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RETE BIOREGIONALE ITALIANA - La pratica del bioreregionalismo e dell'ecologia profonda
 
 
 
 
           
       

La Rete Bioregionale Italiana è ispirata dall'idea di Bioregione: aree omogenee definite dall'interconnessione dei sistemi naturali e dalle comunità viventi che le abitano.
Una bioregione è un insieme di relazioni di cui gli umani sono chiamati a vivere e agire come parte della più ampia comunità naturale che ne definisce la vita.

Qui di seguito i nomi dei primi fra i nuovi referenti tematici della Rete Bioregionale Italiana che a titolo volontario intendono mettere a disposizione di tutti le conoscenze acquisite nel loro percorso di pratica ecologista:

Daniela Spurio - Grafica e fotografa - Impaginatrice dei Quaderni di
Vita Bioregionale - "Viverecongioia Jesi" dhanil@live.it,

Giorgio Vitali, presidente Infoquadri, Referente per il Signoraggio monetario ed aspetti economici correlati. Email.  vitali.giorgio@yahoo.it, - Tel. 393.6542624 

Rita De Angelis ritadeangelis2@alice.it e cell. 3385234247 - ecologia casalinga

Antonella Pedicelli, docente di filosofia, residente a Monterotondo (Sabina Romana)Referente per rapporti con le scuole e interventi formativi di recupero e attenzione verso la cultura bioregionale. Email: hariatmakaurr@gmail.com 

Claudio Martinotti Doria, monferrino, storiografo e ricercatore di storia locale ed economica, saggista, ambientalista libertario e localista. Referente per le Politiche economico ecocompatibili. Email: claudio@gc-colibri.com  tel. 0142487408 - Sito web: http://www.cavalieredimonferrato.it

 Benito Castorina, docente universitario per l'economia agricola e coltivatore di erba vetiver. Referente per l'agricoltura contadina e produzione energetica ecologica. Recapiti: benito.castorina@fastwebnet.it - Tel. 06.8292612 - 338.4603719

Avv. Vittorio Marinelli, presidente di European Consumers,
Via Sirtori, 56, 00149 Roma. Email:
vitmar@tiscali.it - Tel.
348.1317487 - Referente per l'ecologia nei consumi.

Caterina Regazzi
, medico veterinario Referente per il rapporto uomo/animali e zootecnia. Recapiti:
caterinareg@gmail.com – Cell. 333.6023090

Fulvio Di Dio, residente ad Amelia (Terni), funzionario alla Regione
Lazio Assessorato Ambiente
. Email.
fulvio.didio@libero.it - Tel.
329.1244550. Referente per l'ecologia nelle aree urbane.

Manuel Olivares, scrittore e giornalista sociologico esperto in comunità, fondatore della casa editrice “Vivere Altrimenti”. Referente per i rapporti con le comunità, comuni ed ecovillaggi. Recapito: info@viverealtrimenti.com

Sonia Baldoni, esperta di erbe officinali e cure naturali olistiche. Referente per il rapporto con gli elementi della natura e con lo spiritus loci. Recapiti: Cell. 333.7843462 - sachiel8@virgilio.it

Teodoro Margarita, seedsaver, già consigliere federale di Civiltà Contadina e collaboratore della Rete. Referente per l'area comasca, ecovillaggio, ricerca spirituale. Recapito: 031.683431 ore serali.

Stefano Panzarasa, geologo e musicista, Responsabile Ufficio Educazione Ambientale del Parco Naturale Regionale dei Monti Lucretili e membro fondatore della Rete Bioregionale Italiana. Referente per l'educazione ambientale ed ecologica. Recapiti: bassavalledeltevere@alice.it  -  blog (cliccare qui sotto): www.orecchioverde.ilcannocchiale.it  tel.. 0774/605084

Lucilla Pavoni, scrittrice e neo contadina. Referente per i rapporti solidali fra esseri umani. Recapiti: lucillapavoni@libero.it – Cell. 338.7073857

Paolo D'Arpini, cercatore spirituale laico e membro fondatore della Rete Bioregionale Italiana. Referente per le Pubbliche Relazioni. Recapiti: circolo.vegetariano@libero.it – Tel. 0733/216293 - 0761/587200 


Altri membri e simpatizzanti stanno ancora meditando sul come offrire la propria collaborazione alla comunità bioregionale, se fra i lettori, che si riconoscono nel messaggio dell'ecologia profonda, c'é qualche volontario.. é benvenuto!

Paolo D'Arpini, addetto alle Relazioni Pubbliche per la Rete Bioregionale Italiana

Per aderire alla Rete Bioregionale Italiana é sufficiente sottoscrivere il manifesto fondativo (o carta degli intenti) e di inviare una email di conferma a:  circolo.vegetariano@libero.it

 

 
 
 
 

 
30 ottobre 2013

Tutti i poteri del mondo - Nelle mani di chi...?

I 4 cavalieri dell'apocalisse monetaria... ecco chi detiene tutti i poteri del mondo

 

 

 
I quattro cavalieri bancari (Bank of America, JP Morgan Chase, Citigroup e Wells Fargo) possiedono i quattro cavalieri del petrolio (Exxon Mobil, Royal Dutch/Shell, BP Amoco e Chevron Texaco), in tandem con Deutsche Bank, BNP, Barclays e altri vecchi colossi monetari europei. Ma il loro monopolio sull'economia globale non si ferma sull'orlo del pozzo petrolifero. Secondo i 10mila documenti societari depositati alla SEC, i quattro cavalieri bancari sono tra i primi dieci titolari di stock di praticamente ogni società di Fortune 500. [1] 
Così sono gli azionisti delle banche centrali? Questa informazione va analizzata molto più da vicino. Le mie domande sulle agenzie di regolamentazione bancaria, in materia di partecipazione azionaria delle prime 25 aziende bancarie degli Stati Uniti furono poste con il Freedom of Information Act, prima di essere negate per motivi di "sicurezza nazionale". Questo è piuttosto ironico, dal momento che molti azionisti bancari risiedono in Europa. Un archivio importante sulla ricchezza dell'oligarchia globale che possiede queste holding bancarie è l'US Trust Corporation, fondata nel 1853 e ora di proprietà di Bank of America. L'ultimo US Corporate Trust Director e Trustee Onorario fu Walter Rothschild. Altri direttori furono Daniel Davison di JP Morgan Chase, Richard Tucker di Exxon Mobil, Daniel Roberts di Citigroup e Marshall Schwartz di Morgan Stanley. [2]

