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RETE BIOREGIONALE ITALIANA - La pratica del bioreregionalismo e dell'ecologia profonda
 
 
 
 
           
       

La Rete Bioregionale Italiana è ispirata dall'idea di Bioregione: aree omogenee definite dall'interconnessione dei sistemi naturali e dalle comunità viventi che le abitano.
Una bioregione è un insieme di relazioni di cui gli umani sono chiamati a vivere e agire come parte della più ampia comunità naturale che ne definisce la vita.

Qui di seguito i nomi dei primi fra i nuovi referenti tematici della Rete Bioregionale Italiana che a titolo volontario intendono mettere a disposizione di tutti le conoscenze acquisite nel loro percorso di pratica ecologista:

Daniela Spurio - Grafica e fotografa - Impaginatrice dei Quaderni di
Vita Bioregionale - "Viverecongioia Jesi" dhanil@live.it,

Giorgio Vitali, presidente Infoquadri, Referente per il Signoraggio monetario ed aspetti economici correlati. Email.  vitali.giorgio@yahoo.it, - Tel. 393.6542624 

Rita De Angelis ritadeangelis2@alice.it e cell. 3385234247 - ecologia casalinga

Antonella Pedicelli, docente di filosofia, residente a Monterotondo (Sabina Romana)Referente per rapporti con le scuole e interventi formativi di recupero e attenzione verso la cultura bioregionale. Email: hariatmakaurr@gmail.com 

Claudio Martinotti Doria, monferrino, storiografo e ricercatore di storia locale ed economica, saggista, ambientalista libertario e localista. Referente per le Politiche economico ecocompatibili. Email: claudio@gc-colibri.com  tel. 0142487408 - Sito web: http://www.cavalieredimonferrato.it

 Benito Castorina, docente universitario per l'economia agricola e coltivatore di erba vetiver. Referente per l'agricoltura contadina e produzione energetica ecologica. Recapiti: benito.castorina@fastwebnet.it - Tel. 06.8292612 - 338.4603719

Avv. Vittorio Marinelli, presidente di European Consumers,
Via Sirtori, 56, 00149 Roma. Email:
vitmar@tiscali.it - Tel.
348.1317487 - Referente per l'ecologia nei consumi.

Caterina Regazzi
, medico veterinario Referente per il rapporto uomo/animali e zootecnia. Recapiti:
caterinareg@gmail.com – Cell. 333.6023090

Fulvio Di Dio, residente ad Amelia (Terni), funzionario alla Regione
Lazio Assessorato Ambiente
. Email.
fulvio.didio@libero.it - Tel.
329.1244550. Referente per l'ecologia nelle aree urbane.

Manuel Olivares, scrittore e giornalista sociologico esperto in comunità, fondatore della casa editrice “Vivere Altrimenti”. Referente per i rapporti con le comunità, comuni ed ecovillaggi. Recapito: info@viverealtrimenti.com

Sonia Baldoni, esperta di erbe officinali e cure naturali olistiche. Referente per il rapporto con gli elementi della natura e con lo spiritus loci. Recapiti: Cell. 333.7843462 - sachiel8@virgilio.it

Teodoro Margarita, seedsaver, già consigliere federale di Civiltà Contadina e collaboratore della Rete. Referente per l'area comasca, ecovillaggio, ricerca spirituale. Recapito: 031.683431 ore serali.

Stefano Panzarasa, geologo e musicista, Responsabile Ufficio Educazione Ambientale del Parco Naturale Regionale dei Monti Lucretili e membro fondatore della Rete Bioregionale Italiana. Referente per l'educazione ambientale ed ecologica. Recapiti: bassavalledeltevere@alice.it  -  blog (cliccare qui sotto): www.orecchioverde.ilcannocchiale.it  tel.. 0774/605084

Lucilla Pavoni, scrittrice e neo contadina. Referente per i rapporti solidali fra esseri umani. Recapiti: lucillapavoni@libero.it – Cell. 338.7073857

Paolo D'Arpini, cercatore spirituale laico e membro fondatore della Rete Bioregionale Italiana. Referente per le Pubbliche Relazioni. Recapiti: circolo.vegetariano@libero.it – Tel. 0733/216293 - 0761/587200 


Altri membri e simpatizzanti stanno ancora meditando sul come offrire la propria collaborazione alla comunità bioregionale, se fra i lettori, che si riconoscono nel messaggio dell'ecologia profonda, c'é qualche volontario.. é benvenuto!

Paolo D'Arpini, addetto alle Relazioni Pubbliche per la Rete Bioregionale Italiana

Per aderire alla Rete Bioregionale Italiana é sufficiente sottoscrivere il manifesto fondativo (o carta degli intenti) e di inviare una email di conferma a:  circolo.vegetariano@libero.it

 

 
 
 
 

 
23 giugno 2014

Resoconto incontro collettivo ecologista 2014

Resoconto dell'incontro Collettivo Ecologista - I due giorni del solstizio estivo 2014 a Montesilvano


