.
Annunci online

retebioregionale
RETE BIOREGIONALE ITALIANA - La pratica del bioreregionalismo e dell'ecologia profonda
 
 
 
 
           
       

La Rete Bioregionale Italiana è ispirata dall'idea di Bioregione: aree omogenee definite dall'interconnessione dei sistemi naturali e dalle comunità viventi che le abitano.
Una bioregione è un insieme di relazioni di cui gli umani sono chiamati a vivere e agire come parte della più ampia comunità naturale che ne definisce la vita.

Qui di seguito i nomi dei primi fra i nuovi referenti tematici della Rete Bioregionale Italiana che a titolo volontario intendono mettere a disposizione di tutti le conoscenze acquisite nel loro percorso di pratica ecologista:

Daniela Spurio - Grafica e fotografa - Impaginatrice dei Quaderni di
Vita Bioregionale - "Viverecongioia Jesi" dhanil@live.it,

Giorgio Vitali, presidente Infoquadri, Referente per il Signoraggio monetario ed aspetti economici correlati. Email.  vitali.giorgio@yahoo.it, - Tel. 393.6542624 

Rita De Angelis ritadeangelis2@alice.it e cell. 3385234247 - ecologia casalinga

Antonella Pedicelli, docente di filosofia, residente a Monterotondo (Sabina Romana)Referente per rapporti con le scuole e interventi formativi di recupero e attenzione verso la cultura bioregionale. Email: hariatmakaurr@gmail.com 

Claudio Martinotti Doria, monferrino, storiografo e ricercatore di storia locale ed economica, saggista, ambientalista libertario e localista. Referente per le Politiche economico ecocompatibili. Email: claudio@gc-colibri.com  tel. 0142487408 - Sito web: http://www.cavalieredimonferrato.it

 Benito Castorina, docente universitario per l'economia agricola e coltivatore di erba vetiver. Referente per l'agricoltura contadina e produzione energetica ecologica. Recapiti: benito.castorina@fastwebnet.it - Tel. 06.8292612 - 338.4603719

Avv. Vittorio Marinelli, presidente di European Consumers,
Via Sirtori, 56, 00149 Roma. Email:
vitmar@tiscali.it - Tel.
348.1317487 - Referente per l'ecologia nei consumi.

Caterina Regazzi
, medico veterinario Referente per il rapporto uomo/animali e zootecnia. Recapiti:
caterinareg@gmail.com – Cell. 333.6023090

Fulvio Di Dio, residente ad Amelia (Terni), funzionario alla Regione
Lazio Assessorato Ambiente
. Email.
fulvio.didio@libero.it - Tel.
329.1244550. Referente per l'ecologia nelle aree urbane.

Manuel Olivares, scrittore e giornalista sociologico esperto in comunità, fondatore della casa editrice “Vivere Altrimenti”. Referente per i rapporti con le comunità, comuni ed ecovillaggi. Recapito: info@viverealtrimenti.com

Sonia Baldoni, esperta di erbe officinali e cure naturali olistiche. Referente per il rapporto con gli elementi della natura e con lo spiritus loci. Recapiti: Cell. 333.7843462 - sachiel8@virgilio.it

Teodoro Margarita, seedsaver, già consigliere federale di Civiltà Contadina e collaboratore della Rete. Referente per l'area comasca, ecovillaggio, ricerca spirituale. Recapito: 031.683431 ore serali.

Stefano Panzarasa, geologo e musicista, Responsabile Ufficio Educazione Ambientale del Parco Naturale Regionale dei Monti Lucretili e membro fondatore della Rete Bioregionale Italiana. Referente per l'educazione ambientale ed ecologica. Recapiti: bassavalledeltevere@alice.it  -  blog (cliccare qui sotto): www.orecchioverde.ilcannocchiale.it  tel.. 0774/605084

Lucilla Pavoni, scrittrice e neo contadina. Referente per i rapporti solidali fra esseri umani. Recapiti: lucillapavoni@libero.it – Cell. 338.7073857

Paolo D'Arpini, cercatore spirituale laico e membro fondatore della Rete Bioregionale Italiana. Referente per le Pubbliche Relazioni. Recapiti: circolo.vegetariano@libero.it – Tel. 0733/216293 - 0761/587200 


Altri membri e simpatizzanti stanno ancora meditando sul come offrire la propria collaborazione alla comunità bioregionale, se fra i lettori, che si riconoscono nel messaggio dell'ecologia profonda, c'é qualche volontario.. é benvenuto!

Paolo D'Arpini, addetto alle Relazioni Pubbliche per la Rete Bioregionale Italiana

Per aderire alla Rete Bioregionale Italiana é sufficiente sottoscrivere il manifesto fondativo (o carta degli intenti) e di inviare una email di conferma a:  circolo.vegetariano@libero.it

 

 
 
 
 

 
7 novembre 2012

Bioregionalismo e spiritualità

Bioregionalismo e spiritualità - Osservando la danza della Dea Madre

 



Caro Paolo, nel “Giornaletto di Saul” del 6 novembre 2012 ho apprezzato in particolare le riflessioni in versi di Teodoro Margarita, (http://www.circolovegetarianocalcata.it/2012/11/05/angeli-della-terra-custodi-del-seme-antico/) da cui emerge un’accurata conoscenza della Via degli Antenati. 

Anch’io vivo in campagna, osservo la danza delle stagioni, mi nutro di quello che coltivo, ma pure di erbe spontanee, e quindi sono molto sensibile al discorso dei semi.
Maria Adele Anselmo, in un suo studio interessante intitolato “La figura della Dea Madre nelle pagine di Evy Johanne Haland” (Pa 2011), conferma quanto sostenuto poeticamente da Margarita: i semi sono i morti che posti nel solco (l’utero) ritornano a nuova vita. 

I popoli arcaici, che si ispiravano al Mito dell’Origine eternamente attuale, interpretavano la vita e la morte quali aspetti inseparabili di un movimento che si ripete ininterrotto, pur senza mai ritornare all’identico. Tale concezione ciclica dell’esistenza si inabissò con l’emergere di una visione lineare, evolutiva, della vita: dal meno al più. Tuttavia essa non è del tutto sparita, giacché continua a vivere nella coscienza degli uomini che, non lasciandosi ingannare dai miraggi di una sedicente civiltà in preda all’illusione di un progresso od evoluzione illimitati, non si allontanano dai valori immutabili della Terra e del Cielo. Tra il 200 e il 1200 d.C. Tiruvalluvar, poeta del Tamil Nadu, scrisse: “Per quanto faccia, il mondo finisce sempre col tornare all’aratro perché l’agricoltura, benché faticosa, è la cosa essenziale” (“Tirukkural”, 1031).

Presso la Tradizione del Sanatana-dharma, la Via degli Avi, uno tra i due percorsi post mortem, vien detta Pitriyana; essa può essere riassunta nel modo che segue: il jiva (l’anima individuata) che sulla Terra abbia ottemperato al proprio dharma personale sale alla sfera della Luna, da dove, dopo aver beneficiato dei meriti accumulati, ritorna a questo mondo come pianta, animale o uomo. Si tratta di una Via che non disperde il jiva nella nescienza, ma nemmeno lo conduce alla Liberazione, poiché lo trattiene nell’ambito di nuovi stati di manifestazione individuati. 

Il mondo della Luna (Candraloka) segna la distinzione tra gli stati superiori dell’Essere (non individuati) e quelli inferiori (individuati). La sfera della Luna ineriva quelli che presso il mondo ellenico venivano considerati i Piccoli Misteri. I Grandi Misteri riguardavano la Via del Sole (Devayana). Di ciò ci parla Apuleio nella sua celebre opera “L’asino d’oro”, in cui compare tra l’altro un bellissimo Inno alla Dea.