J. W. McCallister, un insider dell'industria del petrolio con legami con la Casa dei Saud, ha scritto su 'The Grim Reaper', che ha acquisito un'informazione dai banchieri sauditi secondo cui l'80% della proprietà dellaNew York Federal Reserve Bank, di gran lunga il più potente ramo della Fed, è di sole otto famiglie, quattro delle quali risiedono negli Stati Uniti: Goldman Sachs, Rockefeller, Lehman e Kuhn Loeb di New York, i Rothschild di Parigi e Londra, la Warburg di Amburgo, i Lazards di Parigi e la Israel Moses Seifs di Roma. Thomas D. Schauf della CPA avvalora le affermazioni di McCallister, aggiungendo che dieci banche controllano tutti i dodici rami della Federal Reserve Bank. NominaN. M. Rothschild di Londra, Banca Rothschild di Berlino, Banca Warburg di Amburgo, Banca Warburg di Amsterdam, Lehman Brothers di New York, Lazard Brothers di Parigi, Kuhn Loeb Bank di New York, Israel Moses Seif Bank dell'Italia, Goldman Sachs di New York e JP Morgan Chase Bank di New York. Schauf elenca William Rockefeller, Paul Warburg, Jacob Schiff e James Stillman quali individui che possiedono grandi quantità di azioni della FED. [3] Gli Schiff sono addetti alla Kuhn Loeb
Gli Stillman addetti alla Citigroup, essendosi sposati con il clan  Rockefeller alla fine del secolo. Eustace Mullins arrivò alle stesse conclusioni nel suo libro I segreti della Federal Reserve, in cui mostra i grafici che collegano la Fed e le banche associate alle famiglie dei Rothschild, Warburg, Rockfeller e altre. [4] Il controllo che queste famiglie di banchieri esercitano sull'economia globale non può essere sottovalutato, ed è volutamente abbastanza avvolto nel segreto. Il loro ramo aziendale è rapido nel screditare qualsiasi informazione che smascheri questo cartello di banche centrali private come "teoria della cospirazione". Eppure, i fatti restano.
La Casa dei Morgan
La Federal Reserve Bank è nata nel 1913, lo stesso anno negli USA il rampollo bancario J. Pierpont Morgan morì e la Rockefeller Foundation fu costituita. La Casa dei Morgan presiede la finanza statunitense da un angolo tra Wall Street e Broadway, in qualità di quasi-banca centrale degli USA fin dal 1838, quando George Peabody la fondò a Londra. Peabody era un socio in affari dei Rothschild. Nel 1952 il ricercatore sulla Fed Eustace Mullins avanzò l'ipotesi che i Morgan non fossero altro che agenti dei Rothschild. Mullins scrisse che i Rothschild: "...preferivano operare in modo anonimo negli Stati Uniti dietro la facciata di JP Morgan & Company". [5] L'autore Gabriel Kolko ha dichiarato, "le attività di Morgan nel 1895-1896 nella vendita di obbligazioni d'oro degli Stati Uniti in Europa, si basarono sull'alleanza con la Casa dei Rothschild". [6] La piovra finanziaria dei Morgan avvolse rapidamente nei suoi tentacoli tutto il mondo. Morgan Grenfell operò a Londra. Morgan et C.ie governò Parigi. I Lambert, cugini dei Rothschild, istituirono la Drexel & Company di Philadelphia. La Casa dei Morgan supportò Astor, Dupont, Guggenheim, Vanderbilt e Rockefeller. Finanziò il lancio di AT&T, General Motors, General Electric e DuPont. Come i Rothschild di Londra e delle banche Barings, Morgan entrò a far parte della struttura di potere di molti Paesi.
Nel 1890 la Casa dei Morgan prestava alla banca centrale dell'Egitto, finanziava le ferrovie russe, manteneva le obbligazioni brasiliane dei governi provinciali e finanziava i progetti dei lavori pubblici argentini. La recessione del 1893 rafforzò ancor più Morgan. Quell'anno Morgan salvò il governo degli Stati Uniti dal panico bancario, formando un sindacato per sostenere le riserve statali, con un prestito di 62 milioni dollari in oro dei Rothschild. [7] Morgan era la forza trainante dell'espansione verso occidente degli Stati Uniti, del finanziamento e del controllo dei buoni delle ferrovie meridionali, attraverso patti di sindacato. Nel 1879 la Central Railroad di New York di Cornelius Vanderbilt, finanziata dai Morgan, adottò tariffe di spedizione preferenziali per supportare il monopolio della Standard Oil di John D. Rockefeller, cementando il rapporto Rockefeller/Morgan. La Casa dei Morgan finì sotto il controllo delle famiglie Rothschild e Rockefeller. Un titolo del New York Herald diceva, "Il Re della ferrovia forma un gigantesco trust".  J. Pierpont Morgan una volta dichiarò: "La concorrenza è un peccato", ma poi opinò allegramente, "Pensa che tutti i concorrenti del traffico ferroviario ad ovest di St. Louis sono sotto il controllo di una trentina di uomini". [8]  Morgan ed Edward Harriman, banchiere della Kuhn Loeb, avevano il monopolio delle ferrovie, mentre le dinastie bancarie Lehman, Goldman Sachs e Lazard si unirono ai Rockefeller nel controllo della base industriale degli Stati Uniti. [9] 
Nel 1903 un trust bancario fu istituito dalle otto famiglie. Benjamin Strong del trust bancario fu il primo governatore della New York Federal Reserve Bank. Nel 1913, la creazione della Fed fuse il potere delle otto famiglie con il potere militare e diplomatico del governo degli Stati Uniti. Se i loro prestiti esteri non venivano ripagati, gli oligarchi potevano ora inviare i marines degli Stati Uniti a raccogliere i debiti. Morgan, Chase e Citibank formarono un sindacato del prestito internazionale. La Casa dei Morgan era accondiscendente con i Windsor e i Savoia. Kuhn Loeb, Warburg, Lehman, Lazard, Israel Moses Seifs e Goldman Sachs hanno avuto stretti legami con i reali europei. Nel 1895 Morgan controllava il flusso di oro degli Stati Uniti. La prima ondata di fusioni statunitensi avvenne alla sua infanzia e fu promossa dai banchieri. Nel 1897 vi furono sessantanove fusioni industriali. Nel 1899 milleduecento. Nel 1904 John Moody, fondatore del Moody Investor Services, disse che era impossibile parlare degli interessi di Rockefeller e Morgan in modo distinto. [10]
La sfiducia pubblica sulle fusioni si diffuse. Molti li considerarono dei traditori che lavoravano per i soldi della vecchia Europa. La Standard Oil di Rockefeller, l'US Steel di Andrew Carnegie e le ferrovie di Edward Harriman furono tutti finanziati dal banchiere Jacob Schiff di Kuhn Loeb, che lavorava a stretto contatto con i Rothschild europei. Diversi stati occidentali vietarono i banchieri. Il predicatore populista William Jennings Bryan fu tre volte il candidato democratico alla presidenza dal 1896 al 1908. Il tema centrale della sua campagna anti-imperialista era che gli USA stavano cadendo nella trappola della "servitù finanziaria a capitalista inglese". William Howard Taft sconfisse Bryan nel 1908, ma da quel momento il predecessore e mentore di Taft, Teddy Roosevelt, fu costretto da questo populismo diffuso a promulgare lo Sherman Anti-Trust Act. Che  poi continuò con la Standard Oil Trust. Nel 1912, si tennero le udienze Pujo, rivolte sulla concentrazione di potere a Wall Street. Nello stesso anno la moglie di Edward Harriman vendette le sue quote della Guaranty Trust Bank di New York a JP Morgan, creando il Morgan Guaranty Trust. Il giudice Louis Brandeis convinse il presidente Woodrow Wilson a chiedere la fine delle intersezioni dei consigli amministrativi. Nel 1914 il Clayton Antitrust Act fu approvato. Jack Morgan, figlio e successore di J. Pierpont, rispose invitando i clienti della Morgan Remington e Winchester ad aumentare la produzione di armi. Sostenne che gli Stati Uniti dovevano entrare nella Prima guerra mondiale. Pungolato dallaFondazione Carnegie e da altri oligarchi, Wilson li appoggiò. 
Come scrisse Charles Tansill in L'America va in guerra: "Anche prima del fragore delle armi, la ditta francese dei Rothschild Freres informò la Morgan & Company di New York, suggerendo la flottazione di un prestito di 100 milioni di dollari, una parte consistente del quale doveva essere lasciato negli Stati Uniti per pagare gli acquisti francesi di beni statunitensi". La Casa dei Morgan finanziò la metà dello sforzo bellico degli Stati Uniti, durante la ricezione delle commissioni che allinearono aziende come GE, Du Pont, US Steel,Kennecott e ASARCO. Tutti erano clienti della Morgan che anche finanziò la guerra anglo-boera in Sud Africa e la guerra franco-prussiana. La Conferenza di Pace di Parigi del 1919 fu presieduta da Morgan, che sostenne gli sforzi della ricostruzione sia tedeschi che alleati. [11]
Negli anni '30 il populismo ritornò negli USA dopo cheGoldman Sachs, Lehman Bank e altri approfittarono del crollo del 1929. [12] Il presidente della commissione bancaria del Congresso, Louis McFadden (D-NY), disse della Grande Depressione, "Non fu un incidente, ma un avvenimento attentamente artificioso... I banchieri internazionali cercarono di suscitare una situazione disperata qui, in modo che potessero imporsi come governanti di tutti noi". Il senatore Gerald Nye (D-ND) presiedette un'indagine sulle munizioni nel 1936. Nye concluse che la Casa dei Morgan aveva gettato gli Stati Uniti nella prima guerra mondiale per proteggere i prestiti e creare una industria bellica in piena espansione. Nye poi produsse un documento dal titolo 'La prossima guerra', che cinicamente parlava "del vecchio trucco della dea democrazia", attraverso cui il Giappone poteva essere usato per trascinare gli Stati Uniti nella seconda guerra mondiale. Nel 1937 Ii segretario degli Interni Harold Ickes avvertì sull'influenza delle "60 famiglie d'America". Lo storico Ferdinand Lundberg scrisse un libro dallo stesso titolo. Il giudice della Corte Suprema William O. Douglas denigrò "l'influenza dei Morgan... la più perniciosa nell'industria e nella finanza di oggi." Jack Morgan rispose spingendo gli Stati Uniti verso la seconda guerra mondiale.  Morgan aveva stretti rapporti con le famiglie Iwasaki e Dan, i due clan più ricchi del Giappone, che possedevano Mitsubishi e Mitsui rispettivamente da quando le imprese apparvero nello shogunato del 17° secolo. 
Quando il Giappone invase la Manciuria, massacrando contadini cinesi a Nanchino, Morgan minimizzò l'incidente. Morgan ebbe anche stretti rapporti con il fascista italiano Benito Mussolini, mentre il nazista tedesco dr. Hjalmar Schacht fu un agente di collegamento della Morgan Bank durante la seconda guerra mondiale. Dopo la guerra i rappresentanti della Morgan incontrarono Schacht presso la Banca dei regolamenti internazionali (BRI) a Basilea, in Svizzera. [13]

