.
Annunci online

retebioregionale
RETE BIOREGIONALE ITALIANA - La pratica del bioreregionalismo e dell'ecologia profonda
 
 
 
 
           
       

La Rete Bioregionale Italiana è ispirata dall'idea di Bioregione: aree omogenee definite dall'interconnessione dei sistemi naturali e dalle comunità viventi che le abitano.
Una bioregione è un insieme di relazioni di cui gli umani sono chiamati a vivere e agire come parte della più ampia comunità naturale che ne definisce la vita.

Qui di seguito i nomi dei primi fra i nuovi referenti tematici della Rete Bioregionale Italiana che a titolo volontario intendono mettere a disposizione di tutti le conoscenze acquisite nel loro percorso di pratica ecologista:

Daniela Spurio - Grafica e fotografa - Impaginatrice dei Quaderni di
Vita Bioregionale - "Viverecongioia Jesi" dhanil@live.it,

Giorgio Vitali, presidente Infoquadri, Referente per il Signoraggio monetario ed aspetti economici correlati. Email.  vitali.giorgio@yahoo.it, - Tel. 393.6542624 

Rita De Angelis ritadeangelis2@alice.it e cell. 3385234247 - ecologia casalinga

Antonella Pedicelli, docente di filosofia, residente a Monterotondo (Sabina Romana)Referente per rapporti con le scuole e interventi formativi di recupero e attenzione verso la cultura bioregionale. Email: hariatmakaurr@gmail.com 

Claudio Martinotti Doria, monferrino, storiografo e ricercatore di storia locale ed economica, saggista, ambientalista libertario e localista. Referente per le Politiche economico ecocompatibili. Email: claudio@gc-colibri.com  tel. 0142487408 - Sito web: http://www.cavalieredimonferrato.it

 Benito Castorina, docente universitario per l'economia agricola e coltivatore di erba vetiver. Referente per l'agricoltura contadina e produzione energetica ecologica. Recapiti: benito.castorina@fastwebnet.it - Tel. 06.8292612 - 338.4603719

Avv. Vittorio Marinelli, presidente di European Consumers,
Via Sirtori, 56, 00149 Roma. Email:
vitmar@tiscali.it - Tel.
348.1317487 - Referente per l'ecologia nei consumi.

Caterina Regazzi
, medico veterinario Referente per il rapporto uomo/animali e zootecnia. Recapiti:
caterinareg@gmail.com – Cell. 333.6023090

Fulvio Di Dio, residente ad Amelia (Terni), funzionario alla Regione
Lazio Assessorato Ambiente
. Email.
fulvio.didio@libero.it - Tel.
329.1244550. Referente per l'ecologia nelle aree urbane.

Manuel Olivares, scrittore e giornalista sociologico esperto in comunità, fondatore della casa editrice “Vivere Altrimenti”. Referente per i rapporti con le comunità, comuni ed ecovillaggi. Recapito: info@viverealtrimenti.com

Sonia Baldoni, esperta di erbe officinali e cure naturali olistiche. Referente per il rapporto con gli elementi della natura e con lo spiritus loci. Recapiti: Cell. 333.7843462 - sachiel8@virgilio.it

Teodoro Margarita, seedsaver, già consigliere federale di Civiltà Contadina e collaboratore della Rete. Referente per l'area comasca, ecovillaggio, ricerca spirituale. Recapito: 031.683431 ore serali.

Stefano Panzarasa, geologo e musicista, Responsabile Ufficio Educazione Ambientale del Parco Naturale Regionale dei Monti Lucretili e membro fondatore della Rete Bioregionale Italiana. Referente per l'educazione ambientale ed ecologica. Recapiti: bassavalledeltevere@alice.it  -  blog (cliccare qui sotto): www.orecchioverde.ilcannocchiale.it  tel.. 0774/605084

Lucilla Pavoni, scrittrice e neo contadina. Referente per i rapporti solidali fra esseri umani. Recapiti: lucillapavoni@libero.it – Cell. 338.7073857

Paolo D'Arpini, cercatore spirituale laico e membro fondatore della Rete Bioregionale Italiana. Referente per le Pubbliche Relazioni. Recapiti: circolo.vegetariano@libero.it – Tel. 0733/216293 - 0761/587200 


Altri membri e simpatizzanti stanno ancora meditando sul come offrire la propria collaborazione alla comunità bioregionale, se fra i lettori, che si riconoscono nel messaggio dell'ecologia profonda, c'é qualche volontario.. é benvenuto!

Paolo D'Arpini, addetto alle Relazioni Pubbliche per la Rete Bioregionale Italiana

Per aderire alla Rete Bioregionale Italiana é sufficiente sottoscrivere il manifesto fondativo (o carta degli intenti) e di inviare una email di conferma a:  circolo.vegetariano@libero.it

 

 
 
 
 

 
20 marzo 2014

Salvare il pianeta con il vegetarismo

Lo splendore vegano e gli indomabili della bistecca

L’incremento demografico genera inquietanti visioni future. A mano a mano che aumentano le bocche da sfamare diminuisce il quantitativo disponibile per ognuno: quando il quantitativo sarà insufficiente a garantire la vita gli effetti sociali potranno essere devastanti. La superficie coltivabile del pianeta terra è di dimensioni limitate ed il limite massimo che consente di sfamare 7 miliardi di esseri umani (più cento miliardi di animali allevati) sta per essere superato. L’aspetto drammatico è che le previsioni dicono che nel 2040 raddoppierà nel mondo il consumo di carne e di conseguenza il numero di animali allevati che sottrarranno risorse vitali al genere umano.

Ma la terra non ha la possibilità di nutrire un popolo di carnivori, ci vorrebbero altri 5 pianeti come il nostro per produrre gli alimenti necessari e smaltire l’immensa mole di rifiuti prodotti dall’industria della carne e le altrettanti ingenti risorse per neutralizzare l’inquinamento prodotto: sarà necessario un cambiamento radicale delle politiche alimentari e degli stili di vita se si vuole evitare una prospettiva drammatica che va delineandosi per il futuro prossimo. Il modo più saggio quanto auspicabile è quello non solo di ridurre l’incremento demografico ma fare in modo che la terra coltivata sia destinata a prodotti che consentano a tutti di nutrirsi, evitando di allevare animali.
Generalmente il costo di un solo kg viene considerato quello che si paga al macellaio. Ma il vero costo, se si considerano tutte le componenti necessarie a produrlo e gli effetti prodotti sull’uomo e sull’ambiente, raggiunge cifre inimmaginabili, forse un kg di carne costa quanto un’automobile. Per i seguenti motivi::
attualmente per produrre 1 kg di carne di manzo (produrre carne di maiale o altri animali il quantitativo è più ridotto ma non molto distante) vengono sperperati: circa100.000 litri di acqua, 9 litri di petrolio, 15 kg di cereali, e vengono rasi al suolo 12 mq di foresta. Inoltre questo kg di carne di manzo genera 36 kg di anidrite carbonica e consuma tanta energia quanto una lampada di 100 W per 40 ore di seguito. A questi bisogna aggiungere i sussidi che l’industria della carne e del pesce riceve dalla Comunità Economica Europea, e che pagano tutti con le tasse, anche coloro che hanno scelto di essere vegan; a questi bisogna aggiungere l’iperbolica cifra delle spese sanitarie per curare le malattie dovute dalla carne e dall’inquinamento dell’aria, della terra, del mare, delle falde acquifere, il buco nell’ozono, le piogge acide, la desertificazione ecc. Bisogna aggiungere la sofferenza e la morte per fame delle popolazioni in via di sviluppo dovute alla sottrazione delle terre dalle multinazionali agroalimentari e zootecniche per destinarle a pascolo o a coltivazioni di monocolture. Bisogna aggiungere l’estinzione, irrevocabile dalla faccia della terra per tutti i millenni che verranno, di un’infinità di specie di vegetali e animali. Basti pensare che per produrre un solo hamburger si perdono una ventina di specie vegetali, una dozzina di specie di uccelli, di mammiferi e rettili. Bisogna aggiungere il fatto che il mangiatore di carne consuma 20 volte più acqua di un vegetariano; che il 20% della popolazione mondiale può concedersi il lusso di mangiare la carne perché l’80% digiuna, che un terzo di tutte le risorse energetiche dell’Occidente sono assorbite dall’industria della carne.
Su un ettaro di terra, nello stesso periodo di tempo, si possono produrre i seguenti alimenti:1.000 kg di ciliegie, 2.000 kg di fagiolini, 4.000 kg di mele, 6.000 kg di carote, 8.000 kg di patate, 10.000 kg di pomodori, 12.000 kg di sedano, oppure…50 kg di carne di manzo.
Ma la necessità vitale di un’umanità vegan non nasce soltanto dal fatto che l’alimento carneo incide in modo deleterio sulla salute della popolazione, sull’ambiente e sull’economia, ma dal fatto che tale alimentazione genera una mentalità di predominio, di insensibilità e indifferenza verso il valore della vita e verso il dolore della sconfinata famiglia dei viventi non umani. Essendo la carne è un alimento adatto agli animali predatori (serve a dar loro l’aggressività necessaria ad aggredire e divorare la preda) introducendo questa sostanza nel nostro organismo genera lo stesso impulso predatore. In sostanza l’umanità si trova storicamente davanti all’alternativa: o adotta il sistema di vita vegan o è destinata a subirne le conseguenze e sparire dalla faccia della terra.
Gli indomabili della bistecca diranno che in futuro sarà sufficiente contenere l’umanità entro un numero compatibile per perpetuare il consumo di carnami. Ma l’evoluzione è un fatto inarrestabile; l’umanità del futuro sarà migliore dell’attuale e guarderà con orrore e vergogna alle generazioni che consideravano i nostri fratelli animali come cose da mangiare, e si stupiranno come in un mondo di miseria e di fame questa umanità sperperasse le sue migliori risorse allevando animali, condannando poi se stessa al dolore, alle malattie, alla violenza, alla distruzione dell’ambiente.

Franco Libero Manco


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. vegetarismo franco libero manco

permalink | inviato da retebioregionale il 20/3/2014 alle 11:26 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

14 settembre 2013

Vegetarismo, ecologia profonda ed agricoltura contadina

"Evitare la carne come il peccato" - Le ragioni del vegetarismo e dell'agricoltura contadina,  per l'ecologia profonda

 

 
Ritorno alla Terra


Ognuno sa che nel sangue di un animale ucciso si depositano immediatamente alcune tossine, sia quelle legate al terrore della morte che quelle legate al processo di decomposizione che si avvia pressoché immediatamente dal momento dell’uccisione.

La carne degli animali appena macellati contiene adrenalina e altri neurotrasmettitori legati alla paura, altre sostanze tossiche, come la cadaverina, si formano conseguentemente e in condizioni di conservazione sfavorevole. Per questa ragione gli animali predatori preferiscono cibarsi immediatamente dell’animale ucciso soprattutto ingerendo gli organi interni e lasciano la carcassa con il sangue rappreso al consumo degli spazzini (canidi, avvoltoi, etc.). 

Per poter assimilare le sostanze del cadavere, comunque, anche questi spazzini debbono attendere la frollatura del cadavere. 

Infatti chi vive in campagna sa benissimo che le volpi uccidono gli animali da cortile ma non li consumano immediatamente, li sotterrano per mangiarseli a frollatura ultimata dopo diversi giorni dalla morte (cioè quando il cadavere é stato abbastanza “purificato” dall’azione dei germi e vermi della putrefazione). 

L’uomo che di natura è un frugivoro, come tutte le scimmie antropomorfe,  ha anch’egli problemi di assimilazione della carne.

Anticamente i cosiddetti cacciatori vagavano nelle savane alla ricerca di animali uccisi dai grandi predatori (leoni, tigri, etc.) ed osservando il volo degli uccelli individuavano il cadavere dell’erbivoro, nell’eventualità scacciavano le jene che vi pasteggiavano e “rubavano” la carcassa bella e frollata e quindi commestibile (magari abbrustolita al fuoco).

Il processo di “maturazione” è assolutamente necessario per nutrirsi delle carni tant’é che anche oggi nei macelli l’animale ucciso viene lasciato nella cella frigorifera per almeno una decina di giorni prima di passarlo al consumo umano. La carne degli animali macellati (o comunque uccisi) viene fatta frollare prima del consumo in quanto inizialmente  è dura, a causa del rigor mortis, che consiste in una serie di reazioni biochimiche che avvengono nel muscolo in assenza di ossigeno, che dopo poco dalla morte viene a mancare; la frollatura inoltre porta ad altre reazioni biochimiche con spezzettamento delle proteine, cosa che rende la carne più digeribile. 

Ma torniamo al sangue… Nei luoghi dove la temperatura è troppo calda, e nell’animale ucciso il processo di decomposizione e di rilascio di cadaverina nel sangue è veloce,  è consigliabile che l’animale venga  dissanguato, da qui l’usanza musulmana ed ebrea di sgozzare l’armento lasciando colare il sangue (l’antico tempio di Gerusalemme era in verità un enorme macello).

