, giustifica la creazione di futuri studi volti a valutare la potenziale attività antitumorale dei cannabinoidi.
(tradotto con google....)


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26 ottobre 2012

Uso e consumo della canapa

La Bassa, Rastellino di Castelfranco Emilia, 28 ottobre 2012, discorso e spiegazioni sull'uso della canapa

 


http://www.facebook.com/photo.php?v=3972612758638
Qui sopra ci dovrebbe essere la foto dell'ingresso del Center Creative Country (vedere il sito Barattibay) e nel video parte dell'intervista fatta a Frida (la FATA Olandese) che da innumerevoli anni cura manualmente con amore questo bellissimo posto dove recentemente mi sono recato per aiutarla nella raccolta della Canapa. Questa esperienza mi ha permesso di farmi un idea più chiara su come operare nella raccolta che si farà DOMENICA  28/10. 

Confidando nella clemenza del tempo che le previsioni purtroppo danno pessimo vi illustro cosa verrà fatto. In sostanza cercheremo attraverso un contatto manuale della Canapa di trarre da essa due o più prodotti. 

In questa prima esperienza toglieremo attraverso a una lieve scuotitura il SEME adatto alla germinazione. Poi si separeranno le parti verdi che verranno portate all'Istituto di Agraria di Monteombraro dove verranno distillate per ricavarne l'olio essenziale. 

La fibra si lascerà macerare nel campo e in un secondo tempo lavorata. Su come verrà lavorata dipenderà da come si svilupperà l'idea di creare col l'aiuto di ANAB un Cantiere-Laboratorio dove sviluppare e testare (ossia in grado di rilasciare una scheda tecnica) prodotti per l'edilizia ovviamente di CANAPA. 

In questo caso la canapa che lasceremo in campagna servirà come materiale per la sperimentazione, non dovesse essere cosi verrà rotoimballata e venduta come fibra tecnica. Ricordandovi che tra sabato e domenica cambia l'ora spero di vedervi numerosi e se volete prenotare chiamate  Agriturismo La Bassa - Rastellino di Castelfranco Emilia (Mo) 059937500 

Salute & Saluti,  Fuzzi Izzurb Eleinad


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29 aprile 2012

Costruire con la canapa... seminario in Umbria

Olver Zaccanti a Sant’Anatolia di Narco, dal 4 al 6 maggio 2012, per insegnare come costruire con la canapa..

 
Sant'Anatolia di Narco - Luogo del seminario sulla canapa


Buongiorno, per chi fosse interessato si invia di seguito il Programma e la Scheda d'Iscrizione del cantiere-scuola sugli USI DELLA CANAPA IN EDILIZIA - CANAPA E CALCE che si svolgerà dal 4 al 6 Maggio a Sant'Anatolia di Narco (PG) località a 10 km. da Spoleto.

ll cantiere-scuola è a numero chiuso e si avvale dell'esperienze maturate nell'ambito del Programma INATER (www.it.inater.net)



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Costruire Bioecologico: l’uso della canapa in edilizia.
Sant’Anatolia di Narco (PG), 4-6 Maggio 2012

Sant’Anatolia di Narco - La crisi finanziaria mondiale di questi ultimi anni ha evidenziato punti critici dell’economia rilevando l’esigenza di individuare nuovi settori di sviluppo e il principale è rappresentato dalla green economy.
In questo contesto, insieme alle fonti rinnovabili per la produzione di energia, acquistano sempre maggiore interesse le fibre vegetali, come la canapa, il cui utilizzo spazia già da ora in molti settori merceologici.

Diventa allora possibile sviluppare nuovi progetti che legano l’agricoltura alle attività industriali e che siano da incentivo alla ricerca sulla produzione e utilizzazione di beni di origine vegetale miscelando insieme un rinato interesse per l’utilizzazione di prodotti più rispondenti ad un profondo rispetto dell’ambiente che ci circonda e delle tradizioni.