La Casa dei Rockefeller

La BIS è la banca più potente del mondo, la banca centrale globale delle otto famiglie che controllano le banche centrali private di quasi tutte le nazioni occidentali e in via di sviluppo. Il primo presidente della BIS fu il banchiere dei Rockefeller Gates McGarrah, funzionario presso la Chase Manhattan e la Federal Reserve. McGarrah è il nonno dell'ex direttore della CIA Richard Helms. I Rockefeller, come i Morgan, avevano stretti legami con Londra. David Icke scrive ne 'I figli di Matrix', che Rockefeller e Morgan erano solo "controfigure" dei Rothschild europei. [14] BIS è di proprietà di Federal Reserve, Banca d'Inghilterra, Banca d'Italia, Banca del Canada, Banca nazionale svizzera, Nederlandsche BankBundesbank e Banca di Francia. Lo storico Carroll Quigley ha scritto, nel suo epico libro 'Tragedy and Hope', che la BIS era parte di un piano "per creare un sistema mondiale di controllo finanziario privato capace di dominare il sistema politico di ogni Paese e l'economia mondiale nel suo complesso... essere controllati in modo feudale dalle banche centrali del mondo che agiscono di concerto con accordi segreti.
Il governo degli Stati Uniti ebbe diffidenza storica verso la BIS, facendo lobbying, senza successo, per la sua scomparsa alla Conferenza di Bretton Woods del 1944. Invece il potere delle otto famiglie fu ingrandito con la creazione a Bretton Woods del FMI e della Banca Mondiale. La Federal Reserve si riprese le azioni della BIS solo nel settembre 1994. [15] La BIS detiene almeno il 10% delle riserve monetarie di almeno 80 banche centrali del mondo, del FMI e di altre istituzioni multilaterali. Opera da agente finanziario negli accordi internazionali, raccoglie informazioni sull'economia globale ed è prestatore di ultima istanza per evitare il collasso finanziario globale. La BIS promuove l'agenda del fascismo del monopolio capitalista. 
Diede un prestito ponte all'Ungheria negli anni '90 per garantire la privatizzazione dell'economia di quel Paese. Servì ad incanalare il finanziamento delle otto famiglie di Adolf Hitler, guidate dalla J. Henry Schroeder e Mendelsohn Bank dei Warburg di Amsterdam. Molti ricercatori sostengono che la BIS è al nadir del riciclaggio globale dei narcodollari. [16] Non è un caso che la BIS abbia sede in Svizzera, luogo preferito per nascondere la ricchezza dell'aristocrazia mondiale e sede della P2 italiana, dei massoni della Loggia Alpina e del nazismo internazionale. Altre istituzioni controllate dalle otto famiglie sono il World Economic Forum, la Conferenza monetaria internazionale e l'Organizzazione mondiale del commercio.
Bretton Woods fu una manna per le otto famiglie. Il FMI e la Banca Mondiale sono stati al centro di questo "nuovo ordine mondiale". Nel 1944 le prime obbligazioni della Banca Mondiale furono emesse da Morgan Stanley e First Boston. La famiglia francese Lazard fu sempre più coinvolta negli interessi della Casa dei Morgan. La più grande banca d'investimento della Francia, la Lazard Freres di proprietà delle famiglie Lazard e David-Weill, vecchi rampolli bancari genovesi rappresentati da Michelle Davive. Un recente presidente e CEO di Citigroup fu Sanford Weill. Nel 1968 Morgan Guaranty lanciò Euro-Clear, sistema di compensazione bancario con sede a Bruxelles sui titoli in eurodollari. Fu il primo tentativo del genere automatizzato. Alcuni presero a chiamarlo Euro-Clear "The Beast". Bruxelles funge da quartier generale della nuova Banca centrale europea e della NATO. 
Nel 1973 i funzionari di Morgan s'incontrarono segretamente alle Bermuda per  resuscitare illegalmente la vecchia casa dei Morgan, 20 anni prima che la legge Glass-Steagalvenisse abrogata. Morgan e Rockefeller fornirono sostegno finanziario alla Merrill Lynch, sostenendo i Big 5 dell'investimento bancario statunitense. Merrill è ora parte di Bank of America.
John D. Rockefeller usò le sue ricchezze petrolifere per acquisire Equitable Trust, che aveva inghiottito alcune grandi banche e società dal 1920. La Grande Depressione contribuì a consolidare il potere dei Rockefeller. La loro banca Chase si fuse con la Kuhn Loeb Manhattan Bank, formando Chase Manhattan, cementando un rapporto familiare di lunga data. LaKuhn-Loeb aveva finanziato, insieme a Rothschild, il tentativo dei Rockefeller di diventare i monarchi del petrolio. La National City Bank di Cleveland rese disponibili a John D. il denaro necessario per intraprendere la monopolizzazione dell'industria petrolifera statunitense. La banca fu identificata nelle audizioni del Congresso come una delle tre banche di proprietà Rothschild negli Stati Uniti, negli anni 1870, quando i Rockefeller crearono la Standard Oil of Ohio. [17] Un socio dei Rockefeller alla Standard Oil fu Edward Harkness, la cui famiglia controllava la Chemical Bank. Un altro era James Stillman, la cui famiglia controllava la Manufacturers Hanover Trust.Entrambe le banche si fusero sotto l'ombrello della JP Morgan Chase. Due figlie di James Stillman sposarono due figli di William Rockefeller. Le due famiglie controllano anche una grossa fetta di Citigroup. [18]
Nel settore assicurativo, i Rockefeller controllanoMetropolitan Life, Equitable Life, Prudential and New York Life. Le banche dei Rockefeller controllano il 25% di tutte le attività delle 50 maggiori banche commerciali degli Stati Uniti e il 30% di tutte le attività delle 50 più grandi compagnie di assicurazione. [19] Le imprese di assicurazione, la prima negli Stati Uniti fu lanciata dai massoni attraverso la loro Woodman of America, svolgono un ruolo chiave nel traffico in narcodollari alle Bermuda. La società controllate da Rockefeller comprendono Exxon Mobil, Chevron Texaco, BP Amoco, Marathon Oil, Freeport McMoran, Quaker Oats, ASARCO, United, Delta, Northwest, ITT, International Harvester, Xerox, Boeing, Westinghouse, Hewlett-Packard, Honeywell, International Paper, Pfizer, Motorola, Monsanto, Union Carbide e General Foods
La Fondazione Rockefeller ha stretti legami finanziari con le fondazioni Ford e Carnegie. Altri sforzi filantropici della famiglia: Rockefeller Brothers Fund, Rockefeller Institute for Medical Research, General Education Board, Rockefeller University e Università di Chicago, che sforna un flusso costante di economisti di estrema destra apologeti del capitalismo internazionale, tra cui Milton Friedman. La famiglia possiede 30 Rockefeller Plaza, dove l'albero di Natale nazionale viene illuminato ogni anno, e il Rockefeller Center.
David Rockefeller fu determinante nella costruzione delle torri del World Trade Center. La principale sede della famiglia Rockefeller è un massiccio complesso nello Stato di New York, conosciuto come Pocantico Hills. Possiede anche un appartamento di 32 camere sulla 5th Avenue a Manhattan, una villa a Washington DC, Monte Sacro Ranch in Venezuela, piantagioni di caffè in Ecuador, diverse aziende in Brasile, una tenuta a Seal Harbor, nel Maine e resort nei Caraibi, Hawaii e Puerto Rico. [20]
Le famiglie Dulles e Rockefeller sono cugine. Allen Dulles ha creato la CIA, assistito i nazisti, coperto l'assassinio di Kennedy con la sua fasulla Commissione Warren e raggiunto un accordo con i Fratelli musulmani per creare assassini mentalmente controllati. [21] Il fratello John Foster Dulles presiedette il falso trust dellaGoldman Sachs prima del crollo del mercato azionario nel 1929 e aiutò il fratello a rovesciare i governi di Iran e Guatemala. Entrambi erano Skull & Bones, attivi nelCouncil on Foreign Relations (CFR) e massoni di 33° grado. [22] I Rockefeller contribuirono a formare il Club di Roma orientato verso lo spopolamento, presso la tenuta di famiglia di Bellagio, in Italia. Nel loro immobile di Pocantico Hills crearono la Commissione Trilaterale. 
La famiglia è uno dei principali finanziatori del movimento eugenetico che produsse Hitler, la clonazione umana e l'attuale ossessione sul DNA negli ambienti scientifici statunitense. John Rockefeller Jr. fu a capo del Consiglio sulla popolazione fino alla morte. [23] Il figlio, omonimo, è senatore del West Virginia. Il fratello Winthrop Rockefeller era vice-governatore dell'Arkansas e l'uomo più potente di quello Stato fino al suo decesso nel 2006. Nell'intervista dell'ottobre 1975 a Playboy Magazine, il vicepresidente Nelson Rockefeller, che era anche governatore di New York, articolò la paternalistica visione del mondo della sua famiglia: "Sono un grande sostenitore della pianificazione totale mondiale, della pianificazione economica, sociale, politica, militare.
Ma di tutti i fratelli Rockefeller, è David, fondatore della Commissione Trilaterale (TC) ed ex presidente della Chase Manhattan, che ha guidato l'agenda globale fascista di famiglia. Ha difeso lo Scià di Persia, il regime sudafricano dell'apartheid e la giunta cilena di Pinochet. Fu il più grande finanziatore del CFR, della TC e (durante la guerra del Vietnam), del Comitato per una pace effettiva e duratura in Asia, una miniera d'oro contrattuale per coloro che hanno passato la loro vita fuori dai conflitti.
Nixon gli chiese di essere il segretario del Tesoro, ma Rockefeller rifiutò, sapendo che il suo potere era molto più saldo al timone della Chase. L'autore Gary Allen scrive su 'Dossier Rockefeller' che nel 1973 "David Rockefeller incontrò ventisette capi di Stato, tra cui i governanti della Russia e della Cina Rossa." 
Dopo il golpe della Banca Nugan Hand/CIA del 1975 contro il Primo ministro australiano Gough Whitlam, la Corona inglese nominò suo successore Malcolm Fraser, che si precipitò negli Stati Uniti incontrando il presidente Gerald Ford dopo aver conferito con David Rockefeller. [24]
Dean Henderson *