Alcuni lettori che vivono al sud, in campagna, ricorderanno che le massaie quando tagliavano la gola a qualche animaletto da cortile lo appendevano poi a testa in giù per lasciar colare tutto il sangue. Queste usanze avevano una ragione salutistica legata soprattutto al luogo in cui si vive ed al tempo in cui tali dettami igienici furono individuati. La stessa cosa dicasi, ad esempio, per la proibizione, rivolta a musulmani ed ebrei, di cibarsi di suini, che mangiano pure la merda e per loro natura sono portatori di malattie varie…

Pertanto le proibizioni e le ingiunzioni sui modi “sacri” di uccidere l’animale e cibarsene sono diventati una norma religiosa, che come sappiamo nell’antichità era l’unico modo per far sì che venissero rispettate regole igieniche (magari per paura dell’inferno o della punizione divina). Oggi queste norme in massima parte son divenute obsolete ma in qualsiasi luogo o latitudine restano in vigore a causa di bigottismo….

Notiamo che oggi  la reperibilità di cibo vegetale è estremamente facilitata per cui la necessità di nutrirsi di animali (come avveniva due o tremila anni fa per gli abitanti di zone aride o ghiacciate) è praticamente nulla. L’agricoltura moderna, anche senza ricorrere agli ogm o ai pesticidi, può sfamare i miliardi di abitanti del pianeta, se la produzione alimentare non venisse utilizzata massimamente per nutrire le bestie da macello (cosa antiecologica ed antieconomica), con forte ricaduta di inquinamento e aumento dell’effetto serra (consumo eccessivo di acqua, deiezioni animali, consumo dei suoli, desertificazione, etc.).

Sarebbe perciò opportuno, anche dal punto di vista dell'ecologia e della economia, di abbandonare  l'agricoltura  e l'allevamento industriale. 

A tal proposito ricordo che la Rete Bioregionale Italiana ha aderito alla campagna per una Agricoltura Contadina per la quale si sta sollecitando una specifica proposta di legge.


Paolo D'Arpini

Rete Bioregionale Italiana


6 settembre 2013

Non un giorno di digiuno ma una vita vegetariana...

Dite a Francesco che non serve un giorno di digiuno ma una vita vegetariana....

 

 
Treia - Paolo D'Arpini, vegetariano per la vita

 
Avvicinandosi la data del 12 settembre 2013, 61° anniversario della fondazione dell'Associazione Vegetariana Italiana, sento il bisogno di ricordare che il suo fondatore, il prof.  Aldo Capitini, fu contemporaneamente promotore del Movimento Nonviolento in Italia. 

Spesso si ignora questo fatto importante che amplifica il senso della Nonviolenza  insistendo  sul rispetto verso tutti gli esseri viventi, animali compresi. Infatti non può esserci Nonviolenza se si continua ad imprigionare e uccidere gli animali al solo scopo di soddisfare una moda alimentare. 

Parlo di "moda" poiché l'allevamento intensivo ed il smodato consumo di carne furono introdotti in Italia dall'America come simbolo di "società del benessere". Oggi è sotto gli occhi di tutti che tale "moda" non è stata per nulla foriera di benessere anzi ha incrementato le malattie, il consumo di risorse vitali, lo sfruttamento intensivo dei terreni adibiti a monocultura e l'inquinamento ambientale (a causa dell'enorme consumo di energia, acqua, pesticidi, OGM, etc. per sostenere l'alimentazione animale). 

Il papa Francesco ha lanciato un appello per un giorno di digiuno e preghiera per la pace nel mondo, che si svolge il 7 settembre 2013, a cui hanno aderito varie personalità sia religiose che politiche. 

Vorrei precisare che se al posto di un giorno di digiuno queste stesse personalità si impegnassero ad adottare una dieta vegetariana automaticamente i risultati sarebbero più evidenti e duraturi e l'esempio fornito più credibile e genuino. Allora sì che la "nonviolenza" e la "preghiera per la pace" avrebbero un significato reale.....

Altrimenti è la solita "buona azione" sporadica che lascia il tempo che trova!

Paolo D'Arpini
Circolo vegetariano VV.TT.
Vicolo Sacchette, 15/a - Treia (Mc)
Tel. 0733/216293


Vedi programma organizzato a Treia per il 12 settembre 2013:


 
...............................

 
Intervento aggiunto:

La proposta di Papa Francesco di una giornata di mobilitazione spirituale contro la guerra in Siria, ha riportato alla ribalta la tecnica nonviolenta del digiuno come azione per la pace. Fu Gandhi, per la prima volta nella storia, che utilizzò la pratica religiosa e tradizionale del digiuno come strumento di lotta politica. Mi limito qui ad elencare la cronologia e le motivazioni dei molti digiuni attuati da Gandhi. Da notare che nei digiuni gandhiani non c’è mai l’elemento di ricatto, ma sempre un’assunzione di responsabilità e purificazione. Emerge chiaramente la differenza tra digiuno e sciopero della fame. (Mao Valpiana, Movimento Nonviolento)


 
Aldo Capitini (1899-1968), filosofo e fondatore del Movimento Nonviolento e dell'Associazione Vegetariana Italiana, introdusse in Italia il pensiero e il metodo della nonviolenza di Gandhi: “Quando tra il popolo più umile, e tanto importante dell’Italia, si arriverà a mettere il ritratto di Gandhi in chiesa, santo fra i santi, avremo finalmente quella riforma religiosa che l’Italia aspetta dal Millecento”.
Gandhi è stato un uomo profondamente religioso: “Io credo la verità fondamentale di tutte le grandi religioni del mondo. Per me Dio è verità e amore, è etica e morale. Dio è coraggio. Dio è coscienza. Dio è persino l’ateismo dell’ateo. E’ un Dio personale per coloro che hanno bisogno della sua presenza personale. E’ incarnato per coloro che hanno bisogno del suo contatto. E’ la più pura essenza. E’ tutte le cose per tutti gli uomini. E’ in noi e tuttavia al di sopra e aldilà di noi. Il mio induismo non è settario. Esso include tutto ciò che io so essere il meglio dell’islamismo, del cristianesimo, del buddismo”.
Gandhi visse intensamente la pratica del digiuno, religioso e politico, come ci racconta nella sua autobiografia, che intitolò “Storia dei miei esperimenti con la Verità”. Per lui la Verità è Dio e Dio è la Verità.


 
1914 – Il primo digiuno, 7 giorni, per espiare la colpa di un’allieva di cui era educatore.
1919 – Primo digiuno politico, 3 giorni, per sostenere lo sciopero dei lavoratori dell’indaco.
1922 – Per interrompere la campagna di disobbedienza civile, che lui stesso aveva avviato, a causa dell’immaturità del popolo che si era lasciato andare a gravi scontri violenti, digiuna 5 giorni.
1925 – Si ritira per un anno dalla vita politica, in raccoglimento; scopre la bellezza del silenzio; da allora, per tutta la vita, consacrerà al silenzio ogni lunedì è [silenzio = shanti = pace interiore = vicinanza con Dio].
1932 – Digiuno ad oltranza per l’eliminazione dell’intoccabilità. Rischia la morte, ma ottiene che gli intoccabili (i fuori casta, i diseredati, i più poveri, addetti ai lavoro più umilianti) potessero frequentare i templi da cui prima erano esclusi.
1933 – Digiuno di 21 giorni per purificazione personale.
1934 – Si ritira dalla vita politica attiva e si dedica alla riforma spirituale. Digiuna ancora per la causa degli intoccabili (il governo inglese revoca il provvedimento degli elettorati separati).
1943 – Digiuna in prigione per 21 giorni per far cessare le violenze commesse durante l’insurrezione indiana contro gli inglesi.
1947 – Digiuna a Calcutta per fermare le atrocità degli scontri fra indù e musulmani (divisione fra India e Pakistan): in 4 giorni ci riesce.
1948 – Digiuna a Delhi, per fermare i massacri fra indù e musulmani: ci riesce in 5 giorni.
1948 – Il 30 gennaio viene assassinato da un complotto di estremisti indù che lo considerano un traditore per le sue aperture ai musulmani: muore invocando Dio.


 
Il digiuno fu per Gandhi, secondo la tradizione indù, “la preghiera più pura”.


 
Ciò che gli occhi sono per l’esterno il digiuno lo è per la vita interiore.
Con il digiuno posso vedere Dio faccia a faccia. Il digiuno è abbandono totale a Dio.
Il digiuno non è destinato ad agire sul cuore, ma sull’anima degli altri, ed è per questo che il suo effetto non è temporaneo ma duraturo.
Tutti i miei digiuni sono stati meravigliosi. Dentro di me avviene una pace celeste.
Con il digiuno ascolto la musica di Dio e danzo al suono di questa musica.

Ogni digiuno è preghiera intensa, purificazione del pensiero, slancio dell’anima verso la vita divina per perdersi in essa”.


9 marzo 2013

Giornata della Terra - Treia, 22 aprile 2013

Treia: Giornata della Terra, 22 aprile 2013 - In preparazione della Festa dei Precursori 2013

 
Affresco di Carlo Monopoli

Come ogni anno il 22 Aprile si tiene  in tutto il mondo la  celebrazione della Giornata della Terra. Questa iniziativa è  nata il 22 aprile 1970 per sottolineare la necessità della conservazione delle risorse naturali della Terra. Anche noi del Circolo Vegetariano VV.TT. abbiamo utilizzato questa ricorrenza come occasione per valutare le problematiche del pianeta: l’inquinamento di aria, acqua e suolo, la distruzione degli ecosistemi, le migliaia di piante e specie animali che scompaiono, e l’esaurimento delle risorse non rinnovabili. In particolare ci siamo occupati del problema  della cattiva alimentazione e della carenza alimentare in molti parti del mondo,  con nuove punte di sofferenza e malattia. Scarsi o devastati raccolti, aumento dei prezzi di alimenti primari, sistemi agricoli insostenibili sono tra i fattori che rendono la classe popolare vulnerabile ed a rischio di sopravvivenza.

Non è assolutamente accettabile che, persino in una drammatica situazione che vede morire di stenti almeno sei milioni di bambini all’anno, grosse quantità di cibo disponibile vengono usate per allevare milioni di animali da macello.

In nome dell’intelligenza e della giustizia umana non è più pensabile che dai 7 ai 16 kg. di soya o altri legumi, che oltre 15.500 litri di acqua pulita, e circa 323 mq. di pascolo vengano utilizzati per la semplice produzione di un kilo di carne (sì avete letto bene 1 kg. di carne) che verrà consumato da chi ha i mezzi per concederselo. Mentre le stesse sostanze potrebbero alleggerire notevolmente la fame di chi è nel bisogno.

Malauguratamente, anche se diversi esperti  considerano che il sistema corrente di super produzione alimentare sia una minaccia all’ambiente alcuni di questi “esperti” consigliano alternative persino più rischiose -come gli OGM- che promettono di creare ulteriori danni al già devastato ambiente, senza sapere come andrà a finire…

Gli affamati del mondo, molti milioni di vegetariani e la gente che ha preso coscienza di questo stato di cose e cerca un’armonia con la natura, hanno diritto di chiedere ed aspettarsi dai governanti e dai detentori del potere economico e scientifico soluzioni ecologiche, intelligenti e ragionevoli.

Per queste ragioni, noi chiediamo al  governo che verrà (quando verrà) di interessarsi maggiormente alla “soluzione” vegetariana, studiandone i suoi diversi aspetti: sociali, anatomici, ecologici. economici, salutistici, etc. In vista di ottenere risultati atti a combattere la fame nel mondo e riportare l’uomo in buona salute psicofisica.


Per analizzare gli aspetti di quanto prospettato ci riuniamo il 22 aprile 2013 al Circolo vegetariano VV.TT. di Treia, alle h. 20.00. Dopo il dialogo si terrà una meditazione di buon auspicio. Le risultanze dell'incontro verranno successivamente discusse durante la Festa dei Precursori, che si tiene sempre a Treia nella stessa sede del Circolo, dal 25 al 28 aprile 2013 (vedi  programma nella parte sottostante)


Paolo D’Arpini - Presidente Circolo Vegetariano VV.TT.