Il mondo storico, succeduto a quello mitico, ha però frainteso e deformato tale sapienza tradizionale, interpretandola nel senso che la terra-natura-donna va rigettata e capillarmente sfruttata se ci si vuole aprire alle esigenze di una perfettibilità illimitata: dall’ameba, all’anfibio, alla scimmia, all’uomo, al titano... al niente. Nulla di più falso: soltanto se la Natura viene abbracciata, amata e compresa in quanto realtà inseparabile da noi stessi, essa ci permetterà di accedere agli stati sovraformali dell’Essere o, addirittura, al Risveglio nell’Ineffabile, da cui non c’è ricaduta cieca nella ruota del samsara.

Un’ultima osservazione sulle note autobiografiche (di Tullia Turazzi) relative all’incontro con Sathya Sai Baba (http://bioregionalismo-treia.blogspot.it/2012/11/sathya-sai-baba-descritto-da-tullia.html).  Non entro nel merito dell’esperienza spirituale alla quale l’Autrice accenna (sicuramente valida ed autentica), ma mi limito a sottolineare l’uso improprio dei termini “turiya” e “nirvikalpa-samadhi”. Nella Mandukya Upanishad si dice a proposito del Brahman nirguna assimilato al Turiya: “Non è un’unità di coscienza poiché non è cosciente di cose separate, né non cosciente, non è percepibile con i sensi, è non agente, incomprensibile, indefinibile, impensabile... è pacificato, benefico, è non duale”. Perciò del Turiya non si può che parlare apofaticamente, cioè dicendo quello che non è. Anche la locuzione nirvikalpa-samadhi rimanda ad uno “stato” (termine improprio usato solo per comodità d’esposizione) innato, privo di differenziazione, dal quale non si entra e non si esce, giacché non vi è dualità. Nel caso descritto dall’Autrice – evidentemente sostanziato di dualità – sarà dunque più corretto parlare di savikalpa-samadhi o sabija-samadhi: estasi con seme o con oggetto, da cui si ritorna nello stato condizionato. 

Parlando di cose indiane, una certa precisione nell’uso dei termini sarebbe secondo me auspicabile. Diversamente si corre il rischio di rendere poco attendibile un discorso per altri versi valido.

In proposito val forse la pena ricordare il caso degli Hare Krishna occidentali (da te citati pochi giorni or sono), presso i quali l’approssimazione lessicale (sanscrita) e dottrinale contribuì parecchio ad affrettarne la decadenza. Altro fattore che ne promosse il declino fu l’intolleranza, espressione di una rigidità e di una ristrettezza mentale che viola uno dei capisaldi della forma mentis dell’India tradizionale: l’onnicomprensività.

Per quanto concerne quest’ultima qualità, antitetica alla pretesa di erigere roghi, nello “Shiva-Kosha” di S. K. Ramachandra Rao (Delhi 2008) si legge: “Although the Kalamukhas were fervent Shaivas, they were not fanatical. They not only tolerated, but actively encouraged, other faiths and sects. They supported the learning of the four Vedas, and were themselves Vaidika in general inclination. They also imparted in their schools instruction in such varied disciplines like Nyaya, Samkhya, Buddhism, Mimamsa and Yoga. One of the Kalamukha teachers, Someshvara, who administered the Nagareshvara temple and college at Sudi, is described in an inscription of 1075 A.D., as a Buddha to the Buddhist, a Jina to the Jains, an Akshapada (Gotama) to the Naiyayika, a Kanada to the Vaisheshika, a Jaimini to the Mimamsaka and a Brihaspati to the grammarian”.

Se ne evince un’enorme disponibilità a confrontarsi con la complessità delle interpretazioni dottrinali e con l’indefinita varietà delle forme. E dire che noi occidentali siamo andati in giro per il mondo per centinaia d’anni – e ancora lo stiamo facendo – ad esportare una civiltà che, nella pretesa di essere unica o, quanto meno, a tutte superiore, ha puntualmente lasciato dietro di sé una scia di distruzione, desolazione e morte. Se è vero l’insegnamento secondo cui bisogna valutare dai frutti, che cosa ne dobbiamo dedurre? Probabilmente che dobbiamo tornare ad imparare i principi elementari della saggezza: l’Essere che anima questo individuo o che ispira questa lingua è lo stesso che anima la foglia, l’insetto, la stella e che suscita tutte le altre lingue. A livello formale vige la diversità ed una relativa gerarchia, dal punto di vista dell’Essenza, invece, Tutto è Uno.

Scusa se anche questa volta ho abusato della tua pazienza, dilungandomi parecchio. 

Un caro saluto,
Subramanyam


.....................

Mia rispostina: "Caro Subramanyam, ti sei dilungato a proposito e con ragioni più che valide ed interessanti.
Ho notato anch'io la discrepanza, riferita al samadhi, relativamente all'esperienza di Tullia. E come da te suggerito il nome savikalpa samadhi  sembra più indicato a qualificare lo stato descritto. Penso che  Tullia sia una persona che essenzialmente segue la via devozionale, probabilmente non ha mai approfondito le sottigliezze lessicali relative agli stati di coscienza dello yoga. Secondo me lei intendeva descrivere una condizione di totale assorbimento indotta dalla  presenza del suo guru... ed in questo -essendo la sua mente completamente immersa in lui (nell'esperienza di "laya")- ha ritenuto chiamarlo nirvikalpa samadhi. Magari dal suo punto di vista è anche giusto quel che dice.... Le descrizioni dei vari tipi di samadhi, in fondo, riguardano solo l'analisi mentale retrospettiva.  

D'altronde anche nel nirvikalpa samadhi c'è un'entrata ed un'uscita ed è unicamente  nel sahaja samadhi  (il samadhi ininterrotto e spontaneo) che  le distinzioni non hanno più alcun significato.

Ti ringrazio ancora per le tue acute osservazioni e per il contributo all'approfondimento che apprezzo grandemente." (Paolo D'Arpini)


16 ottobre 2012

Ecologia profonda e biospiritualità

Religioni: zavorre di cui liberarsi per vivere felici, qui ed ora!

 

Siamo ancora in tema di Spiritualità della Natura
Affresco di Carlo Monopoli

 
Proprio di questi tempi è la ripresa della discussione sull’insegnamento religioso, in forma di "Storia delle Religioni" nelle scuole di Stato. E’ naturale che le istituzioni religiose difendano a spada tratta la loro materia, che assicura una retribuzione sicura a tanti preti, rabbini e mullah e che garantisce un’indubbia egemonia ideologico-politica. E’ meno naturale che quest’ora sia difesa come “spazio di libertà”. 

Indubbiamente quando entrano in gioco certi interessi le parole volano, troppo spesso sganciate dal loro significato. 

Personalmente sono  favorevole  all’insegnamento  del pensiero filosofico laico, collegato alla cosiddetta "Spiritualità laica" o Biospiritualità, basata sulla conoscenza di Sé e sulla propria natura, e non su testi e romanzi inventati,  questa è la prima ed unica forma di religiosità che ha promosso lo sviluppo della società umana nel suo complesso. Vedi ad esempio la funzione evolutiva svolta da filosofie come quella Platonica e Socratica, lo Zen,  il Taoismo e l'Advaita Vedanta (non-dualismo) ma vorrei che quest’insegnamento fosse reale, non fittizio. Infatti troppo spesso l’insegnante religioso sviluppa il suo programma  "teorico" magari  impartendo  "educazione sessuale" (in forma pseudo tantrica) o  lezioncine a sfondo etico/moralistico (roba per "innocenti").

L'insegnante deve essere qualificato nell'esperienza del Sé e non dal sapere accumulato sui testi. Così avveniva infatti nelle scuole Zen, ad esempio, in cui non era possibile insegnare se non si era sperimentato il Satori. 