Note
[1] 10K Filings of Fortune 500 Corporations to SEC. 3-91
[2] 10K Filing of US Trust Corporation to SEC. 6-28-95
[3] “The Federal Reserve ‘Fed Up’. Thomas Schauf. 1-02
[4] The Secrets of the Federal Reserve. Eustace Mullins. Bankers Research Institute. Staunton, VA. 1983. p.179
[5] Ibid. p.53
[6] The Triumph of Conservatism. Gabriel Kolko. MacMillan and Company New York. 1963. p.142
[7] Rule by Secrecy: The Hidden History that Connects the Trilateral Commission, the Freemasons and the Great Pyramids. Jim Marrs. HarperCollins Publishers. New York. 2000. p.57
[8] The House of Morgan. Ron Chernow. Atlantic Monthly Press NewYork 1990
[9] Marrs. p.57
[10] Democracy for the Few. Michael Parenti. St. Martin’s Press. New York. 1977. p.178
[11] Chernow
[12] The Great Crash of 1929. John Kenneth Galbraith. Houghton, Mifflin Company. Boston. 1979. p.148
[13] Chernow
[14] Children of the Matrix. David Icke. Bridge of Love. Scottsdale, AZ. 2000
[15] The Confidence Game: How Un-Elected Central Bankers are Governing the Changed World Economy.Steven Solomon. Simon & Schuster. New York. 1995. p.112
[16] Marrs. p.180
[17] Ibid. p.45
[18] The Money Lenders: The People and Politics of the World Banking Crisis. Anthony Sampson. Penguin Books. New York. 1981
[19] The Rockefeller File. Gary Allen. ’76 Press. Seal Beach, CA. 1977
[20] Ibid
[21] Dope Inc.: The Book That Drove Kissinger Crazy. Editors of Executive Intelligence Review. Washington, DC. 1992
[22] Marrs.
[23] The Rockefeller Syndrome. Ferdinand Lundberg. Lyle Stuart Inc. Secaucus, NJ. 1975. p.296
[24] Marrs. p.53

 
* Dean Henderson  è autore di quattro libri: Big Oil & Their Bankers in the Persian Gulf: Four Horsemen, Eight Families & Their Global Intelligence, Narcotics & Terror Network, The Grateful Unrich: Revolution in 50 Countries, Das Kartell der Federal Reserve & Stickin’ it to the Matrix.  Puoi iscriverti gratuitamente al suo settimanale Left Hook. 
Traduzione di Alessandro Lattanzio - SitoAurora




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29 ottobre 2013

Ripartire dal Campidoglio - 13 gennaio 2014

Ripartire dal Campidoglio, 13 gennaio 2014 - "La cittadella della Rinascita"

 

 

Il popolo italiano una volta era famoso in tutto il mondo per la sua creatività e fantasia. Da oltre vent'anni ad oggi chi ci ha governato è anche riuscito a distruggere questa storica e innata prerogativa. Dall'avvento dell'Euro ad oggi quello che più di tutto è cresciuto in Italia è stata la miseria e la depressione psicologica di ogni individuo (caste a parte). E purtroppo non si intravvede all'orizzonte ancora il sereno, se non cosparso di lacrime e di sangue. Siamo tutti incapaci di reagire, in attesa del giudizio "universale". Allora Accademia Kronos ha deciso di accendere in questa macabra oscurità una luce, la luce della rinascita.

Il progetto che presentiamo prevede la realizzazione di una cittadella della scienza dove menti giovani italiane possano mettere in pratica i loro progetti legati allo sviluppo sostenibile, al risparmio energetico, all'energia da fonti rinnovabili non invasive e distruttive, ad una agricoltura sana, ecc. ecc.

Lo scopo finale sarà proprio quello di realizzare, in una qualsiasi regione d'Italia, una struttura capace di contenere laboratori, centri di sperimentazione, uffici e abitazioni. Per farne parte sarà comunque necessaria l'approvazione di un comitato di garanti dell'ENEA, di alcune università e di scienziati di Accademia Kronos. In attesa di perfezionare il tutto, il progetto inizierà a muoversi indipendentemente dall'area fisica. Sarà la nostra capacità mediatica di far conoscere il progetto a più persone possibili. Saranno invitati ricercatori e inventori italiani a presentare i propri studi e progetti al comitato organizzatore. Quelli più interessanti e con capacità di sviluppo anche commerciale, potranno essere in parte finanziati.

Tutti i brevetti che potranno scaturire dalla cittadella della scienza andranno in parte agli inventori e in parte alla stessa organizzazione che gestisce l'iniziativa che così potrà ulteriormente investire nella ricerca.

Gli sponsor potranno essere grandi e medie aziende industriali italiane, istituiti bancari, la stesse regioni, ecc. Non si escludono formule in cui tutti gli italiani possano concorrervi con una donazione di 2 euro ciascuno (usando il metodo dello scatto alla telefonata).

Insomma non aspettiamo inerti e immobili la nostra sentenza di morte, ma alziamoci e reagiamo, facciamo partire la GRANDE RIVOLUZIONE CULTURALE, IL RISCATTO DI UN'ITALIA IN DISFACIMENTO E GESTITA DA INCAPACI E "FURBETTI". Facciamo vedere a chi ha orchestrato la nostra fine che ancora esiste l'ORGOGLIO ITALIA.

E' questo al momento il nuovo impegno di Accademia Kronos, poi se anche questo fallirà, allora cercheremo altrove le soluzioni.


Se siete tutti d'accordo per il 13 gennaio 2014  al Campidoglio di Roma annunceremo la nascita del progetto "La cittadella della Rinascita". 

Ennio La Malfa - ak@accademiakronos.it


28 ottobre 2013

Gita nel tempo.. alla Torre di Pitino

Pitino ci aspettava da secoli... e noi ci siamo andati

 

 
La torre di Pitino  vista da Treia

 
uh, uh, la scarpinata è stata dura, ma ce l'abbiamo fatta. L'idea di andare sulla collina dove si erge la torre di Pitino aleggiava nell'aria da tempo. Ogni volta che andavamo a trovare Lucilla a San Severino Caterina mi indicava quel torrione solitario, alto alto arroccato in mezzo al verde verde, e mi diceva “Debbo portarti a Pitino”. Prometti oggi e prometti domani, finalmente approfittando della presenza di due amiche emiliane, Antonella e Rina, in visita a Treia, siamo saliti sulla stradina tortuosa che conduce al borgo abbandonato. Lungo la strada il belvedere panoramico delle colline circostanti, con vista in lontananza di Treia, è stato guastato dalla distesa di pannelli solari a terra che creavano macchie nere traslucide nella campagna. Peccato veramente peccato, scesi dalla macchina abbiamo fotografato l'obbrobrio....

Pannelli solari marchigiani

Poi un po' brontolando sulle brutture della civiltà moderna siamo risaliti ed abbiamo continuato il viaggio. Forse Caterina aveva sbagliato stradina, sembrava infatti di non arrivare mai, gira che ti rigira ci siamo fermati in una casa isolata dove una macchina con un anziano all'interno si accingeva a fare una manovra. “Scusi dov'è Pitino?” L'anziano, forse preoccupato dalla mia faccia o nel vedere una macchina piena di sconosciuti lì davanti, stentava ad aprire il finestrino. Poi finalmente l'abbassa ed esordisce dicendo: “Sono un carabiniere in pensione.. che volete?”. L'ho subito rassicurato dicendo che eravamo turisti, al che lui ci ha indicato la strada giusta: “Più avanti trovate una Madonnina e lì girate a sinistra.


Presto fatto, ripartiti e rincuorati, dopo poco la Madonnina c'era davvero.. e lì abbiamo imboccato una stradina in terra battuta a strapiombo sulla valle, Caterina era un po' nervosa.. e ad un certo punto, quando la stradina sembrava veramente essere diventata un sentierino di montagna, ci siamo fermati davanti ad un cancello chiuso a lucchetto e siamo scesi dalla macchina avventurandoci a piedi. Ripida la salita, e sdrucciolevole, ma l'abbiamo fatta quasi di corsa per alleggerire la tensione. 

