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RETE BIOREGIONALE ITALIANA - La pratica del bioreregionalismo e dell'ecologia profonda
 
 
 
 
           
       

La Rete Bioregionale Italiana è ispirata dall'idea di Bioregione: aree omogenee definite dall'interconnessione dei sistemi naturali e dalle comunità viventi che le abitano.
Una bioregione è un insieme di relazioni di cui gli umani sono chiamati a vivere e agire come parte della più ampia comunità naturale che ne definisce la vita.

Qui di seguito i nomi dei primi fra i nuovi referenti tematici della Rete Bioregionale Italiana che a titolo volontario intendono mettere a disposizione di tutti le conoscenze acquisite nel loro percorso di pratica ecologista:

Daniela Spurio - Grafica e fotografa - Impaginatrice dei Quaderni di
Vita Bioregionale - "Viverecongioia Jesi" dhanil@live.it,

Giorgio Vitali, presidente Infoquadri, Referente per il Signoraggio monetario ed aspetti economici correlati. Email.  vitali.giorgio@yahoo.it, - Tel. 393.6542624 

Rita De Angelis ritadeangelis2@alice.it e cell. 3385234247 - ecologia casalinga

Antonella Pedicelli, docente di filosofia, residente a Monterotondo (Sabina Romana)Referente per rapporti con le scuole e interventi formativi di recupero e attenzione verso la cultura bioregionale. Email: hariatmakaurr@gmail.com 

Claudio Martinotti Doria, monferrino, storiografo e ricercatore di storia locale ed economica, saggista, ambientalista libertario e localista. Referente per le Politiche economico ecocompatibili. Email: claudio@gc-colibri.com  tel. 0142487408 - Sito web: http://www.cavalieredimonferrato.it

 Benito Castorina, docente universitario per l'economia agricola e coltivatore di erba vetiver. Referente per l'agricoltura contadina e produzione energetica ecologica. Recapiti: benito.castorina@fastwebnet.it - Tel. 06.8292612 - 338.4603719

Avv. Vittorio Marinelli, presidente di European Consumers,
Via Sirtori, 56, 00149 Roma. Email:
vitmar@tiscali.it - Tel.
348.1317487 - Referente per l'ecologia nei consumi.

Caterina Regazzi
, medico veterinario Referente per il rapporto uomo/animali e zootecnia. Recapiti:
caterinareg@gmail.com – Cell. 333.6023090

Fulvio Di Dio, residente ad Amelia (Terni), funzionario alla Regione
Lazio Assessorato Ambiente
. Email.
fulvio.didio@libero.it - Tel.
329.1244550. Referente per l'ecologia nelle aree urbane.

Manuel Olivares, scrittore e giornalista sociologico esperto in comunità, fondatore della casa editrice “Vivere Altrimenti”. Referente per i rapporti con le comunità, comuni ed ecovillaggi. Recapito: info@viverealtrimenti.com

Sonia Baldoni, esperta di erbe officinali e cure naturali olistiche. Referente per il rapporto con gli elementi della natura e con lo spiritus loci. Recapiti: Cell. 333.7843462 - sachiel8@virgilio.it

Teodoro Margarita, seedsaver, già consigliere federale di Civiltà Contadina e collaboratore della Rete. Referente per l'area comasca, ecovillaggio, ricerca spirituale. Recapito: 031.683431 ore serali.

Stefano Panzarasa, geologo e musicista, Responsabile Ufficio Educazione Ambientale del Parco Naturale Regionale dei Monti Lucretili e membro fondatore della Rete Bioregionale Italiana. Referente per l'educazione ambientale ed ecologica. Recapiti: bassavalledeltevere@alice.it  -  blog (cliccare qui sotto): www.orecchioverde.ilcannocchiale.it  tel.. 0774/605084

Lucilla Pavoni, scrittrice e neo contadina. Referente per i rapporti solidali fra esseri umani. Recapiti: lucillapavoni@libero.it – Cell. 338.7073857

Paolo D'Arpini, cercatore spirituale laico e membro fondatore della Rete Bioregionale Italiana. Referente per le Pubbliche Relazioni. Recapiti: circolo.vegetariano@libero.it – Tel. 0733/216293 - 0761/587200 


Altri membri e simpatizzanti stanno ancora meditando sul come offrire la propria collaborazione alla comunità bioregionale, se fra i lettori, che si riconoscono nel messaggio dell'ecologia profonda, c'é qualche volontario.. é benvenuto!

Paolo D'Arpini, addetto alle Relazioni Pubbliche per la Rete Bioregionale Italiana

Per aderire alla Rete Bioregionale Italiana é sufficiente sottoscrivere il manifesto fondativo (o carta degli intenti) e di inviare una email di conferma a:  circolo.vegetariano@libero.it

 

 
 
 
 

 
31 luglio 2014

Acquasanta Terme - Quando non c'era la trebbiatrice

Piedicava di Acquasanta Terme - 10 agosto 2014: Giornata del Paesaggio “quando non c’era la trebbiatrice…”