Le religioni sono una zavorra inutile.  Eppure talvolta occorre analizzarle per lo meno allo sopo di ridimensionarle a quel che realmente sono: favole necessarie all'infanzia!

In questo momento storico in cui assistiamo ad uno scontro ideologico fra varie culture, e sovente mi son trovato a mediare le opposte visioni e le opposizioni che si creano fra esseri umani. La tendenza è sempre quella di separare nel nome di una ideologia, di una religione. Ciò che avviene in medio oriente fra ebrei e musulmani, avviene anche nel resto del mondo, le contrapposizioni ideologiche si manifestano a livello planetario. Buddisti contro scintoisti, cattolici contro ortodossi, destri contro sinistri, etc. etc.

 
In Italia oggi c’è un grande fermento pseudo-religioso, da una parte alcuni si arroccano sulla difesa del cattolicesimo come ultima ratio di civiltà, altri fanno di tutto per dimostrare che invece è proprio lì il marcio, altri ancora si rivolgono a religioni più soft e ragionevoli o verso lo yoga o tendenze new age e neopagane.

 
Di queste nuove espressioni di pensiero ne abbiamo già discusso in precedenza, ed io cerco sempre di accogliere tutto bonariamente con spirito laico e sincretico, ma oggi mi è capitato di dover rispondere ad una email collettiva un po’ delirante in cui le accuse verso le religioni monoteiste erano anche motivo di separazione razziale e di spaccatura nel significato di comune appartenenza della specie umana, che spesso è il discorso anche di parecchi atei o cosiddetti “razionalisti”.

 
Ricordo che tempo addietro nel nostro gruppo teatrale, il Cinabro di Calcata, stavamo facendo le prove di tre atti unici di Jean Tardieu, un autore dell’assurdo, ed io mi trovavo a dover incarnare la parte folle e pretenziosa di un professore che ha fatto dell’istruzione libresca e della cultura una sorta di roccaforte per ergersi al di sopra dell’umanità… Questo succede a tutti coloro che si arrogano il diritto di insegnare un “loro” vangelo ed è ciò che fanno pedantemente tutti gli assuntori di una religione od ideologia, i padri della chiesa, i maestri della fede ed i docenti supremi della verità.

 
Ecco la mia riposta ai professori della fede:
Cari professori, non sarete mica fessi (nel senso di spaccati), spero..!
Queste idee separative della specie umana, basate su un pensiero, su un concetto religioso, non hanno senso alcuno, come si può separare quello che non è mai stato diviso dalla natura e non è nemmeno divisibile? Prendete un cristiano, se lo accoppiate con un’animista prolificano; prendete una ebrea, se la accoppiate con un taoista, prolificano; prendete un musulmano se lo accoppiate con una atea, prolificano…. Tra l’altro i musulmani, che sono furbi, l’avevano già affermato “indirettamente” che non c’è differenza alcuna, infatti hanno insegnato che tutti i figli nati da un musulmano sono musulmani (anche se hanno un genitore diverso) e tutte le donne che si accoppiano con un musulmano vengono assorbite nella “religione”.

 
Le religioni e le fedi son solo etichette messe lì da furbi “speculatori” per creare scompiglio fra gli uomini, soprattutto fra quelli che amano pensare in termini separativi…. e che non hanno nient’altro da fare se non vedere differenze fra se stessi e gli altri… ed in questo ovviamente sono bravissimi anche i cristiani, i musulmani, gli ebrei, i nazisti, i comunisti, i flippatisti… e tutti quelli che spaccano l’umanità in nome di un “nome”

 
Coraggio….. Esseri Umani

 
 Paolo D’Arpini


7 giugno 2011

Programma per il 17° incontro della Rete Bioregionale Italiana - 18 e 19 giugno 2011 a Ospitaletto di Marano (Modena)

Cura gratuita contro l’invecchiamento



Lo scrivente il ‘68 se l’è fatto tutto, e si è fatto pure il ‘69.. per non parlare degli anni successivi, in una sequenza che non ammette flessioni… Da Verona a Roma e da Roma a Calcata e da Calcata a Treia, e da Treia a… ‘68 dopo ‘68 eccoci giunti al 2011.

Si dice che l’anzianità sia caratterizzata da una incapacità di vivere le cose al momento, ci si impigrisce, si stenta ad osare, si ragiona in termini di idee acquisite, di abitudini consolidate, insomma si diventa un pò arteriosclerotici…

In caso di vacanze si scelgono posti comodi, ove si ci può andare facilmente, dove il cibo ed il servizio sono ottimi, i letti son caldi e morbidi, etc. Così si invecchia ancora di più ed alla fine ci si ritrova belli riposati nella tomba.

Macchè, macchè.. “memento audere semper” diceva il vate, e lui sì che fu trasgressivo, fino all’ultimo respiro… Ed allora manteniamoci giovani di spirito, teniamo alto il vessilo della gioventù indifferentemente che noi siamo bambini, giovinetti o vecchietti…

Cosa c’è di meglio con l’avvento del solstizio estivo di celebrarlo in collina, nell’ubertoso verde dell’Emilia? Magari parlando di cose serie, come l’ecologia profonda, l’alimentazione bioregionale, la spiritualità della natura? Tutte cose di cui vorremmo parlare -ed anche praticare- ma per cui non abbiamo avuto tempo, perchè troppo impegnati a guardare la televisione la sera, a imprecare contro il governo ladro alla mattina, a bestemmiare nel traffico caotico il pomeriggio.

Macchè, macchè, ci vuole uno stacco ed una scatto di reni… Prendiamo la nostra bella tenda impermeabile, quella canadese due posti che non usavamo più dal.. (?), armiamoci di coraggio, di chitarra o mandolino, di libri di poesie, di un bel binocolo per osservare gli uccelli… Insomma partiamo… e andiamo a campeggiare a Ospitaletto di Marano, da Marco e Valeria, ove si tiene il 17° incontro della Rete Bioregionale Italiana, il 18 e 19 giugno 2011.

L’incontro è gratuito, è necessario solo portare qualcosa da mangiare, possibilmente di preparato in casa da condividere. Si fa poi la corvè tutti insieme per pulire e riordinare.

Programma di massima:

La mattina del 18 giugno, che è sabato, alle 10.00 ci si incontra in casa per le sistemazioni ed i convenevoli… Per chi lo desidera è prevista una passeggiatina attorno al luogo per familiarizzarsi e raccogliere qualche erba spontanea per l’insalata. Preparazione collettiva del pranzo, si mangia verso le 13.00. Il pomeriggio inizio dello sharing, alle 15.30 sino alle 18.00 circa. Poi break tea e passeggiatina nell’orto o lavoretti in casa e preparazione cena. Alle 20.00 si mangia convivialmente, seguono divertimenti poetici e musicali. La notte ognuno si ritira nel proprio giaciglio oppure si attarda a guardare la luna ancora piena in cielo.