Pitino -  Tratto di strada interno alle mura   

Ed infine in cima troviamo l'antica porta arcuata d'ingresso, da cui iniziava una stradina in sassi levigati, l'abbiamo percorsa tutta fino ad arrivare ad una strana chiesa, con una porta nuova nuova di legno massello, aperta.. L'interno mezzo diroccato e cosparso di lattine, cartocci di succhi di frutta, bottiglie vuote di birra, etc. ci ha fatto capire che il luogo era frequentato (da visitatori malaccorti)... Però la sensazione di magia all'interno era tangibilissima, tant'è che le foto mostrano diversi “orbs” (punti luminosi vaganti).

 Paolo, Antonella e Rina all'interno della chiesa

Abbiamo fatto un giro nel “compound”, dove forse un tempo vivevano monaci, suore, o persone comuni chissà..? Abbiamo ammirato la torre, credo restaurata perché non mostrava crepe esterne e ci siamo affacciati fuori dalle mura, dove ancora una volta siamo stati colpiti dalla vista degli squallidi pannelli solari....

Il ritorno, in discesa, è stato più celere dell'andata.. eravamo anche in ritardo per il pranzo da Lucilla, e nella foga Rina è anche scivolata sul brecciolino, per fortuna senza danni... 

Continua con il resoconto   

Uno dei luoghi più belli e con un sentore di magia nei dintorni di Treia per me è sempre stato Pitino: si vede in lontananza dalle finestre di casa mia e spesso chi viene chiede cos'è quella torre in cima alla collina. 
La torre di Pitino, vista da lontano

Io non sono mai stata molto ferrata in storia e né appassionata, sarà perché ho poca memoria e quindi non ho mai saputo molto  della storia di  questo luogo, oppure, se l'ho saputo l'ho dimenticato. Forse  faceva parte di una serie di torri di avvistamento contro i saraceni. Fatto sta che diverse volte ci siamo andati quando venivo qui con Andrea e a volte anche da sola con Viola  quando venivo in vacanza con lei o con amici a Treia.  Stamattina (domenica 27 ottobre 2013) la giornata era splendida, il cielo blu, quindi, avendo  diverse volte promesso a Paolo che ce l'avrei portato,  e dovendo andare per un appuntamento conviviale a casa di Lucilla Pavoni, assieme alle amiche Antonella e Rina, il luogo era di strada, per cui bando alle ciance e ci siamo diretti verso il posto. 


 
La strada per salire sulla collina  non è proprio agevole, è una di quelle strade che a me fa pensare, ogni volta: "Riuscirò ad arrivare in cima?" ed oggi, nel percorrerla, lo ho pensato ancora di più, perché erano anni che non ci salivo, ed in più ho preso la prima deviazione che non avevo mai fatto prima, per cui non mi raccapezzavo affatto, innervosendomi parecchio. Ma la torre di Pitino svettava elegantemente e dava un minimo di direzione (quando si vedeva. ). Lungo la collina ci siamo fermati ad "ammirare" un campo di pannelli fotovoltaici, obbrobrio molto frequente nelle Marche che pare siano la Regione d'Italia a più elevata densità di questi "mostri".  Poi siamo ripartiti e arrivati con l'auto quasi in cima ci siamo fermati per percorrere a piedi almeno l'ultimo tratto. Il sole bruciava e ci faceva sudare. 


Il primo edificio che abbiamo incontrato è stata la chiesa, esternamente pare restaurata ma internamente ancora come dieci anni fa: il pavimento divelto, i muri cadenti a pezzi, solo qualche resto di un cantiere che ci ha fatto pensare che forse dovevano iniziare lavori di restauro, che poi si sono bloccati. Qualcuno di noi ha detto: "E dire che basterebbe uno stipendio di "quelli là" per sistemare tutto questo... sarebbe bellissimo!". Il resto l'abbiamo visto super-velocemente: Lucilla ci aspettava con un pranzo luculliano, non potevamo farla attendere oltre! A Pitino ci torneremo!

Caterina Regazzi e Paolo D'Arpini 

      Caterina Regazzi ai piedi della Torre


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Commento di Franco Stobbart: “La rocca di Pitino? vicino a San Severino Marche arroccato su una collina si trova il castello di Pitino. Nel medioevo era un nobile maniero, un centro importante di attività politiche e militari. Ora è tutto in rovina, solo mura fatiscenti che parlano di spettri e di riti magici. Abitano Pitino solo i corvi, che volteggiano attorno ad una torre e al fatiscente campanile. Si dice che l’ultimo abitante del borgo fuggì agli inizi del secolo scorso, spaventato – si dice – dagli strani fatti e dai tenebrosi racconti che erano stati ravvivati intorno al castello.  La stampa di un tempo riportava ciò che nel borgo di Pitino non c’è stata pace per i poveri morti: ossa umane sparse impietosamente qua e là, spesso allineate ritualmente all’interno di quella che un tempo fu una chiesa. Le ossa sistematicamente trafugate da un piccolo ossario, dove alla rinfusa furono accolti resti di persone illustri e meno note. Anche se le autorità del luogo sono intervenute per evitare ciò, alcuni dicono che Pitino è rimasto luogo tenebroso di evocazione e di rituali satanisti perpetrati con ogni probabilità da stregoni provenienti dalla vicina Umbria (episodi pitinati di magia nera, sono narrati a voce o riportati negli ultimi anni sulle pagine dei giornali).”


26 ottobre 2013

Treia - Celebrazione di Nazareno Strampelli

Treia - Celebrazione di Nazareno Strampelli, miglioratore di semi, al Teatro Civico

 


 
 
...il 26 ottobre 2013, di ritorno dall'intervento  al Festival della Laicità di Pescara (vedihttp://www.circolovegetarianocalcata.it/2013/10/26/pescara-25-ottobre-2013-partecipazione-allinaugurazione-del-festival-mediterraneo-della-laicita/),

ho trovato nella posta il comunicato dell'assessore all'ambiente di Rieti sull'incontro sull'agronomo Strampelli che si teneva questa mattina (26 ottobre 2013), qui al teatro civico di Treia. La comunicazione mi è giunta dall'amico giornalista  Valentino di Lazionauta: "Ciao.  Caro Paolo, (mentre Walter Caporale è in Kenya...), questa volta ti mando io un comunicato perché penso e spero ti possa incuriosire visto anche dove l'evento è organizzato... Al che gli ho risposto: "Caro Valentino, grazie. Non ero per nulla informato di questo evento...  di corsa faccio un salto a sentire cosa dicono...

Ed ho fatto in tempo a partecipare e qui di seguito potete leggere un breve resoconto di Caterina.  
(Paolo D'Arpini)

Appena arrivati a Treia, Paolo, preda del senso del dovere, ma forse anche di una certa dose di curiosità scimmiesca si è fiondato sulla posta elettronica ed ha trovato con suo e mio grande stupore una comunicazione da Lazionauta di un convegno che si doveva tenere oggi proprio qui a Treia, al Teatro comunale, su Nazareno Strampelli. Il convegno era patrocinato da vari enti ed organizzazioni, come la Regione Marche, la Provincia di Macerata, la città di Treia, ed il comune di Rieti (Lazio, da cui la notizia proveniente da un amico di Paolo, che lavora appunto in Lazionauta).


Siamo arrivati al convegno in grande ritardo ed abbiamo però potuto ascoltare buona parte della relazione di Roberto Lorenzetti, Direttore dell'Archivio di Stato di Rieti. Era presente, tra gli altri anche il prof. Teloni della scuola media di Treia, in veste di presentatore.

Nazareno Strampelli,  di cui non conoscevo quasi nulla se non che fosse collegato in qualche modo all'Accademia Georgica di Treia, fu uno scienziato maceratese vissuto durante il periodo del fascismo che selezionò varietà di Grano (cosiddetto "grano strampelli"), molto più produttive rispetto a quelle normalmente in uso allora, che si diffusero poi in molte regioni d'Italia facendo si che l'Italia divenisse molto meno dipendente dalle importazioni dall'estero. 

Fu anche nominato, per i suoi meriti, senatore del Regno, anche se non era molto attivo a livello politico. In una delle sedute del Senato redasse un testamento molto intimo che è stato ritrovato e la cui copia autografa è stata anche proiettata durante la manifestazione (quando si dice che i parlamentari durante le sedute si fanno gli affari propri,  ma in questo caso, per quel che ho capito lui non era affatto interessato di ricevere questa carica, che forse fu anche la causa di una mancata assegnazione di un Nobel, che avrebbe sicuramente.meritato per il suo lavoro, ma che non poteva mai essere assegnato ad un senatore del fascismo).

Verso la fine della sua carriera si trasferì anche a lavorare in Argentina con cui tesse rapporti che portarono ad un aumento percentuale considerevole del grano importato proprio dall'Argentina rispetto a quello proveniente da altri paesi. 

E' stato e deve essere ricordato come scienziato, ma anche come uomo, per la sua onestà e serietà, oltre che per lo scarso interesse ad accumulare ricchezze, che infatti , non lasciò alla sua morte, avvenuta nel '42. 
(Caterina Regazzi)


 

 

 




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23 ottobre 2013

Treia - Elevatore meccanico

Treia - Elevatore meccanico? Ennesima cattedrale nel deserto, incompiuta

 


 
Treia - Porta Vallesacco

Non solo non serve a nulla  ma non verrà nemmeno terminato e resterà praticamente la solita cattedrale nel deserto.