L’Ecomuseo della Via Salutaria organizza una importante Giornata del Paesaggio presso il Mulino ad Acqua di Piedicava di Acquasanta Terme di proprietà della famiglia Angelini. L’appuntamento denominato“Quando non c’era la trebbiatrice…” è per Domenica 10 agosto 2014 dalle ore 16. Anche nella quinta edizione di questo evento, si prosegue nel solco della evasione intelligente e degli aspetti culturali legati alla terra ed alla sana alimentazione.
Quest’anno L’ecomuseo avrà un ospite di tutto riguardo sia per il profilo professionale che per quello umano e spirituale. Il Prof. Salvatore Ceccarelli é stato docente ordinario di Genetica Agraria all’Università di Perugia, oggi ricercatore di fama mondiale, da decenni impegnato a promuovere la biodiversità in agricoltura in molti paesi, attraverso il miglioramento genetico partecipativo ed evolutivo dei semi condotto sul campo insieme agli agricoltori. Egli cerca di spezzare il circolo vizioso per cui gli agricoltori non sono più completamente liberi di coltivare ciò che vogliono. Infatti, il controllo del seme è attualmente nelle mani di poche, potentissime multinazionali -guarda caso colossi anche dell’industria farmaceutica- sempre più indirizzate alle produzioni Ogm a scapito della salute dei consumatori. Il titolo del suo intervento sarà “Semi, cibo e salute”.
Nel programma, dopo una presentazione della Mappa di Comunità di Montacuto, Paggese e borghi limitrofi, e delle future attività dell’Ecomuseo come la Giornata del Paesaggio del 17 agosto a Tallacano- primo tassello per la realizzazione della Mappa di Comunità di quella zona- è prevista la battitura manuale del grano con “lu faielle”- un antichissimo strumento utilizzato dall’uomo per millenni prima dell’avvento della meccanizzazione-coordinata da Angelo Tosti e la conseguente pulitura e macinatura. Poila preparazione e il rinfresco del lievito madre e quindi del pane. Sono invitati a questo riguardo tutti gli interessati alla materia per gettare le prime basi per la costituzione di un gruppo di cultori della pasta madre e della panificazione naturale.
Nel programma non poteva mancare la tradizione musicale orale del popolo piceno espressa magistralmente da La Compagnia del Saltarello che di recente ha presentato il suo primo cd Cantori, Cantastorie e Compagnia Cantando, frutto di una decennale ricerca etnomusicologica sul campo.

Carlo Cruciani - radicidelfuturo@libero.it
Coordinatore dell'Ecomuseo della Via Salutaria

L’Ecomuseo è la piazza, l’agorà della comunità che torna ad interrogarsi per trovare dei punti di riferimento persi in anni di sbandamento e decadenza.


INFO: 3200827818-3396675597




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30 luglio 2014

Emilia Romagna - Nuove leggi per l'agricoltura contadina

Emilia Romagna - Approvate leggi in sintonia con l'Agricoltura Contadina



A tutte le associazioni promotrici e sostenitrici della campagna contadina, segnaliamo un ulteriore aumento delle associazioni che partecipano attivamente a questa iniziativa e diamo il benvenuto all'associazione CORTOCIRCUITO FLEGREO (GIA' IMPEGNATA NELLA CAMPAGNA)
Che lo scorso 25 luglio 2014 ha comunicato la propria formale e ufficiale adesione.

News dalle regioni:
Informiamo che nella regione Emilia Romagna sono state recentemente approvate tre leggi che hanno una sia pur marginale attinenza con mondo contadino una legge a tutela dei dialetti locali, una sulla promozione degli investimenti in Emilia-Romagna e una legge sull'economia solidale che a a margine contiene alcuni riferimenti e riconoscimenti a una parte delle forme di agricolture contadine (intese come parti integranti di forme e reti di economia solidale) e sulle garanzie partecipate e un impegno della Regione a considerare possibile future semplificazioni sanitarie per la trasformazione.
Le prime due sono già state pubblicate sul bollettino regionale e siamo in attesa del testo definitivo di quest'ultima essendo stati approvati alcuni emendamenti è variato rispetto a quello della proposta di legge inviatovi alcuni mesi fa.

Cordiali saluti
Ufficio Stampa Campagna Contadina - agribioer@email.it




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29 luglio 2014

Recenti vicende della Rete Bioregionale Italiana

 

le vicende della Rete Bioregionale Italiana


Montesilvano - Incontro Collettivo Ecologista 2014

Ciao Paolo, ho letto il resoconto dell'incontro  tenuto a Montesilvano (http://www.circolovegetarianocalcata.it/2014/06/23/resoconto-dellincontro-collettivo-ecologista-montesilvano-21-e-22-giugno-2014/),  seguo spesso il Giornaletto di Saul, ho saputo che la Rete Bioregionale si è divisa in più parti anche se ne ho poche notizie in generale. Mi ricordo che stavi a Calcata, mi pare! Ora ti sei trasferito nelle Marche?

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Treia - Porta Vallesacco

Ferdinando carissimo, sì mi sono trasferito a Treia, una bellissima cittadina  storica in provincia di Macerata. In cui si conserva ancora il gusto di vivere a metà strada fra città e campagna. Se vuoi venire a trovarci abbiamo orgarganizzato dal 22 al 24 agosto 2014 una vacanzetta, di cui puoi leggere qui il programma:  Pellegrinaggio alla grotta di Santa Sperandia e vacanzetta ecologista agostana a Treia:


La Rete Bioregionale è rimasta integra, ma alcuni se ne sono allontanati per fondare un nuovo gruppo che si chiama "sentiero bioregionale". La ragione principale risiede nella differenza di vedute circa l'alimentazione più idonea per l'uomo, in chiave di ecologia profonda. Secondo la nostra visione, della Rete intendo, una alimentazione bioregionale  fondamentalmente vegetariana sarebbe ottimale, Secondo i transfughi, invece, si continua a ritenere l'alimentazione carnea come consona (ricorderai la consuetudine americana, a cui Moretti fa riferimento,  di andare a caccia nei parchi e considerarla una buona attitudine "ecologista"). però secondo me le diverse posizioni potevano anche convivere... purché si mantenesse un dialogo aperto sul tema, ma ad un certo punto nel 2010, proprio alla vigilia di un incontro che avrebbe dovuto tenersi in primavera a Monterufeno (dove la Rete  venne fondata nel 1996)  per chiarimenti su questi temi,  alcuni aderenti, fra cui lo stesso Moretti, seguiti da loro sodali, decisero di staccarsi dalla Rete Bioregionale. Ne seguì una pausa  emozionale, con discorsi pro e contro, infine con un incontro riorganizzativo tenuto ad ottobre dello stesso anno a San Severino Marche siamo ripartiti.. ed ora manteniamo alto il pensiero bioregionale.... (il resoconto di quell'incontro puoi leggerlo qui:http://lists.peacelink.it/ecologia/2010/11/msg00004.html). 