 
Treia: Festa dei Precursori -
Dal 25 al 28 Aprile 2013
Con il patrocinio morale del Comune e della Proloco di Treia

 
Circolo Vegetariano VV.TT.  Via Sacchette, 15/a - Treia (Mc) 

 

 
Programma generale: 

 
25 Aprile 2013  
h. 10.30 - Escursione erboristica guidata da Sonia Baldoni, per  scoprire erbe spontanee commestibili  e curative  e raccogliere petali di rosa.
h. 12.30 - Ritorno nella sede del Circolo  per un pranzo conviviale con le erbe raccolte e con il cibo vegetariano da ognuno portato. Subito dopo, preparazione di fiori di Bach con i petali di rosa.
h. 16.00 - Inaugurazione mostra d'arte in sintonia. Opere di: Nazzareno Vicarelli, Sabrina Franchini, Fulgor Silvi,  Andrea Orazi e Daniela Spurio.  
h. 16.30 - Dialogo  sulle tradizioni contadine locali, in particolare sulla coltivazione della canapa. Conduce il prof. Alberto Meriggi 
h. 17.00 - Presentazione del  libro "Riciclaggio della Memoria" (Ediz. Tracce), sul tema del bioregionalismo, ecologia profonda e  spiritualità laica.  Autore: Paolo D'Arpini.  
Introduce Michele Meomartino. Commentano Caterina Regazzi,  Antonio D'Andrea  e Lucilla Pavoni 

 
26 Aprile 2013 
h.  17.00 - Assemblea generale dei soci  e simpatizzanti dei Circolo Vegetariano VV.TT. Progetti e proposte per il nuovo anno e rinnovo cariche sociali 

 
27 Aprile 2013 
h.  16.00 - Incontro per illustrare discipline olistiche che possono risultare utili alla qualità della vita.  Conduce Francesca Salvucci  
h. 17.00 - Tavola rotonda: "Marche una bioregione da proteggere. Focus su rigassificatore, elettrodotti, impianti fotovoltaici a terra. Conduce Barbara Archeri 
h. 21.00 - Sessione di canti e mantra con Upahar Anand e accompagnamento di armonium, cembali e tamburelli  

 
28 Aprile 2013  
h. 17.00  - Discorso sul matriarcato in chiave zodiacale a cura di Nazzarena Marchegiani
h. 17.30 - Performances effimere,  di Fulgor Silvi e Andrea Orazi,  accompagnate da suoni, movimenti ed immagini 
h. 18.30 - Conclusioni, svernissage  e  brindisi finale di buon augurio. 

 

 
Per raggiungere il luogo della Festa: 
La sede del Circolo Vegetariano VV.TT. è in Via Sacchette, 15/a, Treia (Macerata).  Parcheggiare sotto le mura in prossimità di Porta Montegrappa (o Montana), lì nei pressi c'è una fontana antica con due cannelle, salire sino alla Porta, subito a sinistra si vede un vecchio pozzo, salire ancora per 10 metri, sulla destra si vedrà un piccolo spiazzo con una porta leggermente sopraelevata su un terrazzino, qui! 

 
Info: circolo.vegetariano@libero.it - Tel. 0733/216293 - 333.6023090  


5 marzo 2013

Treia, 25 aprile 2013 - Passeggiata erboristica bioregionale

Treia -Festa dei Precursori 2013 - Iniziamo il 25 aprile con una escursione erboristica per riconoscere ciò che è vivo!

 

Treia - Un momento di riposo al fresco durante un'escursione erboristica

 
In diverse occasioni, durante le nostre  passeggiate erboristiche  alla ricerca di erbe selvatiche commestibili, molti dei partecipanti hanno confessato, parlando con me lungo il percorso, di essere mangiatori di carne, adducendo le più svariate motivazioni, dall’abitudine al piacere del gusto, sino alla scusante che “uccidere un animale od una pianta è la stessa cosa, poiché anche le piante sono vive..”.
Questo è un discorso ricorrente che viene fatto dai carnivori per giustificarsi nel voler continuare a mangiar carne… Ed ogni volta  camminando sotto il sole  non  posso far a meno di insistere sul fatto che non serve “uccidere” la pianta. Infatti se pratichiamo solo la sfogliatura e non il taglio, come d’altronde fanno tutti gli erbivori che brucano, la pianta può continuare il suo ciclo vitale e produrre fiori e frutti e semi. Inoltre  sempre ripropongo l’altra argomentazione, quella ecologica, che dovrebbe riportarci alla alimentazione consona alla nostra natura di animali frugivori (come le scimmie antropomorfe, maiali, orsi, etc.) considerando anche il fatto che l’eccessivo uso di carne, proveniente da allevamenti industriali (e conseguente coltivazione intensiva di foraggio) comporta il maggior tasso di inquinamento per il pianeta.
Ciononostante in tanti anni che son vegetariano ho sentito spesso rivolgermi la domanda, quasi un’accusa: “se veramente vuoi rispettare la vita non dovresti mangiare nemmeno i vegetali perché anch’essi sono dotati di vita..”. Debbo dirvi che questo tipo di obiezione mi ha sempre fatto sorridere perché lascia trapelare il malcelato bisogno di autogiustificarsi nella scelta di voler continuare a mangiar carne. Eppure c’è del vero in quanto affermano questi “difensori della vita”. Anche le piante al pari di uomini ed animali sono dotate di un sistema nervoso primitivo. Recenti studi effettuati con appositi macchinari confermano la presenza “emozioni” quali: paura, desiderio e persino amore.
Insomma la coscienza vegetale è a tutti gli effetti simile a quella animale da cui si differenzia solo per l’intensità delle percezioni e reazioni, che nelle piante sono più lente e meno evidenti. Da una ricerca compiuta dallo scienziato indiano Chandra Bose risulta che le piante rispondono a stimoli di simpatia od antipatia nei loro confronti e di conseguenza la loro vitalità e fruttificazione ne viene interessata. 
Un risultato dell’attenzione amorevole rivolta alle piante è la maggiore produzione di getti e polloni utilizzabili dall’uomo o dagli animali come cibo, purché l’assunzione avvenga in forma di sfoltitura, essa stessa un aiuto alla vitalità della pianta, in quanto rinforza la radice e incentiva la produzione di fiori e frutti e semi. La pianta utilizza gli animali e l’uomo per la sua propagazione sessuale, infatti è l’esperienza di ognuno di noi dopo aver mangiato un frutto succoso provare rispetto verso il seme, magari in forma di desiderio di piantarlo nella terra per vederlo rinascere o nel gettarlo verso terra con gesto creativo. In verità è la natura stessa che rende appetitoso ed utile il frutto e ispira chi se ne ciba a gettarlo lontano dal luogo originario, succede tra l’altro con gli uccelli che inghiottono le ciliegie per poi defecarne altrove i noccioli al volo….
Anche l’uso di legumi e cereali non presuppone l’uccisione della pianta in quanto tali semi maturano al termine del ciclo vitale e la loro coltivazione per uso alimentare facilita il mantenimento in vita e propagazione della pianta stessa, sono tutti “devices” di carattere sessuale riproduttivo.. Un modo per aiutare la diffusione delle specie prescelte. Nella dieta naturale è altamente raccomandato l’uso di crudità e traendo le foglie dalla sfoltitura non comporta uccisione quindi la pianta non verrà danneggiata. In effetti oggi abbiamo raccolto parecchie cimette di ortica, questo fa sì che dalla troncatura vengono emessi due nuovi getti, quindi l’ortica ci “guadagna”..
Le erbe commestibili sono la stragrande maggioranza di quelle esistenti, durante la passeggiata odierna, abbiamo riconosciuto un centinaio di specie vegetali e solo due o tre sono state da me indicate come “velenose” (forse meglio definirle tossiche o psicotrope): due tipi di cicuta e l’arbusto del sambuco nano puzzolente. Basti pensare che Plinio menzionava oltre mille vegetali commestibili fra quelli in uso nella cucina romana mentre oggi noi dal fruttivendolo ne troviamo al massimo una trentina e perlopiù originari dalle americhe (patate, pomodori, melanzane, etc.).
Per approfondire il discorso sulle piante commestibili e sui vari momenti di maturazione dei frutti selvatici abbiamo organizzato, come primo accadimento della Festa dei Precursori 2013, una escursione in campagna con Sonia Baldoni, l’accompagnatrice di Vivere con Gioia, in modo da poter riconoscere ed apprezzare i diversi vegetali stagionali che crescono spontaneamente qui a Treia. Inoltre raccoglieremo petali di rose selvatiche per preparare un'acqua di Bach. Infine si pranzerà tutti assieme con le erbe raccolte e con il cibo vegetariano da ognuno portato. La manifestazione prosegue poi nel pomeriggio con diversi eventi culturali fra cui la presentazione del mio nuovo libro "Riciclaggio della Memoria" sul tema dell'ecologia profonda, bioregionalismo e spiritualità laica.
Appuntamento per la passeggiata alle h. 10.30 nella sede del Circolo Vegetariano VV.TT. (in Via Sacchette, 15/a - Treia) del 25 aprile 2013. Secondo appuntamento culturale alle h. 16.00, nella stessa sede.  
Prenotazioni: circolovegetariano@gmail.com - Tel. 0733/216293

Paolo D’Arpini

Vi aspettiamo!

 
 
La sede del Circolo Vegetariano VV.TT. è in Via Sacchette, 15/a, Treia (Macerata). Per raggiungere il luogo: Parcheggiare sotto le mura in prossimità di Porta Mentana (o Montana), lì nei pressi c'è una fontana antica con due cannelle, salire sino alla Porta, subito a sinistra si vede un vecchio pozzo, salire ancora per 10 metri, quella è Via Sacchette, sulla destra si vedrà un piccolo spiazzo con una porta leggermente sopraelevata su un terrazzino, qui ci trovate!
La manifestazione si svolge con il patrocinio morale del Comune e della Proloco di Treia
Vedi anche: http://riciclaggiodellamemoria.blogspot.it/2013/01/treia-25-28-aprile-2013-premesse-per-la.html


17 maggio 2012

Guarire dal diabete è possibile....

Diabete.. con il crudismo guarire è possibile... secondo Marcello Pamio

 



Secondo l’Associazione Americana per il Diabete (A.D.A.): «Il diabete è una malattia cronico degenerativa incurabile».

Una definizione che non lascia alcun spazio a eventuali dubbi.

D’altronde è cosa risaputa da qualsiasi medico al mondo, che il diabete ufficialmente non si può curare, una volta che si è manifestato, si può conviverne più o meno bene, ma si è schiavi e dipendenti dai farmaci per l’intera vita. Ma è proprio così?

Questo il tema del congresso che ha visto la partecipazione di circa 500 persone, organizzato dalle associazioni culturali «Il Soffio del risveglio» e «Qui e Ora», tenutosi a fine marzo all’Auditorium Vivaldi a San Giuseppe di Cassola (VI).Tra i relatori della serata, oltre a chi scrive, ci sono stati Gennaro Muscari, medico omeopata docente alla Scuola di omeopatia di Verona, Giancarlo Vincenti presidente dell’Associazione «Diabete insieme» di Portogruaro, e infine – vero motivo dell’incontro - quattro persone che sono riuscite a venir fuori dal diabete.

Andiamo per ordine. Dopo la breve proiezione di spezzoni video presi da «Un equilibrio delicato», tratto da «The China Study», lo studio più completo mai realizzato al mondo sull’alimentazione; «Crudo & semplice», l’esperimento unico nel suo genere dove sei persone in 30 giorni di crudismo smettono di usare l’insulina, e infine il «Metodo Gerson». Il mio intervento è stato quello di fornire alcuni dati e informazioni importanti per comprendere l’evoluzione storica della malattia.

Se infatti secondo il Bollettino dell’Accademia di medicina di New York dal 1871 al 1933 «Il tasso di mortalità del diabete a New York è passato da 2,1 per 100 mila abitanti nel 1866 a 29,2 nel 1932», e oggi, ogni 10 secondi una persona muore per cause legate al diabete e due si ammalano, viene da sé che qualcosa di grave deve essere successo negli ultimi settant’anni.
Cosa?Grassi idrogenati.

Nel 1912 vengono commercializzati i cosiddetti «grassi idrogenati».
Questi grassi creati dall’industria, non esistono in natura, quindi non vengono riconosciuti correttamente dall’organismo e creano grossissimi problemi alla salute, provocando disturbi cardiocircolatori, obesità, danni alle membrane cellulari, malattie autoimmuni (diabete); diminuiscono le HDL e aumentano le LDL; aumentano le infiammazioni e interferiscono con l’insulina.

I grassi idrogenati si trovano nelle cosiddette margarine, quindi nella stragrande maggioranza dei prodotti da forno, gelati, cioccolate, dolci, ecc. Pure gli oli vegetali, prodotti a caldo e quelli che vengono fritti, si snaturano completamente diventando tossici per le cellule e quindi per l’organismo umano.Insulino-resistenza.

Le cellule hanno sulla membrana esterna dei recettori specifici per l’insulina: cioè delle speciali serrature che si aprono solamente quando arriva l’insulina, facendo così entrare il glucosio e togliendolo dalla circolazione sanguigna.

Tutti i grassi saturi di derivazione animale (carne, uova, pesce, latte e latticini) e tutti i grassi idrogenati, si depositano nelle membrane esterne delle cellule, provocano la deformazione dei recettori.
Risultato: le cellule diventano sorde all’insulina.

Nonostante il pancreas funzioni correttamente e vi sia insulina in circolazione, le cellule non sono in grado di usare al meglio l’ormone, e quindi si ha iperglicemia (diabete).