L'ascensore che "avrebbe" unito un parcheggio situato nel verde (sotto le mura di Treia) alla porta principale del paese si sta rivelando un grosso errore.

Giunta che cade, sindaco che si dimette, chi l'aveva proposto, un sindaco precedente, di oltre dieci anni fa, lo disconosce... ed ora a causa delle carenze economiche  i lavori da poco iniziati già vengono fermati. 

"Non ci arrivano i pagamenti... -afferma la ditta appaltatrice di Caserta- e i lavori non possono continuare".  Insomma operai licenziati e la strada su cui c'è una enorme voragine e le rupi sventrate resteranno forse per sempre a memoria di una mancata lungimiranza.   Unitamente al sudiciume, costituito dalle solite onnipresenti bottigliette di plastica e lattine e pezzi di carta di varia natura. Residuati bellici del cantiere incompiuto.


E la romantica strada bianca, pochissimo trafficata, lungo la quale raccoglievo pigne ed anche erbe spontanee, ove respirare aria pulita, silenzio e pace, resta un campo di battaglia, non più transitabile.  

Peccato,  Treia  non meritava questo obbrobrio anche considerando che il centro storico è veramente poco abitato e prima di pensare a chiedere un mutuo per un elevatore meccanico,  forse gli amministratori avrebbero fatto meglio a pensare a come rivitalizzare il paese con idonee manifestazioni culturali e paesistiche. Magari valorizzando le stradine come quella ora sventrata e sbarrata con un "cancello".

Quel che mi pare strano è di non aver avuto finora sentore di  proteste, da parte della popolazione, ma sicuramente delle polemiche ce ne saranno  in futuro... vedendo che il degrado  avanza.

Spero che i prossimi amministratori se ne rendano conto e ci mettano un freno: il paese non si ripopola semplicemente perché c'è un ascensore in più, ma conservando l'habitat, la pace e l'armonia.

Paolo D'Arpini


Rete Bioregionale Italiana
Vicolo Sacchette, 15/a - Treia


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22 ottobre 2013

Grano avvelenato per legge

"Grano avvelenato per legge..." - Deossinivalenolo, Vomitossina, Fusarium... tutte comprese

 


Mi giunge voce che il grano potrebbe contenere una percentuale elevata di DON (micotossine) fuori dai parametri di legge. Per capire, parametri adatti a mangimi per suini. Ce da domandarsi come ad esempio i NAS non si siano ancora attivati in controlli a tappeto dalla Puglia in tutta Italia!!
 
Alcune importanti note sul DON: il deossinivalenolo (DON o Vomitossina). Il deossinivalenolo (DON) è una micotossina, uno dei metaboliti di alcuni ceppi fungini (muffe), appartenenti al genere Fusarium (F. graminearum e F. culmorum, ecc.). Si tratta di “fattori tossici naturali e involontari”, cancerogeni, teratogeni e mutageni. Dallo stesso fungo si possono originare più tossine, come nel caso della candida (Candida albicans) e ci possono essere sinergie tra tossine diverse, come nel caso della ocratossina A (OTA) e la citrinina.

Su scala globale, il DON è la micotossina di gran lunga più frequente e quindi quella più temuta e per questo più studiata. Si contaminano particolarmente i cereali e loro derivati (farine, pane, ecc.). In considerazione della sua estrema stabilità (termostabile) durante i diversi trattamenti tecnologici e la quasi totale assenza di processi di decontaminazione, il DON lo si può trovare facilmente anche negli alimenti finiti.

E’ quindi importante caratterizzare gli effetti tossici del DON, in particolare su tutto l’intestino, stomaco compreso, primo organo che entra in contatto con gli alimenti.
Questa micotossina riduce la funzione di barriera dell’intestino (riduzione della resistenza elettrica dell’epitelio, aumento della permeabilità cellulare alle molecole, aumento del passaggio di batteri).

 
Il fatto che il DON riduca la funzione di barriera intestinale causa un aumento del passaggio di batteri attraverso l’intestino. Viene alterata la permeabilità intestinale. Ciò ha conseguenze importanti in termini di suscettibilità alle infezioni (Salmonella, Escherichia, ecc.). Aumenta il passaggio di agenti inquinanti, come metalli pesanti, pesticidi, potenziandone gli effetti dannosi, che possono favorire reazioni immunologiche locali e sistemiche e condizionare la prognosi di malattie come la sensibilità al glutine (Gluten Sensibility) e l’autismo. Il danno indotto può offrire anche valutazioni indirette di grande interesse, in quanto le alterazioni della mucosa modificano, anche se di poco, la funzione biochimica cellulare.

Si assiste ad una carenza di vit. B12 per i motivi su esposti, quindi ad una diminuzione delle desaturasi e ciò spiegherebbe l’alterazione delle membrane in quanto povere di polinsaturi e ricche di saturi (fosfogliceridi).

A livello intestinale può essere penalizzato l’assorbimento della vitamina B12, che necessita del Fattore Intrinseco (F.I.) Intestinale (o Gastrico o di Castle). Una carenza di B12 può ostacolare la conversione fisiologica dell’omocisteina in metionina. A cio’, seguirà, secondo una variabile dipendente dalla predisposizione individuale, la comparsa delle spie cliniche.

Essendo il DON di facile presenza nelle mense scolastiche, asili nido ed elementari, dove arriva specialmente con il pane e più limitatamente con la pasta, l’industria di questi alimenti dovrebbe essere obbligata a lavorare il grano prestando maggiore attenzione alla contaminazione in campo e ad attuare processi fermentativi specifici in grado di abbattere la carica di micotossine.
 
All'interpellanza parlamentare deve seguire una richiesta di intervento urgente dei NAS che effettuino analisi del grano americano su probabile presenza di OGM, micotossine e disseccanti. Preciso su quest'ultimo punto che il disserbante Roundup-Monsanto viene buttato sul grano americano prima di raccoglierlo, grano duro che in nord America altrimenti non maturerebbe mai.
 
Marco Tiberti

Responsabile Dipartimento Alimentazione e Acque




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21 ottobre 2013

San Severino Marche - Il Ciclo della Vita edizione 2013

San Severino Marche, 31 ottobre 2013 - Il ciclo della vita ritorna

 

 
Il ciclo della vita

 

“Questo è il momento in cui la vita esprime la sua magia. Il frutto cade sulla terra e inizia pian piano a marcire finché il seme non si è creato un letto di foglie e terriccio sul suolo umido. In questo “sfaldamento” è racchiuso tutto il senso della morte e della rinascita. Ma si dice anche che l’ultimo frutto non mangiato della pianta, quello che rimane sul ramo più alto, che resta maturo sotto i raggi dell’ultimo sole autunnale, è il vero figlio dell’albero che viene offerto al cielo. Fra questi due modelli, il ritorno alla Terra ed il ritorno al Cielo, si svolge il significato della nostra stessa esistenza”.

Con questi pensieri in mente si ripete anche quest'anno la  manifestazione “Il Ciclo della Vita”, che si svolge a San Severino Marche, il 31 ottobre 2013.  Il tema portante è quello del rapporto umano e della solidarietà sociale nel contesto della comunità, prendendo lo spunto dalla natura che con i suoi cicli e le sue diverse espressioni vitali prosegue nella sua eterna creazione, trasmettendo i messaggi della continuità in forma di patrimonio genetico e nella società umana in forma di educazione e cultura. Poi  si parlerà in modo conviviale anche dei cicli stagionali, delle sementi naturali, della perfezione nello schema vitale. Non mancherà quindi anche un discorso sulla morte rinascita e stati psichici altri nella visione esoterica. La manifestazione che si svolge nella casa di campagna di Lucilla Pavoni  termina con un piccolo rinfresco di specialità vegetariane preparate dalla padrona di casa.





Programma del 31 ottobre 2013 – Località Ugliano – San Severino Marche

h. 16.30 – Ritrovo nell’aia davanti alla casa di Lucilla Pavoni, per salutare gli animali ivi custoditi e familiarizzarsi con il luogo.
h. 17.00 – Escursione erboristica con descrizione delle piante autunnali sino a giungere ad una spianata a ridosso di un colle.
h. 19.00 – Accensione di un fuoco rituale e cerimonia in memoria degli spiriti della natura e dei nostri cari.
h. 20.00 – Condivisione di cibo vegetariano a mo’ di oblazione. La serata continua con uno sharing collettivo di esperienze sulla vita e sulla morte.
Info generali sulla manifestazione: Tel. 0733/216293
Email: bioregionalismo.treia@gmail.com -circolo.vegetariano@libero.it
 
Info per raggiungere il luogo dell’incontro: Cell. 338.7073857

La partecipazione è libera e volontaria e non è coperta da assicurazioni infortunistiche. Al termine girerà un cappello per raccogliere le offerte per le spese organizzative e di accoglienza.




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18 ottobre 2013

Bioregionalismo ed ecologia sociale

Bioregionalismo, ecologia sociale e la comune matrice spirituale e vitale...