La domenica 19 giugno, dopo la colazione, con inizio verso le 10.00, in un posticino tranquillo sotto gli alberi, segue ulteriore condivisione di pareri sui temi trattati. Segue preparazione collettiva del pranzo. Il pomeriggio, verso le 15.30, rush finale sulle cose che ci sono ancora da dire e conclusioni. Verso le 17.30 meditazione in movimento e saluti, baci, abbracci e smontamento delle tende…

Paolo D’Arpini
Referente Rete Bioregionale Italiana

Per avere indicazioni su come raggiungere il luogo:
Cell. 333.6023090 – circolo.vegetariano@libero.it


Ah, durante l’incontro verrà presentato il nuovo numero di Quaderni di Vita Bioregionale, organo semi-ufficiale della RBI, curato da Rita De Angelis e stampato a cura di Caterina Regazzi


18 maggio 2011

Bioregionalismo ed il dialogo necessario

 

Brani di un dialogo sull'attuazione del bioregionalismo, fra Paolo e Stefano



Nella foto soprastante: Stefano Panzarasa ad un incontro tenuto al Circolo Vegetariano di Calcata, mentre presenta la sua "biscotta"


In questi giorni ho avuto un dialogo telematico con Stefano, membro della Rete Bioregionale Italiana, che da qualche anno ha fatto una scelta alimentare vegana. Non riporto l'intero dialogo perché nello svolgimento del percorso esplicativo quanto veniva espresso potrebbe essere frutto di mal-interpretazione.. soprattutto se alcune frasi fossero prese e separate dal discorso generale.. E poi ci sono delle cose personali che è meglio non divulgare, per il mantenimento della struttura sociale e per non creare futili opinioni di parte.

Considero il discorso con Stefano, teso ad una crescita di rapporto, per il momento concluso, ovviamente senza stabilirne confini precisi, poiché il dialogo continuerà all'infinito... E' l'eterno dialogo evolutivo fra esseri umani che si interrogano sul bene e sul male, su ciò che è consono e su ciò che è improprio per la nostra specie. Durante il prossimo incontro della Rete Bioregionale, del 18 e 19 giugno 2011, magari il tema potrà essere ripreso in forma più collegiale... Comunque giusto per concludere in bellezza riporto qui uno stralcio finale delle ultime lettere che ci siamo scambiati, in modo che possa servire come elemento di riflessione per tutti noi. (P.D'A.) 

…....

Scrive Stefano:

....non è che non accetto altre posizioni, ecco questo è quello che spesso mi fa molto dispiacere sentire perché è quello che normalmente dicono quelli che vogliono continuare a fare come gli pare cioè mangiare carne, pesce, formaggi e quant'altro e non accettano che qualcuno abbia fatto una scelta più ecologicamente consapevole. Ovviamente non è il caso tuo che invece so che mi stimi, però alla fine hai detto la stessa cosa... Altra critica che mi viene spesso posta è che io sono radicale... Ma in effetti radicali sono ormai tutti coloro che non si decidono ad orientarsi ecologicamente e insistono a rimanere su posizioni ormai inaccettabili, per il pianeta, gli animali e persino la loro stessa salute. Sai quanta gente frequento in ufficio e fuori a cui cerco di dare la mia testimonianza e tranquillamente aspetto che prendano coscienza? Tanta, veramente tanta, forse anche troppa e almeno in un gruppo ecologista come la Rete Bioregionale Italiana, almeno lì vorrei sentirmi a mio agio, compreso e non criticato o guardato con diffidenza...

Un'ultima osservazione: scusami ma proprio tu che giustamente ce l'avevi tanto con gli americani ora fai premettere l'annuncio dell'incontro della Rete Bioregionale Italiana da due indiani?”

(riferito al frontespizio del programma/invito: http://altracalcata-altromondo.blogspot.com/2011/05/17-incontro-annuale-della-rete.html)

…...

Mia risposta:

Beh, caro Stefano... l'aspettativa per il successo è l'impedimento che ne ostruisce la realizzazione.

Come posso spiegarti? Non serve, credimi, continuare a dialogare restando su una posizione stabilita a priori....

Vivi e lascia vivere.. perché ti fai carico del mondo? Ci sono energie, chiamale Dio se vuoi o Natura, che provvedono al funzionamento del mondo. Ognuno di noi è un tassello.. Allo stesso tempo se lasciamo andare il nostro senso separativo, il nostro senso di giudizio, ecco che ci troviamo compartecepi del Tutto. Questa per me è l'idea bioregionale e questa idea non è americana o indiana... è un semplice dato di fatto.

Ma c'è da dire una cosa, nella consapevolezza raggiunta del Tutto, Ramana Maharshi ed Osho rappresentano la "realizzazione" dell'oceano che si fonde nella goccia.
Mentre Gary Snyder, Peter Berg et similia.. sono semplici apprendisti stregoni che sperano che la loro goccia si possa fondere nell'oceano....

Quel che dice Osho significa: "Non fissarti in un'idea e prosegui paradossalmente a svolgere il tuo compito esemplare nella vita" e quel che dice Ramana.. è lampante e non ha bisogno di ulteriori spiegazioni, ma qui te lo riporto per la tua rilettura: “Una società è l’organismo; i suoi membri costituenti sono gli arti che svolgono le sue funzioni. Un membro prospera quando è leale nel servizio alla società come un organo ben coordinato funziona nell’organismo. Mentre sta fedelmente servendo la comunità, in pensieri, parole ed opere, un membro di essa dovrebbe promuoverne la causa presso gli altri membri della comunità, rendendoli coscienti ed inducendoli ad essere fedeli alla società, come forma di progresso per quest’ultima”.

Buona fortuna e buona vita a te, caro Fratello...
Ti abbraccio, Paolo
…......

Replica di Stefano:

Caro Paolo,
ho un profondo senso di malessere per come dopo anni e anni di pratica bioregionale ancora non ci si riesce ad intendere bene, però quando dici:
"Vivi e lascia vivere.. perché ti fai carico del mondo?"

Hai perfettamente ragione, me la prendo troppo e sbaglio (e leggo troppo il tuo bel Giornaletto di Saul...).

Invece quando dici:
“Mentre sta fedelmente servendo la comunità, in pensieri, parole ed opere, un membro di essa dovrebbe promuoverne la causa presso gli altri membri della comunità, rendendoli coscienti ed inducendoli ad essere fedeli alla società, come forma di progresso per quest’ultima!” mi ritrovo proprio in quello che cerco di fare, promuovo la causa...

Dunque qual'è la cosa giusta da fare? Mi sa che non lo sai neppure tu...
Comunque ti voglio bene e ti mando un caro saluto...
Stefano

…...

Conclusione:

Paolo: “Quell'affetto e quel rispetto reciproco.. caro Fratello, è tutto quel che conta! Ciao e spero a presto!”

Stefano: “Grazie Paolo delle tue parole, spero di poterti incontrare, forse è tutto quel che vorrei ma sei lontano... Preferivo quando eri a Calcata, ma tant'è, mi dovrò organizzare... Un saluto fraterno”

............

Nella foto sottostante: Paolo D'Arpini in una posa caratteristica durante una recita teatrale a Calcata


20 aprile 2011

Bioregionalismo con sentimento

Annotazioni sul concetto di spiritualità laica e suo rapporto con l’ecologia profonda

 
(Nell'immagine: La Fata degli Elementi di Franco Farina)

 
 

Io appartengo al luogo
Ed il luogo mi appartiene.
Io sono il luogo
Ed il luogo è in me.

(Saul Arpino)


Così sente il ri-abitante bioregionale, colui che vive nel ed è in simbiosi con il luogo.

E d’altronde il vero spiritualista laico sente e vede il luogo come se stesso, in questo uniformandosi alla visione dell’ecologia profonda… Infatti io mi occupo del luogo come fosse mio, parlo del luogo come fossi la sua voce. Questo avviene per ogni luogo, un “luogo ideale” in cui si incontrano Yin e Yang, bene e male. Avviene per l’Italia che riconosco come la mia amata patria. Avviene per la Terra che è la mia matrice. Avviene per l’universo spazioso in cui si svolge il mio contesto esistenziale. Avviene per lo Spirito che mi compenetra.