E’ con questo spirito che il Museo della Canapa insieme al Comune di Sant’Anatolia di Narco , l’ANAB, Associazione Nazionale Architettura Bioecologica e Assocanapa, con il patrocinio dell’Ordine degli Architetti di Perugia, dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Perugia, del Collegio dei Geometri della Provincia di Perugia, dell'Ance – Perugia organizzerà dal 4 al 6 Maggio un cantiere-scuola teorico e pratico interamente dedicato agli usi della canapa in edilizia e, in particolare all’impiego di canapa-calce.

I tre giorni di formazione teorico-pratica sono rivolti ad operatori del settore (artigiani, imprese, professionisti) e si avvalgono dell’esperienza formativa del Programma UE INATER (www.it.inater.net), progetto che mira principalmente a favorire la specializzazione del personale di cantiere verso tecniche costruttive ecocompatibili utilizzando materiali ecologici di origine naturale non ibridati con prodotti sintetici, come ad esempio il sughero, le canne palustri, la fibra di lino, mais e, soprattutto, canapa.

Quets’ultima, in associazione con la calce, sarà la protagonista indiscussa di questo cantiere-scuola.

Domenica 6 maggio a partire dalle ore 15.00 il cantiere sarà aperto e visitabile da tutti coloro che fossero interessati a conoscere le mille risorse di questa pianta!
Stampa e cittadinanza sono invitati a partecipare.

INFO E CONTATTI:
Museo della Canapa:
Dott.ssa Glenda Giampaoli
Piazza del Comune Vecchio, 1
06040 – Sant’Anatolia di Narco (PG)
Tel. 0743.613149 – 333.6099614, Fax. 0743.613148
E.mail: museo della canapa@gmail.com

Responsabile del Seminario:
Olver Zaccanti, ANAB architetturanaturale
officinadelbuoncostruire@yahoo.it
059.547.778 - 347.27.11.878


19 maggio 2011

Bioregionalismo e botanica

 

Canapa, pianta disinquinante, fonte alimentare e tessile e per la produzione di biomassa.. insomma un toccasana per la natura e per l'uomo!



Ufficialmente non risulta, ma negli accordi fra "vincitori" ed Italia, alla fine della seconda guerra mondiale, l'Italia fu obbligata ad interrompere la produzione di canapa (le sementi furono cedute alla Francia o distrutte), con la scusa
"dichiarata" di attuare il proibizionismo contro le droghe. Ma non risulta nel trattato di pace e non poteva essere espressa in quei termini… Avvenne “di fatto” -in seguito alla visita di Alcide De Gasperi negli Usa ed all’entrata dell’Italia nella Nato- che il governo italiano all’inizio degli anni ’50 proibisse la coltivazione. Altro particolare che fa riflettere è la contemporanea invenzione delle fibre sintetiche (ricavate dal petrolio) che avvenne in quel periodo e che poteva affermarsi solo con l’eliminazione della canapa. Oltre al fatto che i petrolieri USA erano totalmente contrari al possibile uso combustibile di questa pianta miracolosa. Ovviamente la cosa fu ordita in forma mascherata, alla base (ufficiosamente) c’era la pressione politica americana, in chiave proibizionista, contraria alla produzione di elementi vegetali che potessero avere usi narcotici.

In effetti c'è da considerare che la canapa in se stessa è una sola pianta, non vi sono differenze sostanziali fra le piante denominate: sativa, marijuana, ganja, cannabis, etc. La specie è unica e si feconda tranquillamente con qualsiasi consimile di qualsiasi provenienza… La sola differenza sta nella selezione che viene fatta: o in funzione della produzione di fibra tessile o alimentare o in funzione della produzione di cannabinolo.

Il luogo di coltivazione ovviamente a tali fini è importante, più si scende verso l’equatore e maggiore è la quantità di cannabinolo mentre molto minore è nelle zone temperate e fredde. Dal punto di vista del cannabinolo faccio un esempio con gli zuccheri presenti nei grappoli della vite. In Sicilia, Grecia, etc. si produce vino a forte tasso alcolico mentre in Germania, Inghilterra, etc. a malapena si raggiungono i 6/7 gradi, tant’è che in passato la Guerra dei Cent’anni fra Inghilterra e Francia in realtà nascondeva la volontà di accaparrarsi le piane della Bretagna e del Midì in cui si produceva buon vino, che era molto ricercato in Inghilterra… soprattutto da nobili e dalla “corona”, mentre il volgo si accontentava della birra…. Questo, ritornando alla canapa, spiega anche come mai in Germania ci sono forti aiuti per la coltivazione della canapa invece in Italia sono quasi assenti.