Da allora ogni anno l'incontro si è svolto in corrispondenza del solstizio estivo, essendo stato rinominato "Incontro Collettivo Ecologista", tenendosi in vari luoghi d'Italia, il prossimo si terrà in Emilia a Montecorone:http://retedellereti.blogspot.it/2014/07/montecorone-aspettaci-primi-approcci.html

Sei il benvenuto a partecipare a tutti i nostri incontri e manifestazioni, di cui potrai leggere i vari appuntamenti su Il Giornaletto di Saul: http://saul-arpino.blogspot.it/

Ciao, Paolo D'Arpini




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28 luglio 2014

Settimana dell'Era Ecozoica ad Orvinio

Orvinio, dal 18 al 24 agosto 2014: Settimana dell’Era ecozoica


Settimana dell’Era ecozoica
Visualizzazione di panoramica San Michele.jpg

Dal 18 al 24 agosto 2014 nei boschi del Parco Naturale Regionale dei Monti Lucretili,
ad Orvinio (Ri), una settimana molto diversa, dedicata ad attività culturali e pratiche.

L’Era ecozoica, l’era della consapevolezza ecologica, è una visione dell’ecoteologo Thomas Berry, e propone le idee e pratiche dell’ecologia profonda e del bioregionalismo: uno stile di vita semplice e sobrio, l’economia del dono e del baratto, l’alimentazione crudista e vegana, la pace, l’ecospiritualità’, l’amore per la natura e l’intima connessione con essa.
§ Iniziative culturali - incontri, presentazioni di libri, tra cui “Vongole felici”, manuale di cucina ecozoica, crudista e vegana di MaVi.
§ Pratiche - laboratori di cucina ecozoica, land art, ceramica, connessione con la natura.
§ Escursioni - nel territorio circostante e adatte e a tutte le persone.
§ Musica ecopacifista - con particolare riferimento alle poesie e filastrocche di Gianni Rodari.
§ Proiezione di film a tema - “Sogni” di A. Kurosawa, “Il Pianeta Verde” di C. Sarreau.
Le attività sono adatte per bambine, bambini e adulti; alcune di esse saranno gratuite, altre ad offerta libera e/o rimborso spese.

MaVi: traduttrice e autrice in connessione con cielo e terra. Cuoca vegan sperimentatrice, (www.cucinaecozoica.it), astrologa macrozodiacale, ricercatrice matristico-gilanica, poetessa, ri-abitante di un borgo sabino.

Stefano Panzarasa: geologo, ecologista, scrittore, musicista e ceramista, membro del center of Ecozoic Societies e responsabile del Servizio Educazione Ambientale del Parco dei Monti Lucretili, si occupa da decenni delle tematiche e pratiche ecopacifiste.

Il soggiorno (non obbligatoriamente di tutta la settimana) prevede la formula del Bed&Breakfast con la possibilità dei partecipanti di usufruire della cucina vegana autogestita e condotta da MaVi. Ogni giorno sarà proposta una o più attività e i partecipanti alla settimana saranno liberi o meno di parteciparvi. Alcune attività saranno gratuite altre ad offerta libera e/o rimborso spese.

INFO:
Maurizio Forte (gestione Soggiorni S. Michele) 333.7620639 - mau.forte@gmail.com
Stefano Panzarasa: 0774.605084 – bassavalledeltevere@alice.it




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24 luglio 2014

Emilia Romagna e l'economia solidale

 

Emilia Romagna - Progetto pubblico per l'economia solidale



Non fare da soli tutto quello che è possibile fare insieme è questa l’essenza del nuovo Progetto di legge regionale “Norme per la promozione e il sostegno dell’economia solidale” impulsato dal CRESER

Bologna – Con il voto del 23 luglio 2014 l’Assemblea regionale dell’Emilia Romagna ha dato il via libera a una tra le prime leggi italiane che normano il vasto settore dell’economia solidale. Un arcipelago di organizzazioni, piccoli produttori, consumatori consapevoli, aziende sostenibili che formano l’asse portante di un’economia ecologica e solidale.
La proposta, non esaustiva nei temi, indica Principi e Valori di riferimento: delinea il potenziale di uno sviluppo esteso quanto intenso dell’Economia Solidale.
Oltre alla novità assoluta della sua elaborazione “dal basso”, partecipata e condivisa nei territori e nelle reti dell'economia solidale, grazie al coinvolgimento attivo delle varie associazioni rappresentate nel CRESER, nel “Progetto di Legge regionale” è rilevante l'assenza di richiesta di finanziamenti esclusivi.
L’obiettivo ben più ambizioso è quello di sollecitare l’Economia solidale ad esplicitare la propria progettualità innovativa attraverso strumenti istituzionali di supporto per la propria migliore gestione: un FORUM regionale nel quale confrontarsi supportato da un Tavolo Permanente composto da membri della Regione e da membri dell’Economia Solidale; un Osservatorio per monitorare i progetti attivi sulla base di indicatori qualitativi come il BES, Benessere Equo e Sostenibile, elaborato da ISTAT e CNEL.

Il progetto di legge regionale “Norme per la promozione e il sostegno dell’economia solidale”, già approvato in Commissione Politiche Economiche il 12 Giugno scorso, è stato discusso ed ulteriormente anche in aula consigliare il 22 Luglio 2014.
Secondo il Coordinamento Regionale per l’Economia Solidale E-R “questo risultato è un esempio concreto di come si può produrre innovazione e qualità nelle procedure e nei contenuti di Istituzioni e Amministrazioni se ci si orienta a non fare da soli ciò che è possibile fare insieme”.