Certo all’inzio questo sentire assomiglia molto ad una opinione, cioè ha la parvenza di un pensiero assunto come vero, ma con la pratica e con il costante e continuo contatto con la natura e con gli altri esseri viventi si percepisce chiaramente che il “tutto” in cui noi siamo immersi è esattamente noi stessi…. Questa consapevolezza  sembra maturare pian piano, quasi per gradi… ed all'improvviso succede che…

Secondo i grandi saggi l’opinione è solo un riflesso personale della percezione individuale della verità. Insomma l’opinione è sempre e comunque parziale ed incapace di riferire un’interezza. Ma se siamo in grado di interpretare ogni opinione come un tassello del pensiero universale e cerchiamo di integrarla nell’insieme del conosciuto forse stiamo mettendo in pratica quel “sincretismo” di pensiero auspicabile per il superamento delle ideologie e delle religioni precostituite. Unica discriminante dovrebbe essere la qualità della sincerità in cui l’opinione viene espressa…

Infatti se un’opinione è solo “strumentale” allora non vale nemmeno la pena di considerarla, essa non è nemmeno etichettabile come “opinione” (che già di per se stesso è un termine “riduttivo”) ma possiamo definirla “imroglio giustificativo” teso alla soddisfazione di un vantaggio personale o ideologico… basato sull’assunzione di un pensiero (definito universale). Ciò avviene quando si mente sapendo di mentire o anche allochè non si è andati sufficientemente in profondità nell’analisi interiore!

Per questa ragione punto sul merito della laicità, o equanimità, ed è quanto cerco di affermare in ogni mia espressione… Ma secondo me “laicità” deve presupporre anche il lasciare agli altri la libertà di pensare a modo loro e non possiamo usare la laicità per continuamente controbattere sui punti che a noi sembrano ledere tale principio…

Insomma dovremmo essere laici persino nei confronti della laicità..

Questo atteggiamento mentale, super partes, è decisamente utile ed interessante per l’affermazione di un “sincretismo” che dovrebbe accomunare noi tutti esseri umani nel riconoscimento del pari valore del pensiero che in ognuno si manifesta…

Ah, per quel che riguarda l’ipotetica differenza fra Uomini, Animali od Extraterrestri è solo un fatto di gradiente o predisposizione intellettiva, ma la coscienza che anima queste categorie vitali è la stessa, la possibilità di auto-conoscenza è pure la stessa…

Amo gli animali, amo gli extraterrestri amo ogni forma di vita ed ogni elemento.. ma dovendo perseguire una mia crescita personale (unico presupposto per la crescita universale) vale il detto “ad ognuno il suo lavoro”. Krishna affermò: meglio fallire cercando di compiere il proprio dharma piuttosto che trionfare nell’espletamento del dharma altrui. E dal punto di vista umano, essendo io stesso un uomo, mi occupo della mia auto-conoscenza e lascio agli altri esseri (umani o non umani) di fare la parte che ad ognuno compete!

Tradotto in termini laici significa che per fare il bene di tutti è sufficiente non arrecar male ad alcuno.

Paolo D’Arpini

spirito.laico@libero.it  


8 febbraio 2011

Bioregionalismo e memoria storica di un percorso...

 

"Quando inizia il bioregionalismo in Italia?" - Memoria di Stefano Panzarasa


Nella foto: Stefano Panzarasa che mostra una sua "biscotta matristica" ad uno degli incontri al Circolo vegetariano VV.TT.

Premessa. Sono stato in dubbio se divulgare o meno questa testimonianza di Stefano Panzarasa, che sancisce l’inizio della pratica “bioregionale” al Circolo VV.TT. infine, per l’affermazione di una verità storica, della quale tra l’altro conservo numerose testimonianze ed articoli apparsi dai primi anni ’90 su varie riviste e giornali in cui si parla di attuazione bioregionale a livello amministrativo e sociale,  ho deciso di pubblicare questo documento.

Vorrei qui precisare che l’attuazione dell’idea bioregionale o dell’ecologia profonda non sta nel ritirarsi in campagna, bensì nel vivere pienamente in sintonia, essendone parte integrante inscindibilmente connessa, con la vita che si manifesta nel luogo in cui si è, che sia una montagna, un’isola, una città od un ashram.. E’ anzi necessario che l’ecologia profonda sia vissuta soprattutto negli ambiti urbani in modo da riequilibrarli all’ambiente circostante. Su questa posizione insisto ancora oggi con costanza, inserendovi elementi di ecologia sociale ed anche politica.

Paolo D’Arpini

…………………

Un giorno ho fatto felice Paolo portandogli il primo numero di Bullettin (il giornalino del Circolo, di cui non aveva più copie) che lui mi aveva regalato alla fine degli anni ottanta del secolo scorso.

A quei tempi lavoravo a Roma Radio Proletaria (ora Radio Città Aperta) dove conducevo una trasmissione sulla natura, Terre Protette, che parlava in particolar modo di delle attività ecocompatibili nei parchi e nelle riserve naturali. Quindi era doveroso andare a Calcata nel Parco Regionale della Valle del Treja, a conoscere e intervistare Paolo D’Arpini, visitare il Circolo Vegetariano VV.TT. e avere notizie su tutte le molteplici attività che venivano già allora regolarmente proposte.

Quasi da subito con Paolo nacque una profonda amicizia basata su una reciproca stima e una visione comune su come era possibile vivere in un luogo in sintonia con il territorio e la natura. Come lui anch’io, se pur da meno tempo, avevo abbandonato la città per la campagna e allora come adesso, non era facile trovare persone con cui condividere questa scelta di vita. Quindi se pur vivendo un po’ lontano da Calcata, prima a Palombara Sabina e ora a Moricone (ambedue paesi situati alle falde dei Monti Lucretili a Nord Est di Roma), vi sono tornato spesso, tra l’altro, a presentare le mie attività artistiche e culturali come concerti di musica popolare e di musica ecologista (una volta anche uno spettacolo in una grotta!), presentazioni della newsletter Gaia e di libri di poesie e sui parchi e attualmente anche seminari e stage di ceramica sul periodo neolitico definito la Civiltà della Grande Dea, periodo che rappresenta le nostre più profonde radici di popoli europei.

Insieme a tutto ciò negli ultimi anni con Paolo abbiamo condiviso un progetto ambizioso che è poi allo stesso tempo una filosofia e una pratica di vita. Si tratta del Bioregionalismo, anche definito Ecologia Profonda o semplicemente l’arte di vivere in un luogo in armonia con la natura, con se stessi e gli altri viventi. La nostra è stata una evoluzione culturale e spirituale del tutto naturale visto che ciascuno a casa sua queste cose le praticava già. Ma dietro il bioregionalismo si è aperta una rete di contatti con persone che in tutta Italia e addirittura in tutto il pianeta aderiscono a questa visione. Questa rete di contatti è in seguito divenuta la Rete Bioregionale Italiana e insieme a Paolo e altre persone della Rete abbiamo pubblicato il libro La Terra Racconta sul bioregionalismo e la realizzazione delle mappe locali come metodo per prendere coscienza del luogo dove ciascuno di noi vive.

E allora ecco la riscoperta della Tuscia come area omogenea dal punto di vista naturalistico, storico, culturale, economico, una vera e propria “bioregione antesignana”. Ecco allora i tanti incontri organizzati da Paolo condivisi localmente e non solo, da tantissime persone, per dare dignità a questa proposta anche politica in relazione ad un riordino amministrativo della regione Lazio e regioni limitrofe e allo svincolo dalla sudditanza economica e culturale dalla grande città di Roma.

Le antiche tribù falische che tremila anni fa popolavano questi splendidi luoghi sapevano benissimo integrarsi con il loro territorio, le loro divinità erano benevole e legate alla terra e alle acque, poi tanti secoli di dominio patriarcale sulla società umana e sulla natura hanno quasi fatto dimenticare una certa evoluzione culturale e spirituale di una società paritaria, democratica e ecologica ante litteram che però non è mai del tutto scomparsa e regolarmente riaffiora nel tempo e nei nostri sogni, miti e archetipi…

Ma questa è un ancora un’altra riflessione che attualmente stiamo facendo con Paolo e altri amici del Circolo Vegetariano VV.TT.

