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RETE BIOREGIONALE ITALIANA - La pratica del bioreregionalismo e dell'ecologia profonda
 
 
 
 
           
       

La Rete Bioregionale Italiana è ispirata dall'idea di Bioregione: aree omogenee definite dall'interconnessione dei sistemi naturali e dalle comunità viventi che le abitano.
Una bioregione è un insieme di relazioni di cui gli umani sono chiamati a vivere e agire come parte della più ampia comunità naturale che ne definisce la vita.

Qui di seguito i nomi dei primi fra i nuovi referenti tematici della Rete Bioregionale Italiana che a titolo volontario intendono mettere a disposizione di tutti le conoscenze acquisite nel loro percorso di pratica ecologista:

Daniela Spurio - Grafica e fotografa - Impaginatrice dei Quaderni di
Vita Bioregionale - "Viverecongioia Jesi" dhanil@live.it,

Giorgio Vitali, presidente Infoquadri, Referente per il Signoraggio monetario ed aspetti economici correlati. Email.  vitali.giorgio@yahoo.it, - Tel. 393.6542624 

Rita De Angelis ritadeangelis2@alice.it e cell. 3385234247 - ecologia casalinga

Antonella Pedicelli, docente di filosofia, residente a Monterotondo (Sabina Romana)Referente per rapporti con le scuole e interventi formativi di recupero e attenzione verso la cultura bioregionale. Email: hariatmakaurr@gmail.com 

Claudio Martinotti Doria, monferrino, storiografo e ricercatore di storia locale ed economica, saggista, ambientalista libertario e localista. Referente per le Politiche economico ecocompatibili. Email: claudio@gc-colibri.com  tel. 0142487408 - Sito web: http://www.cavalieredimonferrato.it

 Benito Castorina, docente universitario per l'economia agricola e coltivatore di erba vetiver. Referente per l'agricoltura contadina e produzione energetica ecologica. Recapiti: benito.castorina@fastwebnet.it - Tel. 06.8292612 - 338.4603719

Avv. Vittorio Marinelli, presidente di European Consumers,
Via Sirtori, 56, 00149 Roma. Email:
vitmar@tiscali.it - Tel.
348.1317487 - Referente per l'ecologia nei consumi.

Caterina Regazzi
, medico veterinario Referente per il rapporto uomo/animali e zootecnia. Recapiti:
caterinareg@gmail.com – Cell. 333.6023090

Fulvio Di Dio, residente ad Amelia (Terni), funzionario alla Regione
Lazio Assessorato Ambiente
. Email.
fulvio.didio@libero.it - Tel.
329.1244550. Referente per l'ecologia nelle aree urbane.

Manuel Olivares, scrittore e giornalista sociologico esperto in comunità, fondatore della casa editrice “Vivere Altrimenti”. Referente per i rapporti con le comunità, comuni ed ecovillaggi. Recapito: info@viverealtrimenti.com

Sonia Baldoni, esperta di erbe officinali e cure naturali olistiche. Referente per il rapporto con gli elementi della natura e con lo spiritus loci. Recapiti: Cell. 333.7843462 - sachiel8@virgilio.it

Teodoro Margarita, seedsaver, già consigliere federale di Civiltà Contadina e collaboratore della Rete. Referente per l'area comasca, ecovillaggio, ricerca spirituale. Recapito: 031.683431 ore serali.

Stefano Panzarasa, geologo e musicista, Responsabile Ufficio Educazione Ambientale del Parco Naturale Regionale dei Monti Lucretili e membro fondatore della Rete Bioregionale Italiana. Referente per l'educazione ambientale ed ecologica. Recapiti: bassavalledeltevere@alice.it  -  blog (cliccare qui sotto): www.orecchioverde.ilcannocchiale.it  tel.. 0774/605084

Lucilla Pavoni, scrittrice e neo contadina. Referente per i rapporti solidali fra esseri umani. Recapiti: lucillapavoni@libero.it – Cell. 338.7073857

Paolo D'Arpini, cercatore spirituale laico e membro fondatore della Rete Bioregionale Italiana. Referente per le Pubbliche Relazioni. Recapiti: circolo.vegetariano@libero.it – Tel. 0733/216293 - 0761/587200 


Altri membri e simpatizzanti stanno ancora meditando sul come offrire la propria collaborazione alla comunità bioregionale, se fra i lettori, che si riconoscono nel messaggio dell'ecologia profonda, c'é qualche volontario.. é benvenuto!

Paolo D'Arpini, addetto alle Relazioni Pubbliche per la Rete Bioregionale Italiana

Per aderire alla Rete Bioregionale Italiana é sufficiente sottoscrivere il manifesto fondativo (o carta degli intenti) e di inviare una email di conferma a:  circolo.vegetariano@libero.it

 

 
 
 
 

 
30 gennaio 2015

Bioregionalismo e nonviolenza

Campagna per la Difesa civile, non armata e nonviolenta - Progetto di legge popolare con raccolta firme da consegnare entro Maggio 2015


Gandhi fu ucciso da un fanatico indù a Delhi, il 30 gennaio 1948. In occasione di questa commemorazione e nei giorni e mesi successivi sollecitiamo tutti i comitati della Campagna "Un'altra difesa è possibile" ad attivarsi per dare un nuovo impulso con iniziative, tavoli di raccolta firme e diffusione comunicati stampa.