Per il Coordinamento Regionale per l’Economia Solidale E-R e per maggiori informazioni scrivere a creser@mail.com.




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23 luglio 2014

Anidride carbonica in aumento

 

Freddo come caldo e caldo come freddo... e l'anidride carbonica aumenta


Gli eventi di quest’estate confermano l’esistenza di mutamenti climatici dovuti al riscaldamento planetario. Piogge intense, alluvioni e siccità si sono già verificati nei decenni e secoli passati, ma mai su una scala così vasta e con così grande frequenza, proprio come le previsioni avevano indicato.
Il fenomeno del riscaldamento globale si può schematizzare come dovuto all’aumento della concentrazione dell’anidride carbonica nell’atmosfera; di conseguenza aumenta la frazione del calore solare che resta “intrappolata” dentro l’atmosfera, ciò che fa aumentare la temperatura media della superficie terrestre nel suo complesso. 
Ne derivano cambiamenti nella circolazione delle acque oceaniche e nell’intensità e localizzazione delle piogge sui continenti. Bastano relativamente piccole variazioni per far aumentare le piogge in alcune zone della Terra o per rendere aride altre zone. Pochi numeri aiutano a comprendere tali fenomeni; per tutto l’Ottocento e per la prima parte del Novecento l’atmosfera conteneva circa 2200 miliardi di tonnellate di anidride carbonica, corrispondenti ad una concentrazione di circa 280 ppm (parti in volume di anidride carbonica per milione di parti dei gas totali dell’atmosfera).
In quei decenni l’industrializzazione era già cominciata in Europa e nel Nord America con crescente combustione di carbone e di legna e con la diffusione di numerose fabbriche; queste attività immettevano nell’atmosfera anidride carbonica che però veniva assorbita, più o meno nella stessa quantità generata ogni anno dalle attività umane, da parte della vegetazione, soprattutto delle grandi foreste, e da parte degli oceani nelle cui acque l’anidride carbonica è ben solubile. Foreste e oceani, insomma, erano capaci di depurare l’atmosfera dai gas immessi dalle attività umane.
La svolta si è avuta a partire dalla metà del Novecento con due fenomeni concomitanti: è aumentata la quantità dell’anidride carbonica immessa ogni anno nell’atmosfera in seguito alla combustione di crescenti quantità di carbone, petrolio e gas naturale e alla crescente produzione di cemento, che pure libera anidride carbonica dalla scomposizione delle pietre calcari, e, nello stesso tempo, è diminuita la superficie e la massa delle foreste e del verde, tagliati e bruciati, anche con incendi intenzionali, per recuperare spazio per pascoli e coltivazioni intensive, per ricavarne legname da costruzione e da carta, per nuovi spazi da edificare.
Mentre è relativamente costante la capacità degli oceani di “togliere” anidride carbonica dall’atmosfera (circa cinque miliardi di tonnellate all’anno), è andata aumentando (da 20 a 40 miliardi di tonnellate all’anno, dal 1950 al 2010), la quantità di anidride carbonica immessa nell’atmosfera dai combustibili fossili e dalle attività “economiche” di una popolazione in aumento e da un crescente livello di consumi, ed è diminuita, da circa otto a cinque miliardi di tonnellate all’anno, la quantità dell’anidride carbonica che la biomassa vegetale è stata capace di portare via dall’atmosfera.
Questo insieme di fenomeni ha fatto aumentare, in mezzo secolo, la quantità dell’anidride carbonica presente nell’atmosfera (da circa 2400 a 3000 miliardi di tonnellate) e la sua concentrazione da circa 320 a 390 ppm. Le conferenze internazionali che si succedono ogni anno (la prossima sarà in dicembre a Cancun, nel Messico) danno per scontato che tale concentrazione possa arrivare a 450 ppm nei prossimi decenni e poi aumentare ancora: un aumento di concentrazione, e di temperatura globale, insostenibile.
Uno dei movimenti ambientalisti che si sta diffondendo dagli Stati Uniti (il paese più ricco ma anche più attento alla fragilità della propria opulenza) indica in  circa 400 ppm il livello di anidride carbonica a cui si deve tendere per attenuare le conseguenze catastrofiche dei mutamenti climatici. Per raggiungere tale obiettivo la quantità di anidride carbonica totale nell’atmosfera dovrebbe diminuire da 3000 a 2600 miliardi di tonnellate. 
Un obiettivo che richiederebbero almeno un secolo, durante il quale (1) dovrebbe gradualmente diminuire il consumo di combustibili fossili e di energia; (2) dovrebbe rallentare la distruzione dei boschi esistenti fermando incendi e diminuendo l’estrazione di legname commerciale e le superfici coltivate e dei pascoli e allevamenti da carne e rallentando le attività minerarie che oggi si estendono in terre finora occupate dalle foreste; (3) dovrebbe aumentare la biomassa vegetale, piantando alberi e verde in qualsiasi ritaglio utile della superficie terrestre.
Conosco bene le obiezioni; si avrebbe un rallentamento dei consumi e quindi “della civiltà”. Ma anche se continua il riscaldamento globale si va incontro a un rallentamento dell’economia e “della civiltà”, lento, quasi inavvertibile fino a quando le conseguenze non assumono carattere catastrofico come quest’estate. I danni dei mutamenti climatici, infatti, comportano, anche se non ce ne accorgiamo, distruzione di ricchezza monetaria; ne sono colpiti paesi ricchi (pensiamo alla Russia e alla Germania oggi) e paesi poveri e poverissimi come, oggi, il Pakistan e certe zone della Cina. Pensiamo invece alla ricchezza monetaria che sarebbe messa in moto dalla diffusione di processi produttivi che consumano meno energia, meno materiali, che usano meno legname, dai prodotti ottenibili dalle nuove foreste, e ai vantaggi che ne verrebbero sia ai paesi ricchi, sia, ancora di più, a quelli poveri.
Probabilmente la ricchezza complessiva aumenterebbe perché tanti paesi sarebbero alluvionati di meno e meno esposti alla siccità, e aumenterebbe la vegetazione dei continenti; forse la ricchezza sarebbe distribuita diversamente fra i vari paesi. Siamo sicuri di perderci in questa prospettiva ?
Giorgio Nebbia 