Olis di Montesilvano - Battesimo laico del 22 giugno 2014

Comincio con le parole di Paolo indirizzate come ringraziamento a Michele Meomartino: “Reduci dall’incontro collettivo ecologista tenuto ad Olis il 21 e 22 giugno diamo testimonianza della ottima riuscita dell’incontro. In un momento in cui centinaia di migliaia di persone “perdono” tempo a parlare di calcio, o ad andare ai concerti rock o peggio ancora, abbiamo riscontrato come l’intelligenza sia ancora viva in Italia.. presente in quella cinquantina di persone capaci di emettere speranza e proporre soluzioni per il futuro proprio e del pianeta. Grazie Michele per aver ospitato e contribuito a d organizzare questo evento, la Terra ed i suoi abitanti, tutti, ti sono riconoscenti. (Paolo D’Arpini)”.
In queste parole, effettivamente, Paolo ha sintetizzato il succo dell’incontro. Eravamo in un luogo che è magico per la sua atmosfera: un anfiteatro naturale, circondato da alti alberi spontanei che danno sempre una frescura favolosa, in lontananza e solo nei momenti di assoluto silenzio si ode un sottofondo leggero che proviene dal cosiddetto “mondo civilizzato”, auto in transito sulla vicina autostrada per intenderci, che ci ricordano il mondo in cui viviamo; anche alcune lucciole sono venute ad allietare la serata del 21 giugno, modestamente, forse qualcuno non le ha neanche notate, la loro luce era mescolata ai bagliori del fuoco che per un paio d’ore è arso a ricordarci di mantenere viva la nostra intelligenza. Così creando un clima di comunione e di condivisione soprattutto fra le donne presenti che hanno riscoperto la loro essenza di femmine innamorate della vita, della danza, dell’Amore. Questo la sera.
Tornando al pomeriggio, ed iniziando il vero e proprio resoconto, dirò che l’incontro era cominciato facendo una passeggiata intorno alla sede dell’associazione per raccogliere erbe officinali e aromatiche e fiori per preparare l’acqua di San Giovanni, con Adriana Gandolfi. Lì abbiamo realizzato quanto il periodo solstiziale rappresenti l’apice della realizzazione, della manifestazione della natura, ancora in fieri, perché molti frutti sono ancora di là da venire, ma tutti sono già in embrione. Il frumento che è alla base della nostra alimentazione, invece, era già praticamente pronto per il raccolto. Ritornati alla base e messe a bagno le erbe nell’acqua che avremmo poi utilizzato per la benedizione del giorno successivo, ci siamo seduti in cerchio e abbiamo ascoltato diversi giovani e meno giovani raccontare le loro esperienze di “lavoratori e cultori dell’ecologia e dell’ambiente, della solidarietà, del riciclo e riuso”.
Adriana e Giuseppe dell’Associazione “Le Radici”, Tiziana e Fabrizio di Sinergi Natura, con le loro produzioni (oggetti creati con carta riciclata, marmellate, succhi, altro), Cristiano Del Toro, architetto paesaggista e Donato Silveri, agronomo. E’ stato molto bello vedere e ascoltare dell’entusiasmo con cui si cerca di fare un’opera che non solo è destinata ad un sostentamento personale e collettivo, ma anche ad un cambiamento di un’impostazione della società, che ormai dovrebbe aver inteso che il consumismo e l’apparire non “pagano” e che l’unica possibilità è un ritorno a valori quali l’amicizia, la solidarietà, la collaborazione, la condivisione delle esperienze e della vita, e che il sintonizzarsi con la natura e l’ambiente in cui viviamo crea uno stato di benessere che nessuna medicina, nessuna vacanza esotica ci possono dare.
A seguire hanno portato la loro esperienza personaggi di un calibro notevole: prima Giovanni Damiani, biologo, ed esperto in ecologia ambientale, che è stato tra l’altro direttore generale dell’Agenzia Nazionale per la Protezione dell’Ambiente (oggi Ispra) e componente della Commissione Nazionale per le Valutazioni dell’Impatto Ambientale presso il Ministero dell’Ambiente, il quale ha fatto un’interessantissima relazione parlando, tra l’altro, dell’impossibilità di “scoprire” le modificazioni genetiche artificiali degli organismi e della prossima scarsità di fosforo nell’ambiente per cui sarà indispensabile a breve prevedere il recupero delle deiezioni animali e umane da utilizzare, dopo maturazione, in agricoltura…. e quindi della necessità di attrezzarsi con le “compost toilet”, che del resto sono già ampiamente state studiate, sperimentate e vengono utilizzate con profitto in varie parti del mondo.
Di seguito è intervenuto Antonio Onorati, arrivato appositamente da Roma, Presidente del Centro Internazionale Crocevia, che ha parlato della necessità della rivalutazione dell’agricoltura contadina e del percorso che sta facendo a livello parlamentare la relativa proposta di legge. Ha riferito di aver avuto recentemente un incontro col Ministro dell’Agricoltura col quale hanno ribadito la necessità di mantenere il divieto della coltivazione degli OGM in Italia.
La domenica del 22 giugno abbiamo cominciato con alcuni esercizi di Makko-Ho sotto la guida della dolce Antonella che ci ha raccontato della sua esperienza: da persona debole e con tanti problemi di salute, superati facendo un percorso fisico e mentale-spirituale basato anche su questi semplici ma efficaci esercizi, ora è diventata una bella e forte giovane donna che esprime energia e benessere.
Abbiamo poi rifatto un cerchio di condivisione in cui sono state raccolte le esperienze di Francesco dell’Emporio Primo Vere di Pescara, un negozio di prodotti biologici ed equosolidali, ma anche luogo di ritrovo e centro culturale, dove il “profitto” è una parola sconosciuta. I produttori, locali o lontani ed il rivenditore stesso hanno tutti un giusto reddito. Poi Massimo Pamio, della casa editrice Noubs, ci ha raccontato del Museo della Lettera D’Amore di Torrevecchia Teatina. Importante anche l’intervento di Nancy, una prof americana, trasferitasi in Abruzzo, che ha parlato dell’importanza del vegetarismo per la presa di coscienza ecologista e per l’evoluzione umana.
Da Roma era venuto anche il fedele Vittorio Marinelli, Presidente di European Consumers, che ci ha raccontato 3000 cose, tra cui della predisposizione, in alcuni ristoranti degli States, di una “sedia elettrica per aragoste”, resasi necessaria per l’aumentata sensibilità di alcuni umani non vegetariani che però si sono resi conto della gran sofferenza a cui sono sottoposti questi animali che abitualmente vengono cotti mettendoli vivi nella pentola di acqua bollente. Purtroppo non abbiamo potuto neanche salutarlo quando se n’è andato, la domenica pomeriggio: noi eravamo andati a fare un riposino, mentre lui avendo un impegno per la sera a Roma (il concertone dei Rolling Stones al Circo Massimo) non poteva attardarsi. Nel frattempo, a compensazione, ci aveva raggiunti anche Sonia Baldoni, reduce da uno dei suoi percorsi erboristici in un luogo tra il Lazio, l’Abruzzo e la Campania.
Durante le conclusioni espresse in un cerchio nel pomeriggio è stata sottolineata la gioia nella scoperta di condividere un percorso comune, nella diversità, ognuno secondo i propri mezzi e le proprie attitudini, con la speranza che la nostra visione possa contaminare sempre più persone fino ad un cambio di mentalità della società umana nel suo complesso.
Noi probabilmente non vedremo questo cambio, ma come diceva Gandhi, non è importante raggiungere la meta, ma la strada che percorri.
Fortunatamente, Paolo ed io, non eravamo ancora partiti per tornare a Treia, quando al crepuscolo si è unito a noi Amerigo Costantini, scultore, coltivatore e tanto altro che ci ha fatto sognare con i suoi racconti sul suo rapporto e i suoi esperimenti con le piante, che fa crescere di più o di meno, solo col programma da lui “immaginato”, senza carezze o musica. Fantastico.
Grazie Michele (anche per gli ottimi pranzetti vegetariani), Fabiola e Ciro (il gatto). Grazie Paolo, grazie a tutti i 60 partecipanti che non sono qui nominati, Grazie anche a Montesilvano!
Caterina Regazzi

Post scriptum di Paolo D’Arpini: “Confermo l’avvenuta santa presenza di Vittorio Marinelli , presidente di European Consumers, all’incontro. Le sofferenza da lui patite dormendo sul duro e adattandosi a cibo scarno gli garantiscono la futura entrata in Paradiso (anche per l’opera meritoria di aver sporto denuncia penale contro la giunta Friuli Venezia Giulia per la coltivazione fraudolenta di OGM).. Questa è una certificazione.





14 giugno 2014

Il costo delle uova, in assoluto

Uova, quanto ci costano... e quanto costano alle galline?

 

 

In vista dell'incontro  collettivo ecologista 2014, in cui si parlerà di alimentazione ed  anche di agricoltura e animali, ed essendo auspicabile, anche se non obbligatorio, un mio intervento,  mi sono apprestata ad effettuare un sopralluogo nell'unico allevamento di galline ovaiole del nostro territorio.

Già in precedenza mi ero documentata sulla normativa sul benessere delle galline ovaiole, almeno la più recente, andando anche ad informarmi (benedetto internet, come al solito), capitandoci per caso, sul sito della LAV (Lega Anti Vivisezione).