Stefano Panzarasa

.............

Altri articoli sul Bioregionalismo:
http://www.circolovegetarianocalcata.it/?s=bioregionalismo


4 novembre 2010

Comunicazioni sul nuovo organigramma della Rete Bioregionale Italiana e nominativi di alcuni dei nuovi referenti tematici – 4 novembre 2010

 

Comunicazioni sul nuovo organigramma della Rete Bioregionale Italiana e nominativi di alcuni dei nuovi referenti tematici – 4 novembre 2010


Dopo le dimissioni di Giuseppe Moretti da coordinatore nazionale si é tenuto fra i vecchi membri e nuovi aderenti un incontro "rifondativo" della Rete Bioregionale Italiana, il 30 e 31 ottobre 2010 a San Severino Marche.

L'assise dei partecipanti per evitare di ricadere in forme accentratrici, ha deciso di cambiare la struttura della Rete eliminando la figura del coordinatore nazionale e dei coordinatori locali, ci saranno solo referenti tematici sugli argomenti che interessano per l'approfondimento del discorso ecologico... rispettando così anche le enunciazioni della Carta degli intenti della Rete (con riferimento alla “forma decentrata”).

http://retebioregionale.ilcannocchiale.it/2006/02/06/manifesto_della_rete_bioregion.html

Qui aggiungo solo due parole sul significato di bioregionalismo, che é la stessa cosa dell'ecologia profonda od ecosofia descritta da Arne Naess, insomma é il vivere consapevoli di appartenere inscindibilmente all'insieme vitale, l'organismo macro del vivente e del materico. Le bioregioni, dal piccolo ecosistema agli agglomerati galattici, sono come gli organi funzionali del corpo.... (vedi l'esempio classico fatto da Menenio Agrippa...). In fondo il bioregionalismo non é altro che un nome “inventato” per definire la forma più antica di riconoscimento del far parte di un Tutto unito. Il termine é nuovo ma il significato é eterno!

Continuano ad arrivare commenti e proposte di collaborazione dopo l'incontro di San Severino. La prima letterina ricevuta é stata quella di Antonella Pedicelli, che dice: “Ciao Paolo, felice serata, ho letto con piacere il racconto della prima giornata relativa all'incontro di San Severino Marche (http://saul-arpino.blogspot.com/2010/10/il-giornaletto-di-saul-del-31-ottobre.html ); si sente in esso la tua viva partecipazione e una vibrante emozione, credimi, mi sono sentita anche io pienamente avvolta da quelle sensazioni di appagamento che si respirano nelle tue parole! Semplicemente: "è bello"!

In questi giorni successivi all'incontro bioregionale si sta cercando di rimettere in piedi l'organizzazione, già alcuni ecologisti riconosciuti hanno dato la disponibilità ad occuparsi di specifici argomenti ed alla fine pare che il gruppo portante si stia costituendo. Comunque cerchiamo di capire i movimenti in corso leggendo un'altra letterina giunta da Caterina: “Felice del Seminasogni mi ha fatto uno squillo e io l'ho richiamato. Dice che è stato tutto il giorno in giro senza cellulare. Gli ho chiesto se gli fa piacere mettere qualcosa sul sito, tipo poesie, o gli annunci dei mercatini, o inviti a passeggiate.... Credo che ti spedirà i volantini dei mercatini, quando ci saranno (diceva che ne fanno circa uno al mese). Gli ho detto che gli avrei spedito il resoconto dell'incontro e che cosa ci avevamo messo e che sarebbe stato carino metterci la poesia che aveva letto lui stesso quel giorno e ha detto che me la spedisce così la mettiamo sul sito, su qualche sito. Per le passeggiate credo che gli farebbe piacere che si mettesse nome, indirizzo e recapito per accordi di volta in volta, con chi vuole, a piccoli gruppi”.

Pertanto nel prossimo futuro proporremo sul blog della Rete e su altri siti, di tanto in tanto, alcuni interventi e proposte dei referenti tematici e dei simpatizzanti della Rete con annunci vari e proposte di attività ecologiste, di rapporti interpersonali e fra comunità, racconti di spiritualità naturale, etc.

Nel frattempo abbiamo ricevuto anche la comunicazione di Roberto Schellino, coordinatore nazionale della campagna per l'agricoltura contadina, in risposta alla nostra comunicazione sul nuovo referente della Rete Bioregionale per quel settore: “Grazie Paolo, contatterò telefonicamente Benito Castorina nel più breve tempo che mi è possibile..” Ed anche la mail di Sonia Baldoni, che accetta di occuparsi di cure naturali ed erboristiche: “Certamente che metto a disposizione della Rete Bioregionale le mie conoscenze, l'ho già messo in PRATICA con i FATTI dall'incontro che abbiamo fatto assieme, i miei estremi li hai... mi fido di più di ciò che scrivi tu, è la tua specialità!”

Allora riporto qui di seguito i nomi dei primi fra i nuovi referenti tematici della Rete Bioregionale Italiana che a titolo volontario intendono mettere a disposizione di tutti le conoscenze acquisite nel loro percorso di pratica ecologista:

Benito Castorina, docente universitario per l'economia agricola e coltivatore di erba vetiver. Referente per l'agricoltura contadina e produzione energetica ecologica. Recapiti: benito.castorina@fastwebnet.it - Tel. 06.8292612 - 338.4603719

Caterina Regazzi, medico veterinario USL specializzato in allevamento e alimentazione animale. Referente per il rapporto uomo/animali e zootecnia. Recapiti: caterinareg@gmail.com – Cell. 333.6023090

Manuel Olivares, scrittore e giornalista sociologico esperto in comunità, fondatore della casa editrice “Vivere Altrimenti”. Referente per i rapporti con le comunità, comuni ed ecovillaggi. Recapito: manuel_olivares_71@yahoo.it

Sonia Baldoni, esperta di erbe officinali e cure naturali olistiche. Referente per il rapporto con gli elementi della natura e con lo spiritus loci. Recapiti: Cell. 333.7843462 - sachiel8@virgilio.it

Stefano Panzarasa, geologo e musicista, Responsabile Ufficio Educazione Ambintale del Parco Naturale Regionale dei Monti Lucretili e membro fondatore della Rete Bioregionale Italiana. Referente per l'educazione ambientale ed ecologica. Recapiti: bassavalledeltevere@alice.it  www.orecchioverde.ilcannocchiale.it  tel.. 0774/605084

Lucilla Pavoni, scrittrice e neo contadina. Referente per i rapporti solidali fra esseri umani. Recapiti: lucillapavoni@libero.it – Cell. 338.7073857

Paolo D'Arpini, cercatore spirituale laico e membro fondatore della Rete Bioregionale Italiana. Referente per le Pubbliche Relazioni. Recapiti: circolo.vegetariano@libero.it – Tel. 0733/216293 - 0761/587200 


Altri membri e simpatizzanti stanno ancora meditando sul come offrire la propria collaborazione alla comunità bioregionale, se fra i lettori, che si riconoscono nel messaggio dell'ecologia profonda, c'é qualche volontario.. é benvenuto nel mucchio!

Paolo D'Arpini,   addetto alle Relazioni Pubbliche per la Rete Bioregionale Italiana

Ah, rammento ai lettori che per aderire alla Rete é sufficiente sottoscrivere il manifesto fondativo (o carta degli intenti), vedi sopra, e di inviare una email di conferma allo scrivente.