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22 luglio 2014

Cibi irradiati

 

Cibi irradiati e tossici... l'alimentazione consigliata dalle multinazionali



"La più terribile minaccia alla vostra sopravvivenza e quella dei vostri figli non proviene dalle armi nucleari, ma da ciò che mangerete questa sera a cena” (David Reuben)

I pericoli nel piatto non sono solo quelli della carne, del pesce, del formaggio, del latte, delle uova, o dello zucchero industriale; non sono solo quelli dei conservanti, dei coloranti, dei fertilizzanti, dei pesticidi ecc.; c’è un altro pericolo trascurato quanto nocivo: quello degli alimenti irradiati. 

Alcuni alimenti di uso comune, tra cui cipolle, aglio, patate e altro ancora, vengono sottoposte ad un bombardamento di radiazioni; lo scopo è favorire un migliore processo di conservazione e maturazione, impedire la germogliazione, lo sviluppo di germi nocivi ed altro. In effetti le irradiazioni allungano di molto i tempi di conservazione e consentono di salvare una grande quantità di vegetali che diversamente andrebbe perduta per infestazione di insetti, muffe, batteri o premature germinazioni.

L’elenco riguarda una settantina di prodotti. Gli alimenti maggiormente irradiati nel mondo risultano essere: cereali, frumento, spezie in genere, pollo, pesce, gamberetti, uova in polvere, semi di cacao, datteri, legumi, mango, fragole, banane, frutta secca, funghi, indivia, asparagi ed altro.     Nel nostro paese l’autorizzazione a trattare gli alimenti con i raggi gamma è in vigore dal 30 agosto del 1973 con la Gazzetta Ufficiale n.254 dell’1.10.73; l’irradiazione delle patate è stata adottata in Urss nel 1958, in Usa e Canada nel 1964. Nel 1978 i paesi disposti ad aderire a questi sistemi di conservazione erano 95, oggi avranno sicuramente superato il centinaio.

L’Italia, in cui manca l’obbligo di indicare in etichetta questo tipo di trattamento, ammette l’irradiamento di patate, aglio e cipolle, ma non ci sono solo questi a doverci preoccupare, sono quelli importati dall’Olanda, dalla Francia, dalla Thailandia, Belgio, Canada, Cile, Polonia, Spagna Ungheria, Usa, Argentina, Israele, Norvegia e dagli altri paesi che applicano questo processo.

La sicurezza di tale pratica è assai controversa: molti sospetti gravano sugli alimenti bombardati con il nucleare e nessuno è disposto a mettere la mano sul fuoco che tale trattamento sia innocuo. Numerosi scienziati hanno raccolto prove inquietanti sui rischi derivanti dal consumo di derrate trattate con l’atomo. Gerald Brownell, biochimico dell’Università del Michigan, ha dimostrato che le patate irradiate causano nei topi un’incidenza molto alta di tumori e artriti, mentre in India i ricercatori dell’Istituto Nazionale della Nutrizione hanno osservato nei bambini nutriti con grano irradiato un aumento di alterazioni genetiche nelle cellule del midollo osseo. Con le scimmie è stata registrata una serie di squilibri ormonali, con i topi una propensione al tumore. Ma le conseguenze più serie pare siano legate al forte aumento di radicali liberi che causano invecchiamento precoce.

Inoltre l’irradiamento nucleare provoca l’inevitabile scadimento nutrizionale degli alimenti per almeno due motivi: vengono danneggiate in modo rilevante le vitamine A, quelle del gruppo B, C, E, K: Frutta, verdura, latte e pesce perdono in gran parte le loro vitamine. Nel latte la vitamina C cala del 70%, mentre nelle carote e nelle patate la perdita è del 50%. La B12 nella carne e nel latte è ridotta alla metà. Molti aminoacidi essenziali, come la metionina, la cisteina e la fenilalanina vengono gravemente danneggiate facendole perdere ogni proprietà nutritiva. Il sapore, il colore e l’odore genuino dei cibi viene alterato. Questo aspetto necessita di una manovra correttiva che richiede una massiccia aggiunta di additivi, molti dei quali notoriamente tossici.

Non solo. L’irradiamento apre la porta ad un mare di iniziative non controllabili. Con questo metodo diventa facile “ripulire” prodotti non più idonei al consumo alimentare perché scadute o inquinate: irradiandole un paio di volte ritornano come nuove, come fresche sulle nostre tavole, invece che finire nella pattumiera. Ogni anno in Usa circa 7.000 persone muoiono a causa di cibi avariati. Per le stesse ragioni dai 25 agli 80 milioni di persone vengono colpite da forti diarree.

Inoltre manca la possibilità di accertare con metodi efficaci se e quanto è stato trattato un alimento, né gli scienziati sono riusciti ad escogitate metodi di controlli efficaci in tal senso. Nel 1986 la London Food Commission ha documentato, con prove schiaccianti, che un paio di aziende alimentari impiegavano l’irradiamento per sterilizzare cibi contaminati, lasciando però tossine pericolose nel cibo.