Premetto che ritengo di essere un'amante degli animali e della natura in genere, ma non un'animalista sfegatata.
Da Wikipedia, alla voce Animalismo:
 
«Verrà il giorno in cui il resto degli esseri animali potrà acquisire quei diritti che non gli sono mai stati negati se non dalla mano della tirannia. I francesi hanno già scoperto che il colore nero della pelle non è un motivo per cui un essere umano debba essere abbandonato senza riparazione ai capricci di un torturatore. Si potrà un giorno giungere a riconoscere che il numero delle gambe, la villosità della pelle, o la terminazione dell'osso sacro sono motivi egualmente insufficienti per abbandonare un essere sensibile allo stesso fato. Che altro dovrebbe tracciare la linea invalicabile? La facoltà di ragionare o forse quella del linguaggio? Ma un cavallo o un cane adulti sono senza paragone animali più razionali, e più comunicativi, di un bambino di un giorno, o di una settimana, o persino di un mese. Ma anche ammesso che fosse altrimenti, cosa importerebbe? La domanda non è Possono ragionare?, né Possono parlare?, ma Possono soffrire? »
 

Non sono stata mai molto amante di questa organizzazione che mi pareva si interessasse tanto degli animali e per niente degli esseri umani. Dato però che una cosa non esclude l'altra ed ognuno dovrebbe (?) seguire la sua natura e quindi le sue propensioni, ho cercato di non farmi condizionare dai miei preconcetti, anzi, di lasciarli nel cassetto. 

Molte persone dicono: "Chi non ama gli animali non ama neanche le persone", questo a volte può anche essere vero, ma può essere vero anche il contrario "Chi ama gli animali lo fa perché non ama le persone o meglio, non si sente amato dalle persone" e così via.

Secondo me bisognerebbe considerare tutti gli esseri viventi alla stessa stregua, gli animali non sono migliori degli esseri umani e gli esseri umani non sono migliori degli altri animali.

Ogni essere ha il suo posto nel gioco della vita (e della morte, che fa parte della vita).

Poi ognuno è libero di pensarla come vuole.

Il sito della LAV è veramente bellissimo, pieno di rimandi ad altre pagine ed ogni argomento è molto approfondito e spiegato in maniera chiara ed esauriente. Ovviamente è solo un punto di vista, per quanto difficile da confutare, se non con un "Ma le cose sono sempre andate così!" o, meglio "Ormai sono così da tanto tempo!"

Non so di preciso da quanto tempo sono sorti gli allevamenti di galline ovaiole in batteria, ho guardato un po' sempre su Internet e per gli allevamenti intensivi in genere si parla del secondo dopoguerra, ma io credo che il tutto almeno qui in Italia e specialmente in certe regioni, sia ancora più recente.
Per molte persone poi l'allevamento intensivo in genere e quindi la possibilità di reperire facilmente sul mercato prodotti di origine animale A BASSO COSTO è un fattore indice di progresso. Ne siamo sicuri?

E' giusto che per comprare un paio di jeans siamo disposti a spendere più di 100 euro e per comprare una confezione di 6 uova 2 euro ci sembrano troppi?

Le uova prodotte nell'allevamento da me visitato vengono inviate all'industria, tranne una piccola parte che viene venduta presso l'azienda stessa ai privati. Cosa vuol dire? Queste uova vengono sgusciate, vengono separati il tuorlo dall'albume, e poi, entrambe le parti vengono pastorizzate per essere impiegate prevalentemente nei pastifici e nell'industria dolciaria.

Queste uova vengono vendute a peso e sapete quanto percepisce l'allevatore? In un chilo di uova ci sono circa 15 uova. Quanto costano secondo voi, dal produttore 15 uova? 0,70 euro cioè ogni uovo costa 0,05 euro che se non sbaglio fa poco meno delle vecchie 100 lire.

Mi piacerebbe sapere quanto la grande distribuzione, per non far nomi, paga le uova da vendere fresche (o extra fresche) al produttore.

E noi, in ultima analisi, questo benedetto uovo non potremmo pagarlo anche 50 centesimi, considerando che due uova sono un secondo più che sufficiente?

I titolari dell'allevamento  sono due coniugi di età avanzata (oltre la pensione da un bel po') che non hanno ancora deciso cosa fare quando il primo gennaio 2012 le gabbie tradizionali saranno vietate per legge. Rinnovare l'impianto ha dei costi esorbitanti e mancando una figliolanza che segua l'attività........ Ho chiesto loro gli inconvenienti di modificare l'impianto secondo le normative, dal punto di vista pratico, a parte quello economico: uova rotte, uova sporche, maggior impegno per la raccolta (quindi maggiore manodopera e più scarti). Ho chiesto anche: "Ma se un uovo, invece che a quei prezzi, vi venisse pagato anche solo il doppio, potrebbe valerne la pena?"

Ai posteri l'ardua sentenza, vedremo, se  i prezzi delle uova saliranno, se ci sarà la crisi delle uova. Sicuramente l'industria, che, col libero mercato, si può approvvigionare  all'estero di prodotti pastorizzati si rivolgerà altrove. Sarà una perdita ulteriore di posti di lavoro (ma tanto ormai in agricoltura nessuno ci vuole più lavorare e noi siamo qui  per contrastare questa tendenza cercando di riscoprirne gli aspetti positivi)

 Caterina Regazzi

Treia -  Caterina con le sue due galline









 


3 giugno 2014

Bioregionalismo come metodo di riassetto amministrativo regionale - Proposta al Governo

Proposta di riforma bioregionale per il riassetto amministrativo e territoriale delle Regioni, delle aree metropolitane, dei piccoli comuni e degli ambienti naturali

 


Negli ultimi anni è andata maturando una coscienza ecologica e sociale, una considerazione delle diverse necessità delle varie realtà urbane e suburbane, che richiede una revisione generale degli attuali modelli e confini regionali. 

Tanto per cominciare esiste la realtà dei grandi agglomerati metropolitani, come ad esempio Roma, Milano, Napoli, etc. ed esiste poi la realtà delle piccole città, dei villaggi e del territorio agricolo e boschivo. Va da sé che l’amministrazione  di entità che manifestano differenze così sostanziali non può essere gestita in modo “centralistico”, che altrimenti gli interessi dei grossi agglomerati porterebbe alla fagocitazione e rovina dei centri meno popolosi ed al loro snaturamento. Anche l'istituzione delle cosiddette "Aree vaste", per una collaborazione intercomunale nei servizi, etc., non aiuterebbe il mantenimento dell'identità locale se non corroborata dall'esigenza primaria della conservazione dell'habitat e delle risorse naturali.

In Europa già da tempo si sta attuando una politica “decentrativa” separando l’amministrazione delle grandi città da quella del territorio extraurbano. Ad esempio vedasi Parigi oppure Monaco di Baviera, entrambe definite “Città Regione” indipendenti dal resto del territorio.

In italia se osserviamo la situazione amministrativa del Lazio, vediamo che l’ente Roma Capitale  è solo un'operazione d'inglobamento delle realtà rurali limitrofe con
 accorpamento del territorio provinciale. Secondo il criterio bioregionale da noi proposto, invece,  Roma ed una ristretta area metropolitana dovrebbe assurgere allo status di Città Regione.  



Ed a quel punto non vi sarebbe nulla di strano nello scorporare l’amministrazione regionale in due enti: Roma Capitale e Lazio storico. Se ciò avvenisse, come avrebbe dovuto già avvenire, questo riaggiustamento  sarebbe un buon sistema di rivalutazione  per il territorio e per le piccole comunità. 

L'attuale perimetrazione del Lazio, ricordiamolo, è il risultato di un ragionamento politico accentrativo (attuato subito dopo l'unità d'Italia e successivamente durante il fascismo) il cui risultato fu lo smembramento delle realtà amministrative preesistenti. Ovvero la Tuscia storica  fu smembrata fra la Toscana ed il Lazio, e qui ancora  separata in Tuscia viterbese e Tuscia romana. Altrettanto accadde con i centri della Sabina, con Rieti tolta all'Umbria e con diversi altri centri inseriti nella provincia romana  e così pure avvenne nella Ciociaria, suddivisa fra Roma e Frosinone, e nella provincia di Latina creata ex novo in seguito alla bonifica pontina ed integrata da territori dell'ex Regno di Napoli.