Acidosi.
Tutte le proteine di origine animali e tutti gli alimenti raffinati e pastorizzati (cereali, farine, zuccheri, ecc.), dopo il metabolismo rilasciano ceneri acide che hanno come risultato far aumentare l’acidità.
L’acidità, oltre a mettere in allarme l’intero organismo e far scattare i meccanismi di protezione (alcalinizzazione degli acidi), induce alti livelli di cortisolo (l’ormone dello stress) secreto dalle ghiandole surrenali, con lo scopo di contrastare le infiammazioni.
L’aumento di cortisolo da una parte fa aumentare la glicemia, e dall’altro provoca una errata distribuzione del tessuto adiposo nel corpo, soprattutto nella pancia che si sa essere un grasso che partecipa all’insulino-resistenza.

Il cane che si morde la coda!

Caseina.
«La capacità delle proteine del latte vaccino di causare l’insorgenza del diabete di tipo1 è ben documentata»! Questa pesante affermazione è il risultato dello studio pluridecennale sull’alimentazione prima citato («The China Study»).
La spiegazione è abbastanza semplice e logica: se frammenti proteici di caseina finiscono nel sangue, il sistema immunitario interviene subito. Infatti nel «liquido peculiare» - come lo definiva il grande Goethe – non possono esserci sostanze estranee a quelle predisposte dalla Natura.
Siccome la proteina del latte (caseina per l’80-85% circa) è quasi identica alle proteine del pancreas (cellule Beta), il sistema immunitario, in una situazione di tossiemia generalizzata, potrebbe finire per attaccare le cellule del pancreas che producono insulina.

Risultato: diabete infantile di Tipo-1.
Pensiamo a quanti neonati oggi, su consiglio pediatrico, vengono svezzati erroneamente con latte vaccino, fin dai primi giorni e forse capiremo quanto alto è il rischio che sviluppino seri problemi di salute, anche perché è bene ricordare che la mucosa intestinale di un neonato non è ancora completa e quindi è molto più permeabile di un adulto.Molto interessante l’intervento del dottor Gennaro Muscari.

Il dottor Muscari, che pratica omeopatia da più di trent’anni e si occupa di alimentazione naturale da prima ancora della laurea, ha spiegato come nelle università di medicina si studia prima che il diabete è una malattia incurabile e poi che l’insulina presa dal diabetico, dopo un certo periodo di tempo (da qualche mese a qualche anno al massimo), il pancreas si ipotrofizza, cioè produce sempre meno insulina, fino ad arrivare ll’atrofia completa.

Nel diabete di Tipo-1 questo avviene velocemente.Non pensava assolutamente che dopo 12 anni o addirittura 16 anni di insulina chimica si potesse far tornare a far produrre insulina dal pancreas in maniera naturale. Nessun medico lo pensa, eppure come leggerete dopo dalle testimonianze, ciò è assolutamente possibile.
 
Il dottor Muscari ha di nuovo ribadito i danni dei latticini per l’organismo umano e il collegamento, venuto fuori dagli studi medici, tra diabete di tipo-1 e la caseina dei latticini. Dati ufficiali che parlano chiaro: con una alimentazione vegana si ha il 40% in meno in insulina dopo sole 3 settimane e il 30% in meno di colesterolo.

Ha concluso il suo intervento rimarcando sull’importanza in tutti gli ambiti, soprattutto nel diabete, dell’attività fisica. Cos’è lo zucchero nel sangue? É la riserva di energia, è energia pura per essere usato. Qualsiasi diabetico può fare a meno di prendere farmaci antidiabetici e anche l’insulina semplicemente utilizzando lo zucchero in sovrappiù nel sangue.Il dottor Giancarlo Vincenti ha invece raccontato la sua esperienza di diabetico, risultato da un banale esame di routine. Non sapeva nulla sul diabete e da quel momento ha frequentato congressi, riunioni anche internazionali, e per ultimo fondando l’associazione di malati a Portogruaro.

Ha iniziato a sapere tutto o quasi, ma sempre basato sulle conoscenze della medicina ufficiale. C’era qualcosa che mancava all’appello, qualcosa che non tornava e che non quadrava. Di recente approfondendo il discorso sulla dieta vegetariana e vegana è venuto a conoscenza che si potevano ottenere dei risultati incredibili, come per esempio abbandonare l’insulina. Dopo la visione del documentario «Crudo & Semplice» si sta muovendo in questo versante.

Non ha ancora buttato via l’insulina, ma ci sta lavorando, con tutte le difficoltà del caso tenendo conto delle abitudini e della situazione famigliare.
Adesso veniamo alla parte più importante della serata.
 
Le testimonianze
 
Ermanno, età 62 anni, diabetico da 16.  Il primo accenno del diabete è avvenuto nel 1994 con un infarto. Lo stile di vita era «normale»: poco tempo per sé stesso e pranzi al ristorante. Ha subito altri problemi al cuore con tanto di operazione, che ha causato un altro infarto.
Da qui la presa di coscienza di mollare l’attività e iniziato a dedicarsi alla propria vita. Un giorno su Radio Gamma 5 ha sentito della presentazione della serata sul diabete che ho organizzato circa un anno fa. Era la prima volta che sentiva che si può guarire il diabete, nessun dottore gli aveva mai detto una cosa simile.
All’epoca faceva circa 28 unità al giorno di insulina.
Il giorno dopo la serata e di sua spontanea iniziativa, ha deciso di dare una taglio drastico modificando l’alimentazione, eliminando latte, carne e mangiando solo verdure. Il tutto condito da molte camminate.

Pian piano e in circa un mese ha eliminato l’insulina. A marzo la visita al centro diabetico gli hanno dato perfettamente ragione. Era tutto a posto
I medici lo hanno guardato un po’ stranamente, ma con gli esami del sangue perfetti non hanno potuto dire nulla...
 
Emanuele, età 34 anni, diabetico da 9.
La sua storia ha dell’incredibile. Avendo la fibrosi cistica (mucoviscidosi), il diabete gli è insorto nel 2003 a seguito della cura prolungata a base di cortisone.

Ha sempre cercato di tenere basso la glicemia praticando sport e oggi fa mountain-bike estremo (circa 60 km al giorno) con tanto di preparatore atletico.
Emanuele all’epoca usava 50 unità di insulina al giorno e non poteva più farle nell’addome perché si era distrutto la pancia a forza di punture. Un giorno si è imbattuto nel dvd «Crudo & Semplice», e dopo quattro giorni di crudismo, ha tolto completamente l’insulina, con risultati glicemici istantanei. É passato da 50 unità mantenendo la basale per due giorni e poi l’ha eliminata al terzo giorno.
I parametri glicemici, misurati sei volte al giorno, prima e dopo i pasti, confermavano il riequilibrio del pancreas.

Mangiava e la glicemia stava sotto i 140.

Crudismo e cioè verdure di tutti i tipi con semi vari (sesamo, girasole, lino, ecc.), mandorle, noci, ecc., centrifugati di frutta e verdura. Fichi e datteri per avere l’energia sprint per affrontare gli allenamenti massacranti.
Ha perso circa 7,2 kg di massa muscolare che tuttora non ha recuperato. Oggi si sta allenando con un fisico nuovo totalmente da scoprire: dopo 3 settimane aveva già superato le prestazioni atletiche che aveva a ottobre con l’alimentazione normale; non conosce più la stanchezza post allenamento e soprattutto il fastidio dell’acido lattico a livello muscolare.

Il suo nuovo stile di vita ha avuto benefici anche nella fibrosi cistica, problema ufficialmente incurabile.

Ha sempre avuto le transaminasi del fegato mosse, ora due valori su tre sono rientrati, arrivando a dimezzare le medicine. Non usa più gli integratori ed enzimi.
Il 21 febbraio scorso ha avuto la visita al centro fibrosi cistica di Verona, e il medico è stato molto curioso di capire bene il percorso che aveva intrapreso.
Sono certo, visto l’enorme forza e determinazione di Emanuele, che a ottobre 2012, cioè al prossimo congresso internazionale sul diabete, avrà altre cose importanti da comunicarci nel sua viaggio intrapreso verso la totale guarigione fisica e spirituale...
 
Giorgio 72 anni, diabetico dal 1984. Ha scoperto di avere il diabete dopo un banale esame del sangue. All’epoca pesava 112 kg (oggi 75) e subito sono iniziate le problematiche legate al diabete. I denti hanno iniziato a cadere come birilli, poi una retinopatia lo ha reso ipovedente, per non parlare di problemi circolatori alle gambe. Visto che nessuno gli sapeva spiegare nel dettaglio, ha iniziato a studiare seriamente il diabete. Pian piano venne a conoscenza che ci sono cibi glicemici e cibi meno glicemici, e ha iniziato a stare attento alle dosi degli alimenti ingeriti.

La sua scoperta è stata quella di mandare via gli zuccheri che introietta con l’alimentazione attraverso un movimento corporeo serio. Ha stabilito che circa 40/50 minuti di camminata a ritmo sostenuto, gli abbassano 50 punti glicemici. E in questa maniera ha tolto l’insulina e sta sempre meglio. Ogni giorno fa 90/100 minuti di cyclette, delle belle camminate al sole con gli amici e quando mangia un po’ più del solito aumenta l’attività.

C’è da dire che Giorgio fa un unico pasto al giorno!Angelo, età 50 anni, diabetico da 12.

Faceva 80 unità al giorno di insulina, aveva un diabete di Tipo 2 ma con i sintomi del Tipo 1.

Vegetariano da oltre 27 anni, mangiava però malissimo: abbondava di formaggi, cereali raffinati e dolci (errori che molti vegetariani commettono), e un giorno infatti si è trovato il diabete.Ha iniziato con il crudismo (verdure, frutta, noci e semi, avocadi) e fin dal primo giorno ha dimezzato insulina.
La glicemia soprattutto i primi due giorni si alzava a 250-300. Al terzo giorno la glicemia si è abbassata moltissimo arrivando a 60 e per paura di andare ancor più sotto ha tolto l’insulina completamente.

La glicemia allora ha iniziato ad alzarsi a 300-350. Ma lui continuava imperterrito e fiducioso.

Dopo una sola settimana è scesa e si è stabilizzata sui 120-130, e lì è iniziato il vero miracolo.

Il giorno che senza insulina si è alzato alla mattina e ha trovato 130 gli è venuto da piangere. Sono due anni e mezzo che non usa più insulina e sta benissimo, non si ammala più, ed è ringiovanito di molti anni. Ha molta più energia di prima, molta più tranquillità e concentrazione.

Per tre mesi ha mangiato solo alimenti crudi e poi ha iniziato lentamente a inserire patate, spinaci e verdura cotta in generale, fagioli e dopo qualche mese cereali integrali come il riso.

Oggi si permette anche una pizza e la sua vita è tornata normalissima.
 
In conclusione, parlando della mia regione, il Veneto, un anno fa circa, conoscevo una sola persona guarita completamente dal diabete:  Angelo.
Oggi sono ben quattro! Vista l’importanza sociale, visto l’enorme interesse suscitato e il numero di persone, bambini inclusi, toccate dal problema, stiamo organizzando per ottobre 2012 un secondo importante Congresso sul diabete.

Vi posso assicurare che numerose nuove testimonianze lasceranno a bocca aperta…

Marcello Pamio - "Effervescienza" inserto del mensile "Biolcalenda"


11 aprile 2012

Biopsicologia, vegetarismo, ecologia profonda, intelligenza emotiva

Biopsicologia, vegetarismo, ecologia profonda, intelligenza emotiva ed integrazione delle Scienze

 


Nel panorama attuale della Scienza, dopo una frammentazione dell’uomo in tutte le sue parti e delle discipline in molte Scuole e indirizzi di pensiero, spesso in lotta tra di loro, si è affermato un orientamento verso l’Integrazione. Innanzitutto si è evidenziata la necessità di non dividere nettamente l’uomo in varie componenti, come se fossero a se stanti, ma di consideralo un’unità: quindi già con la Psicosomatica si integra mente e corpo, cosa oggi accettata da tutti (Alexander F., 1956; Balint M., 1961; Pancheri P., 1984; Giberti F.- Rossi R.,1996).

Poi a livello scientifico e medico ci si rese conto che l’eccesso di specializzazione in discipline diverse e sempre nuove, aveva  creato difficoltà scientifiche e pratiche che andavano superate, per il  bene della Scienza e dell’umanità stessa. Essendo l’Uomo un oggetto di studio complesso, con componenti fisiche, biologiche, psicologiche, sociali, culturali e spirituali da valutare anche globalmente. Nacquero così branche integrative come la  Psicofisiologia, studio delle relazioni tra fisiologia e comportamento, basata su registrazioni di risposte fisiche a stimoli psicologici, (Ruggeri V., 1988), la  Biopsicologia,  approccio biologico e neuroscientifico alla psicologia, (Pinel J.P., 1990) e le Neuroscienze, studi avanzati sul cervello, applicati poi alle varie discipline  del campo (Kandel E.R., e coll., 1994).

Si sono poi diffusi testi, anche a livello divulgativo sull’importanza della cosiddetta intelligenza emotiva, creativa e intuitiva, proveniente dall’emisfero destro e dal sistema limbico, che l’hanno resa popolare e applicabile in tutti i campi ( Goleman D., 1995;  Le Doux, J.,1996).