L’impianto di irradiamento è a tutti gli effetti, una centrale nucleare e la sua presenza espone a tutti quei rischi ambientali legati all’atomo. Secondo gli esperti della associazioni dei consumatori c’è il sospetto, suffragato da molte prove, che le motivazioni di fondo a favorire l’uso dell’atomo in cucina sia la necessità di smaltire le scorie radioattive provenienti dalle centrali atomiche. Nel dopoguerra l’esercito americano, la Società britannica per l’energia atomica ed il governo sovietico studiarono tecniche di conservazione degli alimenti mediante l’irradiamento con raggi gamma. Nel 1970 fu istituita una commissione a Roma con il patrocinio della Fao, a Vienna e a Ginevra che dichiarò innocua tale tecnologia per la maggior parte dei cibi consumati considerando inutili ulteriori indagini sulla eventuale tossicità di tali cibi.

In realtà basterebbe adottare gli attuali metodi di conservazione per neutralizzare i germi patogeni: per esempio la refrigerazione è efficace a bloccare la germogliazione di patate, cipolle, tuberi e bulbi; il vapore per eliminare gli insetti da fragole e altra frutta; i saggi immunologici per individuare i parassiti nella carne; il rigoroso rispetto delle norme igieniche nei processi di lavorazione degli alimenti, il controllo dei mangimi e le condizioni di allevamento degli animali e soprattutto il metodo più semplice, diretto ed economico e salutare, cioè quello di consumare prodotti freschi, biologici e, possibilmente a km zero. E anche se questo non è sempre di facile attuazione, è la richiesta della base che fa spostare sicuramente gli interessi dei grandi distributori.

Franco Libero Manco




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21 luglio 2014

Agricoltura Contadina - Proposte di legge in corso a luglio 2014

 

Agricoltura Contadina - Proposte di legge in campo a luglio 2014



Attualmente sono in campo due proposte di legge sui temi della nostra Campagna per l'agricoltura contadina, delle quali erano già state mendate le informazioni, ad oggi la situazione è la seguente:

1°) pdl Mov. 5 Stelle - On. Parentela
siamo indirettamente a conoscenza che nel mese di giugno è stata posta in discussione sul blogdegli iscritti al Movimento, per ora non abbiamo informazioni sugli sviluppi.

2°) pdl Gruppo Misto - On. Zaccagnini
come già aggiornato in precedenza, in questa fase Zaccagnini ha avviato un confronto direttamente con il Ministero Agricoltura, per verificare la possibilità che i contenuti possano essere inseriti in provvedimenti del Governo. Questa azione avviene in stretto contatto con noi, al primo incontro ha partecipato Onorati di Crocevia in nostra rappresentanza.

Poiché è emersa una possibilità, per ora teorica, che nostre richieste possano essere inserite in provvedimenti che verranno varati il prossimo autunno, lo stesso Zaccagnini evidenzia la necessità di precisare quindi per tempo i nostri contenuti.

Lo scorso 14 luglio 2014, in riunione skype, nel gruppo di Coordinamento nazionale e gruppo Legislazione abbiamo discusso dei prossimi passi e abbiamo concordato queste azioni:
- proposte di integrazioni al testo pdl Zaccagnini da discutere con i funzionari del Ministero:
ogni membro del gruppo legislazione integrerà (se vuole) il testo, le integrazioni verranno scambiate per giungere ad una sintesi in un nuovo incontro skype LUNEDI 4 AGOSTO.
Tutti i referenti delle Associazioni aderenti possono inviare a loro volta indicazioni al gruppo legislazione(prima del 4 agosto), in modo da discuterle insieme. Allego quindi il testo base di Zaccagnini.
Il gruppo Legislazione sta organizzando un' incontro skype il 29 luglio 2014 con i consulenti giuridici
(presenti in ambito Wwoof) che ci hanno dato disponibilità tecnica a collaborare sulla forma giuridica del testo.

Siamo in piena estate ed è il momento meno adatto per dedicarsi a questo, ma riteniamo si debba fare uno sforzo per verificare questa possibilità.

Roberto Schellino - salerin@libero.it




permalink | inviato da retebioregionale il 21/7/2014 alle 16:47 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

20 luglio 2014

Primi approcci per l'incontro collettivo ecologista 2015

 

Montecorone aspettaci... Primi approcci per l'incontro collettivo ecologista 2015



Il 20 luglio 2014, partiti da Vignola, nel tardo pomeriggio siamo andati Caterina, Maria ed io ad una festa campestre in un borghetto in mezzo alle colline modenesi, zona Montecorone, frazione di Zocca (il paese natale di Vasco Rossi). L'atmosfera bucolica ci ha incantati. Pietro uno dei fondatori del borghetto, ha ricostruito alcune vecchie abitazioni semi crollate con legname da lui tagliato nei boschi circostanti e con altro materiale ecologico e di recupero. 

Una delle case, ancora in corso di ristrutturazione, è stata dedicata a scopi sociali, per ospiti e woofer, meditazione, ritiri, etc. Siamo rimasti estasiati ad osservare tutti i particolari, le rifiniture degli angoli, le scalette di legno, i vecchi lavandini, le finestre a vetro scorrevole, i tavoli pieghevoli ed anche fissi, le nicchie, i soppalchi, il tutto costruito a mano e nel tempo da Pietro, vera pietra di questa chiesa ecologica. Nell'orto, ricavato su un declivio e raggiungibile con una gradinata di vecchie pietre incastonate nella terra: pomodori, radicchi, melanzane, topinanmbur ed insalate cresciute persino negli interstizi. Qualche animale: api, pulcini, un'asina, cani, gatti.... e popolo verde a volontà. Riabitanti bioregionali, vicini e lontani, ecovillaggisti, freakkettoni e radical chic compresi. 