A ben guardare, l'identità bioregionale di Roma Capitale ed area metropolitana, in senso stretto, dovrebbe corrispondere ai limiti dell’espansione urbana e adiacenze. Poiché è ovvio che le realtà civiche periferiche della attuale provincia di Roma andrebbero  restituite ai loro ambiti originari, anche per un riequilibrio nel numero degli abitanti. Altrimenti, se tale operazione di riequilibrio non fosse attuata, la città metropolitana di Roma, compresa negli attuali confini della sua provincia, raggrupperebbe oltre i quattro quinti dei residenti totali nel Lazio.

Le considerazioni qui esposte sul riassetto territoriale andrebbero parimenti tenute in conto per tutte le altre regioni, soprattutto quelle che hanno al loro interno grandi città metropolitane.

Mi appello perciò al  presidente del Consiglio, Matteo Renzi, affinché, in vista delle  riforme da lui auspicate, tenga in esame questo metodo di sistemazione bioregionale della penisola, altamente necessario per un buona amministrazione locale e per il mantenimento di  una identità locale condivisa.

Paolo D’Arpini  - Referente Rete Bioregionale Italiana
Via Mazzini, 27 - Treia (Mc) - Tel. 0733/216293



Questa proposta viene inviata ai parlamentari della Repubblica Italiana e verrà anche discussa durante il prossimo Incontro Collettivo Ecologista della Rete Bioregionale Italiana che si tiene a Montesilvano (Pe) il 21 e 22 giugno 2014.

 


29 maggio 2014

Quaderni di Vita Bioregionale 2014 e schema programma del Collettivo Ecologista 2014 di Montesilvano



 


Montesilvano - Olis, il luogo dell'Incontro Collettivo Ecologista 2014

Bene.  Cari amici ho appena sentito Daniela Spurio e le ho chiesto di  impaginare i Quaderni di Vita Bioregionale 2014.  Lo farà.  
Devono essere pronti per l'Incontro Collettivo Ecologista che si tiene il 21 e 22 giugno a Montesilvano, perciò il tempo stringe....
In copertina ci sarà un suo disegno con il titolo e nell'ultima di copertina andrà il programma completo.   

 
Gli articoli per i Quaderni mi ha chiesto Daniela di mandarglieli separatamente uno per uno con l'eventuale immagine da inserire per ognuno così non si sbaglia.  Le pagine della rivista (Quaderni) sono 10 (venti facciate da cui vanno tolte la copertina e l'ultima, quindi per i testi restano solo 18 facciate), perciò servono  testi brevi.....  Vi chiedo estratti sintetici (mezza pagina) dell'intervento. Anche considerando che dovrò mettere un paio di articoli esplicativi sul bioregionalismo ed ecologia profonda. 

Aspetto quindi il materiale a stretto giro di posta (da inviare non oltre  il 7 giugno 2014)  e poi manderò tutto a Daniela....

 
Un abbraccio, Paolo D'Arpini

.................

Ah, qui di seguito la bozza del programma dei due giorni, prossimamente faremo una scaletta dettagliata con i nomi dei partecipanti  che avranno confermato la loro presenza all'incontro, in caso non abbiate ancora confermato fatelo immediatamente.....

Per iscriversi  ed avere notizie sulla permanenza e sul come raggiungere il luogo  contattare: michelemeomartino@tiscali.it
Tel. 393.2362091 - 085/4683554

Per avere informazioni sui temi generali trattati e per inviare gli articoli rispondere a me: bioregionalismo.treia@gmail.com
 
Cari saluti ed a presto, Paolo D'Arpini
Tel. 0733/216293

 
....................

 

 

Incontro Collettivo Ecologista 2014 - Montesilvano (Pescara) 

CIBO E SOSTENIBILITA’

Analisi, riflessioni, proposte tra

 

natura, cultura, società ed economia

 

Sabato 21 Giugno 2014

Dalle ore 11.00 in poi

Accoglienza e sistemazione

 

Ore 16.00

Raccolta dei fiori

 

17.00 – 18.50

Testimonianze ed Esperienze dai territori  

Esempi di buone prassi e comportamenti virtuosi

 

18.50 – 19.10

Pausa

 

19.10 – 20.50

Tavola rotonda

 

21.00 – 22.00

Cena

 

22.00 – 23.00

Musica e Falò

 

 

Domenica 22 Giugno 2014

 

Ore 9.30

Seduta di Yoga

 

Ore 10.15 - 13.00 (Pausa 11.30 – 11.50)

Testimonianze ed Esperienze dai territori:

Esempi di buone prassi e comportamenti virtuosi

 

Prima di Pranzo

Battesimo Laico con l’acqua benedetta

A cura Adriana Gandolfi

 

Ore 13.00 – 14.00

Pranzo

 

14.30 – 16.00

Spazio Benessere olistico

 

16.00 – 17.30

Prospettive e progetti comuni

 

Ore 18.00

Saluti finali


 

 

............................................

 
Introduzioni all'incontro:
Informazioni pratiche: la partecipazione è gratuita, si può campeggiare con tenda propria, oppure adattarsi nella struttura con sacco a pelo.  Per chi lo desidera c'è un bed and breakfast vicino a 25/30 euro a notte. Portare proprie suppellettili e biancheria, durante i due giorni si potrà compartecipare ai lavori di sostentamento e organizzazione. Per i pasti è richiesto un rimborso spese di 6 euro a persona, sono graditi apporti di cibi bioregionali autoprodotti. Si potranno esporre libri in sintonia e propri materiali e creazioni artigianali ed agricole. 


15 maggio 2014

Montesilvano, 21 e 22 giugno 2014 - Presentazione dell'Incontro Collettivo Ecologista




Indicazioni di percorso

L'Incontro Collettivo Ecologista del 2014 viene ospitato da Olis, Via Toscanini, 14 - Montesilvano (Pescara),
il 21 e 22 giugno 2014. Solstizio estivo

Si potrà campeggiare con tenda propria gratuitamente ed anche dormire gratuitamente (o con piccolo rimborso spese volontario) nella struttura che ci ospita. Per chi volesse ospitalità meno spartana nei pressi esiste un agriturismo a costi molto contenuti (venti o trenta euro per notte). I pasti sono preparati a cura dell'organizzazione dietro piccolo rimborso spese (5 o 6 euro a pasto), comunque sarà gradito, in cambio od in aggiunta, l'apporto di vegetali autoprodotti, frutta, vini ed affini. La dieta è vegetariana/vegana. Ci saranno due giornate piene di condivisione (in modo da creare l'atmosfera comunitaria) compresa una cerimonia sacrale attorno al fuoco, battesimo laico con l'acqua di San Giovanni, musica, poesie, momenti di relax, yoga mattutino, presentazione libri, libero scambio olistico, etc. Sono previste anche due tavole rotonde di approfondimento su agricoltura biologica e sul'approvvigionamento e distribuzione di beni necessari e due sessioni generali di sharing su proprie esperienze e proposte bioregionali. Sono invitati all'Incontro non solo i bioregionalisti ma anche gli ecovillaggisti, ecologisti profondi di varia scuola, spiritualisti laici, economisti solidali alternativi, vegetariani e vegani, bioagricoltori, etc.