 

 

 
San Francesco - Discorso con la cicala

 

In questi giorni in cui gli italiani sono scossi e senza parole per la crisi economica stanno ritornando in auge discorsi corrosivi. Nord contro sud, est contro ovest... Mentre l'Europa stenta ad affermare l'unità politica anche nel piccolo la separazione e lo scollamento sociale divengono più evidenti... 

Un ritorno al razzismo interno mentre la comunità sembra aver perso la capacità di esprimere solidarietà  e collaborazione.  

Ciò avviene persino fra compaesani.. tutti sono oggi inequivocabilmente percepiti alieni  da ognuno di noi. Perciò è evidente che lo "straniero" è addirittura visto come un invasore e questo comporta uno scontro continuo fra le parti. Extracomunitari che si coalizzano contro gli italiani ed il contrario. 

Come si può in tal modo costruire una società umana decente? Mentre non si riconosce più nemmeno un membro della famiglia come nostro proprio come possiamo accettare ed accogliere chi non conosciamo, o pensiamo di non conoscere?  

Viviamo in un mondo di stranieri e noi stessi siamo stranieri in questo mondo. Eppure con la globalizzazione si presupponeva che la “razza globale”, il concetto di comune appartenenza alla Terra, divenisse un dato acquisito, una realtà. Purtroppo non è andata così, la mancanza di coesione nella società urbana e consumista è ormai evidente. O
ra dobbiamo ritrovare la strada verso “casa”. La Casa di Tutti.  

Soprattutto adesso in cui ogni parte d’Europa (e del mondo) si assiste ad un processo di frantumazione degli stati ed a forme esacerbate di separatismo, non solo per motivi religiosi, ideologici o di status o  per ragioni di concorrenza commerciale od altro. Qual’è la motivazione di questo sgretolamento?  

Blocchi monolitici di potere   economico e politico si stanno sbriciolando (vedi i recenti scossoni bancari e finanziari in USA ed  anche in Europa). 

I separatismi stanno facendo  la loro parte e, con l'inasprimento fiscale  e la lotta alla scuola pubblica, sembra acquistare impeto una nuova spinta centrifuga. Nuove entità economiche, basate sulla produttività amorfa (precariato, call center, veline, prostituzione in tutte le forme, corruzione, furti, rapine, mafia, etc),  sono in cerca di affermazione riconosciuta, mentre le forze sociali sane cercano di scalfire il monolite dello Stato e percuotono le mura (senza porte) di una apparente legalità democratica che più non  regge le sorti della nazione.  

Vediamo inoltre che in oriente come in occidente i vecchi equilibri basati su una appartenenza etnica o culturale non sono più sufficienti a tenere incollati i vari popoli. Gli umani nel tentativo di uniformasi alla globalità hanno perso il senso della dignità e del rispetto per la diversità. Ancora ed ancora si distingue e si  giudica.  Non però nella pianificazione economica e sociale saldamente in mano a pochi "esperti"…

Ritengo comunque che per una opposta tendenza compensativa  succederà che questa "separazione" sfocerà necessariamente al  ri-accostamento interiore e  dell’uomo verso l’uomo. In fondo quanto possiamo separarci da noi stessi senza perire? Ecco che l’allontanamento diviene avvicinamento… la vita è  elastica e non può andare in una sola direzione. Ora  sorge la necessità di nuove forme di equilibrio, più radicate nella coscienza della comune appartenenza alla vita. 

Un avvicinamento alla coscienza universale. Infatti il senso di comune appartenenza porta alla condivisione del criterio di vita,  ad atteggiamenti simbiotici e ad uno  stato di coscienza comunitario. 

L’evoluzione spirituale richiede  che le persone non si riconoscano più nelle mode, negli sport, nel glamour, nel colore della pelle, nelle religioni o ideologie, etc. Separazione  è solo un concetto per giustificare  degli “indirizzi” personalistici ed egoici,   è una frattura radicale che spacca il mondo e l'essere in due. 

Il diritto di abitare nel “condominio terra”,   non può  essere codificato  dalla nascita, dall’etnia, dalla nazionalità o dalla condizione economica, etc. bensì dalla capacità di rapportarsi al luogo in cui si vive in  sintonia con l’esistente. 

L’uomo, la specie umana nella sua totalità, e l’ambiente vitale sono un’entità indivisibile. 

Perciò il passo primo da compiere, per il "Ritorno a Casa",  è l’accettazione delle differenze, viste come fatti caratteriali che al massimo (in caso di persistente negligenza morale) possono essere ‘curate’ allo stesso modo di una idiosincrasia/malattia interna. 

L’uomo ha bisogno di riconoscersi ‘unico’  nella sua individualità, che assomiglia ad un cristallo di neve nella massa di neve,  ma nella coscienza di appartenere all’unica specie umana.  Non passerà molto tempo -mi auguro- che le divisioni artificiali operate dalla mente speculativa scompariranno completamente ed al loro posto subentrerà un nuovo spirito di fratellanza, partendo dal presupposto delle reali somiglianze e della coesistenza pacifica. 

Queste somiglianze, in una società sempre più vicina, renderanno l’uomo capace di capire il suo prossimo, in piena libertà, e di amarlo come realmente merita. Tutti abitanti dello stesso pianeta, tutti a casa!

Paolo D’Arpini
Rete Bioregionale Italiana




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17 ottobre 2013

Percorsi di libertà nella spiritualità laica

Percorsi di libertà - Dalla religione/ateismo alla spiritualità libera e laica

 

La rosa del nostro infinito 

La vita  nasce dall’inorganico ma se non fosse già presente nella materia in forma germinale come potrebbe sorgere e trasformarsi in intelligenza e coscienza? Da ciò se ne deduce che la coscienza e l’intelligenza sono come una “fragranza” della materia e quindi non vi è reale separazione. La differenza è solo nella fase….  
La vita è un’espressione manifestativa della materia.  Partendo da questa considerazione generale osserviamo che la spinta evolutiva di questa intelligenza/vita si evolve attraverso stati diversi di consapevolezza. Nelle forme pensiero esistono gradi  descrittivi della maturità assunta da questa intelligenza. Tralasciamo per il momento gli aspetti più vicini all’animalità, all’istinto, e prendiamo in considerazione solo gli aspetti “filosofici” del pensiero umano.  Osserviamo che sia in occidente che in oriente vengono descritti gli aspetti separativi e unificativi del processo mentale (solve et coagula).
In Grecia come in India si è parlato di pensiero duale e pensiero non-duale. 
Nel pensiero duale (dvaita) viene inserita ogni forma cristallizzata separativa, come il teismo e l’ateismo. Queste due categorie infatti sono viste come sfaccettature della stessa   conformazione separativa. 
Il teista è colui che crede in un dio separato da sé, lo immagina in veste di essere superiore e dotato di immensi poteri e vede se stesso come creatura alla sua mercé . Il teista crede che la sua propria esistenza è consequenziale e secondaria al dio. L’ateo parimenti, crede di non credere, ovvero nega ogni sostanza all’ipotetico dio basando il suo credo sul relativismo materialista. Il teista e l’ateo sono arroganti affermativi della propria  “verità” (presunta od immaginata). Ovviamente entrambe queste fedi si basano sulla piccolezza e separatezza dell’io ed abbisognano di uno sforzo continuo e costante per affermare o negare, un tentativo frustrante che comunque non prende  in considerazione  l’agente primo, l’io, se non in forma passiva e marginale. Questo modo di pensare  duale è   lo stesso sia per il religioso che per l’ateo materialista che crede in causa-effetto o nella fortuità del caso.  E’ un giro in tondo puramente speculativo, basato comunque sul credere, sul ritenersi piccoli elementi separati di un qualcosa che magari pian piano la scienza (o la religione) corroborerà. Ma sappiamo che l’orizzonte è sempre più avanti… mai raggiungibile, insomma siamo persi nel nulla…. Nel vuoto.
La fase matura dell’auto-conoscenza si definisce non-duale (advaita), in questo caso si inizia a tener conto del soggetto, della coscienza attraverso la quale ogni percezione e sentimento sono possibili, si riconosce nella consapevolezza la matrice della propria esistenza. In questa categoria si pongono l’agnostico  e lo gnostico.
Alla base della ricerca dell’agnostico si pone l’esperienza diretta ed il superamento della concettualizzazione descrittiva. L’esperienza empirica viene portata alle sue estreme conseguenze con il riconoscimento della costante presenza dell’io nel processo implicato.  Viene superato così il modello del credere in verità precostituite  accettando la realtà intrinseca dello sperimentatore che esperimenta.
L’agnostico  sa che non può esserci altra certezza che quella dell’esperimentatore ma allo stesso tempo non vi è ancora realizzazione definitiva. La coscienza individuale  non si è fusa nella coscienza universale benché permanga l’intuizione dell’unità primigenia del tutto.  Stando così le cose egli non può  affermare,  egli  dice di non sapere, la sua è una saggezza in fieri, in maturazione.  L’agnostico non può più identificarsi con un nome forma specifico ed allo stesso tempo manca della pienezza  e quindi resta in silenzio, non afferma e non nega.  Ma il suo costante e continuo discernimento giunge infine ad una inaspettata e spontanea fioritura, e qui l’intelligenza individuale si scioglie, si ottiene la  conoscenza di sé, la gnosi (jnana). 
Lo gnostico (jnani) non ha assolutamente bisogno di affermare alcunché, la sua realizzazione è totale e definitiva, la sua presenza non è limitata ad un nome forma, egli conosce se stesso come il tutto inscindibile dal quale ognuno di noi proviene e risiede. Lo gnostico né sente il bisogno né ha mezzi per esprimere la sua esperienza, giacché il linguaggio umano è  molto distante dall’esperienza diretta del sé. Infatti prima c’è la consapevolezza del sé, poi la coscienza dell’io individuale che assume una  forma nello specchio della mente, quindi la riflessione del pensiero ed infine la descrizione del linguaggio parlato o scritto.  Il saggio  non vede differenza alcuna, sa che  la  base è la stessa per ognuno (materia-spirito in continua trasformazione), egli “conosce” che la coscienza e l’esistenza sono inscindibili nell’assoluta unità  (uno senza  due)  e resta in silenzio.   Ma la sua esperienza  -che  è la comune natura di tutti-  può essere  riconosciuta e percepita  per spontanea simpatia  dallo spirito maturo.