Gandhi è il fondatore della nonviolenza moderna, che ha indicato una possibile via d'uscita dalla follia della guerra. Ci ha mostrato che è possibile difendersi e liberarsi dalla violenza utilizzando metodi civili, non armati, nonviolenti. E' dunque il “testimone” della nostra Campagna e per questo lo vogliamo celebrare nell'occasione della ricorrenza, moltiplicando il nostro impegno. Siamo già al secondo mese di raccolta firme. Nel frattempo si sono formati coordinamenti in tutte le Regioni italiane. In molti territori, però, non sono ancora state attivate iniziative. Non c'è tempo da perdere; i prossimi 4 mesi utili passeranno in fretta. Febbraio, marzo e aprile saranno i mesi più favorevoli per la raccolta delle 50.000 firme necessarie.

Vi invitiamo quindi a farvi protagonisti attivi della Campagna, dandole una spinta per farle fare un passo avanti. Tantissime sono le possibilità: inviare alla stampa locale il comunicato che abbiamo predisposto come Campagna (allegato) inserendo, dove possibile, le iniziative locali che riuscirete a realizzare (tavolo raccolta firme, incontro pubblico, ecc.) e che comunicherete anche alla Segreteria per la pubblicazione sul sito; portare i moduli alla segreteria del vostro Comune; appendere una locandina nei vostri luoghi di lavoro; coinvolgere il vostro Sindaco; contattare altre associazioni da coinvolgere nella Campagna.

La Campagna per la Difesa civile, non armata e nonviolenta si concluderà nel mese di maggio 2015, con la presentazione alla Camera dei Deputati del progetto di Legge di iniziativa popolare: “Istituzione e modalità di finanziamento del Dipartimento della Difesa civile, non armata e nonviolenta”. Per raggiungere l'obiettivo il vostro contributo sarà fondamentale.

Mao Valpiana -
mao@sis.it


Qui puoi vedere se nel tuo territorio sono già attivi comitati:http://www.difesacivilenonviolenta.org/la-campagna/comitati-territoriali-della-campagna/


Qui puoi scaricare materiali utili per la mobilitazione:http://www.difesacivilenonviolenta.org/strumenti-di-mobilitazione/




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28 gennaio 2015

Case di terra e storie bioregionali



Buongiorno caro Paolo, ...tempo fa ho letto non ricordo dove un articolo in cui si raccontava che in un paese delle Marche che potrebbe essere benissimo Treia, oppure Petriolo ma anche Corridonia, un podestà avesse deciso di coprire con dei grandi teli delle case di terra perché indecorose alla vista durante la visita di un noto gerarca fascista.

Eppure è il frutto più bello dell'autarchia la laboriosità espressa in quel mondo di paglia nella forma dell'auto-costruzione della casa con materiali naturali approvvigionati sul luogo.

In un certo senso l'onda di energia della campagna del grano è arrivata quasi fino a noi, ricordo negli anni sessanta andavo in giro nella periferia urbana di Pescara con la bicicletta tra campi di grano a perdita d'occhio. Un odore mostruoso, la sera le lucciole, i silenzi, il fruscio tra le fronde. Poi il progresso decise di sostituirli con capannoni, centri commerciali, svincoli, discariche, strade, inquinamento.

Ma prima di quello, una sera Giovanni torna barcollando verso casa, sulla strada nel bel fresco della sera la luna gioca con le nuvole nel cielo, qualche cane abbaia in lontananza, si ferma a fare la pipì, scaricando parte del vino che ha in corpo. Percorre la strada nota su e giù diverse volte ma la casa non la trova, niente, scomparsa!

Preso dalla preoccupazione quasi nel panico inizia a chiamare forte la moglie: "MARIA, MARIA!..", da lontano si sente una voce: "GIOVANNI SONO QUA!" - "qua dove?" - "segui la mia voce!". Avvicinandosi Giovanni dice: "Maria ma che hai fatto hai nascosto la casa?" - "non l'ho nascosta io!" - "e chi l'ha nascosta?" - "..il podestà! l'ha fatta coprire, dopo sono passati degli uomini su una macchina nera tutti vestiti di nero! Ma perché l'ha fatta coprire non lo so, forse a quegli uomini vestiti di nero non piaceva il bel colore della casa nostra!".
Nel frattempo Giovanni rinfrancato riesce ad entrare tra i teli e abbraccia la casa dicendo: "quanto è bella casa mia, la più bella che ci sia!".

A quel punto tira fuori la chiave dalla tasca e barcollando cerca di infilarla nella toppa. Maria dalla finestra dice: "Giova' pure stasera hai bevuto?" - "..e un poco!" - "ti butto la chiave?" - "quella ce l'ho, buttami la toppa!"

Ferdinando Renzetti - f.renzetti@casediterra.it

Costruzione di una casa di terra e paglia


27 gennaio 2015

Dieta bioregionale e salute

Dieta bioregionale o alimentazione da importazione..?