Per avere un'idea dei temi trattati metto qui di seguito una serie di proposte e progetti già abbozzati:

Introduzione

La continuità della nostra società, in quanto specie umana, richiede una chiave evolutiva, una visione globale, per mezzo della quale aprire la nostra mente alla consapevolezza di condividere con l’intero pianeta l’esperienza vita.

Questa è la visione dell'ecologia del profondo, la scienza dell’inscindibilità della vita.

Ne consegue che sia la politica che l’economia umana devono tener conto dell’ecologia per avviare un progresso tecnologico che non si contrapponga alla vita e che sia in sintonia con i processi vitali del pianeta. La scienza e la tecnologia in ogni campo di applicazione dovranno rispondere alla domanda: E ciò ecologicamente compatibile? I macchinari, le fonti energetiche, lo smaltimento dei sottoprodotti, la produzione di alimenti, il rapporto con gli animali, dovranno essere realizzati in termini di sostenibilità ecologica.

Deve essere avviato un rapido processo di riconversione e riqualificazione industriale ed agricola che già di per se stesso sarà in grado di sostenere l’economia. Infatti la sola riconversione favorirà il superamento dell’attuale stato di enpasse economico e sociale. Una grande rivoluzione umana comprendente il nostro far pace con la vita globale del pianeta.

La chiave evolutiva da noi proposta sta nel cambio radicale di visione, passando dal criterio di destra-sinistra (ormai superato dalla situazione) ad una coscienza di compresenza e compartecipazione del contesto vitale, una coscienza priva di ipocrisia e furbizia, tesa all’approfondimento dei valori della vita (nella società e nell’habitat). La consapevolezza di essere parte integrante del tutto l’unica strada per uscire dal vortice di una ripetitiva e rovinosa barbarie.

Chiarimenti su pensiero e pratica bioregionale

Quando nel bioregionalismo si parla di ... "noi" si intende ove non ci sono altri, nel senso che non si percepisce la differenza fra noi e gli altri. Quindi si può definire un "noi" assoluto. Di fatto è già così dal punto di vista "biologico" occorre realizzarlo nel pensiero. Questo non implica l'omologazione bensì si riconosce che il "noi" si manifesta nelle differenze di nome e forma. Nella ricchezza biologica della vita. Il modo di governo anarchico proposto è quello "bioregionale". Ma se non si è familiari con l'idea "bioregionale" c'è il rischio di fare confusione. Le spiegazioni diventano forme astratte di discussione. Dovremmo essere concreti ed in ogni caso acquiescere e cercare di "conoscere" prima e "praticare" dopo, il bioregionalismo e l'ecologia profonda. Che in verità non sono altro che la consapevolezza di vivere in un sistema di relazioni ed inter-connessioni inestricabili. L'idea bioregionale ha un valore solo se messa in pratica. Ma non può essere imposta o divulgata come una ideologia, religione o simili. Può essere fatta propria e vissuta nel quotidiano nella comprensione che noi non possiamo essere altro che una parte integrante della manifestazione totale e del totale funzionamento ed in nessuna maniera possiamo esserne separati. L'astrazione filosofica serve a creare immagini, forme pensiero, che spesso sono disgiunte dalla realtà. Nell'ecologia profonda si riconosce invece di far parte integrante di questa realtà e ci si adatta in conseguenza, vivendo in armonia con essa. E' una presa di coscienza .... ed una attuazione conseguenziale. Se sentiamo di vibrare in sintonia con tutto l'esistente automaticamente abbiamo raggiunto il centro dell'esistenza ed a quel punto scompaiono i dubbi sul fare e non fare.. Tutto avviene come una risposta spontanea alle situazioni.

Commento aggiunto e precisazione

La Rete Bioregionale Italiana, fondata nel 1996, non è una associazione ma una rete "sbrindellata" di persone e gruppi che condividono l'idea del bioregionalismo e dell'ecologia profonda vivendola il più possibile come pratica quotidiana. (Vedi manifesto: http://retebioregionale.ilcannocchiale.it/?r=28856).
Dalla fondazione della Rete i membri e simpatizzanti si riuniscono in un luogo d'Italia messo a disposizione di volta in volta da chi vuole ospitare l'incontro.
Questi incontri sono molto informali e servono soprattutto a condividere le proprie esperienze di vita ed a fare proposte che possano interessare alcuni dei compartecipi. Ad esempio anche sul tema alimentare e sulla salute se ne è parlato in diverse occasioni e diverse sono state le posizioni e le tendenze manifestate: vegana, vegetariana, crudista, igienista, con piccoli apporti carnei, etc. In fondo nel corso degli incontri non si prende mai una decisione univoca e si propone senza imporre. Tra l'altro negli ultimi tre anni questi incontri, che prima erano specificatamente indicati come della Rete Bioregionale, si chiamano più semplicemente "Collettivi Ecologisti", allargati cioè ad altri ambiti di ricerca, come ad es. gli ecovillaggi, gli agricoltori bio, le comunità spirituali, etc., il che dovrebbe suggerire che tali incontri hanno la valenza di semplici "sharing" di esperienze. Durante questi "sharing" ognuno dei partecipanti esprime il suo parere, che può trovare o meno consensi, ma non si tende mai a stabilire un "parere condiviso" per acclamazione o maggioranza. Insomma questi Incontri Collettivi Ecologisti hanno molto della matrice anarchica, che è propria dell'idea bioregionale.

Paolo D'Arpini -
Referente Rete Bioregionale Italiana

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Per informazioni logistiche, permanenza e programmi, contattare Michele Meomartino di Olis - Email: michelemeomartino@tiscali.it -
Cell. 393.2362091


18 febbraio 2014

Progetti per l'Incontro Collettivo Ecologista 2014

“Ciò che conta non è fare molto, ma mettere molto amore in ciò che si fa”. (Madre Teresa di Calcutta)

 
Montesilvano - Incontro ad Olis (a sinistra Michele Meomartino)

L'idea di dove organizzare l'Incontro Collettivo Ecologista del 2014  ci è venuta, a Caterina ed a me, sin dalla prima vista fatta a Michele Meomartino, a Montesilvano,  lo scorso anno. E lì per lì gli proponemmo di festeggiare il Solstizio Estivo 2014, assieme ad OLIS e  Vivere con Cura, invitando anche tutte le associazioni che si riconoscono nei principi dell’ecologia profonda e della spiritualità della natura. 

L’evento, che integra l'incontro annuale della Rete Bioregionale Italiana,  ha il nome di “incontro collettivo ecologista”, da tenersi durante  i giorni magici della vigilia di San Giovanni, dal 21 al 22 giugno, forse anche il 23,  e si terrà per l'appunto a  Montesilvano in provincia di Pescara, la patria di Gabriele D'Annunzio. 

Montesilvano si trova in riva al mare e quindi l'incontro sarà caratterizzato dall’elemento Acqua, particolarmente femminile e rappresentante della produzione vitale per antonomasia. Infatti l'argomento principale verterà sulle fonti di approvvigionamento del cibo e sulla alimentazione bioregionale.

Acqua e Terra assieme compiono il miracolo e fanno nascere il Legno. Il Legno è l'elemento dello zodiaco cinese che contraddistingue l'anno in corso. Ed il legno rappresenta anche emozioni, amore, corporeità, linfa, nascita, morte, sessualità. Da qui il concetto di Grande Madre, che dando la “vita” simboleggia il rito della natura che rinasce senza posa e senza fine.