In questo processo a quattro fasi, fra dualismo e non-dualismo, si manifesta tutto il gioco della vita e della coscienza.

Paolo D’Arpini


17 ottobre 2013

Valsusa che resiste - No Tav

Valsusa che resiste - Novità NO TAV della Torino - Lione in costruzione

 

 

Dopo la pressione dei media, le provocazioni delle false BR,  le pallottole spuntate spedite e gli hard disk preparati da esperti artificieri, la foto di gruppo con trivella di Alfano e tutta una serie di processi ad hoc speravano forse di veder scemare la resistenza contro la Grande Opera. Invece… niente, i NO Tav continuano la loro opera informativa anche  nei vari siti e riescono a guadagnare fette sempre più importanti di consenso. Qualcuno ai “piani alti” deve averlo capito e ormai ogni pretesto è utile per mettere all’indice chiunque si dica No Tav. Ciò che è successo perfino a Rodotà è emblematico.

A tale proposito annotiamo le recenti attestazioni di amicizia di scrittori come Erri De Luca, intervenuto a Susa in una conferenza sullla custodia della terra nella scrittura sacra, le lucide parole  di Giulietto Chiesa , l’esilarante intervento del famoso vignettista Vauro che sono venuti a trovarci, e la testimonianza di Augusto Crespi, che nei cantieri Tav Roma- Napoli ci ha lavorato.

Ma lo spettacolo deve continuare… (il loro più che altro è un’opera buffa)… avanti quindi con le perquisizioni, Alberto Perino, il primo della lista; avanti con le espulsioni dal PD (troppo facile perfino fare dell’ironia sul “democratico”), ed ecco attivate tutte le procedure possibili per sbattere fuori dal PD Sandro Plano, Presidente della Comunità Montana. Non essendo riusciti a smacchiare il giaguaro, usano dosi massicce di trielina per cancellare il dissenso interno. (Non che abbiano pensato di “nominare” e sbattere fuori quelli che hanno fatto il “sacco del Montepaschi“…)  I buchi piacciono davvero tanto ai dirigenti di questo partito.
Non stupisce che nessun politicante si occupa seriamente dei dati reali sui trasporti e sulla relativaoccupazione meno ancora si preoccupano di sostenibilità economico sociale dei trasporti.
Le pressioni contro il Movimento probabilmente sono solo all’inizio. Loro sanno che la Valle di Susa non si scompone più di tanto, nemmeno se migliaia di soldati, carabinieri, finanzieri, poliziotti occupano la Val Clarea, nemmeno se gli elicotteri Mangusta si esercitano minacciosi sulla valle e neppure se decine di posti di blocco, giorno e notte, obbligano valsusini e turisti a continui controlli. Come in guerra.

 I media continuano per lo più con la cattiva informazione, definendo la prossima manifestazione di Roma del 19 ottobre “la manifestazione No Tav”. L’ennesima fandonia perché la manifestazione è stata indetta dai movimenti anti precarietà e da quelli che lottano per il diritto all’abitare.

A Firenze arresti eccellenti  di politici di area PD rischiano di fermare i lavori del TAV, la CMC, cooperativa di costruttori che lavora anche a Chiomonte (e che in molti indicano vicina al PD) rischia il blocco di tutte le attività dopo l’inchiesta sui lavori al cosiddetto ‘porto fantasma’ di Molfetta.
Ci avevano raccontato che la Torino Lyon avrebbe creato migliaia di posti di lavoro, invece si scopreche nel cantiere di Clarea lavorano 6 lavoratori assunti a tempo indeterminato, 16 in distacco, 31 con contratto a termine.
Naturalmente i costi dei lavori per il tunnel geognostico sono già “leggermente cresciuti” raggiungendo così  i 250 milioni di Euro. Nella delibera CIPE del 18/11/2010 pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 6/4/2011 però si cita: “L’importo di 143 milioni di euro al netto di I.V.A. costituisce il «limite di spesa» del progetto definitivo del Cunicolo esplorativo de La Maddalena del nuovo collegamento internazionale Torino-Lione (inclusivo dell’importo forfettario di 5,5 milioni di euro per l’ammontare complessivo delle prescrizioni). 77 milioni in più… il 74% in più!!! Stranamente dalla Procura di Torino e dalla Corte dei Conti nessun segno di vita. Si bruciano risorse ma nessuno indaga su questo aumento di costi… e pensare che la Guardia di Finanza in Clarea è “di casa”.
Sindacati? Politica? Tanto clamore per la precarietà, non una parola sull’aumento repentino dei costi! Nel contempo qualcuno nel PD dell’alta valle scopre l’arcano: se realizzassero il tunnel (il condizionale è ben poco razionale) la linea attuale diventerebbe un ramo secco, mentre le stazioni sciistiche francesi sarebbero avvantaggiate rispetto a quelle dell’alta valle di Susa. Bene… a qualcuno non piace l’ammasso dei cervelli. Era ora!
Cosa succederà adesso?

La UE non ci mette neanche una lira… per adesso, il governo non paga i danni subiti dalle ditte…forse ci penseranno Regione e provincia… ma tra il dire ed il fare… mancano i piccioli!
Il 19 ottobre a Roma ci sarà una grande manifestazione e molti valsusini hanno deciso di non andarci ma si sa, per tv e giornalisti “embedded” basta una bandiera no tav per “fare un no tav”, scarponi, eskimo e bandiera a tracolla… troppo facile perfino per i provocatori. Troppo difficile individuarli, specie se si dovesse guardare dalla parte opposta. Appunto… fin troppo facile fare i no tav a Roma, ecco allora la proposta di alcuni valsusini che invece ci andranno: indumenti chiari (magari un piccolo foulard trenocrociato), videocamera, macchina fotografica. Stiamo a vedere e speriamo bene!
A proposito di videocamere e macchine fotografiche: è degno di nota il provvedimento che compare in un emendamento nel decreto sul femminicidio dove “fotografie e filmati relativi ai cantieri TAV in valle di Susa saranno equiparati allo spionaggio di aree militari” .
Quando entrerà in vigore il decreto sul femminicidio,  approvato con i voti di tutti i partiti tranne Cinque Stelle, Lega e Sel (che non hanno partecipato al voto), sarà vietato fotografare o filmare il cantiere di Clarea. Strano ma su undici articoli che compongono il provvedimento, solo cinque si riferiscono alla violenza sulle donne, uno degli emendamenti “fuori tema” equipara ad attività di spionaggio la documentazione di quanto avviene nel “sito di interesse strategico nazionale”. Il rischio? 5 anni di reclusione e si potrà venir fermati per verificare quali immagini contengano le videocamere o le macchine fotografiche. La Questura torinese e LTF evidentemente hanno reagito alla permanente sorveglianza del cantiere da parte dei valsusini, che sicuramente inventeranno qualche nuova modalità per documentare in tempo reale i lavori e la mancata osservanza delle “prescrizioni”. Chissà se l’ennesimo esposto sulla sicurezza relativo alle reti paramassi fuori norma preannunciato da ProNatura a questo punto sar       à documentato addirittura con le foto “ufficiali” della Digos. Una storia davvero particolare… impedire di riprendere il cantiere, salvo che se uscisse roccia o acqua radioattiva da quel tunnel, basterebbe un contatore geiger… Certo, sarà difficile documentare ma allo stesso modo per LTF e soci sarà altrettanto difficile aprire altri cantieri “militari”. Di certo sarà impossibile rendere invisibile la Grande Opera  ai contribuenti, alla magistratura, alla democrazia alla verità ed alla trasparenza. I NO TAV hanno tanta fantasia, e tanta voglia di sotterrare questa buffonata con una grandiosa risata. Presto faremo una gran festa con balli e ciucche colossali!



 
info@ambientevalsusa.it




permalink | inviato da retebioregionale il 17/10/2013 alle 9:2 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


 

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