Gli italiani rinunciano a frutta e verdura. Che sia colpa della crisi o di mutate abitudini alimentari, fatto sta che, dal 2000 a oggi, ogni anno abbiamo consumato 1,5 kg in meno pro capite di frutta e verdura. Facendo i conti si tratta di una cifra complessiva di 1700 tonnellate.
E' quanto emerge da un'analisi di Nomisma pubblicata sulla newsletter mensile dell'Istituto.
La fotografia relativa al 2014 fa suonare un ulteriore campanello d’allarme: i consumi annui di prodotti ortofrutticoli freschi si sono fermati a 130,6 kg, che equivalgono a non più di 360 grammi al giorno.
Si tratta di una tendenza “pericolosa”, sia per il comparto che per la salute, se si considera che secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità vi è fortissima correlazione in Occidente tra scarso consumo di frutta e verdura e malattie. Inoltre, i dati sul consumo quotidiano segnalano che ci si sta allontanando a passi veloci dalla razione giornaliera raccomandata (almeno 400 grammi al giorno).
La contrazione più forte riguarda la frutta (-15%) rispetto alla verdura (-6%).
Emerge dall'analisi Nomisma come in Italia solo il 18% della popolazione di età superiore ai tre anni consumi ogni giorno 4 porzioni di frutta e verdura. La Spagna è l'unico tra i paesi europei in linea con le raccomandazioni Oms, mentre Francia e Regno Unito, rispettivamente con 223 grammi e 273 grammi al giorno, presentano un dato inferiore a quello del Belpaese.
Considerando il trend a lungo periodo di consumi ortofrutticoli freschi, l'Italia dal 2000 presenta una contrazione del 14%, con una flessione media annua dell'1%, il dato più basso a livello europeo, in controtendenza rispetto a Francia e Germania che riportano un lieve recupero di terreno.
Quello appena delineato è un quadro allarmante, innanzitutto per la filiera ortofrutticola italiana che, con circa 450.000 aziende agricole e oltre 850.000 ettari dedicati, ricopre un ruolo di primo piano in ambito nazionale (oltre ¼ delle aziende agricole e circa il 7% della Superficie Agricola Utilizzata).

"L’implementazione di campagne di informazione e sensibilizzazione, accanto a strumenti e politiche per i produttori, sono certamente una chiave determinante per sostenere i consumi ortofrutticoli - afferma Silvia Zucconi, coordinatore area agroalimentare di Nomisma - Si tratta di iniziative che non possono però essere unicamente volte ad intercettare esclusivamente i bambini e il mondo della scuola. Il modello di apprendimento dei bambini passa soprattutto dall’emulazione: i bambini apprendono i comportamenti da chi li circonda. Il consumo di frutta e verdura nei genitori è così il primo fattore di previsione del consumo di frutta e verdura nei figli."
(Fonte: Notiziario A.K.)


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26 gennaio 2015

Case di terra

La lettera qui pubblicata proviene dal bioregionalista abruzzese Ferdinando Renzetti, un esperto di case di terra. L'abbiamo invitato a visitare le case di terra presenti a Treia ed a partecipare alla prossima Festa dei Precursori del 25 e 26 aprile 2015, che si tiene al Circolo vegetariano VV.TT. di Treia, per parlarci della tecnica antica per costruire abitazioni con la semplice terra. (P.D'A.)


Case di terra... ve ne sono anche a Treia


Treia - Casa di terra

Caro Paolo, per anni ho girato attorno alle case di terra di Casalincontrada in cerca di particolari tecnici di costruzione forme e altro e ho raccolto anche storie racconti usi e modi di dire. i miei personaggi si chiamano sempre Giuann e Marjie i due nomi già di per se comunicano immediatamente nella pronuncia e nei fonemi sedimentazioni storiche e culturali di origine spagnola francese italica arbresh arabe. Giua' la a aperta saracena il Juan spagnolo lo Jean francese e l'italico e cristiano Giovanni in una sola espressione vocale.

Un tempo non si usava bussare, quando si arrivava a casa di qualcuno bastava proferire forte il nome del capofamiglia e si entrava nella piccola cucina rurale: GIUAAA'!!! Nella cucina l'unico mobile era la credenza, in genere ricavata nel muro in terra cruda, quindi con solo la vetrina a vista, in genere vi si conservava il cacio pecorino, olio, il sale e le poche suppellettili... e i semi!

Una mattina, Marjjie nella piccola camera attigua alla cucina, sul materasso di lino filato a mano pieno di frusce di marrocche dice al marito che si stava alzando: "Giua'...vid' coma e' lu temb!" Giovanni assonnato al buio apre la credenza pensando di aprire la finestra risponde: "Marj''... è nuvul' e puzz' di cace!"

Nei dintorni delle case di terra si trovano spesso questi tre alberi e arbusti: la noce, il fico l'alloro. Il fico come frutto, dolce caldo suadente pervasivo che da calorie immediate, il femminile. Il noce, con i suoi frutti, la forza il vigore l'energia il maschile.

Nella tradizione bioregionale si usa ancora fare i fichi secchi con la noce dentro e si chiamano carracine maritate.

Carracina, fico secco maritato con la noce: maschile e femminile uniti da che cosa? Dalla foglia di alloro, col suo profumo, la parte eterea che unisce sancisce propizia e protegge l'unione del maschile con il femminile.

Ora ripensando alle carte napoletane può essere che il quinto elemento, l'etere, sia il mazzo stesso o l'uso stesso che se ne fa del gioco, il tempo sospeso di una giocata, il tempo nel quale era possibile invertire se non l'ordine cosmico almeno l'ordine delle regole.

Dalle case di terra di Casalincontrada buona credenza, buona giocata... anche a Treia.
Ferdinando Renzetti - f.renzetti@casediterra.it

Treia - Altra casa di terra


24 gennaio 2015

Vivisezione: la tortura legale

Vivisezione - La tortura esiste ancora ed è legale....

“L’uccisione di animali, in diritto penale, è il reato previsto dall’art. 544-bis del Codice Penale ai sensi del quale: Chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona la morte di un animale è punito con la reclusione da 4 mesi a 2 anni.Una parte della dottrina recente ha etichettato questo reato coniando il neologismo animalicidio, a sottolineare il parallelo realizzato dal legislatore tra questa fattispecie delittuosa e l’omicidio.”