Ed in sintonia con la tradizione anche quest’anno, festeggeremo il massimo fulgore della luce, il solstizio estivo. In questi giorni tutto combacia perfettamente, ed  è possibile celebrare adeguatamente la coniugazione dei cinque elementi: etere, aria, fuoco, acqua e terra.  L'incontro potrebbe iniziare anche dal venerdì 20 giugno, nel primo pomeriggio, quando il sole è caldo e l’aria dolce, per ritrovarci sulla riva del mare, e lì compiere il tradizionale lavacro sacrale, sinonimo di purificazione mentale e corporale. Poi a partire dalla mattina del 21 giugno iniziano le sessioni di "sharing",  nell'aia di OLIS.  Verso sera, dopo la condivisione di cibo e bevanda, in un   luogo preposto si svolge un rito propiziatorio davanti al fuoco, con salto della fiamma ed espressione di desideri (le donne sono pregate di vestire gonne larghe). E più tardi ancora ci sarà l’osservazione delle stelle ed una meditazione silenziosa, assieme a esercizi di respirazione. Questo è il senso della cerimonia che riproponiamo a Montesilvano, per ricordare la supremazia della natura su ogni artifizio dell’uomo.

Sull’etimologia di Giugno gli studiosi sono concordi che questo è il mese dedicato a Giunone, la dea dell’abbondanza e delle messi, sposa legittima di Giove, per questa ragione venivano raccomandate le nozze durante il mese di giugno. Questo è anche il mese delle ciliegie, un frutto rosso e turgido e dolce, come il liquido fertilizzante di Giunone (il sangue mestruale)….

Durante le due giornate dedicate all’incontro si terranno vari scambi di esperienze e proposte di carattere sociologico, bioregionale ed ecospirituale. Gli incontri saranno arricchiti da canti e poesie e musiche arcaiche. Il cibo vegetariano verrà convivialmente cucinato e condiviso ed ognuno parteciperà alla conduzione dell’incontro, collaborando alla sua buona riuscita.

Fra gli ospiti  di quest'anno segnaliamo la presenza di Annamaria Properzi  ed Antonio Onorati.  Antonio Onorati è il presidente di Crocevia Internazionale, un'organizzazione che si occupa principalmente di sovranità alimentare, di accesso al cibo, di biodiversità, ecc... una delle persone più informate sui problemi legati alla terra e all'agricoltura. E' uno strenuo difensore dei piccoli contadini, anche perché, nonostante i suoi numerosi impegni, in giro per l'Italia e per il mondo, quando torna a casa,  in campagna, tra Roma e Rieti, coltiva la sua campagna..

Ovviamente saranno presenti anche i referenti storici della Rete Bioregionale nonché ecologisti di altre associazioni,  aderenti alla Rete degli Ecovillaggi,  del CIR, di comunità spirituali, di comunità agricole, etc. 

Insomma è un incontro “caleidoscopico” in cui coniugare i vari elementi che compongono l’esistenza materiale con quelli del pensiero. Natura, erotismo, arte, ecologia, filosofia, canto, danza, cibo… 

Un Incontro Collettivo Ecologista.

Paolo D'Arpini - bioregionalismo.treia@gmail.com

Rete Bioregionale Italiana 

Per informazioni logistiche e sulla ospitalità:
michelemeomartino@tiscali.it - Tel. 085.4683554


Altre info sull'incontro: 


13 gennaio 2014

Incontro Collettivo Ecologista 2014 - Indicazioni di percorso

 

Incontro Collettivo Ecologista 2014 - Indicazioni di percorso

L'Incontro Collettivo Ecologista del 2014 viene ospitato da Olis,a Montesilvano (Pescara), il 21 e 22 giugno 2014, con inizio per chi viene da lontano al 20 giugno per potersi ambientare e sistemare. Si potrà campeggiare con tenda propria gratuitamente ed anche dormire gratuitamente (o con piccolo rimborso spese volontario) nella struttura che ci ospita. Per chi volesse ospitalità  meno spartana nei pressi esiste un agriturismo a costi molto contenuti (venti o trenta euro per notte). I pasti sono preparati a cura dell'organizzazione dietro piccolo rimborso spese (5 o 6 euro a pasto), comunque sarà gradito, in cambio od in aggiunta, l'apporto di vegetali autoprodotti, frutta, vini ed affini. La dieta è vegetariana/vegana.  Ci saranno due giornate piene di condivisione in modo da creare l'atmosfera comunitaria ed anche una puntata al mare.  Sono invitati all'Incontro non solo i bioregionalisti ma anche gli ecovillaggisti, ecologisti profondi di varia scuola, spiritualisti laici, economisti solidali alternativi, vegetariani e vegani, bioagricoltori,  etc. 

Per avere un'idea dei temi trattati ti metto qui di seguito una serie di  proposte e progetti e dibattiti già abbozzati:

Montesilvano - Proposte di temi per l'Incontro Collettivo Ecologista del 21 e 22 giugno 2014

Questi e simili  temi verranno trattati durante l'Incontro Collettivo Ecologista 2014, che si tiene in occasione del Solstizio Estivo, il 21 e 22 giugno 2014 - Presso Associazione Olis, Via Toscanini, 14 - Montesilvano (Pescara)
 
Montesilvano - Giardino di Olis


Oh, oh.... La continuità della nostra società, in quanto specie umana, richiede una chiave evolutiva, una visione globale, per mezzo della quale aprire la nostra mente alla consapevolezza di condividere con l’intero pianeta l’esperienza vita.

Questa è la visione dell'ecologia del profondo, la scienza dell’inscindibilità della vita.

Ne consegue che sia la politica che l’economia umana  devono tener conto dell’ecologia per avviare un progresso tecnologico che non si contrapponga alla vita e che sia in sintonia con i processi vitali del pianeta. La scienza e la tecnologia in ogni campo di applicazione dovranno rispondere alla domanda: E ciò ecologicamente compatibile? I macchinari, le fonti energetiche, lo smaltimento dei sottoprodotti, la produzione di alimenti, il rapporto con gli animali, dovranno essere realizzati in termini di sostenibilità ecologica.

Deve essere avviato un rapido processo di riconversione e riqualificazione industriale ed agricola che già di per se stesso sarà in grado di sostenere l’economia. Infatti la sola riconversione favorirà il superamento dell’attuale stato di enpasse economico e sociale. Una grande rivoluzione umana comprendente il nostro far pace con la vita globale del pianeta.

La chiave evolutiva da noi proposta sta nel cambio radicale di visione, passando dal criterio di destra-sinistra (ormai superato dalla situazione) ad una coscienza di compresenza e compartecipazione del contesto vitale, una coscienza priva di ipocrisia e furbizia, tesa all’approfondimento dei valori della vita (nella società e nell’habitat).   La consapevolezza di essere parte integrante del tutto l’unica strada per uscire dal vortice di una ripetitiva e rovinosa barbarie.