Anche in Psicoterapia i vari orientamenti hanno subito un processo di integrazione, tra quelli più simili tra loro. Quello comportamentale con quello cognitivo, quelli di origine psicoanalitica in un orientamento psicodinamico, quelli umanistici si sono variamente integrati tra di loro,  dando vita a quello della Gestalt û transazionale, al  Sistemico – relazionale, la Psicosintesi terapeutica invece nasce giα con l’esigenza di giungere a sintesi, la psicologia transpersonale poi con Ken Wilber giunge oggi alla visione integrale, applicata a tutte le scienze, (Assagioli R., 1973; Giusti E. e coll., 2000; Wilber K. 2005).

Finanche la Psicofarmacologia si è integrata con la psicoterapia, infatti vari studi hanno dimostrato la maggior efficacia, in certi casi, come le disturbi psichici gravi, di una integrazione tra farmaci e psicoterapia,   (Bellantuono – Tansella, 1993).

La stessa Psichiatria ha visto crescere al suo interno questa tendenza, che ha animato uno dei manuali di Psichiatria più diffusi in Italia, ad opera della Clinica Psichiatrica dell’Università di Genova, che ha evitato le visioni estremistiche,  tutte somatogenetiche o psicogenetiche delle malattie mentali, (Giberti F.- Rossi R.,1996).

Addirittura il nuovo interesse per lo studio scientifico della Fisiologia della coscienza ha portato ad una Neurofilosofia e una Psicofilosofia,  cioè ad una ricerca filosofica e spirituale dell’ uomo basata sugli sviluppi delle neuroscienze (Oliverio A., 1999;  Missio  L., 2002).

L’orientamento Neuropsicofisiologico, invece integra tutte le Scienze fisiche ed umane in una visione unitaria ed in particolare integra  la Biologia, la Fisica, la Fisiologia, la Neurologia, la Psicologia, in particolare cognitivo – comportamentale e le scoperte e i recenti studi sul cervello destro e sinistro (Sperry R., 80), in una coerente e scientificamente fondata visione, che potremmo definire  neurocognitiva, avanzata ed integrata, che dα vita non tanto ad una psicoterapia quanto ad  una nuova Psicoeducazione cosciente dell’individuo, valida sia in età evolutiva che adulta, con proposte concrete di utilizzo delle conoscenze anche in campo educativo e formativo, per un uomo e una donna coscienti e per una Educazione ai Diritti Umani nelle scuole, più volte proposta e accettata solo a parole dalle istituzioni, (Trimarchi Michele, 1986; 2006). 

In campo alternativo si affermato il paradigma olistico, dal greco ‘olos’, tutto, che spinge l’integrazione prima alla psiconeuroendocrinoimmunologia (PNEI) e poi fino alla ricerca spirituale, tramite la Fisica quantistica e la Medicina integrata, vibrazionale, la Biofisica, fino alla Scienza dell’Uno, dove si arriva alla conclusione scientifica che ‘tutto è uno’, proposta dal fisico Vittorio Marchi.
 
Inoltre è possibile una integrazione  all’interno delle medicine non convenzionali (MNC) e delle terapie olistiche, come spesso avviene in modo arbitrario, seguendo invece una logica che parta da approfondite conoscenze sull’uomo e non su visioni di parte. Ad esempio troviamo che l’omeopatia si è integrata alla medicina scientifica con l’omotossicologia, la terapia Di Bella con la visione NPF, neuropsicofisiologica, la medicina naturale e la naturopatia con la meditazione, studiata scientificamente, la biologia della nutrizione con la visione dell’alimentazione biologica, vegetariana e priva di ogm o igienista, ecc.

Tuttavia resta evidente che nonostante a parole e in principio molti si dicano d’accordo sull’integrazione delle scienze e delle terapie, nei fatti resta molto difficile un approccio basato sulle pari dignità di ogni interlocutore e ogni disciplina e terapia. Ciò in quanto l’essere umano ha da sempre in sé la tendenza a separarsi dagli altri (individualismo), mettersi al di sopra degli altri e svalutare le idee altrui, cosa che rende difficile praticare la vera integrazione. Quindi solo conoscendo se stessi e lavorando su di sè sarà possibile mettere da parte gli ostacoli alla vera integrazione e la credenza di saperla sempre meglio degli altri e che la propria disciplina sia piu’ importante di quella altrui…

Ciò è di grande importanza per l’evoluzione umana, delle scienze, delle terapie e delle coscienze e dovrebbe essere quindi un obiettivo comune, nonostante le differenti visioni scientifiche, terapeutiche, spirituali, ecc. 

Ciro  Aurigemma, psicologo, socio ISN, Delegato Lazio ed ecologia AVI -
www.draurigemma.it


.................

Di questo e simili temi se ne parlerà durante l'Incontro Collettivo Ecologista del solstizio estivo, che si tiene ad Aprilia dal 22 al 24 giugno 2012. Programma: 
http://retebioregionale.ilcannocchiale.it/post/2718386.html


1 dicembre 2011

Bioregionalismo in chiave alimentare solidale

Il 20% della popolazione mondiale può concedersi il lusso di mangiare la carne perché l’80% digiuna..

 

Non hai diritto a lamentarti della violenza sociale: con la carne che consumi causi violenza, povertà e morte ad una moltitudine di persone nei paesi in via di sviluppo dove le multinazionali carpiscono ai contadini le loro terre per adibirle a coltivazioni di monocolture che serviranno ad ingrassare gli animali d’allevamento.

A causa di questo ogni anno in India 50,000 contadini si tolgono la vita in preda alla disperazione e alla fame. Non hai diritto a lamentarti della fame nel mondo se per produrre un solo chilogrammo della carne di manzo che mangi vengono sacrificati 15 kg di derrate alimentari che sarebbero sufficienti a sfamare un centinaio di persone.

Non hai diritto a lamentarti dell’ingiustizia sociale: la tua indifferenza verso la sofferenza degli animali che mangi condanna alla prigionia e ad una morte atroce migliaia di creature innocenti. Non hai diritto a lamentarti dell’inquinamento dell’aria se un solo kg della carne che mangi produce 36 kg di anidrite carbonica.

Non hai diritto a protestare contro l’inquinamento della terra, delle falde acquifere, dei mari, dei fiumi, dei laghi: gli animali d’allevamento producono escrementi 130 volte l’intero genere umano. Non hai diritto a chiedere agli altri di ridurre il consumo di acqua se tu mangiando una sola bistecca consumi 20,000 litri di acqua potabile. Non hai diritto a lamentarti del buco nell’ozono, dei cambiamenti climatici, dell’effetto serra se tu mangiando la carne o bevendo il latte consenti l’allevamento delle mucche che emettono 500 litri di metano ogni giorno.

Non hai diritto protestare contro la distruzione delle foreste: per ogni chilo di carne da te consumata vengono sacrificati 12 mq di foresta.

Non hai diritto a parlare di risparmio energetico: un terzo dell’intera energia prodotta in Occidente viene assorbita per la produzione della carne.

Non hai diritto a lamentarti delle tue sofferenze se sei indifferente della sofferenza che causano le tue scelte alimentari e se non elimini la carne dalla tua dieta e tutti i prodotti che producono le malattie. Non hai diritto a sperare nel paradiso se la tua condotta condanna ad un inferno tante creature che come te vorrebbero vivere in pace. Sono 100 miliardi gli animali uccisi ogni anno dall’uomo (esclusi pesci, crostacei e molluschi) :274 milioni ogni giorno,11.400.000 ogni ora,190.000 al minuto,3.170 ogni secondo.

Considerando che almeno metà della popolazione mondiale è vegetariana, ogni persona carnivora ha sulla coscienza ogni anno l’uccisione di almeno una ventina di animali. Se consumi un solo kg di carne di manzo stai dissipando: 100.000 litri di acqua, 9 litri di petrolio, 15 kg di cereali, 12 mq di foresta. A questi bisogna aggiungere l’iperbolica cifra delle spese sanitarie per curare le malattie dovute dalla carne e dall’inquinamento dell’aria, della terra, del mare, delle falde acquifere, il buco nell’ozono, le piogge acide, la desertificazione ecc.

A questi bisogna aggiungere l’estinzione, irrevocabile dalla faccia della terra per tutti i millenni che verranno, di un’infinità di specie di vegetali e animali.

Per produrre un solo hamburger si perdono 6 mq di foresta, una ventina di specie vegetali, una dozzina di specie di uccelli, di mammiferi e rettili: i cereali necessari a produrre un hamburger basterebbero a sfamare 40 bambini per un giorno.

Il 20% della popolazione mondiale può concedersi il lusso di mangiare la carne perché l’80% digiuna.

Franco Libero Manco


12 novembre 2011

Bioregionalismo e salutismo

Vegetarismo salutista – Testiminianze di guarigione col metodo igienista naturale

 

 

Comunichiamo le testimonianze perché sono utili a chi è in cerca di soluzioni ai propri problemi di salute; infatti conoscendo la storia direttamente narrata da chi l’ha vissuta in prima persona se ne trae spesso aiuto, apprendimento, stimolo, speranza e voglia di approfondire questo specifico approccio. Pubblicheremo tutte le testimonianze di guarigione ottenute col sistema igienista, ma limitandoci esclusivamente a quelle di cui siamo certi, provenienti da persone da noi conosciute personalmente, di cui conosciamo da vicino la storia.

Agosto 2010 -
Di Alessandro Zerlini
Nella primavera del 2008, quando avevo 61 anni, andando in montagna a fare delle escursioni, cominciò a manifestarsi nella minzione la presenza di sangue nell’urina. Poiché il fenomeno con il passare delle settimane diventava via via più intenso decisi di sottopormi ad una visita urologica: l’urologo mi diagnosticò la presenza di calcoli in vescica, che si formavano a seguito del ristagno di urina in vescica, a sua volta dovuto alla mia già purtroppo nota ipertrofia prostatica: tali calcoli, per i sobbalzi del corpo durante le discese, urtavano la superficie interna della vescica molto vascolarizzata e producevano piccole perdite di sangue.
Per risolvere il problema lo specialista mi proponeva un intervento chirurgico sia sulla vescica, aprendola per eliminare i calcoli, sia sulla prostata, per eliminare il tessuto adenomatoso. Un secondo urologo, interpellato successivamente, sostanzialmente concordava col collega anche se la sua proposta era di procedere con modalità meno invasive, ossia per endoscopia, attraverso l’uretra. Alla mia domanda se fosse possibile eliminare altrimenti i calcoli, mi rispondeva che ciò era possibile solo in presenza di sali dell’acido urico, a suo avviso piuttosto improbabili nel mio caso.
Durante l’estate avevo la fortuna di espellere e recuperare un piccolo calcolo, simile ad una lenticchia, che all’esame si rivelava essere costituito da urato di calcio. Lo specialista mi suggeriva una cura, a suo dire laboriosa, che consisteva nell’assumere, tre volte al dì, un medicinale atto a portare in condizioni meno acide l’organismo e le urine, con un dosaggio da calibrare, di volta in volta, in base al pH urinario. Non gli passava nemmeno per l’anticamera del cervello di propormi di modificare la mia alimentazione in modo da renderla alcalinizzante, senza necessità di medicine e misure del pH.
Fortunatamente, sul finire dell’agosto affrontavo un breve digiuno (5 giorni solo con acqua, seguito da alcuni giorni di opportuna ripresa dell’alimentazione) presso l’abitazione di Daniele Bricchi a Verogna, sull’Appennino piacentino. Successivamente adottavo una alimentazione quasi esclusivamente vegetaliana e dopo circa tre settimane i calcoli, opportunamente ridotti ed arrotondati, cominciavano ad uscire senza alcun problema. In una settimana il problema era completamente risolto e non si è più ripresentato.
Voglio esprimere la mia gratitudine a Daniele per l’assistenza che mi ha prestato, la sua competenza e disponibilità ma soprattutto per la sua onestà
Alessandro Zerlini
zerlini@libero.it
Testimonianza di una guarigione igienista pervenuta il 16/03/2011
di Elisa Garibaldi