Quella che sto per raccontarvi non è una favola a lieto fine ma un Grande Passo in avanti con un processo reale per animalicidio che si è concluso al Tribunale di Brescia dove è stata riconosciuta la colpevolezza di 3 imputati su 4, la sussistenza dei reati (maltrattamento ed uccisione) e il principio per cui anche se con il massimo sfruttamento economico e per scopi scientifici, gli animali vanno rispettati e tutelati, come prevede la legge. Punto.

Nello stabilimento di Montichiari, “in 4 anni sono morti oltre 6000 cani, presso green Hill venivano privati di tutto, perfino del loro essere cani: per loro niente carezze, nessuna passeggiata all’aria aperta, cibo scadente (per tagliare i costi di produzione…), gabbie sporche, giornate tutte uguali scandite dal rumore e da temperature insopportabili. Sepolti vivi in assurdi e soffocanti capannoni in attesa di essere torturati nei laboratori di mezza Europa.Un pensiero speciale per le fattrici di beagle, schiave destinate alla riproduzione forzata e spremute fino all’ultima goccia di sangue prima di essere gettate via a fine carriera come fossero immondizia. Durante il processo è emerso infatti che le beagle ormai inutilizzabili venivano cedute alla B&K in Inghilterra per l’estrazione di siero e altri emoderivati, sostanze preziose per i laboratori di sperimentazione animale. Doppio sfruttamento e doppio profitto!”

Il comitato Montichiari contro Green Hill scrive dal suo blog e rimbalza su tutti i network:” Oggi a Brescia, sentenza storica per i diritti degli animali. Il giudice ha accolto la tesi accusatoria del PM e ha condannato i vertici aziendali di Green Hill per animalicidio. Nel dettaglio, le pene comminate sono le seguenti: Renzo Graziosi, veterinario dell’allevamento, condannato a 1 anno e 6 mesi e segnalato all’Ordine dei Medici Veterinari di Pescara; Roberto Bravi, direttore di Green Hill , condannato a 1 anno; Ghislaine Rondot, Amministratore Delegato di Green Hill e gestore della Marshall Bioresources sede di Lione, condannata a 1 anno e 6 mesi; per tutti i condannati sospensione delle attività per due anni (cioè non potranno lavorare in altri allevamenti sul territorio nazionale) e pagamento delle spese processuali e del risarcimento danni in solido con l’azienda e, infine, confisca di tutti i cani; assolto invece il consulente di Green, Bernard Gotti per non aver commesso il fatto. Ricordiamo che in ogni caso Green Hill non potrà mai più riaprire come allevamento di cani da sperimentazione né a Montichiari né altrove…”


Si, si è concluso così, a Brescia, il processo contro i responsabili di Green Hill, l’allevamento di cani beagle, a Montichiari nel Bresciano, che fu chiuso su ordine della Procura di Brescia nel luglio 2012. Vennero escluse come parti civili Legambiente nazionale e Legambiente Lombardia oltre a Oipa e associazione Vita da cani, furono invece ammesse la Lav, Leal, Lega nazionale difesa del cane ed Enpa. Non posso altro che condividere con gioia questa notizia, perchè ogni crudeltà su una creatura vivente è un crimine.


Con tante e tanti di voi ci siamo conosciuti nel 2010 per la “Prima Manifesta Azione Nazionale contro la Vivisezione a Roma il 25 settembre“, per poi a manifestazione autorganizzata concludere felicemente stanca così: “25 settembre a Roma vince Passaparola contro la Vivisezione” E ripeto come allora Sediamoci sdraiamoci insieme, c’è fretta di rimanere in Vita.Grazie Web Grazie Facebook Grazie a chi non c’era ma ci ha seguito con affetto. Io e un Coniglio, a caso capitati il 25 settembre a Roma, per Aprire le Gabbie: scoprendo che appena dietro la porta di casa mia… nostra, si può osare, e tentare tutto. In polinesiano si dice Tamata.


Doriana Goracci


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23 gennaio 2015

Dal 3 al 15 marzo 2015 incontri di deep democracy in Italia

Roma, Firenze, Milano, Torino - Dal 3 al 15 marzo 2015 incontri di deep democracy con Ana Rhodes



Cara Umanità Splendente!! Evento imperdibile!! arriva la Deep Democracy in Italia!!!!! (sotto una breve spiegazione) con una Facilitatrice di eccezione Ana Rhodes direttaSente dall'ecovillaggio di Findhorn!

siete invitati a venire numerosi!!


- 3-4 marzo 2015 a ROMA
- 6-8 marzo 2015 a FIRENZE
- 10-11 marzo 2015 a MILANO
- 13-15 marzo 2015 a TORINO

si baserà sull'economia del dono.. con una cifra consigliata (per poter pagare il viaggio e qualcosina alla nostra ospite) intorno ai 20e al giorno c.a. ancora da stabilire...ovviaSente uno è libero di donare di più o di meno rispetto alle proprie possibilità!

Sappiate che Questo Tour nasce dall'idea di far conoscere questa splendida e magica metodologia per comprendere se stessi e gli altri e arrivare ad aprire una SCUOLA!! si, perché esiste solo all'estero e noi Italiani siamo ogni tanto un po' addormentati per comprendere le cose di cui abbiAmo VeraSente Bisogno per imparare ad Amarci..AscoltAmarci..IncontrAmarci!!