Chiarimenti  su pensiero e pratica bioregionale


Quando nel bioregionalismo si parla di ... "noi"  si intende ove non ci sono altri, nel senso che non si percepisce la differenza fra noi e gli altri. Quindi si può definire un "noi" assoluto. Di fatto è già così dal punto di vista "biologico" occorre realizzarlo nel pensiero. Questo non implica l'omologazione bensì si riconosce che il "noi" si manifesta nelle differenze di nome e forma. Nella ricchezza biologica della vita. Il modo di governo anarchico proposto è quello "bioregionale".  
 Ma se non si è familiari con l'idea "bioregionale" c'è il rischio di fare confusione. Le spiegazioni diventano forme astratte di discussione. Dovremmo essere concreti ed in ogni caso acquiescere e cercare di "conoscere" prima e "praticare" dopo, il bioregionalismo e l'ecologia profonda. Che in verità non sono altro che la consapevolezza di vivere in un sistema di relazioni ed inter-connessioni inestricabili. L'idea bioregionale ha un valore solo se messa in pratica. Ma non può essere imposta o divulgata come una ideologia, religione o simili. Può essere fatta propria e vissuta nel quotidiano nella comprensione che noi non possiamo essere altro che una parte integrante della manifestazione totale e del totale funzionamento ed in nessuna maniera possiamo esserne separati. L'astrazione filosofica serve a creare immagini, forme pensiero, che spesso sono disgiunte dalla realtà. Nell'ecologia profonda si riconosce invece di far parte integrante di questa realtà e ci si adatta in conseguenza, vivendo in armonia con essa. E' una presa di coscienza .... ed una attuazione conseguenziale. Se sentiamo di vibrare in sintonia con tutto l'esistente automaticamente abbiamo raggiunto il centro dell'esistenza ed a quel punto scompaiono i dubbi sul fare e non fare.. Tutto avviene come una risposta spontanea alle situazioni.
Vignola - Alcuni partecipanti all'Incontro Collettivo Ecologista 2013


Montesilvano - Dialogo informale sullo svolgimento dell'Incontro Collettivo Ecologista 2014
Nella foto: Paolo D'Arpini e Michele Meomartino

Commento aggiunto e precisazione: 
  1. La Rete Bioregionale Italiana, fondata nel 1996, non è una associazione ma una rete "sbrindellata" di persone e gruppi che condividono l'idea del bioregionalismo e dell'ecologia profonda vivendola il più possibile come pratica quotidiana. (Vedi manifesto: http://retebioregionale.ilcannocchiale.it/?r=28856). 
  2. Dalla fondazione della Rete i membri e simpatizzanti si riuniscono in un luogo d'Italia messo a disposizione di volta in volta da chi vuole ospitare l'incontro. Come abbiamo visto nel 2014 l'incontro si farà a Montesilvano presso OLIS.  Questi incontri  sono molto informali e servono soprattutto a condividere le proprie esperienze di vita ed a fare proposte che possano interessare alcuni dei compartecipi. Ad esempio anche sul tema alimentare e sulla salute se ne è parlato in diverse occasioni e diverse sono state le posizioni e le tendenze manifestate: vegana, vegetariana, crudista, igienista, con piccoli apporti carnei, etc. In fondo nel corso degli incontri non si prende mai una decisione univoca e si propone senza imporre. Tra l'altro negli ultimi tre anni questi incontri, che prima erano specificatamente indicati come della Rete Bioregionale, si chiamano più semplicemente "Collettivi Ecologisti", allargati cioè ad altri ambiti di ricerca, come ad es. gli ecovillaggi, gli agricoltori bio, le comunità spirituali, etc., il che dovrebbe suggerire che tali incontri hanno la valenza di semplici "sharing" di esperienze. Durante questi "sharing" ognuno dei partecipanti esprime il suo parere, che può trovare o meno consensi, ma non si tende mai a stabilire un "parere condiviso" per acclamazione o maggioranza. Insomma questi Incontri Collettivi Ecologisti hanno molto della matrice anarchica, che è propria dell'idea bioregionale. 
  3.  Paolo D'Arpini -  bioregionalismo.treia@gmail.com - Tel. 0733/216293
  4. Referente Rete Bioregionale Italiana


25 novembre 2013

Incontro Collettivo Ecologista 2014 - Proposte, domande e risposte

Incontro Collettivo Ecologista 2014 - Intenti e proposte bioregionali da portare sul tavolo di confronto

 

 
Montesilvano - Giardino di Olis


Oh, oh.... La continuità della nostra società, in quanto specie umana, richiede una chiave evolutiva, una visione globale, per mezzo della quale aprire la nostra mente alla consapevolezza di condividere con l’intero pianeta l’esperienza vita.

Questa è la visione dell'ecologia del profondo, la scienza dell’inscindibilità della vita.

Ne consegue che sia la politica che l’economia umana  devono tener conto dell’ecologia per avviare un progresso tecnologico che non si contrapponga alla vita e che sia in sintonia con i processi vitali del pianeta. La scienza e la tecnologia in ogni campo di applicazione dovranno rispondere alla domanda: E ciò ecologicamente compatibile? I macchinari, le fonti energetiche, lo smaltimento dei sottoprodotti, la produzione di alimenti, il rapporto con gli animali, dovranno essere realizzati in termini di sostenibilità ecologica.

Deve essere avviato un rapido processo di riconversione e riqualificazione industriale ed agricola che già di per se stesso sarà in grado di sostenere l’economia. Infatti la sola riconversione favorirà il superamento dell’attuale stato di enpasse economico e sociale. Una grande rivoluzione umana comprendente il nostro far pace con la vita globale del pianeta.

La chiave evolutiva da noi proposta sta nel cambio radicale di visione, passando dal criterio di destra-sinistra (ormai superato dalla situazione) ad una coscienza di compresenza e compartecipazione del contesto vitale, una coscienza priva di ipocrisia e furbizia, tesa all’approfondimento dei valori della vita (nella società e nell’habitat).   La consapevolezza di essere parte integrante del tutto l’unica strada per uscire dal vortice di una ripetitiva e rovinosa barbarie.

Questi e simili  temi verranno trattati durante l'Incontro Collettivo Ecologista 2014, che si tiene in occasione del Solstizio Estivo, il 21 e 22 giugno 2014 - Presso Associazione Olis, Via Toscanini, 14 - Montesilvano (Pescara),


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Richiesta di chiarimenti e risposte



Rosaria: " ..io sono d'accordo con i contenuti di quello che dovrebbe essere un imperativo ed invece è un aspirazione ... però vorrei che mi si chiarisse qualcosa nello specifico post:
1 - quando c'è scritto
"La chiave evolutiva da noi proposta sta ..." quel NOI da CHI è costituito? come ci si identifica nel Gruppo "NOI"?
2 - Una volta eliminata l'ETICHETTA destra-sinistra ci dovrà essere comunque un Amministrazione delle POLIS prima che quel NOI - (comunque esso si chiami, perché un nome identificativo dovrà pur avere) - possa Crescere in modo Totale nel MONDO fino a raggiungere la Totale Autocoscienza di Convivenza Sociale ed aspirare ad una Anarchia, ottima forna di auto governo che prevede però indispensabile la Coscienza Sociale...
FINO ad allora Chi siamo NOI e Chi sono gli altri? ... ci chiameremo con due etichette "NOI" e "NON-NOI" che sostituiranno destra-sinistra per capire chi siamo?