Sono una ragazza di 28 anni. Da quando avevo 8 anni, soffrivo di emicranie fortissime con conati di nausea e vomito, tipo mal di mare o mal d’auto. Dodici ore al giorno di questa tortura…naturalmente non potevo stare in piedi, ma a letto e al buio a vomitare e tutto ciò si verificava venti giorni al mese. Ero imbottita di farmaci…tutti i giorni prendevo l’ Auradol , un triptano che mi alleviava il dolore dopo due ore e mi lasciava stremata da non potermi alzare da letto per 24 ore… una vita da incubo…stavo più o meno bene solo tre o quattro giorni al mese…ho provato di tutto…tutti i medici mi han sempre detto che non ci si poteva far nulla se non con terapie medicinali coi triptani ancora più forti dell’Auradol che già mi distruggeva… per colpa dei farmaci e del continuo star male inoltre ero sempre più depressa e piena di fobie…attacchi di panico…ho provato anche numerose terapie con integratori e piante medicinali…ma il risultato era sempre un leggero sollievo all’inizio della cura e poi la situazione era come prima…ho provato agopuntura, kinesiologia, fitoterapia, omeopatia, fiori di bach… ma niente… finchè un giorno (l’anno scorso) disperata all’inverosimile…lessi un libro vecchio che aveva mia madre in casa da anni… “Ho vinto il mio cancro. Storia di una guarigione per mezzo della medicina naturale” di Monique Couderc… il libro in questione tratta di una donna che scoperto il cancro, decise dopo varie peripezie di andare alla clinica Shalimar per digiunare come metodo terapeutico e di guarigione. Scoprì che cambiando lo stile di vita e il proprio modo di pensare…sarebbe potuta guarire… e con l’assoluta convinzione che sarebbe guarita…guarì…
Io feci un’esperienza simile… prima lavorai sul modo di pensare…grazie ai libri di Louise Hay… e proprio grazie a Louise Hay…mi avvicinai alla guarigione e quindi all’”Igienismo”… Dopo la lettura del libro…feci una ricerca su internet e dopo un po’ di tempo…prenotai un soggiorno igienista da Daniele Bricchi vicino a Piacenza… Il cambiamento dallo stile di vita precedente a quello igienista non fu una passeggiata e nemmeno il digiuno…ma questo dipende dal grado di intossicazione di ciascun individuo… ora sono contenta…ho ancora ogni tanto qualche crisi emicranica, ma non ho più preso farmaci e integratori. Quando sto male di solito o digiuno o semidigiuno oppure utilizzo la respirazione o l’idroterapia…non ho parole…è tutta un’altra vita… ora vado a lavorare…non ho più passato un giorno a letto a star male…sono soddisfatta di ciò che faccio… mi sento una donna in gamba…e forte…perché sono riuscita a trasformare una situazione oscura e cronica che mi paralizzava la vita…e grazie all’ Igienismo e agli insegnamenti di Daniele Bricchi …ora posso vivere e sento di avere tutte le possibilità davanti a me…

Ps : se volete che vi racconti la mia storia individualmente oppure avete da chiedermi informazioni il mio indirizzo e-mail è ziaeli82@hotmail.com
oppure visitate il sito :
http://igienismo-igienenaturale.blogspot.com/

Buona guarigione a tutti ! :-)
Elisa Garibaldi

Testimonianza di guarigione igienista di LUIGI DE LUCA 10/12/2010

Mi chiamo Luigi ho 35 anni e sono di Napoli.
Prima di parlare dei vantaggi derivanti dall’applicazione dei principi dell’igiene Naturale e dei due digiuni fatti da Daniele Bricchi, vi espongo un po’ la mia storia clinica.
All’eta’ di 8 anni, mi viene diagnosticata un “epatite B” e vengo ricoverato all’ospedale Cotugno per le malattie infettive per alcuni mesi con terapia a base di lassativi intestinali (Laevolac in primis).
Uscito dall’ospedale, col passar degli anni non godo mai di una buona salute fisica, anzi.
Soffro sempre di stanchezza e prendo sempre continuamente raffreddori, bronchiti, diarree, influenze stagionali che puntualmente “curavo” con farmaci prescritti dal medico curante o dall’epatologo che mi “curava” l’epatite.
Nel 1999, vale a dire all’età di 24 anni, incominciai a soffrire di “cefalea muscolo tensiva” ovvero mal di testa cronici. Andando dal medico curante, mi prescrisse Nimesulide e Aulin da prendere quando avevo mal di testa di una certa intensità. Pero’ pur prendendo farmaci stavo sempre peggio. Vado al Policlinico Federico II di Napoli al reparto di chirurgia maxillo-facciale e mi dicono e diagnosticano non solo la cefalea, bensì anche una malocclusione mandibolare e masticatoria a cui dovevo porre rimedio mettendo in bocca un apparecchio dentario chiamato Byte ..che porto per un anno e mezzo. In contemporanea a questa “patologia” mi viene diagnosticata un allergia stagionale ai pollini primaverili, in particolare alla parietaria che incomincio a “curare” su espresso consiglio dell’allergologo dell’Ospedale Monaldi con antistaminici del tipo Reactine da usare ogni giorno per circa 6 mesi all’anno a partire da marzo.
Nel 2001, in seguito ad una visita andrologica son operato di varicocele sinistro in una clinica privata. Mi son operato in seguito ad accertamenti diagnostici a livello seminale che denotavano un “Azoospermia” e inoltre ecograficamente, a detta del chirurgo dovevo operarmi. Incomincio a soffrir di mal di schiena frequenti. Vado dall’ortopedico e mi dà Aulin, quale farmaco da prendere per il mal di schiena e inoltre mi dice di iscrivermi a un corso di nuoto, che pratico dal 2002 al 2007.
Pero’ in quest’arco di tempo soffro di una salute fisica sempre più debole e instabile.
Infatti oltre a soffrire di allergia primaverile, mal di schiena, mal di testa, prendo sempre
in maniera sempre più pesante influenze, raffreddori, bronchiti, che curo con relativi farmaci
in aggiunta a quelli che già prendevo con una certa continuità.
Inoltre sono un cliente fisso del dentista, per carie e problemi dentali e gengivali .
Pur facendo nuoto mi sento un po’ meglio ma le cose non migliorano, anzi incominciano i
problemi digestivi. Infatti in seguito ad un controllo dall’epatologo, mi dice di incominciare a prendere per problemi digestivi il farmaco Riopan.
Inoltre incomincio ad aver problemi artrosici alla spalla destra. All’età di 30 anni già sofferente di artrosi alla spalla destra. Tal artrosi, a detta dell’ortopedico dovevo curare con siringhe di Artrosilene.
Stavo sempre peggio. Anzi cominciavo ad aver più spesso frequenti diarree e mal di stomaco.
Nel 2007 incomincio a soffrire di meteorismo, flatulenza intestinale e malassorbimento. Dopo una visita dal medico curante mi fu diagnosticato il “colon irritabile”…con qualche farmaco da prendere per l’occasione.
Al colon irritabile si aggiungono problemi di equilibrio a livello del labirinto- Labirintite sinistra -,acufeni e insonnia con conseguenti vertigini e farmaci annessi da prendere del tipo Vertiserc prescritti a seguito di una visita otorinolaringoiatrica.
Stufo della medicina ufficiale e dei maledetti farmaci incomincio a cercar qualche alternativa.
Ho girato un po’ per specialisti alternativi con relative visite e son stato anche per una visita gastrointestinale al San Raffaele di Milano; finché, su conoscenza di un amico, vado da un Omotossicologo del Policlinico Fed.II di Napoli che tratta farmaci Biologici e Opoterapici. Incomincia una cura alternativa fatta di flebo biologiche, integratori, vitamine, tre idrocolonterapie. Le cose incominciavano ad andar un po’ meglio, pero’ non avevo risolto ancora i miei problemi fisici, Anzi adesso seppur avevo allontanato i farmaci e la medicina ufficiale, pero’ incominciavo ad esser vittima di integratori, lassativi intestinali alternativi e flebo biologiche che mi stavano abbassando sempre più la mia vitalità e salute fisica, ma anche mi stavano portando all’orlo di un fallimento economico.
Da aggiungere che pur avendo qualche miglioramento, avevo perso 13 kili di peso, ed ero molto magro.
Stanco anche di queste terapia alternativa decido di lasciar qualsiasi integratore e lassativo erboristico e vitamine.
Da maggio 2009 fino ad oggi in cui scrivo la presente testimonianza, conosco l’igienismo e Daniele Bricchi.
Incomincio a seguire i principi dell’Igiene Naturale e dopo circa un anno di alimentazione igienista, quasi crudista con alta quota di frutta, il 3 maggio 2010 faccio il mio primo digiuno idrico di 10 giorni, seguito da altrettanti giorni di rialimentazione da Daniele Bricchi nel paradiso di Verogna.
Daniele, con molta passione e impegno mi aiuta a capire che la salute, come insegna l’igienismo non dipende solo dalla nostra alimentazione, ma anche da tutti gli altri fattori indispensabili alla vita. Inizia così una sorta di rivoluzione generale del mio stile di vita.
Ebbene da quel momento incomincio’ la mia rinascita fisica.
Dopo il mio primo digiuno è seguito un secondo digiuno breve (5 giorni di sola acqua e altri 5 di rialimentazione fruttariana. Oggi dico grazie, grazie e ancora grazie all’Igiene Naturale e a Daniele Bricchi non son più dipendente da alcun tipo di farmaco e integratore.
Inoltre la mia vita non solo e’ migliorata, ma mi sento letteralmente rinato. Infatti tutti i miei malanni precedenti sono letteralmente scomparsi, cioè niente più:
-Stitichezza;
-Vertigini e problemi di equilibrio;
-Acufeni;
-Insonnia;
-Mal di testa;
-Allergia ai pollini;
-Mal di schiena;
-Artrosi alla spalla destra;
-Gengive sanguinanti;
-Meteorismo e flatulenza intestinale;
-Mal di stomaco;
-Influenza;
-Raffreddori;
-Bronchiti;
-Diarrea;
Tuttavia, con questo programma, non avevo notato alcun beneficio per quanto riguarda un altro disturbo di cui soffrivo da un paio d’anni, che consisteva in un gonfiore prepuziale che non mi dava più una copertura del glande, e che mi aveva lasciato sguarnito il pene per quasi un anno (per l’esattezza fino al 22 giugno 2011).
Ebbene,in novembre 2010, dopo un’accurata visita andrologica gli specialisti medici diedero la seguente testuale diagnosi:
“Parafimosi non riducibile, con intervento di circoncisione da eseguire prontamente!”
Nel corso della stessa visita ci fu anche un’ecografia testicolare, da cui risultava lo stato ottimale di entrambi i testicoli (niente ernia, niente varicocele, niente idrocele, niente lesioni focali).
Contattai nuovamente Daniele(già mio coach igienista da quasi un anno) ,e mi disse che nella simbologia del corpo, sospettava che vi fosse necessita di “riconoscere” quella parte del corpo che forse avevo in qualche modo trascurato, che nella sfera emozionale, probabilmente vi erano aspetti di vita da considerare, mi incoraggiò a trovarmi delle amiche, di intraprendere attività socializzanti, di cercarmi una fidanzata, di non escludere la possibilità di praticare un po’ di masturbazione e bagni derivativi e detox al basso ventre senza ricorrere a nessun intervento chirurgico.
Questo era solamente da aggiungere al programma igienista personalizzato che Daniele mi aveva raccomandato.
Mi consigliò di seguire rigorosamente alcune norme igienistiche e di ricorrere, se serviva, anche ad accurati bagni detossificanti (che praticai subito).
A questo consiglio aggiunsi una buona quantita’ giornaliera di centrifugati di verdura e in special modo di carota ,sedano e ananas.
Quasi un anno di grande impegno da quell’evento seguendo sempre i principi dell’ igiene naturale e il 22 giugno 2011, grazie all’applicazione entusiastica di tutti i principi dell’igiene naturale, che sono Sole, Sonno (a letto alle 21.30 e sveglia alle 5.30), Respirazione (1-4-2 e 2-8-4), Attività Fisica all’aria aperta (camminate lunghe e corse che ho fatto ogni giorno), Alimentazione Crudista- quasi fruttariana, Emozioni Positive, Crescita Spirituale, Bagni frequenti al basso ventre e detox, con mia grande sorpresa e felicità sono riuscito a rinchiudere in mio organo di nuovo, con la più grande semplicità del mondo, il mio organo riproduttivo è ritornato alla normalità, per cui quell’intervento chirurgico non ci sarà né ora né mai.
Il mio percorso e’ sempre più in salita, sto recuperando pian piano anche il mio peso e ad oggi grazie all’Igiene Naturale e a Daniele Bricchi mi sento in una forma fisica a dir poco straordinaria che nemmeno da adolescente avevo.
Infine sono a completa disposizione per chiunque voglia sentire la mia testimonianza di guarigione o conoscermi. Mi potete scrivere tranquillamente all’indirizzo mail: luigi025@virgilio.it
oppure visitate il sito :
http://igienismo-igienenaturale.blogspot.com
Buona Guarigione a tutti !!