IO SONO STATA AD UN SUO SEMINARIO E NON BASTANO LE PAROLE PER SPIEGARE LA GRATITUDINE DEL MIO CUORE!!! MI HA DATO TANTISSIMO E ORA SONO SUPER ASSETATA!!! ANCORA!!! ANCORA!!SI!!
Ci vediAmo lì!!!


DEEP DEMOCRACY – DEMOCRAZIA PROFONDA PER PERSONE, GRUPPI, COMUNITÀ. E PER IL MONDO INTERO.

Quali strumenti interiori e attitudini potrebbero esserci utili nelle relazioni nelle nostre famiglie, organizzazioni e comunità?

Come possiamo affrontare la complessità che emerge quando gruppi e individui con differenti livelli di privilegi interagiscono, nella strada del cambiamento?

Come possiamo costruire comunità e abbracciare la diversità accrescendo le nostre capacità comunicative, la facilitazione e i processi decisionali?

Come facilitare conflitti ‘scottanti’ e trasformare la loro energia in uno speciale mezzo per creare comunità?

Come affrontare le tematiche legate al Potere e ai differenti Ranghi e posizioni?

La Deep Democracy è un importante strumento per comprendere e favorire la consapevolezza, sia nei processi individuali che in quelli di gruppo.


La democrazia inizia da se stessi, mettendo in tavola tutto ciò che siamo, incluse quelle qualità, abitudini, sentimenti e pensieri che abbiamo la tendenza a escludere, con i quali non ci sentiamo a nostro agio e per questo tendiamo a marginalizzare.

In modo simile in ogni gruppo, comunità o luogo di lavoro, assicurare che tutte le voci siano ascoltate – incluse quelle che sono difficili e impegnative – e accogliere le tensioni del gruppo, effettivamente permette l’attuarsi della trasformazione e del cambiamento.

Deep Democracy è un termine coniato da Arnold Mindell – analista junghiano e creatore del nuovo approccio terapeutico chiamato Process Work (o Process Oriented Psychology): la DD unisce il lavoro ‘esterno’ dell’attivista sociale con quello ‘interiore’ della psicologia e della meditazione, radicandoli alla nostra connessione con la Terra-che-sente.

La Deep Democracy suggerisce che tutte le voci, le informazioni ad ogni livello, i segnali, gli stati di consapevolezza e i paradigmi sono ugualmente importanti: tutti sono necessari a comprendere l’intero processo del sistema.

Uno degli obiettivi più importanti della Deep Democracy è incoraggiare la consapevolezza della diversità e della comune tendenza a discriminare e marginalizzare le parti meno facili da accettare, soprattutto quando sorgono tensioni: e questo avviene sia a livello personale, interiormente, che di gruppo, ad un livello sociale.

CIR informa cir.informa@altersoftware.it



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21 gennaio 2015

Agricoltura biologica bioregionale

Salviamo l'Agricoltura con il biologico bioregionale




Abbiamo tutti i dati disponibili sui responsabili del fallimento delle
politiche agroambientali europee in Italia, miliardi di € stanziati
dal 1992 (e in forma obbligata e prioritaria dal 2000), per sostenere
le coltivazioni biologiche e la sostituzione dei pesticidi chimici in
agricoltura, ovvero la loro reale riduzione, obiettivo principali dei
regolamenti europei in materia.

Gli Agricoltori Biologici hanno diritto al pagamento dei mancati
ricavi (considerato un calo del 30% di rese), maggiori costi, più un
20% per i costi di transazione (burocrazie), più un 30% per azioni
d'area collettive che possano comportare un beneficio territoriale (ad
esempio nell'area del Lago Trasimeno, di interesse naturalistico
europeo strategico, che poteva godere anche di sussidi aggiuntivi
ulteriori, mai utilizzati). I riferimenti medi a superficie europei
sono di 600 €/ha per le colture erbacee e 900 €/ha per quelle arboree,
salvo possibilità di aumentare adeguatamente tali pagamenti per
colture particolarmente sensibili e costose (Orto-frutticole, Tabacco,
Ornamentali, Ulivi secolari, Vigneti di pregio, ecc.).

Soldi che, purtroppo, hanno invece sostenuto prima una falsa riduzione
dei Pesticidi (Reg. 2078/92) e poi una falsa Agricoltura Integrata (da
2000 al 2013), senza obbligo di utilizzo dei prodotti biologici
"sostitutivi dei pesticidi" chimici, come previsto dalla Decisione CE
del 30-12-1996 in materia di Produzione Integrata.

E, dopo 20 anni di disastro chimico e truffe agroambientali, dal 1
gennaio 2014 l'Agricoltura Integrata è diventata obbligatoria su tutto
il territorio nazionale con l'entrata in vigore del D. lgsl. 150/2012
che recepisce la Direttiva UE sull'uso sostenibile dei Pesticidi e non
potrà pertanto più godere dei pagamenti agroambientali, previsti per
impegni facoltativi a benefico ambientale e sanitario. Nonostante ciò
alcune regioni (Umbria, Toscana, ecc.) hanno aperto bandi
agroambientali nel 2014 per continuare a pagare l'agricoltura
"cosiddetta integrata".

Mentre i disciplinari di Agricoltura integrata, ancora oggi come da 20
anni, prevedono trattamenti chimici molto superiori al normale uso in
agricoltura convenzionale. Una truffa comunitaria, denunciata dagli
agricoltori Umbri alla Corte dei Conti dell'Umbria, nel 2001
(Procuratore Minerva) e alla Corte dei Conti UE nel 2007, al MIPAAF e
alla Commissione UE, con uno studio inviato dal sottoscritto che segue
la relazione durissima della stessa corte dei Conti UE sulla spesa
agroambientale (Rel. n. 3/2005).