 

Resoconto dell'incontro di San Severino Marche:

http://www.google.com/search?client=gmail&rls=gm&q=resoconto%20incontro%20bioregionale%20san%20severino%20marche%2030%2031%20ottobre%202010

...............

Adesione dell'ultim'ora:

CI SONO ANCH'IO....

Carissimi,
ci sono anch'io, Teodoro Margarita, seedsaver, già consigliere federale di Civiltà Contadina e collaboratore della Rete.
Per l'area comasca contate su di me, già che stanno nascendo realtà interessanti di cui darò conto. un ecovillaggio in Val d'Intelvi, per esempio, una realtà di ricerca spirituale tra Como e Lecco ed altre cose che il sottoscritto collega e  tiene insieme.
Recapito: 031 683431 ore serali.
Un buon rinascimento alla Rete Bioregionale Italiana.
thermidore@yahoo.com

...........

Mia rispostina:
Ti abbracciamo con profondo rispetto ed affetto... per salvare assieme  i semi della antica conoscenza....


16 ottobre 2010

Discorsetti sull'ecologia profonda per l'incontro bioregionale di San Severino Marche del 30 e 31 ottobre 2010 - E istruzioni su come raggiungere il luogo..

Discorsetti sull'ecologia profonda  per l'incontro bioregionale  di  San Severino Marche del 30 e 31 ottobre 2010 - E istruzioni su come raggiungere il luogo...

 
 
Care amiche, cari amici,

é in fase di preparazione avanzata l'organizzazione dell'incontro annuale della Rete Bioregionale. Il Cerchio si svolge a San Severino il 30 ed il 31 ottobre 2010. La cosa ha già attirato l'attenzione di numerose persone e di enti che lavorano per l'attuazione dell'ecologia profonda e del bioregionalismo. Hanno già dato la loro adesione diverse associazioni locali (Ad es. Rees Marche, etc.) e sono attesi ecologisti da vari luoghi delle Marche oltre che dalle altre Regioni d'Italia.  Siete attesi pure voi!
 
Ed ora ecco alcune frasi in sintonia con il discorso che andremo ad affrontare,  che ci sono giunte da varie parti:
 
Scriveva Arne Naess, il padre dell'ecosofia (o ecologia profonda) alla quale i bioregionalisti dovrebbero far riferimento: “Gli esseri viventi hanno un valore in se stessi. In quanto viventi. E come gli uccelli delle sempre più silenziose campagne americane, hanno bisogno di essere protetti dall'invadenza di miliardi di uomini. Bisogna cercare una nuova armonia ecologica tra gli esseri viventi che abitano il pianeta Terra. Questo rinnovato equilibrio passa a livello teorico attraverso la rinuncia non solo a ogni forma antropocentrismo: il diritto alla vita di ogni essere vivente é assoluto e non dipende dalla maggiore o minore vicinanza alla specie umana. A livello pratico il nuovo equilibrio ecologico passa attraverso la riduzione della popolazione umana, l'uso di tecnologie a basso impatto ambientale e la mancanza assoluta di interferenza umana in una quantità sempre più vasta di ecosistemi...”
 
Caterina commenta: “Mi piace l'idea dell'armonia ecologica tra gli esseri viventi (e anche con i non viventi, fanno sempre parte dell'ecosistema, pensiamo all'aria e all'acqua, sono necessari ai viventi più dei viventi stessi). C'é l'opinione diffusa che non si possa tornare indietro rispetto a dove siamo arrivati e che gli anziani di oggi se sentono fare di certi discorsi inorridiscono (oggi il cibo abbonda, il lavoro meno faticoso, ci sono cure per tutte le malattie - anche quelle immaginarie-), ma si potrebbe pure trovare un equilibrio fra risorse e bisogni, fra produzione e consumi, cominciando dal confronto e dal mutuo scambio di aiuto, di vicinanza affettiva, di collaborazione amorevole tra simili e diversi, cercando di colmare i divari..... L'uomo solo un essere vivente che ha sviluppato una coscienza legata allo spazio e al tempo, al qui e  all'oggi e al domani, gli uccelli si cibano per soddisfare l'appetito di oggi, fanno il nido per allevare i piccoli di questa nidiata; dobbiamo imparare ad "usare" il nostro essere a beneficio della nostra Terra e non per distruggerla...... é così bella!”
 
Scrive Benito: "Caro Paolo, come promesso parteciperò all'incontro bioregionale. Penso possa interessare ascoltare la mia fiaba sugli OGM per informare i grandi attraverso i piccini.  Inoltre mi piace molto il pensiero sull'appartenenza di Saul Arpino che é in sintonia con quello dell'amico Beaver, che noi conosciamo personalmente e che ho il piacere di riportarti di seguito: I tre principi di appartenenza: Io appartengo alla razza umana; Io appartengo alla Terra perché la Terra mi precede ed il luogo che mi ospita sopra o sotto ciclicamente; La Terra mi appartiene solo se sono convinto che l'altro é me stesso e anche la Terra e tutto ciò che ospita sopra e sotto me stesso.."
 
Scrive Manuel: "Sarò presente dal 30 ottobre mattina, vengo con un amico, portiamo con noi la tenda..."
 
Scrive Sara: “...ognuno di noi ha avuto il diritto alla vita e quindi il diritto di viversi in ciò che viviamo. Estremamente invadente e poco intelligente pretendere che le cose siano come a noi piacerebbe...ogni essere umano, avendo ricevuto il dono della vita ha la libertà di viversi. Se una cosa non é di nostro gradimento bisognerebbe essere abbastanza intelligenti da non prenderla in considerazione!  La vita una scuola di vita....”
 
Scrive Sonia: “...come sempre solo pratica sul campo...  per incontrarci a raccogliere e riconoscere le erbe, ormai è il tempo della pratica! Di informazioni ne siamo coperti fino a sopra due metri dei capelli”
 
Scrive Carlo: "Occorre conoscere per amare e per difendere. Per questo dobbiamo conoscere gli animali selvatici che vivono nel nostro Paese, e cercare di farli conoscere. Gli animali selvatici sono un patrimonio di tutta la Terra, sono esseri sensibili, non devono essere uccisi, catturati o disturbati, e deve essere conservato il loro habitat naturale, senza il quale essi non possono vivere..."
 
Scrive Michele: “La Natura, con i suoi millenni di Storia, rappresenta per l’Intera Umanità  l’università da cui attingere le conoscenze che hanno portato, e portano ancora, alla Saggezza; per cui, se ci chiediamo da dove proviene la Saggezza Contadina, la nostra risposta non può che essere questa. I grandi “libri” della Vita sono racchiusi nei semi e nelle sementi che, con la loro memoria contenuta nel patrimonio genetico, contengono in potenza il progetto specifico di ogni singola pianta o animale o essere vivente e, allo stesso tempo, rappresentano la storia evolutiva del mondo biologico e dell’Umanità”
 
Scrive  Fulvio: “... non ci sentiamo ma .. ti penso sempre.  Mi sento cambiato, più centrato, più lucido e "sveglio", ormai, come sai, viviamo ad Amelia e anche da questo punto di vista la vita  è cambiata in meglio (abbiamo persino organizzato un piccolo orto sul balcone). Purtroppo il 30 e 31 ottobre sono impegnato a scuola, quindi mi sa  che non potrò essere all'incontro bioregionale di San Severino... ma aspettati una visita non annunciata..."
 
Scrive Katia: “...sento davvero l'arrivo dell'autunno inteso come stagione in cui si accumulano i frutti giunti a maturazione adesso dopo il lavorio della natura del tempo precedente. Ho in casa i marroni presi a  Rocca Malatina domenica scorsa, le melagrane del mio albero, le mele raccolte da terra sotto un albero a Montecorone con la Pia, le ultime prugne e le zucche della verduraia, l'uva rubata al mio vicino (usciva fuori dal suo giardino!), le bacche di rosa canina raccolte da me a Guiglia assieme ad altre castagne, le giuggiole raccolte oggi da me e Piero dall'albero di un allevatore che altrimenti le lascerebbe cadere a terra, l'ultimo pomodoro rosso della mia pianta in terrazza. Mancano solo noci e nocciole. Ho la casa piena di colore!”
 