Luigi De Luca

Sandrigo, 02 settembre 2011
Di Dino Bagnara
Mi chiamo Dino, ho 39 anni e vivo a Sandrigo in provincia di Vicenza. Sono operatore socio-sanitario in una comunità alloggio per disabili e quindi lavoro a turno. Nel tempo libero mi occupo di un mio giardino/orto sinergico e aiuto un mio amico nel suo orto semibiologico. Sono volontario in una bottega del commercio equo e solidale. Da tempo coltivo la passione per l’arte con la scultura astratta, creazione di bigiotteria e altro ancora. Provengo da una famiglia di formazione cristiana, ho 2 fratelli e 4 nipotine.
Da più di un anno frequento un’amica vegetariana che da qualche tempo è passata al veganismo. Nei nostri incontri e chiacchierate spesso ci siamo imbattuti su temi quali l’etica, la religione, la filosofia e le ripercussioni che hanno sulle nostre scelte di vita e di conseguenza su quella degli altri. Spesso mi ha parlato di come sono maltrattati gli animali soprattutto negli allevamenti intensivi, della moderna ricerca che si basa su esperimenti e vivisezioni animali per poi applicare le scoperte agli umani. Mi ha trasmesso il suo amore per gli animali quali nostri fratelli nel creato. Io, da principio ero dubbioso nei suoi confronti e quasi non la badavo. Infatti ero un classico mangiatore di carne, pesce, latte e latticini: quella persona costruita da spot pubblicitari, false credenze e insegnamenti. Circa 10 or sono, sono stato vegano per 2 anni più per motivi di salute che per motivi etici. Soffrivo di pruriti con forti rossori ed eczemi sulla parte alta del corpo: viso, collo, spalle e torace e disagi incredibili. Una volta superato il problema, gradualmente ho reintrodotto tutti gli alimenti tornando a vita comune e di peggio. Sono diventato presidente del G.G.M. ( Gruppo Grigliate Miste ), un gruppo locale mondano promotore di mangiate a base di carne e vini. Nonostante tutto la mia amica ha continuato a gettare semi nel mia mente tanto da cominciare a mettermi in discussione. Ho cominciato a capire quanto la carne in realtà faccia male: Male al nostro organismo e di conseguenza alla nostra Anima, Male in senso di disprezzo e oltraggio alla Natura privando la vita ad altre creature, Male come contributo alla povertà mondiale quale risultato della ricchezza e degli sprechi del sistema di vita dei paesi cosiddetti industrializzati ( e di cui faccio parte ).
Da circa 4 mesi sono vegetariano e da 3 sono passato a essere vegano. Da poco sono venuto a conoscenza, tramite nuovi amici vegani e che ringrazio moltissimo, della “Scienza della vita”, ossia l’igienismo. Ho tentato di inoltrarmi in questo nuovo mondo ( almeno per me ) leggendo tesine sul sito di Valdo Vaccaro e molta letteratura trovata sempre via internet poiché nelle comuni biblioteche non si trova un granchè di materiale sull’argomento. Ho pure ricercato il nome dei miei problemi su blog e libri e mi son fatto un’idea generale di come sono ben inserito nel “sapere e dogmi comuni”. Praticamente mi sono reso conto di mangiare le “schifezze” che mangiano tutti. Ma non voglio farla proprio drastica. Diciamo che da alcuni anni sono orientato a usare cereali integrali, pasta integrale e molta verdura sia cotta che cruda. La frutta fuori pasto. Non mancano però il bicchiere di vino a pasto e i dolci… il mio tasto dolente.
Senza tirarla per le lunghe voglio esporre il mio complesso quadro clinico.
Già sono nato con una sorta di intolleranza al glutine. A quel tempo i medici non si sono mai esposti più di tanto non potendo diagnosticarmi qualcosa di preciso. Erano concordi comunque che io soffrissi di un’intolleranza che fa parte di un ramo della celiachia. Poiché non assorbivo quasi niente di quello che ingerivo, con conseguenti scariche diarroiche, la pediatra del momento, insospettita, mi fece fare l’ opportuno esame. Da qui mi è stata prescritta una dieta senza glutine. In seguito i miei genitori sono stati consigliati di rivolgersi a un erborista pranoterapeuta ed iridologo. Per anni sono stato a dieta di riso integrale, pasta e biscotti deglutinati, verdure varie ma non tutte, mele, banane, decotti di erbe, preparati alle alghe e peccati vari come si fa da bambini. Intorno ai 7/8 anni ho cominciato a integrare altri alimenti fino ad assumerli tutti. Sono arrivato a mangiare di tutto compreso il pane, la pasta, la pizza come i comuni mortali ma i problemi intestinali, cioè di assorbimento, mi hanno sempre fatto “compagnia” durante la vita.
A 21 anni sono stato operato per una cisti sacro coccigea ( un ammasso di peli cresciuti all’interno della pelle avvolti da una palla di grasso grossa come un pugno ).
A 23, , mi sono state riscontrate granulocitipenia e ipogammaglobulinemia gravi. Nell’arco degli ultimi anni porto i globuli bianchi da un minimo di 1600 a un massimo di 3100 per ml cubo. Nel sistema immunitario sono scarse le immunoglobuline IgG e le catene leggere lamba. Sono stato scarso anche di piastrine. La diagnosi va dai termini neutropenia grave a immunodeficienza congenita. Negli esami delle urine le proteine risultano alte. I medici hanno provato a iniettarmi una sostanza chiamata FILGRASTIM per aumentare la conta granulocitaria periferica. A loro parere funzionava ma non hanno ritenuto rendermi dipendente vista le “mie buone condizioni cliniche” e per le quali non si danno una spiegazione valida.
Sempre a 23 anni sono risultato allergico a latte e latticini, carne bovina e olive. Non ho assunto tali “alimenti” per un periodo e poi li ho reintegrati gradualmente. Nel medesimo anno sono stato operato di ernia inguinale.
A fine del mio 24° anno d’età sono stato operato da un ascesso peritonsillare.
Raggiunti i 34 anni, oltre ai vari reparti frequentati ho conosciuto anche l’urologia. E’ comparsa una macroematuria tutt’ora presente. Tra i vari esami mi sono sottoposto a ben 2 ureteroscopie ( che non auguro a nessuno!). Sono stato rimbalzato tra ematologia e urologia, protraendo a mio avviso, continuamente le tempistiche senza aver capito, da parte dei medici, se il sangue proviene dagli ureteri o dai reni. Sono solo riusciti a dirmi che è compromesso solo uno dei lati con diagnosi differenziale tra nefropatia glomerulare ed uropatia di natura litiasica/mal formativa/neoformativa. Ero candidato alla biopsia renale e da quello che ho capito dall’igienismo lo sarò per la dialisi o per il trapianto ( cosa che vorrei evitare ). Per la giornaliera perdita di sangue, e quindi di ferro, ho cominciato ad avere dei mal di testa. Mi sono state prescritte dal medico bi base, delle pastiglie per reintegrare il ferro le quali dopo un po’ hanno cominciato a darmi fastidi allo stomaco. Da qui sono ricorso a delle capsule in erboristeria molto più accettabili.
Da quando è comparsa la macroematuria sono soggetto a una lieve cistite. Spesso ho la sensazione di spossatezza e di dover urinare anche se la vescica è vuota da poco tempo e mi capita soprattutto dopo attività con sforzo fisico. Un forte disagio provocato da questa patologia sono stati alcuni episodi di enuresi notturna.
Nello stesso anno un gastroenterologo ha riscontrato che produco pochi enzimi a livello pancreatico e quindi mi ha prescritto degli enzimi sotto forma di farmaco.
Da qualche anno, soprattutto nei mesi caldi, mi compaiono dei funghi cutanei sulla zona toracica. Da un anno ho 2 funghi nelle unghie del piede sinistro.
Ultimamente, quando pratico escursioni in montagna, accuso dolore alle ginocchia nel momento della discesa. A volte si presentano dei dolori artritici a livello delle parti laterali delle spalle e questo comporta minor potenza e resistenza muscolare nei comuni lavori.
Per finire, da circa 3 mesi ho problemi di vista, nel senso che accuso dei bruciori e mi pizzicano gli occhi, provocandomi lacrimazione e annebbiamento della vista ( già porto occhiali per miopia dalla seconda elementare ). Se sono in auto e sto viaggiando a volte sono costretto a fermarmi per qualche minuto. La forte luce solare di certe giornate o il brusco cambio da una zona in ombra o chiusa ad una soleggiata contribuisce a scatenare tali fastidi.
Da un po’ mi sono stancato di pregare i medici, non riscontrando dei benefici sia per il mio benessere che per quello del portafoglio.
Ho cercato di fare un riassunto delle mie “rogne” e spero di non annoiare con termini astrusi quanti leggeranno questo scritto. L’ho fatto soprattutto per me e mi sono reso conto di quanto ancora il mio corpo riesca ancora a difendersi da come l’ho maltrattato.
Dopo aver scoperto l’igienismo e cominciando ad ascoltare il mio corpo ( stupenda macchina vitale ) sto cercando di capire ciò che per noi è il naturale cibo, intendo quello adatto alla nostra fisiologia di razza umana.
Da 4 mesi non mangio carne e pesce. Sono passato in poco tempo da vegetariano a vegano. Ho eliminato anche l’alcool ( vini, birre, liquori ), caramelle e quasi tutti i dolciumi, thè, caffè, bevande in bottiglia, le spezie forti e quasi tutti i cibi in scatola o sottovuoto. Mangio molta frutta e verdure crude ma non sempre. Qualche cereale, pane e grissini integrali. Faccio uso dell’argilloterapia per via orale.
Quest’estate, sempre tramite vegani, sono venuto a conoscenza dei WWOOF e tra l’elenco ho trovato un piccolo progetto da destinarsi ad agricoltura biologica. Parlo di un’idea dell’igienista Daniele Bricchi il quale è desideroso di creare un villaggio ecosostenibile. Egli sta collaborando infatti alla ristrutturazione di un piccolo borgo a circa 700 m s/m situato a Verogna di Bettola in provincia di Piacenza. Si tratta di un complesso di case con murature di pietra e calce e legno per i solai e architravi. I tetti ancora esistenti sono creati con lastre di pietra.
Nella sua breve presentazione viene specificato che in famiglia sono vegetariani e vegani e che oltre a soggiorni lavorativi, ospitano e seguono persone che intendono fare dieta crudista, semi-digiuno con succhi di frutta e verdure o il digiuno idrico: tutti comunque disintossicanti. Io, avendo una settimana di ferie a fine luglio, ho colto l’occasione per contattare Daniele Bricchi e fissare un digiuno idrico assistito. Il mio primo obiettivo era di liberarmi dalla macroematuria alle urine che mi accompagnava da 5 anni. Essendo poca una settimana per un digiuno, dopo accordi presi telefonicamente e via e-mail ho seguito i suoi consigli preparatori: “ Coloro che hanno poco tempo per il post-digiuno, potrebbero fare la preparazione al digiuno a casa: 3 o 4 giorni prima del digiuno idrico, consumare pasti frugali igienisti, possibilmente mangiando solo frutta verdura cruda (meglio senza cereali e proteine concentrate), aggiungendo nel pasto delle verdure 200-300 gr. di porri, leggermente bolliti (solo per togliere il piccante, cioè l’olio di mostarda che risulta tossico), per pulire meglio l’intestino.
Uno o due giorni prima del digiuno, consumare, sempre con frugalità, solo frutta cruda, dando la preferenza a quella lassativa: prugne, pesche, arance, mele, kiwi, pere, ciliegie, more, meloni,ecc. (anche la frutta secca come uva passa, fichi secchi, albicocche secche ecc., immersa per 12 ore in poca acqua preferibilmente di sorgente) “.
Ebbene, il 25 luglio, già a digiuno dalla sera precedente e anche emozionato poiché non avevo mai affrontato un’esperienza simile, ho preso il treno a Vicenza per arrivare a Piacenza. Da qui ho preso l’autobus fino a Perino e l’ultimo tratto sono stato accompagnato in automobile. Qui ho avuto l’occasione di gettare le basi nella conoscenza di Daniele e di quello che mi aspettava. Arrivati al borgo da subito mi è piaciuto il posto. Una bella vista panoramica di monti e colline che abbracciavano i paesi sottostanti. La casa in cui sono stato accolto, un ambiente molto semplice e spartano, cosa che andava in sintonia con i miei ideali. La stanza in cui ho soggiornato, stava dietro la cucina; tutti soffitti bassi, finestre piccole, pavimento in lastre di pietra e 2 posti letto.
Sebbene ero partito documentato dalla lettura di articoli e di un libro sul digiuno, Daniele mi ha spiegato alcune regole base sul come affrontarlo e sui suoi effetti e possibili crisi eliminatorie le quali sono molto soggettive. Durante la mia permanenza avevo pieno accesso alla sua vasta letteratura. Ho approfondito concetti come la tossiemia, l’organicazione , la distinzione di cibi vivi da quelli devitalizzati ( e quindi privati di enzimi, vitamine, sali minerali, ecc. ), quali sono i cibi previsti dalla natura per la nostra fisiologia e quali sono da considerarsi non/cibi; le combinazioni alimentari ( come preparare i pasti e cosa evitare ); la pratica di coprire i sintomi delle malattie da parte della medicina attuale. Un’ altra cosa che ho capito è che l’igienismo non riguarda solo l’alimentazione ma è un modo, uno stile di vita. Contempla infatti lo stare all’aria aperta il più possibile tramite lavori di giardinaggio, passeggiate, esercizio fisico costante. Il permettere al nostro corpo bagni di sole, di aria, di acqua esponendo la maggior parte possibile della pelle. Il vestire con tessuti naturali e non trattati; l’evitare il più possibile ambienti contaminati e/o con aria viziata, i campi elettromagnetici. Limitare l’uso di cellulare, computer, Tv, radio; rispettare i ritmi naturali di sonno/veglia affidandoci più al sole che all’energia elettrica…ecc. Mi sono reso conto di come l’uomo è arrivato ad avere tante patologie e vivere nella costante malattia; di come sia usanza distruggere i cibi tramite cottura e trattamenti industriali vari se consideriamo che, se l’uomo è presente sulla terra da milioni di anni, solo da trecentomila usa il fuoco per cuocere gli alimenti. Ho fatto un percorso a ritroso nella storia chiedendomi come vivesse l’uomo prima di diventare stabile e coltivatore e allevatore di altre specie di animali, prima di imparare a cucinare e a mangiare carne, latte e uova altrui , prima dell’avvento di alcune religioni e filosofie, teorie e diete varie, prima dell’invenzione dell’energia elettrica e dell’avvento della tecnologia. Voglio lasciare comunque ad ognuno la voglia di ricercare, approfondire e sperimentare tali tematiche per poterne trarre le proprie conclusioni.
Oltre a brevi passeggiate al sole, ricordo di aver letto molto soprattutto i primi 2 giorni; poi mi mancava la concentrazione diventando sempre più debole fisicamente e mentalmente sia per mancanza di cibo che per l’insonnia che mi ha preso dalla prima notte. Allora mi è stato proposto di ascoltare delle conferenze in audio-cassetta sempre sul tema igienismo. Ne ho ascoltate ben più di 20! … e tutte interessanti! E poi ho sempre potuto confrontarmi con la vasta conoscenza di Daniele in ogni dubbio o curiosità che mi passava per la mente. Lui stesso mi diceva di sentirmi libero e ogni giorno mi chiedeva come andava. Per più notti ho sentito un dolore ai reni, soprattutto il sinistro: segno da parete dell’organismo di lavori in corso. Già prima del soggiorno e nei primi giorni dello stesso ho avuto delle eruttazioni, come di sostanze fermentate, dal cavo orale provocandomi un alito cattivissimo. Sempre a casa e nel secondo giorno a Verogna, durante alcune minzioni, tramite la spinta delle urine nel condotto urinario, sono usciti dei “grumi” di sangue scuro: una poltiglia di sangue misto a non so che altri elementi o sostanze. Io penso che siano usciti i microcristalli, o litiasi, i quali facevano da barriera ai glomeruli renali intasando il normale flusso e alterando il normale filtraggio delle sostanze. Fatto sta che da questi episodi l’urina è tornata, da color coca-cola che era ( e qui non esagero ) a un giallo paglierino. Di primo acchito non ci credevo poiché la macroematuria persisteva da 5 anni! Al terzo giorno, verso sera ho accusato un leggero mal di testa e la lingua ha cominciato a coprirsi di una patina bianca e ogni tanto accusavo un senso di vertigini. Nell’intero periodo il sudore era maleodorante. È stato un digiuno non solo dal cibo ma anche da Tv, radio, cellulare, impegni, pensieri. Mi sono regalato una settimana di ferie dove ho potuto ascoltare, una volta tanto, il mio corpo e dove ho potuto volergli un po’ più di bene rispetto alla “normale” vita. A fine soggiorno ho avuto una consulenza con Daniele il quale mi ha posto molte domande sul mio stile di vita e in questo modo ha potuto tracciare una strategia igienistica da seguire. Una volta tornato a casa ho seguito per un bel periodo il crudismo per poi reintegrare i cibi cotti ( verdure e cereali ). Vista l’importanza del sonno ( passiamo circa 1/3 della nostra vita dormendo ), ho rivoluzionato la camera in modo da orientare il letto a nord, ho tolto il più possibile parti metalliche, ho verificato ( e tolto ) eventuali presenze e fonti di campi elettromagnetici. Sto seguendo un programma di rimozione delle amalgame dentarie presso uno studio dentistico abilitato. Mi dedico di più al giardino/orto, pratico passeggiate, mi corico prima la sera, leggo più letteratura igienista, animalista e ….. molte altre piccole scelte quotidiane.
Con grande piacere posso dire di aver avuto più benefici di quello che mi aspettavo. Non solo è scomparsa la macroematuria, ma dal momento che ho cominciato a cambiare abitudini, soprattutto alimentari, non ho più avuto problemi di cistite, né di funghi al torace; i funghi al piede stanno regredendo, ho molto meno forfora, non più dolori artritici alle spalle e dolori alle ginocchia. La vista si è ristabilizzata. E non solo: non sono più dipendente da integratori di ferro e di enzimi.
Se anche ho ottenuto molti risultati voglio precisare che non è facile seguire un regime igienista. Occorrono molta volontà, autocontrollo e fermezza. Per mio conto sono ancora aggrappato a vecchie abitudini e ci vorrà un po’ di tempo per smaltirle. Oltre a poche conoscenze vegetariane e vegane e che quindi a mio parere possono essere già sulla via della Scienza della vita, mi sento ancora solo in certe scelte e ancora in formazione. Penso alle varie situazioni a casa di amici o in locali in cui mi si offre “bevande o cibi” e io a seconda delle situazioni devo mediare o rifiutare spiegando e quindi informando nel miglior modo il perché delle mie scelte e del modo più naturale in cui cerco di vivere. Dietro alle mie ancora grandi insicurezze e ignoranza, sento di dover divulgare quello di cui sono a conoscenza e che ho sperimentato personalmente nei dovuti tempi e modi. In questo senso sto allargando la mia conoscenza e preparazione in modo da affrontare serenamente discussioni, domande e provocazioni che sento saranno sempre più frequenti. Magari non diventerò un relatore da conferenza ma potrò essere un esempio con il mio modo di essere.
Concludendo voglio vivamente ringraziare Daniele Bricchi e la sua famiglia i quali, con la loro accoglienza e disponibilità, mi hanno trasmesso semplicità, energia vitale e voglia di mettermi continuamente in discussione.
Sono aperto per eventuali contatti. Il mio indirizzo è : Via Balcinelle n. 17 – 36066 Sandrigo (Vi) Tel. 333 8190117
Con affetto: Dino Bagnara