Con segnalazioni ed esposti al Comando NAC, gia dal lontano 2001-2002,
alle Trasmissioni Report e ad Ambiente Italia negli stessi anni
2001-2002 e in svariate denunce pubbliche e convegni... fino ai giorni
nostri, laddove le colline in primavera, invece che verdi diventano
arancio, per l'uso assurdo dei disseccanti totali, che prima non si
utilizzavano in agricoltura. Mentre ora sono addirittura inseriti nei
disciplinari di Agricoltura Integrata con cui si prende il pagamento
europeo agroambientale (i soldi delle nostre tasse), con conseguenze
disastrose per la distruzione dell'humus dei terreni e le conseguenti
alluvioni per mancanza di trattenimento dell'acqua... fino al delirio
legislativo di autorizzarli per disseccare il Grano e gli altri
cereali prima della raccolta, in modo da avvelenare la base della
dieta Italica, provocando esplosioni di allergie, celiachia, tumori
dell'apparato digerente, leucemi e linfomi, ecc... causati dai residui
dei disseccanti stessi.

L'Italia, in tal modo, ha costantemente aumentato le vendite di
pesticidi chimici di sintesi negli ultimi 20 anni, acquistati spesso a
scontrino, da agricoltori che hanno percepito e continuano a percepire
pagamenti agroambientali, coperti e incentivati dai Sindacati
Agricoli, mentre l'agricoltura biologica ha visto ridurre i terreni
certificati (a fine conversione) di oltre il 20% negli ultimi 10 anni.
E l'incremento continuo dei residui chimici nelle acque superficiali e
profonde è il principale indicatore del risultato fallimentare e
negativo della politica agroambientale delle regioni e del ministero,
che rischiano una procedura d'infrazione comunitaria. Oltre alla
riduzione drammatica degli insetti impollinatori (Api), ...e degli
spermatozooi degli esseri umani, come ci ricorda il Dr. Luigi Montano.

Mentre i Sindacati Agricoli continuano a vivere in un conflitto di
interessi, essendo partecipi dei Consorzi agrari che vendono pesticidi
chimici, mentre decidono le politiche regionali agroambientali nei
cosiddetti Tavoli Verdi insieme alle regioni...

Invece di riconvertire i consorzi all'Agroecologia e vendere mezzi
tecnici biologici, supportati dai pagamenti agroambientali comunitari,
attuando una convergenza di interesse per il bene collettivo, che era
l'obiettivo della politica agroambientale europea, ndr.

Manca ancora la necessaria assistenza tecnica specialistica nella
difesa delle coltivazioni, nonostante sia finanziata dalla Comunità
europea con 1.500 € a consulenza aziendale dal 2007, mentre i tecnici
divulgatori agricoli han finito per diventare burocrati dei sindacati
stessi per le pratiche dei contributi europei, in concorrenza
(sleale?) nei confronti dei tecnici privati iscritti agli albi
professionali, non adeguatamente difesi dagli albi professionali.
Agroecologi che dovevano essere invece da guida per le politiche
agroambientali europee, prioritarie ed obbligatorie, assistendo in
maniera indipendetne gli agricoltori nella riconversione alle tecniche
biologiche.

Mentre i venditori di pesticidi (o i loro cosiddetti "tecnici
dipendenti") abusano della loro professione, consigliando direttamente
gli agricoltori sull'uso dei Pesticidi chimici di sintesi, senza la
necessaria prescrizione da parte di tecnici abilitati e indipendenti
dalla vendita dei pesticidi chimici, come previsto dalla circolare
MIPAAF sull'atto fitoiatrico.

E gli albi professionali, dopo un ventennio in cui sono stati a
guardare, sono ricorsi finalmente al TAR del Lazio... mentre per
comprare un semplice antibiotico bisogna andare dal veterinario.

Insomma mi pare ce ne sia abbastanza per un'indagine parlamentare e
una commissione d'inchiesta che metta un pò d'ordine in materia. Oltre
che per una denuncia alle Procure della Repubblica. Intanto, sono in
corso ricorsi ai TAR (degli agricoltori biologici in Toscana) e
appelli al Consiglio di Stato sulla materia agroambientale. Che
speriamo si concludano positivamente con il rimborso delle somme
percepite da chi ha praticato una falsa agricoltura integrata e per il
trasferimento dei fondi stessi verso chi si impegna nella
riconversione biologica, con commisurazione adeguata dei Pagamenti
Agroambientali corrrispondenti (oggi molto ridotti rispetto a quanto
previsto dalle norme UE).

Mentre i nostri figli hanno raggiunto il record mondiale dei tumori
dell'infanzia (OMS), con allergie su oltre 2 milioni di bambini e
l'aspettativa di vita sana Italiana è crollata di almeno 8 anni dal
2003 ad oggi (Eurostat). Con la spesa sanitaria che incide oggi per
oltre l'80% dei bilanci regionali (almeno 100 miliardi all'anno per
malattie degenerative, con conseguenze, purtroppo, spesso mortali)

I Pesticidi sono definiti dalla Dir. in materia di Uso sostenibile
come Pericolosi per la salute e rappresentano le principali concause
aggravanti della maggior parte delle patologie degenerative gravi,
come dimostrano auterevoli entità di ricerca (IARC Lione, Ist.
Oncologico Ramazzini - Bologna, ecc.).

E' troppo tardi ormai per essere pessimisti o catastrofisti... è solo
tempo di Agire.