Un bambino, di quattro anni, Leo, ci ha voluto accompagnare nella "casa dei lupi", che si trovava nel mezzo del bosco, raggiungibile da un sentierino scosceso, e Maria ed io l'abbiamo seguito (mentre Caterina si fermava ad ammirare alcuni cuccioli di cane neonati). Giunti  a mezza strada, siccome faceva quasi buio, Leo è tornato indietro a prendere una torcia elettrica e noi l'abbiamo atteso ad una certa distanza, poi coraggiosamente ci ha raggiunti da solo ed insieme ci siamo soffermati all'esterno della "casa dei lupi", effettivamente un po' tetra. 

Tornati indietro, a sera fatta, abbiamo trovato acceso il forno a legna, vicino ad un albero di fico, dove accorti pizzaioli improvvisati hanno sfornato in continuazione pizze, focacce, calzoni ed altre prelibatezze. Attorno, seduti alla bene meglio per terra, i commensali si scambiavano pareri sul lavoro nei campi, sulla religione, sulla libertà, sulla politica.... 

Sono rimasto affascinato da tutta l'atmosfera e prima di ripartire per tornare a Spilamberto con Caterina (Maria si fermava a continuare la nottata) ho chiesto a Pietro se era d'accordo di ospitare lì il prossimo incontro collettivo ecologista e lui prontamente ha consentito. Perciò molto probabilmente per il solstizio estivo 2015 saremo a Zocca. Ci siamo dati un appuntamento per questo autunno, un pre-incontro organizzativo, per discutere i particolari ed i temi da affrontare....

Paolo D'Arpini


Purtroppo non abbiamo scattato foto del posto ma qualche immagine di repertorio del luogo l'abbiamo trovata...  






 




permalink | inviato da retebioregionale il 20/7/2014 alle 9:47 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

18 luglio 2014

Lago di Bracciano inquinato

 

Il lago di Bracciano è inquinato.. lo confermano le analisi di Legambiente


 

Lago di Bracciano. Quattro i punti critici individuati sui sei monitorati

Legambiente: “Si confermano forti criticità nel sistema di depurazione in un ecosistema comunque in buono stato. Associazioni, comuni, regione e parco diano vita a percorso virtuoso che risolva di concerto le problematiche. Bene aver predisposto l'intervento dei Guardia Parco per monitorare i fossi”.

Due punti entro i limiti di legge, tre punti fortemente inquinati, uno inquinato. E' questo l'esito del monitoraggio scientifico sul lago di Bracciano di Goletta dei Laghi, la campagna di Legambiente per la salvaguardia dei bacini lacustri italiani, realizzata con il contributo del COOU (Consorzio Obbligatorio Oli Usati) e Novamont. I risultati delle analisi sono stati presentati stamattina da Giorgio Zampetti, responsabile scientifico nazionale di Legambiente, e Roberto Scacchi, direttore di Legambiente Lazio, in un incontro pubblico nel quale, insieme ai comuni di Bracciano, Anguillara, Trevignano e Manziana, alla regione, al parco e alle associazioni locali, si è dato l'avvio di un percorso collegiale per affrontare le problematicità che emergono intorno alle foci dei fossi che scaricano nel lago.

“L’'obiettivo del nostro campionamento è di individuare le problematiche specifiche di un territorio, e la conferma anche quest'anno dell'inquinamento di alcuni punti evidenzia un problema su scarichi non depurati su cui è assolutamente necessario intervenire, in modo da valorizzare al meglio gli studi sull'intero ecosistema che ne dimostrano comunque un buono stato ambientale - commenta Giorgio Zampetti, re-sponsabile scientifico nazionale di Legambiente – Abbiamo analizzato il carico batterico derivante da scarichi non depurati che minacciano la qualità delle acque alle foci di fossi e torrenti, punti individuati negli anni grazie al lavoro dei circoli della nostra associazione e alle segnalazioni dei cittadini. I rilievi del laboratorio mobile di Legambiente non si sostituiscono a quelli degli enti istituzionalmente competenti ma vogliono integrarli con una fotografia puntuale, anche perchè è chiaro che rimane al centro delle problematiche il nodo della depurazione.”

L'associazione propone ai Comuni, al Parco, all'Università, alla Regione e ai cittadini di lavorare insieme sulla base di 5 punti: controllare e monitorare i fossi per eliminare scarichi abusivi e non che confluiscono e per una riqualificazione generale dei piccoli corsi d'acqua; operare sulla vecchia condotta del Cobis, che in caso di forti piogge porta tutto nel lago, per risolvere le perdite e rendere più efficace la raccolta dei reflui anche con la separazione delle reti fognarie, la realizzazione di vasche di raccolta degli scarichi dei troppo pieni e la fitodepurazione; attivare un continuo confronto tra le diverse conoscenze e monitoraggi del lago per far emergere criticità e misure di intervento; avviare un percorso di partecipazione che metta al centro cittadini, associazioni, operatori turistici, amministrazioni, enti per risolvere le attuando una politica di sistema e integrata del lago e del territorio circostante; promuovere campagne di informazione sul lago, le sue eccellenze e le sue critictà.

“Abbiamo voluto presentare insieme agli amministratori locali, al parco e alla Regione, i risultati del monitoraggio di Goletta dei Laghi, perchè in questo modo si apra una collaborazione tra i soggetti coinvolti che porti alla risoluzione delle problematiche senza più avvitarsi in sterili polemiche – spiega Roberto Scacchi, direttore di Legambiente Lazio -. Le analisi confermano le criticità relative alla depurazione già rilevate nel 2013 e le cause sono da individuare negli apporti inquinanti di scarichi non depurati, su cui è necessario un controllo approfondito da parte degli enti competenti e la messa in campo di interventi per la risoluzione del problema. È ottima la notizia arrivata dal Parco secondo la quale saranno attivati immediatamente i Guardiaparco nel monitoraggio dei fossi: sono queste le azioni da cominciare a mettere in campo e come Legambiente siamo disponibili fin da ora a collaborare con le amministrazioni comunali e gli altri soggetti per dare il nostro contributo”.