Fonte: Daniele Bricchi – http://igienismo-igienenaturale.blogspot.com


3 novembre 2011

Bioregionalismo e vegetarismo

Mangia bene e vegetariano.. per star bene e sano

 
 
 
 

Per stare in buona salute non è tanto importante ciò che si mangia quanto ciò che si esclude dalla propria dieta: se non si esclude ciò che danneggia i benefici degli alimenti protettivi vengono neutralizzati dagli alimenti nocivi: carne, pesce, latte, formaggi, latticini, uova e tutto ciò che è trattato, devitaminizzato, demineralizzato, adulterato, conservato, emulsionato, ucciso con le alte temperature della cottura.

Le sostanze nutrizionali degli alimenti, perse nella lavorazione o uccise con il fuoco, vengono sottratte all’organismo generando carenze nutrizionali. I giovani usano guardare alla condizione di salute, in genere precaria, delle persone anziane con una certa commiserazione convinti che loro, oggi forti e pieni di vigore, non saranno domani soggetti alle medesime malattie. Ma la salute è una condizione temporanea, occorre conservarsela quando la si possiede: senza un appropriato stile di vita ed una giusta e corretta alimentazione da anziani, tutti, salvo casi eccezionali, saremo soggetti alle medesime patologie. Anzi, le ultime generazioni essendo alimentate fin dall’infanzia con prodotti raffinati, inadatti e innaturali risultano essere sostanzialmente più deboli delle generazioni precedenti e quindi più vulnerabili verso le malattie tipiche della società moderna occidentale.

Se consideriamo una comunità di animali di qualunque specie, di qualunque età e di qualunque dimensione corporea e la paragoniamo con un’altrettanta comunità di esseri umani ci accorgeremo che mentre un cospicuo numero di questi ultimi è malaticcio, infermo e dolorante, gli animali (dal cucciolo all’animale più anziano) sono in ottima salute e in grado di correre dando filo da torcere a qualunque predatore: cosa che quasi nessun essere umano anziano sarebbe in grado di fare. Gli animali nel loro ambiente naturale non si ammalano che raramente mentre l’uomo è flagellato da migliaia di differenti malattie: ipertensione, diabete, cardiopatie, tumori, allergie, obesità, osteoporosi, artrosi, artriti, ictus, depressione ecc.

Tutte malattie di cui gli animali risultano immuni, eccetto alcuni animali domestici da noi costretti a nutrirsi con cibi a loro inadatti. Non solo. In genere i mammiferi vivono 7 volte il loro periodo di sviluppo, di conseguenza noi dovremmo vivere 130-140 anni: l’alimentazione onnivora ci ruba 50 anni di vita. Mentre l’uomo mangia di tutto, cibi incompatibili tra loro, inquinati, denaturati con la cottura, gli animali, nutrendosi con il cibo per il quale il loro organismo è predisposto, risultano esenti dalla peggiori malattie tipiche dal cattivo stile di vita dell’uomo.

L’uomo moderno muore di denutrizione nonostante mangi almeno 3 volte più del suo necessario. Solo in Italia si contano 10 milioni di ammalati cronici e nel mondo vi sono 650 milioni di esseri umani invalidi. Il nostro organismo è costituito da ciò che ingeriamo con il cibo e la qualità della nostra stessa vita dipende da cosa introduciamo nel nostro stomaco attraverso gli alimenti solidi, i liquidi e l’aria che respiriamo: l’acqua è cibo liquido, l’aria è cibo invisibile. E’ forse il nostro corpo un forno alchemico capace di trasformare in vita ciò che è morto? Può forse una sostanza morta dare vita e vigore? Può forse il nostro stomaco trasformare in profumo ciò che è puzzolente, trasformare in gioia un prodotto intriso di dolore, in salute ciò che è ammalato? Un cibo inquinato non può che inquinare il corpo e se il corpo è intossicato non può generare pensieri positivi e armonici.

Se la mente e il corpo sono contaminati può forse la coscienza essere illuminata e lo spirito elevato? La vita di qualunque essere vivente, animale e vegetale, dipende da cosa si alimenta. Dalla qualità del terreno e dell’acqua che lo nutre dipende il vigore, la longevità e la bellezza dell’albero: troppa acqua può farlo morire, ma poca acqua lo porta ad avvizzire. La stabilità, la durata e la conservazione di un edificio dipende dalla qualità del materiale che è stato utilizzato per costruirlo, ma anche dal modo in cui è stato costruito.

Per questo non basta nutrirsi con il cibo più adatto occorre evitare combinazioni inadeguate. Dunque la qualità della vita dipende da ciò che entra a formare il nostro organismo. Se ciò che mangiamo è inadatto, impuro, eccessivo o carente la nostra vita rispecchia fedelmente la qualità del cibo ingerito. La stessa mente produce pensieri puri o impuri a seconda del cibo ingerito e la nostra stessa coscienza è condizionata dalla qualità del cibo: un cibo adatto agli animali predatori (la carne) non può generare impulsi di pace, di tolleranza e disponibilità verso il prossimo.

Se ci alimentiamo come le tigri avremo pensieri predatori e soprattutto non avremo come la tigre la sensibilità del cuore verso le vittime del nostro egoismo: ciò che mangiamo è in grado di influire notevolmente sulla nostra salute fisica, sull’equilibrio mentale e sulla sfera morale e spirituale dell’individuo. Il cibo è in grado di guarirci o di farci ammalare. Pensiamo a quale tragedia è subire una malattia invalidante.

La malattia condiziona il nostro lavoro, la vita familiare, i rapporti sociali, le nostre risorse umane e finanziarie: la stessa vita perde di valore. Un individuo ammalato è altamente vulnerabile; un popolo di ammalati è un popolo debole; un animale ammalato è facile preda di animali più forti. La medicina convenzionale attraverso le sue slegate branche specialistiche non va alle radici del problema che genera la malattia; trascura la causa perché non considera l’uomo nella sua interezza, in tutte le sue componenti fisiche, energetiche, emotive e mentali, mentre la medicina olistica e psicosomatica hanno dimostrato che corpo e mente si influenzano reciprocamente generando salute o malattia.

E’ stata ampiamente dimostrata la correlazione tra organi ammalati e conflitti psicologici, malattia fisica come conseguenza di blocchi energetici causati da conflitti psicologici. La sofferenza psicologica e la malattia fisica altro non sono che messaggi dell’anima che ci avvisa di un blocco energetico nel nostro cammino evolutivo, di una prova che non abbiamo superato per realizzare noi stessi.

Scopo della cultura universalista è quello di rendere l’uomo medico di se stesso, responsabile del suo stesso destino, svincolato dai dogmi della cultura medica sintomatologica. In noi stessi e nel nostro modo di vivere si cela la risposta ad ogni quesito che può consentirci di raggiungere il benessere integrale. Ma nessuna vera guarigione è possibile senza lo sviluppo armonico e bilanciato delle 4 componenti fondamentali dell’essere: il corpo, la mente, la coscienza e lo spirito.

Franco Libero Manco



 

Ultime cose
Il mio profilo



me l'avete letto 1 volte

Feed RSS di questo blog Rss 2.0
Feed ATOM di questo blog Atom

   
sfoglia     febbraio        aprile