Mentre si stanno decidendo in questi mesi i nuovi PSR Regionali, le
ricchissime finanziarie agricole che hanno a disposizione degli
agricoltori i fondi adeguati per riconvertire tutta l'Agricoltura
italiana al Biologico, e prevedono anche il pagamento di ulteriori
azioni a beneficio agroclimatico-ambientale (incremento dell'humus e
della biodiversità, riduzione della CO2, Siepi e alberature,
forestazioni e aree naturali, ecc.), dell'Assistenza Tecnica (1.500 €
per consulenza), per la formazione dei tecnici (200.000 € all'anno),
per la certificazione biologica (3.000 € ad azienda), per i giovani
agricoltori (70.000 € per ogni nuova partita iva), per Innovazioni e
Diffusione delle tecniche agroecologiche, per la promozione dei
prodotti agroalimentari biologici e la vendita diretta, per le
fattorie biologiche didattiche e sociali, per i progetti agroecologici
intercomunali dei GAL, per le Assicurazioni agevolate in agricoltura,
con rimborso del 65% dei costi delle polizze in caso di Assicurazioni
Mutualistiche tra gli agricoltori per la Difesa Biologica dalle
avversità (malattie e insetti dannosi, grandine ecc.) delle
coltivazioni, per gli investimenti agricoli e per l'informazione degli
agricoltori... oggi disinformati quasi su tutto in materia
agroecologica. E per i consulenti delle Regioni e del Ministero, che
dovrebbero essere esperti in materia agroambientale, obbligatoria,
prioritaria e trasversale su tutte le azioni previste dalla PAC per
l'Italia, che gode di oltre 50 miliardi di € (dal 2015 al 2020) e dai
Regolamenti Europei che finanziano i PSR (20 miliardi di € per
l'Italia).

Non perdiamo anche quest'ennesima occasione... sono esattamente 25
anni che ripetiamo le stesse cose.

Salviamo l'Agricoltura Italiana e soprattutto salviamo gli agricoltori
dal suicidio chimico, da altri premeditato...

Giuseppe Altieri


20 gennaio 2015

Montecorone - Preparativi per il Collettivo Ecologista del 20 e 21 giugno 2015


Care, cari, siamo qui ad informarvi che dobbiamo posticipare il secondo appuntamento organizzativo per il Collettivo Ecologista 2015 da tenersi a Montecorone a casa di Pietro. Precedentemente avevamo fissato la data del 1 febbraio per rivederci ma nel frattempo sono subentrati degli impicci di lavoro per quella data ed inoltre alla fine di gennaio partiamo per le Marche. Tra l'altro, non avendo ancora ricevuto conferme collaborative, ricordiamo a tutti quali sono le figure utili alla riuscita della manifestazione del Solstizio estivo : una persona che si occupi della raccolta dei fiori di San Giovanni e della preparazione dell'acqua benedetta per il sabato 20 giugno, una persona che conduca le danze sciamaniche attorno al fuoco la stessa sera unitamente ad alcuni musicanti, una persona disposta a dare una mano per la preparazione culinaria ed un'altra per il coordinamento interno logistico nelle due giornate. 

Ovviamente ogni partecipante è comunque chiamato a condividere tutti i lavori di gruppo e dare un aiuto alla conduzione generale, ad esempio portando qualche cibo cotto e crudo vegetariano o bevande, e aiutando nelle varie necessità di disbrigo, etc. Lo scopo dell'Incontro Collettivo Ecologista è quello di fare un esperimento di vita comunitaria, con persone che si incontrano anche per la prima volta, in modo da creare un senso di comunità e solidarietà reciproca. 

Durante i due giorni verranno scambiati in varie sessioni di sharing le proprie esperienze personali sulla vita ecologica, con esempi di agricoltura, artigianato, arte, etc. per cui ci sarà anche da mettere in pratica le proprie capacità trasmettendole e condividendole con tutti gli altri. Per cui al fine di decidere le parti e mettersi tutti in gioco in modo concreto abbiamo pensato di incontrarci organizzativamente nella prima metà di maggio -ad esempio la domenica 10 maggio 2015- nel primo pomeriggio, per poter stabilire i compiti e visionare gli spazi utili (per i cerchi di condivisione e per il fuoco rituale).

 Auguriamo a tutti buona continuazione di percorso. 

Paolo D'Arpini e Caterina Regazzi 

 Scrivere a: circolovegetariano@gmail.com


19 gennaio 2015

Proposte agricole bioregionali per la XXXI Festa dei Precursori - Treia dal 25 al 26 aprile 2015

Proposte agricole bioregionali per la XXXI Festa dei Precursori che si tiene a Treia dal 25 al 26 aprile 2015

1. Non mangiare carne ed alimenti d’origine animale se non di allevamenti biologici ed al massimo una volta alla settimana, o meglio, al mese. In fondo è molto meglio essere vegetariani… si diventa più sereni e, soprattutto in pace con la “coscienza planetaria”, si corre di più nello sport e si fa anche meglio l’amore, vivendo più a lungo. Ovviamente con varietà e fantasia, a tavola come in tutto il resto. L’alimentazione a prevalenza vegetariana oggi si impone come atto di civiltà e rispetto della Natura del pianeta Terra e dev’essere la prima risposta dell’Istinto di sopravvivenza della specie Umana.

2. Trasformare gli allevamenti industriali in biologici, pertanto, utilizzando i pagamenti europei stanziati per il benessere animale, ovvero 500 € per Unità Bovina Adulta, a disposizione delle Finanziarie agricole Regionali, i Piani di Sviluppo Rurale, elaborati troppo spesso di nascosto, mentre le norme prevedono la Massima concertazione e discussione popolare.