I prelievi e le analisi sono stati eseguiti dai tecnici del laboratorio mobile di Goletta dei laghi il 7 luglio. I parametri indagati sono microbiologici (Enterococchi intestinali, Escherichia coli) e vengono considerati come “inquinati” i risultati che superano i valori limite previsti dalla normativa sulle acque di balneazione vigente in Italia e “fortemente inquinati” quelli che superano di più del doppio tali valori.

Fortemente inquinati a Bracciano, la foce del fosso della Lobbra e la foce del fosso Grotta Renara, in località Rio delle Mole, Inquinata a Trevignano la foce del canale in corrispondenza dell'incrocio tra via della Rena e via San Pietro. Fuori dai limiti anche i campioni prelevati ad Anguillara Sabazia, presso l’emissario Arrone; in questo punto in particolare è stato effettuato infatti un doppio campionamento: uno nel lago a monte della chiusa, risultato fortemente inquinato, l’altro nell’Arrone, dunque a valle della chiusa, risultato inquinato.

Entro i limiti di legge, invece, ad Anguillara Sabazia, il prelievo effettuato nel lago in corrispondenza del civico 42 di via Belloni e a Roma la foce del fosso Polline.

Rispetto alle analisi dell'anno scorso si confermano fortemente inquinati i due punti di Bracciano e inquinato quello di Trevignano. Ad Anguillara Sabazia, se il prelievo a lago è anche quest'anno entro i limiti di legge, rimangono però i problemi per l'emissario Arrone.

Con la conferenza stampa si avvia alla conclusione la tappa laziale della Goletta dei Laghi, sostenuta dalla Provincia di Roma, che in questi giorni non solo ha analizzato la qualità delle acque e denunciato le situazione critiche ma ha anche valorizzato buone pratiche diffuse sul territorio e promosso iniziative di volontariato ambientale. Come è accaduto ieri sul lago di Martignano, quando i volontari di Legambiente insieme ai diversi cittadini, hanno dato anche vita ad una pulizia straordinaria delle sponde del bacino, raccogliendo diversi sacchi di spazzatura abbandonata in un angolo di straordinaria naturalità.

All'incontro hanno erano presenti tra gli altri: Cristiana Avenali, consigliera regionale, componente della commissione ambiente della Regione Lazio; Paola Lucci, assessore all'ambiente del Comune di Bracciano; Maria Rosaria Botti, assessore del Comune di Anguillara Sabazia; Eleonora Brini, assessore del Comune di Manziana; Paolo Giuntarelli, direttore del Parco regionale di Bracciano Martignano; Giancarlo Torreggiani, responsabile settore ambiente del Comune di Trevignano Romano; Mattia Azzella, Dipartimento biologia ambientale, Università La sapienza di Roma.

I RISULTATI DEL MONITORAGGIO SCIENTIFICO NEL LAGO DI BRACCIANO

Lago Pv Comune Punto Giudizio Goletta dei Laghi 2014

Bracciano RM Bracciano, loc. Rio delle Mole Foce fosso Grotta Renara Fortemente inquinato

Bracciano RM Bracciano, loc. La Lobbra Foce fosso della Lobbra Fortemente Inquinato

Bracciano RM Anguillara Sabazia, loc. Pizzo Prato Lago, presso chiusa dell'emissario Arrone Fortemente Inquinato

Bracciano RM Trevignano Foce canale in corrispondenza incrocio via della Rena e Via San Pietro Inquinato

Bracciano RM Anguillara Sabazia Lago, in corrispondenza del civico 42 di Via Belloni Entro i limiti di legge

Bracciano RM Roma Foce fosso Polline Entro i limiti di legge



Il monitoraggio scientifico

I prelievi vengono eseguiti dalla squadra di tecnici che anticipa di qualche giorno l’equipaggio impegnato nella comunicazione. Le analisi chimico-fisiche vengono effettuate direttamente in situ con l’ausilio di strumentazione da campo mentre i campioni per le analisi microbiologiche sono prelevati in barattoli sterili e conservati in frigorifero, fino al momento dell'analisi, che avviene nel laboratorio mobile entro le 24 ore dal prelievo. Come da normativa “il punto di monitoraggio è fissato dove si prevede il maggior afflusso di bagnanti o il rischio più elevato di inquinamento in base al profilo delle acque di balneazione. I parametri presi in considerazione sono gli stessi previsti per i controlli sulla balneazione in base al Decreto Legislativo del 30 maggio 2008 n° 116.

Legenda:

INQUINATO: Enterococchi Intestinali maggiore di 500 UFC/100ml e/o Escherichia Coli maggiore di 1000 UFC/100ml

FORTEMENTE INQUINATO: Enterococchi Intestinali maggiore di 1000 UFC/100ml e/o Escherichia Coli maggiore di 2000 UFC/100ml

Le tappe della Goletta dei Laghi:

25 - 28 giugno: lago d’Iseo, Lombardia

28 giugno - 1 luglio: lago di Como, Lombardia

2 - 5 luglio: lago Maggiore, Lombardia, Piemonte

5 - 8 luglio: lago di Garda, Lombardia, Veneto

9 - 10 luglio: lago Trasimeno e lago di Piediluco, Umbria

12 - 16 luglio: laghi Canterno, Albano, Nemi, Martignano e Bracciano, Lazio

17 luglio: lago di Porta, Toscana

18 luglio: Oasi di Polverina, Marche

22 - 24 luglio: laghi della Sicilia

25 - 28 luglio: laghi della Sila, Calabria

30 - 31 luglio: lago Pertusillo, Basilicata




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