Risposta: ".... "noi" allorché non ci sono altri, nel senso che non si percepisce la differenza fra noi e gli altri. Quindi si può definire un "noi" assoluto. Di fatto è già così dal punto di vista "biologico" occorre realizzarlo nel pensiero. Questo non implica l'omologazione bensì si riconosce che il "noi" si manifesta nelle differenze di nome e forma. Nella ricchezza biologica della vita. Il modo di governo anarchico proposto è quello "bioregionale" - Vedi: http://retebioregionale.ilcannocchiale.it/?r=28856 

Sei invitata a partecipare


Rosaria: "Prima di collegarmi al Blog che mi indichi vorrei capire meglio con parole semplici di cosa parliamo di effettivamente REALIZZABILE e non solo AUSPICABILE:
1 - si parla di Regionale ... quindi scompaiono Tutti gli Stati del Mondo?
2 - All'interno del Regionale solo se vi è la Totalità delle Condivisioni di Pensiero si potrà parlare di Governo Anarchico Regionale del BIOREGIONALISMO ... Se invece in quella regione ci sono 1 o più persone che - nonostante la bontà della Proposta Bioregionale - non è d'accordo significa che il Bioregionalismo diventa un Parito Politico (ovvero di Amministrazione delle Polis) che avrà all'Opposizione gli stolti Dissenzienti ... quindi per poter operare senza gli Stolti Dissenzienti che Boicottano la Realizzazione dovrebbe divenire NON Anarchia Locale bensì Dittatura Locale ... SI TRATTA di capire bene come certe parole possono divenire efficaci oppure scomparire come Grilli in Inverno ...
Premetto che tutto il discorso sulla Bioecologia delle scelte per la sopravivenza dell'Imanità mi trova d'accordo ...VOGLIO però capire le strategie di realizzazione ... alla mia età cio sono state fin troppe strumentalizzazioni di BUONE IDEE fallite per mancanza di strategia prospettica!"

Risposta: "Se non sei familiare con l'idea "bioregionale" c'è il rischio di fare confusione. Le spiegazioni diventano forme astratte di discussione. Dovresti in ogni caso acquiescere e cercare di "conoscere" prima e "praticare" dopo, il bioregionalismo e l'ecologia profonda. Che in verità non sono altro che la consapevolezza di vivere in un sistema di relazioni ed inter-connessioni inestricabili. L'idea bioregionale ha un valore solo se messa in pratica. Ma non può essere imposta o divulgata come una ideologia, religione o simili.. Può essere fatta propria e vissuta nel quotidiano nella comprensione che noi non possiamo essere altro che una parte integrante della manifestazione totale e del totale funzionamento ed in nessuna maniera possiamo esserne separati. L'astrazione filosofica serve a creare immagini, forme pensiero, che spesso sono disgiunte dalla realtà. Nell'ecologia profonda si riconosce invece di far parte integrante di questa realtà e ci si adatta in conseguenza, vivendo in armonia con essa. E' una presa di coscienza .... ed una attuazione conseguenziale. Se senti di vibrare in sintonia con tutto l'esistente automaticamente hai raggiunto il centro dell'esistenza ed a quel punto scompaiono i dubbi sul fare e non fare.. Tutto avviene come una risposta spontanea alle situazioni."


Paolo D'Arpini 




Referente Rete Bioregionale Italiana
bioregionalismo.treia@gmail.com - Tel. 0733/216293


5 novembre 2012

Bioregionalismo e vivere con cura

Montesilvano, 1 dicembre 2012 – Assemblea di Vivere con Cura e proposta d’Incontro Collettivo Ecologista 2014

 

Vista di Capracotta, sede di Vivere con Cura


 

Montesilvano. Vivere con cura
Scrivono Michele Meomartino e Antonio D’Andrea: “Sabato 1 Dicembre 2012 – ore 18.00 in Via Toscanini, 14 – Montesilvano (Pescara). L’associazione VCC, come da statuto, convoca l’Assemblea annuale dei soci. E’ un momento di verifica sullo stato dell’associazione, ma è anche una bella occasione di convivialità che molti di noi hanno sperimentato a Capracotta. A coloro che sono impossibilitati a partecipare si chiede di far pervenire brevi contributi scritti che poi verranno letti nel corso dell’Assemblea. Info. Michele 393.2362091″
………….

Contributo scritto di Paolo D'Arpini:
Progetto di un incontro collettivo ecologista durante i giorni del solstizio estivo 2014
“Ciò che conta non è fare molto, ma mettere molto amore in ciò che si fa”. (Madre Teresa di Calcutta)
Come avevamo annunciato a voce durante la nostra venuta con Caterina a Capracotta (1 settembre 2012) propongo di festeggiare il Solstizio Estivo 2014 assieme a Vivere con Cura invitando anche tutte le associazioni che si riconoscono nei principi dell’ecologia profonda e della spiritualità della natura. L’evento ha il nome di “incontro collettivo ecologista”, da tenersi durante tre giorni attorno al 23 giugno (vigilia di San Giovanni) a Capracotta od a Montesilvano.
L’argomento specifico dell’incontro è l’elemento Acqua, particolarmente femminile e rappresentante della produzione vitale per antonomasia.
Tutto il pensiero mediterraneo è orbitato per millenni attorno alla concezione unitaria dell’Universo con la Vita. La realtà sensibile, concreta, stabile, impersonificata in oggetti solidi (i primi simboli della religiosità sono… sassi, pietre… posti nei luoghi di passaggio) è strettamente interconnessa con la vita nelle sue manifestazioni essenziali. Acqua e terra assieme compiono il miracolo. Corporeità, sangue, linfa, nascita, morte, sessualità. Da qui il concetto di Grande Madre, che dando la “vita” simboleggia il rito della natura che rinasce senza posa e senza fine.
In sintonia con la tradizione anche quest’anno, festeggiamo il massimo fulgore della luce, il 23 giugno, in quella che è chiamata la magica notte delle streghe. Tutto combacia perfettamente, in questa data magica, in cui sono celebrati i cinque elementi: etere, aria, fuoco, acqua e terra. Nel primo pomeriggio dell’incontro, quando il sole è caldo e l’aria dolce, sulle sponde di un ruscello, compiremo il tradizionale lavacro sacrale della vigilia di San Giovanni, sinonimo di purificazione mentale e corporale. Più tardi in un luogo preposto si svolge il rito propiziatorio davanti al fuoco, con salto della fiamma ed espressione di desideri (le donne sono pregate di vestire gonne larghe). E più tardi ancora ci sarà l’osservazione delle stelle ed una meditazione silenziosa, assieme a esercizi di respirazione. Questo è il senso della cerimonia che riproponiamo a Capracotta o Montesilvano, per ricordare la supremazia della natura su ogni artifizio dell’uomo.
Sull’etimologia di Giugno gli studiosi sono concordi che questo è il mese dedicato a Giunone (Iuno), la dea dell’abbondanza e delle messi, sposa legittima di Giove, per questa ragione venivano raccomandate le nozze durante il mese di giugno. Questo è anche il mese delle ciliegie, un frutto rosso e turgido e dolce, come il liquido fertilizzante di Giunone….
Durante le tre giornate dedicate all’incontro si terranno vari sharing di esperienze e proposte di carattere sociologico, bioregionale ed ecospirituale. Gli incontri saranno arricchiti da canti e poesie e musiche arcaiche. Il cibo vegetariano verrà convivialmente cucinato e condiviso ed ognuno parteciperà alla conduzione dell’incontro, collaborando alla sua buona riuscita.
Insomma è un incontro “caleidoscopico” in cui coniugare i vari elementi che compongono l’esistenza materiale con quelli del pensiero. Natura, erotismo, arte, ecologia, filosofia, canto, danza, cibo… Un Incontro Collettivo Ecologista.
Paolo D’Arpini



 

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