3. Nel contempo è necessario interrompere il sostegno agli allevamenti industriali, oggi calcolato sul numero di capi venduti o sulle quote di latte prodotto, che dissangua le finanze europee per sostenere ormai solo il mercato dei mangimi e dei farmaci, essendo gli allevatori in perdita netta. Spostando tali immense risorse sulla Zootecnia Biologica, che in un paese civile dovrebbe essere semplicemente obbligatoria, non foss’altro per la sofferenza degli animali allevati in veri e propri lager o in gabbie (…e di coloro che se li mangeranno).

4. Con una moratoria mondiale, a partire dall’Italia, fermare gli OGM e i brevetti sulla materia vivente, che rendono gli agricoltori “tossicodipendenti” delle Multinazionali, le quali vendono semi e pesticidi collegati, ritirando i raccolti a prezzi da fame. Mentre i commercianti locali e le banche acquisiscono i terreni degli agricoltori per ripianare i debiti.

5. Vietare l’uso di Pesticidi e di concimi chimici che distruggono i terreni, oggi ormai inutili, in quanto sostituibili con tecniche biologiche. Anche in base al Reg. Cee “Reach” ed ai diritti costituzionali inviolabili alla salute, alla salubrità dell’ambiente ed al progresso dell’agricoltura (Art 32, 9, 44 della Costituzione Italiana). A partire dai Sindaci che possono, in qualità di responsabili della salute pubblica, dichiarare i territori Biologici e liberi da OGM (vietandone il commercio oltre che la coltivazione).

6. E’ necessario Utilizzare immediatamente al meglio le risorse economiche previste dai regolamenti europei “agroambientali” Sono a disposizione circa 200 miliardi di € in Europa per i PSR Regionali, una cifra enorme sufficiente a riconvertire in biologico la gran parte dell’Agricoltura Europea. In Italia, con la riforma medio termine della PAC, abbiamo circa 25 miliardi di € disponibili, con priorità e obbligatorietà per l’agricoltura Biologica (nelle misure agroambientali, che possono interessare fino al 70% del bilancio complessivo dei Piani di Sviluppo Rurale regionali.

Prof. Giuseppe Altieri, agroecologo



17 gennaio 2015

Ginecologia ecologica a Sulmona - 21 febbraio 2015

Sulmona, 21 febbraio 2015 - Ostetricia e ginecologia ecologiche avanzate

STRATEGIE SEMPLIFICATE IN OSTETRICIA E GINECOLOGIA, PER UNA MEDICINA BASATA SULL'EVIDENZA E L'ECCELLENZA IN CHIRURGIA



Un evento di rilevanza internazionale, imperdibile! Entrambi chirurghi
di formazione, grazie alla loro esperienza unica sono considerati
massimi esperti mondiali di fisiologia del parto e della gravidanza ma
anche di eccellenza clinica e chirurgica.
Un'accoppiata d'eccezione per esplorare insieme le caratteristiche di un
reparto maternità modello, in un momento storico in cui da un lato
abbiamo le linee guida internazionali che invitano a ridurre il numero
di cesarei e dall'altra la realtà quotidiana, in cui questo numero non
fa che aumentare. C'è una via d'uscita?
I due relatori si confronteranno con opinion leader nazionali a SULMONA
SABATO 21 FEBBRAIO 2015.

La giornata di aggiornamento è indirizzata specificatamenteare agli
esperti del settore di ogni ordine e grado, in prima linea i medici e le
ostetriche. E' stato chiesto l'accreditamento. Grazie all'arte di Stark
e Odent, tuttavia, che sanno spiegare ogni aspetto in modo semplice e
perfettamente comprensibile a chiunque, si raccomanda vivamente la
partecipazione a tutti coloro che vogliono saperne di più, per motivi
professionali o personali.

Per info e iscrizioni
www.albaauxilia.eu [1]
0039 393 1825042

IL MOMENTO DI ISCRIVERSI E' ORA!


Clara Scropetta

Stark, 1944, oncologo di formazione, è stato primario del reparto di
ostetricia e ginecologia dell'ospedale Misvag Ladach a Gerusalemme per
più di 20 anni, con ottimi risultati. Padre della moderna tecnica di
cesareo, grande innovatore in chirurgia. Fondatore della NESA, New
European Surgery Academy, che propone percorsi di formazione in tutto il
mondo. Autore di più di 100 articoli pubblicati nella letteratura
scientifica.
Odent, 1930, chirurgo di formazione, è stato primario del reparto di
chirurgia e della maternità dell'ospedale di Pithiviers, Francia, per
23 anni, con risultati sorprendenti. E' stato il primo a scrivere un
articolo sul rooting reflex alla nascita (la capacità del neonato di
arrampicarsi sul corpo della madre e trovare il seno da sè), sull'uso
dell'acqua in travaglio (vasche da parto) e di iniezioni intradermiche
di acqua sterile in zoma lombare come alternative all'analgesia
farmacologica. Fondatore del Primal Health Research Center a Londra.
Ideatore e promotore di due Congressi internazionali sulla nascita e la
salute primale svoltisi alla Canarie nel 2010 e alle Hawaii nel 2012.
Autore di più di 20 testi divulgativi, molti dei quali pubblicati in
italiano, e di più di 100 articoli pubblicati nella letteratura
scientifica. L'ultimo libro è Childbirth and the evolution of Homo
sapiens.




permalink | inviato da retebioregionale il 17/1/2015 alle 10:15 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


 

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