Scrive Norbert: "Ciao Amici! Mi interressa il vostro approccio... Sto lavorando non legato a nessuna organisazione in varie progetti, qui in Italia, in Bolivia, Peru e ultimamente per alcune iniziative in Sudan, sempre provando di rinforzare già esistente movimento di agricoltura ecologica e et(n)ica! Ho qui in Puglia un progetto di permacultura e riproductione di piante medicinali e piante di orthocoltura, lavorando contemporaneamente con medicina olistica e comminity-devellopement! Sono di origine tedesco, Bioingeniere e curatore dello spirito! ho guardato un po dentro cio che vi circonda..e mi piacce! Ma non ho capito bene, in che modo ci sarà possibile di intraprendere una fertile collaborazione! Se mi informate come possiamo iniziare di collaborare, mi farebbe piacere! Aspetto indicazioni!"
 
Scrive Deafal: “ci occupiamo di agricoltura organica...la nostra sede è in Lombardia anche se realizzeremo un seminario anche nelle Marche. Verremo all'incontro bioregionale, ci date una mano anche a promuovere il nostro seminario attraverso la vostra rete?"
 
 Scrive Stefano: "...probabilmente io non sarò all'incontro del 30 e 31 ottobre per il motivo che la settimana prima vado per lavoro a Torino per cinque giorni (Terra Madre) e probabilmente non me la sentirò di ripartire appena tornato. Comunque vada sarò del gruppo e scriverò un intervento...."
Scrive Lucilla: "Con l'agricoltura contadina...dal passato per andare verso il futuro... Vi aspetto a San Severino!"
 
Scriveva Hermann Hesse: “Si ha paura di mille cose, paura del dolore, paura del proprio cuore, paura del sonno, paura di svegliarsi, paura della solitudine, paura della morte, sopratutto paura della morte. Però tutto queste paure sono solo maschere e travestimenti. In verità si ha paura di una cosa sola: lasciarsi andare, lasciarsi cadere nell'ignoto, questo piccolo passo al di là delle nostre sicurezze. Però chi solo per una volta, ha assaporato questa totale resa, questo fidarsi totalmente nel proprio destino, quello è libero. Non appartiene più alle leggi terrene, ma è completamente immerso nel flusso dell'universo e vibra assieme alle stelle e ai pianeti."
 
 
Programma del 16° incontro annuale della Rete Bioregionale Italiana : San Severino Marche – Nel podere di Lucilla Pavoni
 
 
30 ottobre 2010:
 
h. 10.00 – Accoglienza e familiarizzazione con il posto, presentazione dei vari partecipanti.
 
h. 12.00 – Preparazione collettiva del pasto con il cibo bioregionale da ognuno portato e condivisione.
 
h. 14.00 – Vesseille (lavaggio piatti e pentole e riordino della sala)
 
h. 14.30 – Percorso di riconoscimento delle  erbe spontanee per onorare il luogo
 
h. 16.30 – Prima sessione di condivisione delle esperienze e proposte per la continuazione del percorso bioregionale, seduti in cerchio davanti al camino acceso, ognuno parla a rotazione. Sono benvenuti interventi poetici e canti.
 
h. 19.30 – Preparazione collettiva del pasto serale e vesseille. Ci si ritira per la notte, chi in tenda, chi nella pensioncina di San Severino, chi nella casa di Sonia a Jesi e chi a Treia (vedi indicazioni sottostanti).
 
31 ottobre 2010:
 
h. 10.30 – Seconda sessione di condivisione delle esperienze e proposte bioregionali.
 
h. 12.00 – Preparazione collettiva e consumo del pasto e vesseille.
 
h. 14.30 – Breve passeggiata nei paraggi della casa di Lucilla
 
h. 16.00 – Terza sessione di condivisione esperienze e proposte e conclusioni finali
 
h. 18.00 – Attorno al fuoco, per chi intende ancora fermarsi, racconti sul significato del Samahin/Ognissanti e canti in sintonia
 
 
Descrizione del posto:
La casa di Lucilla Pavoni, che ospita l’incontro, si trova su una bellissima collina isolata alle pendici dell’appennino marchigiano.
 
Ecco come raggiungerla:
Da San Severino Marche seguire la strada per Apiro/Cingoli.
 
Superare Cesolo e Marciano, arrivati al bivio per Apiro/Cingoli prendere la direzione per Apiro.
 
Superare le frazioni Palazzata e Corsciano sino all’indicazione per Ugliano, dopo circa 700 metri sulla destra imboccare stradina in terra battuta seguendo la freccia che indica la casa di Lucilla.
 
In caso di difficoltà potete anche chiedere al baretto di Corsciano, oppure in extremis telefonare a Lucilla al 338.7073857.
 
Attenzione, tutti sono invitati a contribuire all’evento portando dalla propria bioregione di provenienza cibo e bevanda. Venire armati di buona volontà e pazienza. Per il pernottamento: è possibile campeggiare nel terreno di Lucilla con la propria tenda o con il camper. Chi volesse stare più comodo può prenotare -in tempo utile- alla pensioncina 7 Rose di San Severino (Tel. 0733/635202).
 
Oltre al campeggio in tenda, altre sistemazioni gratuite (salvo un’offerta volontaria) possono essere reperite presso l’abitazione di Sonia a Jesi, oppure a Treia (entrambi i luoghi sono a pochi chilometri di distanza da San Severino) in entrambi i casi é opportuno portare con sé sacco a pelo e stuoia e -nel caso- anche brandina pieghevole.
 
 
Informazioni ulteriori sul programma e sulle sistemazioni telefonando allo 0733/216293 –  oppure cell. 333.6023090  o scrivendo a saul.arpino@gmail.com
 
L'incontro  é aperto a tutti coloro che si riconoscomo nel messaggio dell'ecologia profonda
 
.............
 
Poesia di buon auspicio
 
 
Com’è potuto accadere…?
 
Com’è potuto accadere Anima mia,
che sempre sei Consapevolezza e Gioia,
com’è che ora ti comporti
come se lo avessi dimenticato?
 
Meraviglia delle meraviglie,
oltre comprensione è la tua strana paura,
dolce Cigno, mio caro,
il timore che hai di me!
 
Mente che apprendi, conosci e dimentichi,
corpo ottenuto, che generi e poi muori.
Da dove queste impurità nella purezza?
Grandezza, piccolezza, classe, rango, vista e veggente..
Perché queste onde oscuranti nel profondo oceano della Gioia?
 
Non servono parole o voti di silenzio,
non andirivieni, non inizio, metà e fine,
non riverbero, né suono, non qualità,
non separazione e quindi non paura…
Oh meraviglia delle meraviglie,
le cose che sembrano, in un sogno?
 
Dentro e fuori, in alto e in basso, tutte le direzioni.
Persa nella luce, illimitatamente vasta,
intera, senza supporto, piena e calma,
pura Consapevolezza, Gioia immutabile,
allora remota, cercata lungamente come fine,
ora sei qui… Gioia… Gioia..!
 
Avadai Ammal

.................................

Articoli connessi:

http://www.circolovegetarianocalcata.it/?s=rete+bioregionale+italiana



 

Ultime cose
Il mio profilo



me l'avete letto 1 volte

Feed RSS di questo blog Rss 2.0
Feed ATOM di questo blog Atom

   
sfoglia     ottobre        dicembre