Ad esempio nella Tuscia, ritornando al periodo pre-bellico, esistevano paesi che specificatamente vivevano di questa coltivazione (vedi Canepina..), Calcata era uno di questi, i contadini chiamavano la canapa il “tabacco dei poveri” (sino a vent’anni fa in Africa essa veniva chiamata “tabac africaine”). Ovviamente veniva usata anche per fumigagioni oltre che per farci lenzuola, braghe e corde, allo stesso modo in cui si faceva con il tasso barbasso o la vitalba…. anche per ragioni salutistiche e curative (il sistema medicinale europeo era basato sull'uso della canapa come additivo fisso). Dalla fine della guerra, quando subentrò la proibizione della coltivazione, tutte le sementi furono bruciate. Questa è storia, sia pur travestita e manipolata…. ed oscurata (tante di queste notizie mica sono riprese negli annali.. sono tramandate a voce e basta).

Oggi la canapa potrebbe sostituire non solo le fibre sintetiche ma addirittura essere una valente fonte alimentare, energetica e di disinquinamento ecologico, soprattutto per rivitalizzare i campi sfibrati e desertificati dalla coltivazione intensiva del tabacco (questa sì che è una vera droga e nociva al massimo) o da altre coltivazioni intensive, infatti non è un mistero che la canapa (come l’ortica) è capace di riequilibrare le qualità organolettiche dei terreni.

Durante il prossimo incontro annuale della Rete Bioregionale Italiana che si terrà a Ospitaletto di Marano (Modena, dal 18 al 19 giugno 2011, è prevista una discussione sull'alimentazione naturale.. Ovviamente non potremo tralasciare il discorso sulla canapa... Siete invitati a partecipare:
(vedere programma su:
http://altracalcata-altromondo.blogspot.com/2011/05/17-incontro-annuale-della-rete.html)

Paolo D’Arpini
Referente P.R. Rete Bioregionale Italiana
http://retebioregionale.ilcannocchiale.it/

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Lettere ricevute sullo stesso tema:

Nella provincia di Caserta, prima che la coltivazione della canapa venisse vietata, si producevano i migliori semi al mondo oltre che ad un’apprezzabile produzione. Ora che l’Unione Europea non finanzia più la coltivazione del tabacco e sostiene, invece, la reintroduzione della canapa, mi sembra interessante inquadrare, sul piano storico tutta la vicenda. Per cui sarei molto grato a Paolo D’Arpini se mi aiutasse in questa ricerca. Ringrazio per l’attenzione.
Dr. agronomo Giuseppe Messina – Caserta

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La canapa è una risorsa naturale fondamentale per i quattro bisogni principali dell'umanità: cibo, carburante, fibra e medicine. E' una delle piante più produttive in massa vegetale di tutta la zona temperata: una coltivazione della durata di tre mesi e mezzo produce una biomassa quattro volte maggiore di quella prodotta dalla stessa superficie di bosco in un anno. La canapa è stata, tra le specie coltivate, una delle poche conosciute fin dall'antichità sia in Oriente che in Occidente. ... (http://www.liberamenteservo.it/modules.php?name=News&file=article&sid=4196)
Danilo Perolio

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Ed ancora.. scrive Rete Economia Etica e Solidale: "27 maggio 2011, ore 21:00 (Durata: 2ore) - Barbara (AN), Cinema Teatro Odeon - via Aldo Moro, 20 - Mostra-Convegno "CANAPA: un bene da rivalutare" Riscoperta di antiche tradizioni: colture, mestieri e arti. Info.  Claudio Brocanelli 320.3719644 - elclab@libero.it"



 

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